Lunedì 19 Febbraio 2018 - 8:54

Giacche Bianche, due giorni con gli chef da "Casolaro"

NAPOLI. In 121, tra chef e pasticceri; professionisti, amatori e studenti di istituti alberghieri, parteciperanno alla 1° Rassegna non competitiva delle Giacche Bianche, che inizia lunedì 19 febbraio, ed è organizzata in occasione dei 150 anni di attività dell’azienda napoletana, leader nel settore di forniture alberghiere e ristorazione, Casolaro Hotellerie S.p.a. L’iniziativa è realizzata in collaborazione con il maestro Ugo D’Orso. Durante la due giorni, 19 e 20 febbraio, i partecipanti illustreranno la loro creazione culinaria agli ospiti dello showroom Casolaro, presso il Cis di Nola, isola 8. Le presentazioni avverranno tra le 12.00 e le 17.00. Ognuno potrà esprimersi secondo il proprio estro in un confronto che metterà al centro il gusto e le tecniche dei protagonisti. Lunedì 19 febbraio toccherà a 66 professionisti provenienti dalla Campania, dalla Puglia, dalla Calabria, dal Lazio e dalla Grecia. Mentre il 20 sarà la volta di 55 amatori e allievi di istituti alberghieri. Sono previsti anche alcuni workshop degli sponsor tecnici (Fasa, Le Creuset, Abert, Alpega, Bormioli, Bisetti, Mecnosud, Sodano, Pastificio Leonessa).

02:54 19/02

di Redazione

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“Dirty Dancing”, musical di successo al teatro Augusteo

di Giuseppe Giorgio

NAPOLI. Era l’anno in cui in Italia si cantava a squarciagola, “Si può dare di più” di Tozzi, Morandi & Ruggeri, ed era l’anno in cui, mentre a livello internazionale imperversava il mito di Micheal Jackson, a fare politica c’erano personaggi come la Thatcher, Reagan e Gorbaciov. Era il 1987, insomma, l’anno di “Dirty Dancing”, del film che di lì a poco, in un periodo di scarse emozioni e sogni assopiti, sarebbe diventato un sucesso mondiale. Una pellicola belligerante travestita da commedia rosa tutta basata sulla sceneggiatura di Eleanor Bergstein e sulla storia datata 1963 della diciassettenne borghese di nome Baby e del maestro di danza Johnny, che si incontrano d’estate in un villaggio vacanze. Fedele alla versione per il grande schermo. E proprio partendo dal multipremiato successo cinematografico, il cui titolo tradotto significa “Balli proibiti”, che la popolare commedia musicale da esso scaturito, in giro dal 2014, è arrivata al teatro Augusteo (nella foto di Marco Sommella una scena dello spettacolo). Così imperniando il tutto sulla trasgressione rappresentata da un certo tipo di ballo in un’America anni Sessanta dove, con Kennedy alla presidenza e Martin Luther King pronto per la sua celebre marcia, si guardava con speranza agli anni