Mercoledì 19 Settembre 2018 - 22:23

Al teatro Bellini un Eduardo senza tempo

di Giuseppe Giorgio

NAPOLI. Sono stati Carolina Rosi e Gianfelice Imparato, al teatro Bellini, ad inoltrarsi nuovamente con la “Compagnia di Teatro di Luca De Filippo” tra gli affascinanti e difficoltosi sentieri tracciati dalla genialità di un Eduardo senza tempo e senza confini. Lasciandosi ammaliare dagli emblematici personaggi di Pasquale Lojacono e della moglie Maria, protagonisti di quella gloriosa “Questi Fantasmi” presentata per la prima volta da Eduardo il 7 gennaio del 1946 al teatro Eliseo di Roma, i due interpreti hanno fatto da sapienti ciceroni per l’arcinota vicenda del povero don Pasquale che va ad abitare in un appartamento di 18 stanze, che gli è stato ceduto in affitto gratuito solo perchè lui soggiornandovi riesca a sfatare le voci sui presunti fantasmi che vi alloggiano. 
Nelle mani di Imparato e della Rosi, passionale erede e direttrice di quella stessa Compagnia che fu del compagno di scena e di vita Luca De Filippo, la messinscena diretta dal moderno regista Marco Tullio Giordana, si presenta subito in una veste nuova e spigliata ma al tempo stesso rispettosa della monumentalità di una commedia davvero senza età. Tant’è che, pur discostandosi per stili interpretativi e toni dai canoni rigorosamente eduardiani, la versione di “Questi Fantasmi” vista al Bellini, offre una lettura godibile del testo, capace di sottolineare al meglio, tutto il doloroso umorismo dell’autore compreso l’universalità delle sue espressioni. Imparato al suo Lojacono, offre un’immagine diversa da quella cui il pubblico è stato abituato negli anni, ma non per questo meno coinvolgente ed introspettiva. Il suo don Pasquale è più che mai umano, commovente persino, e mai perde di vista la contemporanietà. Ben diviso tra l’ambiguità, la tristezza interiore e lo smarrimento, Imparato, riesce a produrre una prova decisamente riuscita dai tratti fini e in sintonia con il topos dell’opera rappresentata. A fargli ala, una superba Carolina Rosi, che rendendo più che mai femminista il personaggio di Maria, scompaginando i luoghi comuni e i vecchi modelli della donna soccombente, disegna i tratti forti e delicati di un’eroina avanti con i tempi. E con loro, oltre a Nicola Di Pinto, straordinario nel ruolo di Raffaele il portiere nonché anima nera, un gruppo di attori sempre all’altezza del compito nei ruoli delle varie “anime”, tra cui vanno almeno citati: Giovanni Allocca, Massimo De Matteo e Gianni Cannavacciuolo. 
Fino al prossimo 21, al teatro Bellini, una commedia che superando brillantemente il cambiamento dei costumi e della società, mette a nudo, con una comicità poliedrica e raffinata, i più profondi meandri dell’animo umano. E non importa se preso dall’enfasi del gran signore spagnolo “Rodriguez Lòs Deriòs” e del suo palazzo del Seicento, citato dall’autore Eduardo nel suo testo, lo scenografo Gianni Carluccio, utilizza come sfondo lo scontato “Palazzo dello Spagnuolo” alla Sanità, dimenticando che lo stesso fu eretto circa un secolo dopo, nel 1738. 
E non importa neanche se, nell’intervallo, chissà per quale stravagante idea, dai balconi di casa Lojacono presenti in scena, compaiono due fantasmi come quelli del Castello degli Spiriti al Luna Park. Perchè, mentre ancora una volta il grido di disperazione di Pasquale Lojacono, si trasforma in finta e beffarda allegria, a trionfare su tutto è la grandiosità di un commediografo dai meccanismi e dai ritmi drammaturgici perfetti. Anche dalle tavole del palcoscenico di via Conte di Ruvo, infatti, con “Questi Fantasmi”, e con una compagnia degna del nome del suo fondatore, i lamenti e le speranze del popolo napoletano continuano ad avere un volto sempre più universale. 

 

13:56 12/01

di Redazione

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