Domenica 22 Gennaio 2017 - 16:19

“Napoli Underground”, in scena la cantautrice Monica Pinto

NAPOLI. Dopo la sosta per le feste natalizie torna la rassegna “Napoli Underground” con il concerto di Monica Pinto (nella foto). Stasera, alle 21,00, presso il teatro “Il Primo” , la cantautrice partenopea sarà protagonista dell’evento che si inserisce nell’ambito della rassegna “Napoli Underground” che vede protagonisti gli artisti della scena musicale partenopea. Il concerto sarà anche l’occasione per presentare il suo disco d’esordio “Canthara”. Monica Pinto, è cantante e cantautrice. Nel 1988 esordisce come voce solista del coro polifonico Vox et Anima che interpreta un repertorio sacro e profano, a cappella o con accompagnamento orchestrale. Successivamente con le sue due sorelle Floriana e Daniela forma il Pinto Armonium Trio, con cui calca i palcoscenici di importanti teatri italiani, ripercorrendo la storia della cultura musicale napoletana dal ‘200 al ‘950 - dalla villanella in chiave polifonica ai moduli della tarantella seicentesca; dalla canzone classica d’autore rielaborata polifonicamente alla sceneggiata; dal cafè chantant alle più moderne composizioni degli anni ’50. Nel 1996 è voce solista del Gruppo operai E‘ Zezi, con cui realizza il disco Zezi vivi pubblicato da Il Manifesto, esibendosi in numerosi festival europei di world music. Alla fine degli anni novanta fonda il gruppo Spaccanapoli con cui realizza i dischi Aneme Perze/lost Souls, pubblicato dalla Real World records (Virgin) di Peter Gabriel e Janus , pubblicato da Felmay records, entrambi con distribuzione mondiale. Con gli Spaccanapoli si esibisce in numerosi festival di world music in Europa  e nel resto del mondo (Usa, Canada, Giappone, Messico, Malesia…). In Italia, tra numerosi altri eventi, apre i concerti di Manu Chao e Peter Gabriel. È tra i protagonisti del film Passione – un’avventura musicale per la regia di John Turturro, uscito nel 2010 e reduce da questa esperienza partecipa al tour Passione live, concerto musicale tratto dall‘omonimo film in cui collabora con Peppe Barra, James Senese, Raiz, Pietra Montecorvino e altri. Vanta collaborazioni con il cantautore napoletano Carlo Faiello e con l’Associazione La Bazzarra di Gigi Di Luca, con cui realizza lo spettacolo Il mio cuore è nel sud, rappresentato, tra l’altro, a Valparaiso (Cile) per il Forum delle Culture 2010. Nel 2013 è cantante, attrice e ideatrice dello spettacolo: Il sogno di una cosa – Teatro canzone su Luigi Tenco, in scena per il debutto alla XXXIV edizione del festival teatrale Benevento Città Spettacolo. Dal 2014 è voce femminile e compositrice del reading-concerto La musica del mare , con il maestro Roberto Soldatini e Luca Di Tommaso. Da qualche anno, inoltre, Monica si è dedicata all’insegnamento del canto moderno, adottando un metodo personale che affianchi allo studio basilare della tecnica vocale, l'esplorazione del "canto interiore", attraverso tecniche di rilassamento e meditazione, acquisite nel corso della sua decennale esperienza di studio e sperimentazione in materia olistica.

13:21 20/01

di Redazione

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“Talentum - il premio elle eccellenze” alla Casina Pompeiana

L’Accademia vesuviana del teatro di Gianni Sallustro (nella foto), giunta al suo decimo anno di attività, ha ideato “Talentum - il premio elle eccellenze” che si svolgerà presso la Casina Pompeiana di Napoli, venerdì 20 gennaio alle ore 18,00. L’idea del premio è nata dalla giornalista Roberta D’Agostino e dall’attore, regista e direttore artistico dell’Accademia Gianni Sallustro.

Un’occasione per evidenziare la creatività, la bravura, la dedizione, la tenacia di personaggi del mondo della cultura e di giovani soprattutto del territorio campano.

Tutto in questo premio è originale; l’artista campano Fiormario Cilvini ha ideato il premio che è una scultura che raffigura una moneta, il talento, appunto. Il premio ha ottenuto il patrocinio  del Comune di Napoli.

L’ambientazione che accoglierà i premiati ed il pubblico sarà molto particolare; all’ingresso della splendida Casina pompeiana della Villa Comunale ci sarà la maestosa scultura di Fiormario Cilvini, un albero che invaderà con i suoi rami il foyer; una serie di attori in abiti d’epoca realizzati da Costantino Lombardo e con acconciature del tempo realizzate dall’Hair stylist Luca Riccardiaccompagneranno gli spettatori nella serata di premiazione; una piccola mostra fotografica a cura di Juna e Marco che racconta il backstage dei vari spettacoli proposti  dall’Accademia Vesuviana del Teatro nel corso dei dieci anni d’attività completerà l’offerta della serata. La premiazione sarà condotta dalla giornalistaSonia Sodano. I gioielli sono creazioni originali di Mary Corda. Il progetto grafico del premio e la direzione tecnica sono affidati all’architetto Marcello Radano.

