Domenica 25 Febbraio 2018 - 16:42

Il cast del film “A casa tutti bene” al cinema Metropolitan

NAPOLI. Il regista Gabriele Muccino e parte del cast del film “A casa tutti bene” (con Nicola Grispello nella foto di Marco Sommella) sono stati ospiti di Nicola Grispello, patron del cinema “Metropolitan”, nella sala di via Chiaia dove hanno salutato il pubblico al termine della proiezione. La pellicola, girata a Ischia, vede protagonisti Stefano Accorsi, Carolina Crescentini, Elena Cucci, Tea Falco, Piefrancesco Favino, Claudia Gerini, Massimo Ghini, Sabrina Impacciatore, Gianfelice Imparato, Giulia Michelini, Sandra Milo, Giampaolo Morelli, Stefania Sandrelli, Gianmarco Tognazzi.

16:14 24/02

di Redazione

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La ballerina spagnola Lucia Lacarra: «Amo il calore dei napoletani»

di Gemma Russo

NAPOLI. Il teatro Bellini ha ospitato la prima edizione del “Bellini International Dance Gala”, progetto messo in essere dalla coreografa Emma Cianchi e dalla giornalista Manuela Barbato, in collaborazione con Giuseppe Canale, ballerino napoletano della “West Australian Dance Company”. Per due sere sullo stesso palcoscenico hanno danzato insieme le stelle più brillanti della danza mondiale, regalando al pubblico napoletano un’ora e dieci di intensa emozione. Abbiamo incontrato la spagnola Lucia Lacarra (nella foto di Federica Capo), tra le più brave danzatrici e interpreti contemporanee. 
Non è la prima volta che danza a Napoli: come trova questa città?
«Sono stata tante volte a Napoli. È, però, la prima volta che danzo al teatro Bellini. Mi piace il calore della gente di questa città. Mi ricorda quello della mia terra che non si affaccia sul Mar Mediterraneo ma i modi di fare della gente sono simile ai vostri. Siete sempre sorridenti. Questa cosa mi piace tanto».
La danza per lei cos’è?
«La mia vita. La mia scelta ogni giorno. È quello che ho sempre voluto fare sin da piccolissima. Mi sento una persona fortunata perché non solo faccio quello che avrei sempre voluto fare ma ho avuto la fortuna d’avere il talento per farlo a questi livelli. Questo è stato un regalo».
Quanti anni aveva quando ha iniziato?
«Sono nata in un paese piccolissimo, chiamato Zumaya, nel nord della Spagna. Era talmente piccolo da non avere neanche un’accademia di danza. A 9 anni ho incominciato a studiare e per farlo mi sono trasferita a San Sebastián, un paese più grande a mezz’ora dal mio. Lì lavoravo duramente per un’intera settimana. Era importante vincere la borsa di studio che m’avrebbe permesso di continuare a studiare a Madrid. A 15 anni già danzavo da professionista con il “Ballet de Victor Ullate”. Ero giovanissima anche se mi sentivo già adulta».
Quale dote non deve mancare ad un ballerino per essere bravo?
«Ci sono due elementi indispensabili: la fisicità e il cuore. La prima è necessaria perché è più facile danzare se hai delle determinate doti fisiche, altrimenti faresti delle cose non adatte al tuo corpo. È però il cuore a fare la differenza. Ci sono in giro tanti ballerini bravissimi. Su YouTube o facebook vedrà filmati in cui si fanno delle prodezze tecniche. Piroette, salti, cose incredibili che difficilmente vedrà fare su un palcoscenico. Le doti atletiche sono importanti ma la danza è un’arte e bisogna essere capaci di comunicarla, di trasformarsi, di prendere le proprie emozioni e metterle sul palcoscenico. La chiave è danzare con l’anima e con il cuore, non solo con il corpo».
Quando è sul palcoscenico, quanto è difficile trasmettere al pubblico l’emozione che le pulsa dentro in quel preciso istante?
«Per me non è mai stato difficile. Se ho deciso di fare della danza il mio lavoro, è proprio per quel preciso attimo. Lavorare sul mio corpo con l’esercizio è dare a questo un vocabolario, una forma nella quale il mio essere trova espressione. Necessario è conoscere i passi e la coreografia. Ma, se ho scelto di fare della danza la mia vita è per la connessione che si crea, per essere ogni sera in un ruolo diverso, vestire non i panni ma la pelle di un personaggio, vivere le emozioni di questo anche se non sono mie, cercando di capirle, sentendole intensamente per poi trasmetterle al pubblico. Quella è la ragione, il motivo per cui mi vede danzare sul palcoscenico. Non è solo ballare. È un momento di verità in cui davanti a te non hai lo specchio per controllare la tecnica. Ti lasci andare. Il palcoscenico diventa adrenalina pura che non ti stanchi mai di vivere».