futuri, il musical, alla pari del film, né più né meno, ripropone sulle scene, trent’anni dopo, le stesse emozioni e gli stessi beffardi miraggi. Fedele alla versione per il grande schermo con Patrick Swayze e Jennifer Grey, al teatro Augusteo, dove il lavoro intitolato più precisamente “Dirty Dancing, the Classic Story on stage”, resterà in scena fino a domenica prossima, ad assumersi i ruoli dei due protagonisti sono stati i giovani performer, Sara Santostasi alle prese con la celeberrima Frances “Baby” Houseman e Giuseppe Verzicco impegnato con l’altrettanto famoso Johnny Castle. Fare tesoro dei brani di successo. Per il pubblico, uno show che partendo dalla forza del ballo e aggirandosi sulle vicende che fanno da cornice all’incontro dei due ragazzi, tra cha cha cha, valzer, mambo, foxtrot e rock & roll, evidenzia dapprima la voglia del regista Federico Bellone e della trascrittrice del testo Alice Mistroni di rimanere disciplinatamente nel solco del film e poi la vocazione di fare tesoro soprattutto dei suoi brani di successo. Tra cui, insieme a “Hungry Eyes”, “Do You Love Me?”, “Hey! Baby” e “In the Still of the Night”, a dire il vero tutti cantati in maniera non certo esaltante, il mitico pezzo portante “(I’ve Had) The Time Of My Life”. Con i dialoghi penalizzati da una fonica sicuramente non in linea con le aspettative dell’allestimento prodotto dalla Wizard, con le coreografie per l’occasione affidate a Gillian Bruce e con la solita e monotona soluzione della scene ruotanti, è restato all’intera compagnia, tra cui anche Simone Pieroni, Federica Capra, Mimmo Chianese, Claudia Cecchini, Lucia Cammalleri, Rodolfo Ciulla, Samuele Cavallo, Renato Cortesi e Russell Russell, il compito di faticare non poco per conquistare il pubblico. Il pubblico esulta a fine spettacolo. Cosa riuscita in pieno soltanto nel finale grazie alle celebri e sensuali evoluzioni di Baby e Johnny. Con l’America puritana anni Sessanta che paga le spese ancora trent’anni dopo, anche alla luce del neo moralismo firmato Trump, all’Augusteo, la famiglia Houseman e la controversa storia d’amore e di sesso tra la giovane (minorenne) Baby e il maestro di ballo un poco gigolo, continuano a scommettere sul pubblico. Lo stesso che concentrandosi soprattutto sulla bellezza fisica dei protagonisti della storia e sulla loro giovanile energia, è giunto contento alla glorificazione della frase finale. Ossia, quando, distraendosi per un attimo dai display dei loro smartphone illuminati a festa per tutto lo spettacolo, le ragazze e le donne in platea hanno esultato all’affermazione decisa e mascolina di Johnny: «Nessuno può mettere la mia donna in un angolo».