Il premio si divide in varie categorie: spettacolo, sport, sociale, giornalismo, cultura, giovani.

“Mi ha sempre colpito - dice Gianni Sallustro, fondatore dell’Accademia vesuviana del teatro - la voglia dei bambini e degli adulti di mettersi in gioco, di confrontarsi con il difficile mondo del teatro; il loro entusiasmo contagioso mi trascina e mi fa pensare che bisogna regalargli delle opportunità e quei giusti riconoscimenti che, molto spesso, non arrivano perché si prediligono nomi altisonanti. Io credo nei giovani che devono essere accompagnati nel loro percorso di formazione da persone, da formatori ed artisti di alto spessore. Non solo teatro ma anche sport perché anche in questo settore s’insegnano i valori importanti e sani della vita. Grande attenzione va anche a coloro che s’impegnano nel sociale e che con la loro passione e dedizione riescono in imprese difficili se non impossibili di recupero di situazioni a rischio”.

Non è la prima volta che l’Accademia di Ottaviano s’impegna in un’attività di monitoraggio delle eccellenze del territorio infatti per l’impegno profuso nelle sue attività nel 2012 ha ricevuto l’Attestato di benemerenza per la legalità della Polizia di stato e nel 2014 la Medaglia Aurata al merito. Il testo di una produzione dell’Accademia “Mater camorra” dal 2015 è entrato a far parte della Biblioteca digitale sulla camorra e cultura della legalità dell’Università degli Studi di Napoli Federico II

13:17 19/01

di Redazione

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Il teatro Bolivar e "I primi cento anni di Edith Piaf"

Il Teatro Bolivar presenta "I primi cento anni di Edith Piaf" domenica 22 Gennaio alle ore 18, un viaggio musicale nella Francia degli anni 30-50 attraverso le canzoni di Edith Piaf.

Storie di vite nate nell’ambiente della malavita francese, storie di donne innamorate, storie di passioni, di sogni, di ricordi. E’ il racconto di un’epoca, il 1939, un momento storico di grande fermento in tutta l’Europa. E’ l’epoca delle poesie di Jacques Prévert, delle fotografie di Cartier-Bresson, dei racconti teatrali di Jean Cocteau, dell’arrivo della Seconda Guerra Mondiale che decima tante famiglie, delle musiche dei film di Charlie Chaplin, delle immagini e dei personaggi del film “Roma Città Aperta” di De Sica, della Resistenza francese, della lotta per la vita, per l’amore. Il tema dello spettacolo, l’anima che lega le storie, e forse ancora di più l’anima di Edith Piaf sembra essere: “non smettere mai di credere nell’amore qualsiasi cosa succeda”.

Nel 2010 questo spettacolo è stato presentato in Messico, India, Brasile, Giappone .Nel 2015 è stato presentato in USA a Bethlehem (Pensylvania) e a San Antonio (Texas) dal Teatro Potlach

13:14 19/01

di Redazione

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Ciccio Merolla al Sannazaro con "Sono Solo Suono"

SONO SOLO SUONO è un progetto musicale/teatrale con il percussionista e cantante partenopeo Ciccio Merolla, prodotto dalla Jesce Sole, la cui prima assoluta sarà a Napoli il 20 gennaio al Teatro Sannazaro.

Nato da un’idea dello stesso Merolla, coadiuvato dalla regia di Raffaele Di Florio, SONO SOLO SUONO potrebbe definirsi una sintesi “teatrale” di quella che è un'intera esperienza di vita del percussionista Ciccio Merolla, da sempre impegnato nella sua attività di ricerca e sperimentazione di nuove sonorità.

Un anomalo One man show, in cui il percussionista partenopeo si racconta attraverso un gioco di creazione sonora, di performance e virtuosismi che condurranno lo spettatore in un viaggio in cui il surreale si fonde e si confonde con quello che invece è tangibile e reale.

Uno spettacolo di suoni, virtuosismi, assoli, canzoni (testi dello stesso Merolla, ma anche omaggi a Carosone, Mina,  Daniele e Gragnaniello) in cui Merolla, in una scenografia costituita da "potenziali" strumenti musicali, diventa mattatore capace di meravigliare il pubblico in uno spettacolo unico nel suo genere.

Da una stanza/cella, in cui si racconta la giornata tipo di un “prigioniero”, lo spettatore sarà condotto dal protagonista nei suoi sogni che si materializzano attraverso il “suono”.