Cosa direbbe ad un giovane il cui sogno è danzare per professione?
«Di lavorare sodo poiché è un mondo difficile. Ci vuole sacrificio e disciplina. Quest’ultima è quella che ti dai tu stesso e non gli altri. Ti imponi una condotta perché sai che questa è buona per te, per il tuo lavoro e che con il passare del tempo ti porterà dei benefici. Non bisogna poi dimenticare che siamo artisti e non facciamo ginnastica. Quando si è sul palcoscenico, il danzatore deve avere coscienza del suo essere speciale e diverso dagli altri. La diversità è la nostra forza, ciò che diviene indispensabile in scena. Deve conservare la sua personalità, il carattere, la maniera di camminare, di guardare. Deve essere vero. Non emulare quello che fanno gli altri ma sentire e essere sé». 
Quindi il talento è nella diversità e nel non aver timore di mostrarla?
«Sì, fare un pezzo in scena è dire qualche cosa a qualcuno. È arte. È quello a fare l’artista, una persona unica con emozioni uniche e che ha una sola maniera per poterle comunicare: danzarle. Nel fare questa professione bisogna cercare l’equilibrio tra tecnica e cuore. La prima è importante ma se uno volesse essere perfetto tecnicamente dovrebbe avere un costante controllo su di sé. Il controllo intrappola le emozioni, mentre essere degli artisti significa lasciarle andare senza aver paura».
Come ha capito che la sua strada era nella danza?
«Non saprei dirglielo. Avevo appena 3 anni e già dicevo di voler essere una ballerina. Eppure nella mia città non c’era neanche una scuola di danza, né nella mia famiglia qualcuno con questa passione. Tutti pensavano fosse il desiderio di una bambina che oggi vuole fare la danzatrice, domani il dottore e dopodomani la maestra. L’ho sempre affermato con decisione. Era il mio istinto. Lo avevo dentro e senza sapere come. Non ho mai cambiato idea in tutti questi anni. Una fortuna».
Non è semplice arrivare ai suoi livelli. Avrà avuto momenti difficili. Come ha fatto a non mollare?
«Certo che ne ho avuti. Questo lavoro è difficile soprattutto quando si è tanto giovani. La maturità deve arrivare presto poiché quello della danza è un mondo duro, dove non tutti ti vogliono bene e dove c’è molta competizione. Mi sono creata una barriera di protezione. Sono un’artista sensibile che facilmente è ferita dal mondo intorno. Allora, ho imparato a proteggermi cercando di non diventare fredda e dura. È l’amore che ho per questo lavoro a farmi andare avanti». 
Mi racconta una sua dote?
«La sensibilità. Questa dote può anche fare molto male. Ho sofferto molto per questo mio modo di essere. Non voglio cambiare. Arricchisce anche il mio lavoro».
Ha rimpianti?
«Mai. Molte volte ho sbagliato ma anche dagli sbagli si impara. Mai avere rimpianti. Meglio fare che non fare, senza avere paura». 
Cosa desidera?
«Per la verità in questo momento tante cose nuove sono arrivate e stanno arrivando nella mia vita. Da settembre prenderò la direzione artistica del “Víctor Ullate Ballet”. Ritorno alla mia prima compagnia in veste diversa. Desidero fare un buon lavoro. Ci vado a mettere tutto il mio cuore e la mia passione, le stesse che porto ogni volta con me sul palcoscenico».

14:21 24/02

di Redazione

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Augusteo, arriva Paolo Caiazzo con “No grazie, il caffè mi rende ancora nervoso”

Al Teatro Augusteo di Napoli, da venerdì 2 fino a domenica 11 marzo 2018, Paolo Caiazzo sarà in scena con lo spettacolo “No grazie, il caffè mi rende ancora nervoso”, commedia in due atti scritta da Lello Arena, Paolo Caiazzo e Francesco Velonà, con la regia di Lello Arena.

Napoli, carcere di Poggioreale. Michele Giuffrida (Lello Arena) sta scontando l’ergastolo per aver confessato nel 1982 di essere “Funniculì Funniculà” un temibile serial killer di artisti Partenopei, a suo avviso troppo innovatori. 