19:50 18/02

di Redazione

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Musica in lutto, addio al bassista dei Planet Funk Sergio Della Monica

ROMA. “Ora il mondo non è per niente perfetto... Ci Mancherai tu, Sergio, amico grande, dal cuore gigantesco e dalla dolcezza infinita. È stato un onore averti conosciuto in questo cammino di vita e musica”. Così i Negramaro hanno condiviso sul loro account Twitter un messaggio in ricordo di Sergio Della Monica (nella foto), basso e chitarra dei Planet Funk, dei quali il musicista entrò a far parte nel 1999. Napoletano d'origine è stato un attivo musicista dagli anni '80. La scomparsa a seguito di complicazioni dovute ad una polmonite. 

17:21 18/02

di Redazione

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Tour nelle scuole per prevenzione e contrasto al bullismo e cyberbullismo

AVERSA. Nell’ambito della campagna di prevenzione e contrasto al bullismo e cyberbullismo l’I.C. “Mattia De Mare” di San Cipriano e l’Istituto Comprensivo Statale “D.Cimarosa – IV Circolo” di Aversa, hanno organizzato due incontri con Teresa Manes, Presidente dell’Associazione Italiana Prevenzione al Bullismo e autrice del libro “Andrea oltre il pantalone rosa” (Graus editore).
Presso la Sala Consiliare del Comune di San Cipriano di Aversa sono intervenuti Antonietta Cerrito - Dirigente scolastico IC “Mattia De Mare”, il sindaco Vincenzo Caterino, Francesco Cerullo - PM del Tribunale dei minori di Napoli, Giovanni Allucci - Amministratore delegato Agrorinasce e Cristina Grillo: personalità del mondo istituzionale e scolastico che, al tavolo di discussione, hanno sostenuto che dialogare costantemente con i giovani, gli insegnanti e le famiglie, è un aiuto fondamentale soprattutto per l’adolescente in difficoltà che vive o potrebbe vivere un dramma così pesante. Una mattinata intensa e ricca di emozioni per gli studenti dell’I.C. “Mattia De Mare” dell’Istituto Comprensivo Statale “D.Cimarosa – IV Circolo”, dell’I.C. ”Don Diana” di Casal di Principe, I.C. “Spirito Santo DDI” di Casal di Principe, I.C. Autonomo di Casapesenna, I.C. “R.Calderisi” di Villa di Briano, I.C. di Carinaro, I.C. “Rocco – Cav Cinquegrana” di Sant’Arpino, Circolo didattico di Orta di Atella, in cui sono state fornite, ai docenti, agli alunni stessi e ai genitori, ampie informazioni, conoscenze e risposte alle domande più frequenti e utili ad un’azione diretta alla prevenzione e al riconoscimento dei comportamenti volti a turbare la privacy e la sicurezza dei giovani. Appare, dunque, indispensabile dotare di strumenti i ragazzi e le ragazze, per fare sì che possano agire nelle proprie comunità promuovendo i processi di cambiamento. Un racconto doloroso, commovente ma attento ad ogni sfumatura è stato, come sempre, quello di Teresa Manes mamma di Andrea Spezzacatena, il quindicenne morto suicida a Roma il 20 novembre del 2012, in seguito ad attacchi omofobi e atti di bullismo. Nell’introduzione specifica del fenomeno trattato, attraverso alcuni contributi, ha delineato, a grandi linee, il percorso che dal bullismo porta al cyberbullismo, due declinazioni di un fenomeno che trova massima e naturale espressione nella scuola e nella vita quotidiana degli studenti: «Dal web non si può tornare più indietro», ha sottolineato. L’uso distorto del web dilaga fino a diventare una piaga sociale, generando una gogna mediatica da cui a volte è difficile uscire. Occorre pertanto saper individuare le situazioni critiche e conoscere gli strumenti a disposizione per intervenire. Il suo è stato un intervento mirato alla speranza che questo suo instancabile fare possa aiutare altri: «Spesso egli rideva di cuore di quel che si diceva in quel gruppetto, ma si sentiva incapace d'inventare qualcosa di simile. Era come una lingua straniera, ch'egli capiva, ma non sapeva parlare.» ha concluso Teresa Manes, con le parole di Stendhal in “Rosso e nero”, uno dei libri prenotati in biblioteca da Andrea, appassionato di lettura, prima di scegliere di morire. 

18:08 17/02

di Redazione

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San Carlo, successo per il gran ballo legato al fundraising

