Domenica 16 Dicembre 2018 - 4:48

San Carlo, c'è “Mosè d’Egitto” per le celebrazioni di Gioachino Rossini

di Teresa Mori

NAPOLI. Dalle opere nei grandi teatri in tutto il mondo alle pubblicazioni esclusive e alle mostre. Sono fra i progetti per celebrare il 150° anniversario della morte di Rossini. Il teatro San Carlo dal canto suo celebra i 150 anni della morte del genio pesarese mettendo in scena uno tra i nove capolavori che Rossini compose per il Massimo partenopeo, il “Mosè in Egitto”. L'opera arriva al San Carlo il 15 marzo nell'allestimento, prima per l’Italia, della Welsh National Opera, firmato dal regista David Pountney. In contemporanea al Memus (Museo e Archivio Storico del San Carlo) allestita un’esposizione che omaggia il compositore, icona della musica e dell’opera, una ampia mostra di documenti, autografi e cimeli di Rossini a cura di Sergio Ragni. «Nell’anno che celebra la morte di Gioachino Rossini - racconta Rosanna Purchia, sovrintendente del teatro San Carlo - il nostro teatro si fa promotore di una serie d’iniziative che puntano alla valorizzazione di una memoria storica e artistica, che lo pone al centro delle Celebrazioni nazionali in occasione del 150° anniversario in onore del compositore, da sempre protagonista del palcoscenico napoletano.Con la mostra a MeMus intendiamo raccontare attraverso una serie di importanti sodalizi la conoscenza dell’opera e dello stile di Rossini, grazie ad un prezioso percorso espositivo, pensato da uno dei massimi esperti in materia, Sergio Ragni». Gioachino Rossini ed il patrimonio artistico culturale caratterizzato dalle sue opere centro di quest’ultima esposizione al Museo del San Carlo: uno straordinario scrigno la cui peculiare ricchezza di opere d’arte musicale, per quantità e preziosità, con difficoltà ha paragoni e sicuramente, per il Teatro Musicale, non annovera - ne prima ne successivamente alla fine della produzione musicale di Rossini - concorrenti in Italia. Il San Carlo - per Rossini -  intento a promuovere non solo il valore testimoniale intrinseco al bene culturale inerente al lascito artistico ma quello di una città e di tutti coloro che, a vario titolo e nel tempo, hanno operato ed operano affinché quanto è noto perduri e quanto ancora non lo è emerga e si trasmetta. «Il progetto della mostra è avvalorato dalla rete istituzionale che il San Carlo ha tessuto intorno a questo importante anniversario - conclude Rosanna Purchia - ringrazio, in particolare, la Fondazione Rossini di Pesaro, che ci consentirà di esporre a Napoli, nel nostro Museo, le lettere originali che Rossini scrisse ai genitori, molte proprio da Napoli. E, sempre grazie a questa preziosa collaborazione, porteremo a Pesaro parte di questa mostra durante il periodo del Festival rossiniano in agosto. Ringrazio anche l’Archivio Storico della Fondazione Banco di Napoli, oltre, naturalmente, alla Biblioteca Nazionale che ha accolto l’idea di una mostra legata alla Napoli di Rossini e al nostro San Carlo. La mostra documentaria e iconografica, ospitata e promossa dal nostro Museo, in cui verranno esposti materiali inediti e di grande pregio provenienti dalla ricchissima Collezione Ragni, ripercorre le tappe salienti del periodo napoletano del compositore chiamato dall’Impresario Domenico Barbaja a reggere le sorti musicali di questo Teatro dal 1815 al 1822, in qualità di direttore musicale».

19:08 14/03

di Redazione

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