Riceve un’inaspettata visita di un misterioso emulatore intenzionato a continuare il suo progetto criminale all’insegna dell’originale motto: “’o ciuccio è ferito ma nun è muorto!”

Dopo l’annuncio in città cominciano a sparire una serie di personaggi famosi del mondo dello spettacolo, e i sospetti si concentrano sulla villetta di provincia della omonima famiglia Giuffrida. 

Il capofamiglia Gaetano (Paolo Caiazzo) è un tassista con la passione del teatro, specializzato nelle opere Scarpettiane. Vive con la moglie Stella (Susy Del Giudice), rappresentante di sex toys; il padre Aristide (Salvatore Misticone), vecchio attore di teatro classico; e il figlio Michele (Nicola Pavese), che ha una malsana passione per le storie dei serial killer. Per contrastare le bizze senili di Aristide, Gaetano è stato costretto anche ad assumere Oho (Maria Chiara Centorami), badante ucraina dalle innumerevoli pretese.

Il cognato (Francesco Procopio), giornalista de Il Mattino e scroccone incallito, riceve  in redazione, con le medesime modalità del caso originale, le rivendicazioni delle sparizioni. Confessa a Gaetano il sospetto che il nipote abbia preso troppo sul serio la sua passione per le storie criminali e che sia passato all’azione. 

Nel frattempo il sottotetto si popola con gli artisti sequestrati. La vita scorre nella serena villetta mentre nella soffitta degli orrori gli ostaggi cercano disperatamente una via di fuga. Il caso si allarga e anche la soffitta comincia a essere affollata. Gli indizi che maldestramente il maniaco lascia inchiodano il ragazzo, ma la soluzione non è semplice. Ognuno della famiglia nasconde un lato oscuro, e potrebbe essere… il nuovo Funniculì Funniculà! 

13:12 24/02

di Redazione

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Fashion party per il compleanno di Optical Thomas

MERCOLEDI 28 FEBBRAIO alle ore 17.30 Optical Thomas di Fuorigrotta  festeggia i suoi 62 anni di attività in maniera esclusiva con un ospite d’onore, la consulente d’immagine Fashiondea che darà consigli di stile creando degli abbinamenti tra out-fit ed occhiali.

Fashiondea è una consulente d’immagine, personal shopper che si occupa di immagine, tendenze di moda, sfilate ed eventi del settore. Collabora da qualche anno con FIRELINE  SQUADRON XKe’,  yacht  di lusso, come Personal Shopper di prestigiosi clienti nazionali ed internazionali.

Fashiondea è nata e cresciuta in un atelier, ama da sempre l’universo femminile e ha fatto della sua passione il suo mestiere. Dopo anni trascorsi ad aiutare donne delle più disparate età, professioni e stili di vita a trovare l’immagine che meglio potesse raccontarle, ha deciso di allargare il suo raggio d’azione aprendo un blog. Il suo blog è un vero e proprio salotto virtuale in cui le donne possono confrontarsi, trovare dritte, consigli di moda, beauty e lifestyle. Le sue utenti hanno tra i 20 e i 50 anni che risiedono in Italia, principalmente nelle grandi città Milano, Roma e Napoli.

13:08 24/02

di Redazione

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Eventi al Maschio Angioino per ricordare l'ingresso trionfale di Alfonso d'Aragona a Napoli

Una settimana alla corte di Alfonso d'Aragona per ricordare il suo ingresso trionfale a Napoli nel 1443. Era proprio il 26 febbraio, quando "il Magnanimo", dopo aver dichiarato l'unione del Regno di Sicilia con quello di Napoli, entrò nella città partenopea. Al Castel Nuovo - Maschio Angioino, a partire da domenica 25 febbraio 2018, per una settimana, si ricorda questo illustre sovrano con una serie di visite tematiche che animeranno il castello di piazza Municipio tra storia, divertimento e avventura. 

Attraverso le associazioni Timeline Napoli e IVI-Itinerari Video Interattivi, che si occupano di valorizzare e di prestare manutenzione al castello partenopeo, si potranno conoscere i nuovi ambienti aperti al pubblico con i percorsi di visite guidate tematiche in programma, di norma, anche in ogni weekend. Oltre alle visite guidate "Acheologia sottosopra" e la "Fortezza del tempo", si potrà giocare (solo su prenotazione obbligatoria) con la storia di Napoli attraverso la caccia al tesoro "Il segreto del Drago" di Timeline Napoli. Per partecipare a questi due itinerari, è necessaria la prenotazione al 3317451461.