di Teresa Mori
 
NAPOLI. In un mondo che corre senza tregua alla continua ricerca di cambiamento, si rinnova l’emozione nel presenziare a quegli eventi che ti riportano indietro nel tempo o in una magica atmosfera da sogno. Questa magica sensazione quest'anno è stata data in occasione di Carnevale, dalla Fondazione Teatro San Carlo che ha organizzato un ballo in maschera collegato ad un progetto di fundraising, condotto in collaborazione con Passepartout Events, il cui ricavato consentirà di restaurare e acquistare le sedie da collocare nei palchi di III, IV, V e VI fila della Sala Storica. Tra i benefit dedicati ai mecenati, la Fondazione realizzerà una targhetta nominativa da apporre sullo schienale delle sedute, consentendo ai Donors di entrare a far parte della storia del Massimo. Il Salone degli Specchi del Lirico più antico d'Europa è stato magico scenario di un Gran Ballo in maschera ispirato al musical “My Fair Lady”, in scena al San Carlo nei giorni del Carnevale. Quali sono le differenze tra il sogno e la realtà? Sicuramente l'atmosfera e la nitidezza dei dettagli, che nel sogno possono diventare sfumati o cambiare sotto i tuoi occhi, ma forse quello che affascina di più è il tratto dell'inaspettato. Nel sogno non puoi fare previsioni su ciò che accadrà, su come si svolgerà la storia e - cosa ancora più stupefacente - su cosa farai tu in quella storia. Tu non sei tu, tanto da sorprendere te stesso. Il 13 febbraio al San Carlo la sensazione è stata questa, vivere l'inaspettato, perché la porta che attraversi entrando a nel maestoso Salone degli Specchi ha portato gli invitati dritto nel sogno. È come un passaggio onirico: fuori c'è la realtà, dentro tutte le regole cambiano. Tutto è soffuso, tra atmosfere crepuscolari si muovono dame abbigliate ispirandosi al famosissimo musical:  Veronica Maya (nella foto con Rossana Purchia), Carla Travierso e Francesca Frendo alle quali si sono aggiunti Alfredo Sicardi, Edvige Bouris, Umberto De Gregorio, Vittoria Schisano, Cristian Donvito, Anna Ziccardi, Mario Chirico, Valeria Gonzalez Reyero, Eugenio Caputo, Rossella Ferraro, Pierfederico Tedeschini, Marina De Ciutiis, Sergio d'Abundo, Angela Capezzuto, Francesco Maria Franz, Stefania Quisisano, Ugo Camerino e Alessandra Libonati, Mino Cucciniello, Lola Vitelli, Patrizio Rispo e Mariafrancesca Villani, Paolo Bowinkel, Donatella Cagnazzo, Alessandro Amicarelli, Patty Scorzelli, Marco Moraci, Imma Sarnacchiaro, Paolo Napolitano, Francesca Fournier e tanti altri. Altro ospite d'eccezione Sal De Riso, pluripremiato maestro pasticciere della Costa d’Amalfi da sempre sensibile agli argomenti di tutela del nostro patrimonio artistico che ha offerto ai partecipanti della serata i suoi dolci carnascialeschi. All’iniziativa, sono stati presenti a fare gli onori di casa Rosanna Purchia Sovrintendente del San Carlo accompagnata da Giuseppe Picone, direttore del Corpo di Ballo ed in qualità di sponsor Eccellenze Campane e Bar in Movimento che, con Poggio Cavallo e Strega Alberti, si sono occupati del beverage.

16:28 17/02

di Redazione

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“Smeraglia Luxury Clinic”, all’inaugurazione Ornella Muti e tante altre star dello showbiz

di Maridì Vicedomini

NAPOLI. Parata di star per l'evento di inaugurazione della nuova “Clinica Smeraglia” del professore Silvio Smeraglia (nella foto di Salvatore Canzanella con Ornella Muti) tenutosi venerdì sera 16 febbraio presso “Eccellenze Campane” in via Brin, Napoli. Ornella Muti, Aida Yespica, Cristiano Malgioglio, Gabriele Parpiglia, Luca Onestini, Maurizio Mattioli, Andrea Roncato, Valentina Stella ed Emilio Fede, sono stati i super ospiti di una serata esclusiva alla quale sono intervenuti oltre duemila ospiti, esponenti del mondo dell'impresa e del professionismo italiano. 

Professore Smeraglia, una nuova mission per la sua attività?

«Sì, l'obiettivo del nuovo  centro medico  è quello di voler essere  un polo di d’avanguardia nel complesso ed affascinante contesto della chirurgia plastica ed estetica che sia in grado di coniugare in maniera perfetta, eccellenza, tecnologica ed innovazione».

Uno sguardo particolare rivolto soprattutto ai giovani.aspiranti chirurghi plastici...

«Esatto. Attraverso il nuovo polo, la “Smeraglia Luxury Clinic” noi  vogliamo puntare soprattutto ai giovani, offrendo  l’opportunità ai giovani specializzandi in chirurgia plastica ed estetica delle università napoletane di formarsi con l'ausilio di esperienze guidate nella  “Smeraglia Luxury Academy”».

Pertanto la “Smeraglia Luxury Clinic” evidenzia un valore aggiunto anche didattico-formativo?

«Sì, indubbiamente essa rappresenta il primo polo formativo che ha come primario scopo la  valorizzazione della cultura del saper fare come valore trainante della crescita professionale dei futuri chirurghi plastici napoletani».

Lei si può definire il “Mago della chirurgia estetica dei vip”?

«Non proprio, il mio lavoro è rivolto a tutte le persone di ogni categoria sociale che desiderano migliorare il proprio aspetto fisico. Ho tanti amici nel mondo dello showbiz  tra cui Teddy Reno che con la moglie Rita Pavone fu il primo tanti anni fa a rivolgersi a me venendo a Napoli dal Nord Italia, per la precisione da Torino».

Che prerogativa hanno i clienti vip?

«Sono molto difficili, spesso capricciosi; tra questi mi piace nominare la mia grande amica Ornella Muti che certo non ha bisogno di chirurgia plastica, ma è molto esigente anche facendo solo piccole cure. Le richieste dei vip sono di certo diverse da quelle della gente comune; ad esempio spesso mi chiedono di andare a creare ombre sul volto, di scarnirlo per eliminare il grasso ed apparire in tal modo più fotogenici».

Il paziente uomo ed il paziente donna: le loro peculiarità...

«Il maschio richiede in genere interventi al volto, il naso ed i capelli mentre la donna propende a migliorare il seno ed i glutei».

La bellezza secondo Silvio Smeraglia...

«Bellezza vuol dire armonia nell'anima e nel corpo».

 

14:59 17/02

di Redazione

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Rosario Signore, scultore tra passione e tradizione

Custode dei segreti  dell'antica forma d'arte del presepe e dei pastori, il maestro  Rosario Signore mostra senza sosta tutto il suo impegno verso un'attività unica e  satura di suggestioni. Figlio d’arte, suo padre è stato l'indimenticabile artefice del presepe in Galleria, Luigi Signore,  il  bravo scultore, dopo aver dedicato la sua vita all' arte presepiale ed alla creazione di stupende statuine degne della migliore scuola napoletana, in stretta collaborazione con la moglie Lena Mercurio, esperta nella realizzazione degli abiti dei preziosi pastori stile 700 napoletano, porta avanti la sua emozionante missione. Il tutto nel nome di una arte sinonimo  di passione e di sfida contro un’umanità che sembra deridere sempre più gli ultimi superstiti della arti. Prendendo spunto dalle inimitabili scenografie del Cuciniello e utilizzando le stesse tecniche di antichi maestri come il Vaccaro, il Celebrano, il Mosca ed ancora il Sammartino e plasmando la creta con movimenti senza tempo, Rosario Signore portando in auge la grande passione dei Re Borbone, insieme alla sua inseparabile Lena, con i suoi “pastori” mantiene viva una tradizione che a Napoli, in particolare, affonda le radici nella storia della stessa città. Sul mistico sfondo delle immancabili e tradizionali scenografie agresti, dei delicati sentieri pullulanti di gente che si appresta ad adorare il bambino Gesù, dei Magi, delle osterie, i ruscelli, ed i venditori ambulanti, i personaggi di Rosario Signore regalano un suggestivo momento fatto di gioia e di pace interiore. Con le teste e gli arti di terracotta, gli occhi in vetro, i vestiti ricavati dai frammenti di antichi e rari paramenti sacri, colorati sapientemente a mano con vernici naturali, le magnifiche statuine del maestro Signore  portano in alto la volontà di un  maestro artigiano che continua a dedicarsi con studio e passione alla preziosa ed incontaminata arte. Dopo avere  creato grandi realizzazioni per importanti chiese campane, aver esposto le sue opere nelle più prestigiose mostre del settore ed aver realizzato i suoi “pastori” per i più importanti esponenti del panorama artistico, culturale e  politico nazionale, il maestro Rosario Signore,  continua a battersi con le sue piccole opere d’arte per donare sia ai grandi che ai piccini un emozionante momento fatto di sana gioia interiore. Per tutti, con i pastori di terracotta firmati Rosario Signore, tra arte, passione e tradizione, è possibile rivivere un benefico momento all’insegna di un sentimento antico e sentirsi felicemente immersi in una dimensione  fatta di indescrivibili emozioni.