Pare che alcune vicissitudini partenopee abbiano incrociato la storia del Graal - ricerca effettuata e poi trasformata in visita guidata dall'associazione IVI - con la figura di Alfonso I d'Aragona proprio a partire dalla sua dominazione nel Regno di Napoli. Precisamente, dopo la conquista della città da parte de "il Magnanimo", che nel 1442 cacciò i precedenti dominatori francesi. La storia di quel giorno, il 26 febbraio 1443, si può leggere già dall'Arco trionfale marmoreo che fu eretto, in più fasi dal 1452, per volere di Alfonso con l'intento di celebrare la conquista di Napoli e iniziare l'opera di rinnovazione architettonica dell'antica fortezza angioina. La ricerca del Sacro Graal in questo luogo di Napoli parte da una serie di scoperte realizzate e dall'osservazione della giara in pietra, scolpita alla base del balcone esagonale dal quale si affacciava unicamente re Alfonso d’Aragona. Inoltre, con "Il segreto celato" si racconta - attraverso la prima visita video interattiva con lenti oled - la storia della dama favorita del Re, Lucrezia d'Alagno, che non fu mai regina ma influenzò non poco le vicende del Regno. Simbolismo e storia riportano, dunque, proprio al Graal. Per partecipare alle visite del "Graal tra storia e mistero", è necessario prenotare al 3273239843.

13:03 24/02

di Redazione

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Mario Rusciano nuovo presidente della Fondazione Ville Vesuviane

Il Consiglio di Gestione della Fondazione Ente Ville Vesuviane composto da Antonio D’Auria, Massimo Lo Cicero, Mario Rusciano e Paola Villani, ha tenuto nella sede della Fondazione nella Villa Campolieto di Ercolano (Napoli) la sua prima riunione dopo la scomparsa del presidente Giuseppe Galasso.

Ha presieduto la riunione Mario Rusciano, consigliere anziano, che in primo luogo ha ricordato con accorate parole la figura del professore Galasso sottolineandone i grandi meriti negli otto anni alla guida della Fondazione. Al ricordo si sono associati con commozione tutti i Consiglieri, il Direttore generale Paolo Romanello e i Revisori presenti Francesco Marcone e Maurizio Napoli.

Successivamente, pur essendo il Consiglio di Gestione attualmente in regime di prorogatio, è stato necessario nel rispetto dello statuto eleggere il nuovo presidente, che resterà in carica fino alla nomina del nuovo Consiglio da parte del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo (Mibact).

Il Consiglio di Gestione ha eletto dunque all’unanimità e per acclamazione Mario Rusciano presidente della Fondazione.

Il presidente Rusciano nel ringraziare i colleghi consiglieri per la fiducia accordata, ha affermato che la sua presidenza, necessariamente transitoria, si muoverà in assoluta continuità con quella del predecessore Giuseppe Galasso.

Mario Rusciano è professore emerito di Diritto del lavoro, dopo essere stato Professore ordinario della prima cattedra di questa materia nella Facoltà di Giurisprudenza dell’Università degli studi di Napoli “Federico II”. Ha ricoperto le cariche di Direttore del Dipartimento di Diritto dei rapporti civili ed economico-sociali e di Presidente della Commissione didattica nella stessa Facoltà. È stato presidente del Polo delle scienze umane e sociali e componente del Consiglio Direttivo della Scuola di specializzazione delle professioni legali dell’Ateneo “Federico II”. È membro dell’Accademia Pontaniana in Napoli. È nel Consiglio della Gestione della Fondazione Ente Ville Vesuviane dal 2009 ed è consigliere o componente del Comitato scientifico di altre associazioni ed istituzioni culturali.

12:53 24/02

di Redazione

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Eutopia, il viaggio immaginario di Chetta all'hotel Mediterraneo

Al Renaissance Naples Hotel Mediterraneo l’esposizione intitolata ‘EUTOPIA – Road to Nowhere’ (ingresso gratuito – 1/18 marzo) con sette produzioni e un’opera ad hoc intitolata ‘Itaca’ dedicata ai migranti, e in particolare alle donne che affrontano il terribile viaggio in mare per toccare la sponda europea. Stavolta è Penelope e non Ulisse ad affrontare i mostri del mare nostrum, col lucido sogno di riapprodare in una casa nuova.