 

19:59 16/02

di Redazione

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Giallo Datterino a Villaricca, tradizione ed emozioni moderne per il palato

E' grazie agli irriducibili e simpatici fratelli Antonio, Ciro e Marco Spinelli, rispettivamente cuoco, pizzaiolo e organizzatore, che il noto locale “Giallo Datterino” a Villarica, continua ad avere una marcia in più per gli amanti della buona pizza e delle specialità della cucina tradizionale partenopea. Sul Corso Europa di quella famosa località che a Napoli anticamente veniva chiamata “panecuocole” ossia “fornaio” e che è legata alla nascita del celebre artista Sergio Bruni, la Pizzeria dei fratelli Spinelli, mette a disposizione del cliente più esigente una buonissima pizza  verace napoletana senza dimenticare la fritta, la mozzarella di bufala e tante altre bontà nel segno della semplicità e della tradizione. Sensazioni per il palato senza fine quelle scaturite dalla vista del ritrovo “Giallo Datterino” che, attraverso un brand  mirato a  fondere insieme passione e cibo offre colore a un ristorante sinonimo di passione e bontà. Nato dalla tenacia della famiglia Spinelli, il locale culinario si sta  imponendo giorno dopo giorno come un luogo sinonimo di piacere, modernità e qualità. Nel segno delle eccellenze del territorio e nel nome di specialità che si indentificano in una tradiziome tutta da gustare come quella della pizza, della pasta e della friggitoria, “Giallo Datterino” punta tutto su degli ingredienti di prima qualità, a partire dalle farine, dai formaggi di Agerola, dalla pasta alla carne, fino a giungere agli abbinamenti con delle buone birre artigianali ed estere. Tra i piatti proposti che subito colpiscono gli amanti dei peccati di gola, oltre ad una ricca varietà di fritture tipiche partenopee, vi sono l'amatriciana, la carbonara, la pasta e patate con provola, la genovese, gli gnocchi,  le polpette al ragù, i bucatini alla puttanesca, fino a giungere alle pizze con un impasto dalla lunga lievitazione e lenta maturazione con cornicione medio alto, come le classiche Margherita e Marinara e come le più ardite tra cui la pizza della casa con un mix di pomodorini rossi e gialli. Per non parlare dei dolci finali, vi sono anche i “buccaccielli” di Casa Infante e dei deliziosi liquori  capaci di mettere d'accordo da subito spirito e gusto.

19:58 16/02

di Redazione

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Autismo, l’importanza della Formazione

“L’autismo e i disturbi pervasivi dello sviluppo hanno notevoli ripercussioni sulla qualità della vita delle persone interessate e delle loro famiglie. Il bisogno di conoscere meglio questi disturbi coinvolge profondamente sia i familiari sia le diverse figure professionali sanitarie, sociali e scolastiche direttamente coinvolte nell’interazione con persone con autismo.  La formazione, dunque, assume un ruolo importante e significativo per poter esaminare e approfondire i risultati più recenti della ricerca scientifica sull’autismo, in modo particolare per quanto riguarda gli interventi psico-educativi. Ecco perché ci siamo attivati affinché la nostra direzione didattica firmasse una convenzione con l’Università di Salerno – Dipartimento di Scienze Umane, Filosofiche e della Formazione (DISUFF), rappresentato dal Direttore Prof. Maurizio Sibilio, per un corso di formazione su: “Approcci didattici per l’inclusione di alunni con Disturbo dello Spettro Autistico”, rivolto ai docenti del Circolo – spiega la Prof.ssa Maria Funaro, dirigente Direzione Didattica Statale SCAFATI I.   “Fornire modelli metodologici e strumenti operativi per affrontare la complessità delle tematiche inerenti all’autismo nei contesti scolastici è importante, considerato che vari studi su tale tematica hanno riscontrato un quadro molto disomogeneo della preparazione degli addetti ai lavori nel nostro Paese nel campo dei disturbi dello spettro autistico, evidenziando gravi deficit formativi le cui conseguenze ricadono sulla possibilità, per chi ne è affetto, di ottenere una corretta diagnosi e un'adeguata assistenza. Le famiglie hanno per molti anni dovuto sopperire a tali carenze, sia nel loro privato, sia nel “pubblico”, associandosi al fine di costruire reti di auto-aiuto esperienziale, e promuovere azioni formative e informative rivolte ai professionisti e all'opinione pubblica. E’ giunto il momento che la scuola pubblica si faccia garante di una offerta formativa rivolta a tutti con personale qualificato, perché formato adeguatamente”. Il corso, attraverso i vari moduli, offrirà una panoramica dei principali approcci didattico-metodologici al fine di offrire ai partecipanti gli strumenti necessari alla personalizzazione e alla individualizzazione dei percorsi formativi ed educativi e di promuovere l’inclusione in una scuola che sia di tutti e non di pochi.  Un intenso programma che vedrà relatori di altissimo livello, quali la prof.ssa Aiello Paola e il prof. Di Tore Stefano del Dipartimento di Scienze Umane, Filosofiche e della Formazione dell’Università degli Studi di Salerno. Al termine del percorso formativo, si avvierà la sperimentazione sul G-ESDM, un  programma di intervento su misura per le esigenze e le caratteristiche dei bambini in età prescolare, mirato a promuovere lo sviluppo delle abilità sociali, comunicative e di apprendimento già a partire dal secondo anno di vita. La sperimentazione pilota coinvolgerà alcune sezioni della Scuola dell’Infanzia della Direzione Didattica Statale SCAFATI I, il suddetto gruppo di ricerca del DISUFF ed alcuni ricercatori americani.

 

19:18 16/02

di Redazione

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"Venti d'Oriente" al Club 1946 di San Giorgio a Cremano

Venti d'oriente- Soffi di umanità in cammino e' un viaggio musicale attraverso gli umori della nostra umanità in cammino, che in questi anni ha gridato e cantato tante volte "Open the borders" (Apri i confini), emigrando in cerca di una vita migliore. Venti d'oriente- Soffi di umanità in cammino è il secondo disco - il primo da solista- del chitarrista napoletano Sergio Esposito il cui lavoro musicale è strettamente legato all’impegno sociale e solidale.
 
Il cd sarà presentato venerdì 16 febbraio h.21,30 presso il club 1946, in Via Cavalli di bronzo 35, S.Giorgio a Cremano (Na), in un concerto con la nuova band di Sergio Esposito, Blue Caravan, con Raffaele Cardone alle chitarre e basso e Federica Sciola alla batteria. Nella serata saranno suonati anche degli omaggi a miti del jazz e del rock: Beatles, Hendrix, Ellingthon, Coltrane, Django Reinhardt.
Ingresso a consumazione (6 euro).  
 
Venti d'oriente - Soffi di umanità in cammino è un percorso musicale in nove tracce, impronte che attraversano la storia travalicando i muri per andare oltre i sentieri già battuti, passando per il jazz, il rock, il blues, il classico mixati grazie raffinati effetti sonori. Il disco registrato negli studi Illimitarte di Villaricca è il primo da solista del chitarrista Sergio Esposito dopo l’EP Revoluciòn humana realizzato con il gruppo Malaika di cui è fondatore.

12:51 16/02

di Redazione

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