Il concept di EUTOPIA parte dalla mappa-madre dove Chetta accosta città e monumenti d’arte o di natura. Da qui il nome: eu, buono, unito a u-topia, il luogo che non c’è. E quindi c’è la Tour Eiffel che guarda il mare. Alla Striscia di Gaza ci si arriva attraversando Copacabana e il Ponte di Brooklyn. Il Vesuvio non dista molto dai vulcani d’Islanda. Le Piramidi confinano con le Ramblas. Il Cristo di Rio benedice la metro di Berlino.

Ancora una volta l’hotel si conferma luogo insolito e aperto alla città, spazio accogliente che ospita mostre site-specific dedicate a temi di interesse sociale. EUTOPIA - Road to Nowhere di Alessandro Chetta, gode del patrocinio morale del Comune di Napoli e del Sindacato Unitario dei Giornalisti della Campania e rientra nelle iniziative della rassegna Marzo Donna 2018: Lazzare Felici.

10:36 24/02

di Redazione

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Saldi record, in 750mila a La Reggia Outlet: in calendario il "Fuori tutto"

La Reggia Designer si conferma sempre di più il grande outlet della Campania. Punto di riferimento per lo shopping “griffato” e per le giornate in relax, tra punti food, viali, panchine e playground, il Centro McArthurGlen di Marcianise (CE) si avvia verso il fuori tutto con  750.000 presenze registrate dal 5 gennaio a oggi.

E, ora, è in arrivo il tanto atteso week end che permetterà di esaudire i desideri. Sabato 24 e domenica 25 febbraio, in calendario il “Fuori tutto” con una percentuale di sconto che raggiunge il 70% sul prezzo outlet.

“Trend assolutamente positivo per questo periodo di saldi invernali – dichiara Stefano Vaccaro, Centre Manager La Reggia Designer Outlet –. 750.000 persone hanno scelto il nostro Centro per il loro shopping, facendo registrare un incremento del 10% rispetto allo scorso anno. I saldi hanno portato al Centro una grande affluenza nei 142 negozi e nei punti food, ma sono stati anche pretesto per una passeggiata piacevole tra i viali della Reggia Outlet”.

16:43 23/02

di Redazione

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"Leguminosa. Semi per il futuro" in Piazza Dante

La terza edizione di Leguminosa, in programma da venerdì 9 a domenica 11 marzo, sarà ospitata ancora una volta dalla città di Napoli in Piazza Dante. Leguminosa è patrocinata e sostenuta dalla Regione Campania nell’ambito del progetto “Verso Leguminosa 2018” promosso dall’Assessorato all’Agricoltura, e gode del Patrocinio Morale del Comune di Napoli – Assessorato al Bilancio, Lavoro e Attività Economiche. La manifestazione è inoltre resa possibile grazie alla partecipazione di Pastificio G. Di Martino, Alma Seges, Terra Orti, Grano Chirico e Andriani Spa. Essa s’inserisce nell’ambito degli appuntamenti della rete nazionale di Slow Beans – Comunità Leguminosa.

Leguminosa è il progetto di Slow Food Campania nato nel 2012 e divenuto nel tempo il racconto della straordinaria biodiversità dei legumi da proporre al grande pubblico grazie alle esperienze, alle storie e ai prodotti della Campania, dell’Italia e del mondo. Leguminosa è dunque un percorso rivolto alla riscoperta del valore delle sementi, della cultura delle aree interne e dei sapori dimenticati e disimparati. Di questo si discuterà con gli oltre 50 relatori che interverranno nei 10 Laboratori della Terra previsti nei tre giorni e nei quali si parlerà tra l’altro di innovazione, reti territoriali, sovranità alimentare e sostenibilità ambientale.

Nella seconda edizione, svoltasi nel 2016 in Piazza Dante a Napoli e riconosciuta come evento ufficiale dell’Anno Internazionale dei Legumi proclamato dalla FAO, si sono registrate circa 30.000 presenze e venduti oltre 8 quintali di legumi. Per il 2018 si attendono invece oltre 50 produttori provenienti dall’Italia e dal mondo, mentre scopriremo la versatilità dell’utilizzo dei legumi in cucina in 11 Social Cooking guidati da chef e produttori e che saranno una versione evoluta dei Laboratori del Gusto tradizionali di Slow Food, nei quali non solo si assisterà alla preparazione di ricette ma si “imparerà facendo”.

L’educazione del gusto sarà rivolta anche alle famiglie e agli Istituti scolastici in primo luogo con gli orti realizzati per l’occasione in Piazza Dante in collaborazione con TerraOrti e poi con gli Sciò Sciò Cooking (social cooking per i più piccoli) e il Legumigame, un social game per tutta la famiglia. Due Istituti napoletani (l’Alberghiero “Elena di Savoia” e l’ITE “Enrico Caruso”) saranno inoltre coinvolti attivamente nell’evento grazie alle attività di Alternanza Scuola Lavoro.

Tra le novità del 2018, la sezione “Le voci di Leguminosa” in cui gli artisti dedicheranno la propria voce all’evento secondo il proprio specifico ambito d’azione: venerdì 9 marzo protagonista dell’incontro sarà il regista Ciro Fabbricino, autore del documentario Cucinì mentre domenica 11 chiuderà la tre giorni il cantante e percussionista Marzouk Mejiri.

Leguminosa si arricchisce inoltre quest’anno di ulteriori spazi: oltre al tradizionale Mercato dei legumi, la mostra mercato della biodiversità leguminosa, sarà infatti possibile trovare: la Legumerà, l’agorà posta al centro del Mercato dove svolgere gli incontri e i momenti di confronto e approfondimento; Casa Slow Food, un luogo dove raccontare e raccontarsi, condividere storie, informazioni ed esperienze legate principalmente ai legumi e alle utilizzazioni gastronomiche; la Triade Mediterranea, uno spazio riservato agli oli extravergini di oliva, ai vini, alle birre e al grano, per andare alle radici della cultura del Mediterraneo, partendo dalle eccellenze produttive della Campania. Non mancheranno ovviamente gli spazi di degustazione con l’Osteria della Pasta affidata al Pastificio Di Martino e l’Osteria della Zuppa a cura di Alma Seges.

Per conoscere tutto sul mondo dei legumi, sarà infine lanciata con l’evento la LeguminApp (per iOS e Android) che servirà a orientarsi tra i negozi e i locali che offrono i legumi della Comunità Leguminosa tutto l’anno e approfondire la conoscenza delle oltre 60 tipologie di legumi che saranno presenti alla manifestazione, oltre che i consigli per degustarli al meglio.

13:23 23/02

di Redazione

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“Il filo nascosto”, l’ultimo atto di Daniel Day-Lewis

Ti prego Daniel, non smettere di recitare. Con “Il filo nascosto” di Paul Thomas Anderson, infatti, il buon Day-Lewis ha annunciato il suo ritiro dalle scene. In attesa di un suo ripensamento, non va persa l’occasione di andare a godersi sul grande schermo uno dei più grandi attori della storia del cinema.

LA TRAMA. Ambientato nella fascinosa Londra del dopo guerra negli anni ’50, il rinomato sarto Reynolds Woodcock (Daniel Day-Lewis) e sua sorella Cyril (Lesley Manville) sono al centro della moda britannica, realizzando i vestiti per la famiglia reale, star del cinema, ereditiere, debuttanti e dame sempre con lo stile distinto della casa di Woodcock. Le donne entrano ed escono nella vita di Woodcock, dando ispirazione e compagnia allo scapolo incallito, fino a quando non incontra una giovane e volitiva donna, Alma (Vicky Krieps), che presto diventa parte della sua vita come musa ed amante. La sua vita attentamente “cucita su misura”, una volta così ben controllata e pianificata, viene ora stravolta dall’amore.

IL REGISTA. Classe 1970, Paul Thomas Anderson, è al suo ottavo film (due su tutti “Magnolia” e “Il Petroliere”), uno che non ha imparato a fare cinema nelle scuole ma guardando migliaia di film in video e che ha una conoscenza enciclopedica della tecnica e della cultura cinematografica.

CURIOSITÀ. Il film è candidato a sei premi Oscar: miglior film, miglior regista, miglior attore (Daniel Day-Lewis), miglior attrice non protagonista (Lesley Manville), costumi e colonna sonora.

GENERE: Drammatico - USCITA: 22 febbraio (Universal) - DURATA: 130 minuti

 

ESCONO ANCHE “Figlia mia”, “Sconnessi”, “The disaster artist”, “La vedova Winchester”, “Omicidio al Cairo”, Belle & Sebastien - Amici per sempre”.

 

15:34 22/02

di Alessandro Savoia

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