"Non esistono costrizioni, barriere, ostacoli capaci di imprigionare l’animo umano. – afferma Ciccio Merolla – Da ricercatore di suoni ed atmosfere, io viaggio grazie al ritmo; ma tutti noi siamo capaci di esprimere il meglio che c’è dentro ognuno di noi, grazie alle infinite possibilità che la vita ci offre”.

13:10 19/01

di Redazione

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Sergio D'Assisi al Summarte con “L'ispettore Drake e il delitto perfetto”

Al teatro Summarte di Somma Vesuviana, arriva il prossimo 20 gennaio alle 21.00 il delitto perfetto o quasi... In scena l'ultimo lavoro di Sergio Assisi che si esibirà di fronte al suo pubblico in “L'ispettore Drake e il delitto perfetto” di David Tristram. In scena oltre ad Assisi regista ed interprete, anche Luigi Di Fiore, Francesco Procopio, Fabrizio Sabatucci e Beatrice Gattai. Musiche originali di Louis Siciliano ALUEI-Eizioni musicali GDM Music.

In questa fortunata commedia inglese si alternano continue e inaspettate gag e innumerevoli colpi di scena, trascinando lo spettatore in un universo goliardico dove tutto, ma proprio tutto può accadere, e dove ciò che è incredibile diventa

magicamente plausibile.

Quando un genio decide di commettere un delitto, il piano che mette in pratica per portare a termine il suo progetto è a prova di errore. Ma è anche a prova di idiota? L’Ispettore Drake e il suo fido aiutante Plod si ritrovano a dover affrontare la più grande sfida delle loro carriere: risolvere un misterioso e intricato delitto. E quando diciamo intricato, intendiamo proprio intricato, intricato come… come una cosa molto intricata, per intenderci. Chi è il misterioso dottor Short? E perché ha sposato un facocero? E’ stato lui ad uccidere la sua quarta moglie o è stata la sua quarta moglie a uccidere lui? Ha veramente due figlie di nome Sabrina o una delle due mente? Che ci fa il Papa nel bosco? Ma soprattutto, perché c’è un lampione in salotto? Queste sono solo alcune delle tante domande a cui l’ispettore dovrà dare una risposta. Personaggio surreale al servizio di un thriller surreale, l’Ispettore Drake racchiude in sé tutti i luoghi comuni del detective esasperati all’ennesima potenza, fino ad ottenere una miscela esplosiva e irresistibilmente comica. La sua lampante incompetenza, malcelata da un atteggiamento serioso e goffamente beffardo, è resa ancora più esilarante dall’accoppiata con il sergente Plod, il peggior assistente che un detective possa desiderare di avere al suo fianco quando si sta indagando su un omicidio!

13:08 19/01

di Redazione

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Massimo Ghini all'Augusteo con "Un'ora di tranquillità"

Al Teatro Augusteo di Napoli, da venerdì 20 a domenica 29 gennaio, Massimo Ghini interpreta e dirige lo spettacolo “Un’ora di tranquillità”.  Massimo Ghini ha deciso di misurarsi con la travolgente comicità di un testo mai rappresentato in Italia: “Un’ora di tranquillità” di Florian Zeller, uno dei più apprezzati drammaturghi francesi contemporanei. Lo spettacolo, che in Francia è stato un grandissimo successo teatrale, è una commedia moderna, brillante e divertente, grazie al meccanismo del vaudeville giocato tra equivoci e battute esilaranti. I personaggi hanno ciascuno un ruolo fondamentale nella vicenda, è come se fossero loro stessi gli ingranaggi che mettono in moto la macchina della risata già dalle prime battute del testo.

L'abilità di Florian Zeller non è solo nella scrittura brillante, ma anche nell'arte di gestire l’imprevisto continuo, in un vortice in cui le collisioni sono inevitabili, e con un gusto che amplifica il divertimento. Assistendo allo spettacolo, lo spettatore è invitato e sollecitato a conoscere la verità, ma continua ad avere ben presente l’impossibilità di riuscire a sistemare le cose, perché ci sono troppe varianti che interferiscono con quello che sembrava un banale progetto per trascorrere un po’ di tempo, anzi solo un’ora di tranquillità.

Sul palco vedremo Massimo Ghini nel ruolo di Michel. Con lui, in scena gli attori Galatea Ranzi, nei panni di Nathalie; Claudio Bigagli, in quelli di Pavel; Marta Zoffoli, nel ruolo di Elsa; Massimo Ciavarro, interpreta Pierre; Luca Scapparone, sarà l’idraulico; e Alessandro Giuggioli, nel ruolo di Sebastien. 

La regia è di Massimo Ghini. La scenografica è di Roberto Crea. I costumi sono di Silvia Frattolillo e le luci di Marco Palmieri. 

 

Sinossi

E’ un’opera corale dove ogni attore deve legare la propria arte agli altri. Ma il personaggio centrale della commedia è Michel, un uomo che cerca disperatamente un momento di solitudine e serenità. Riuscito a rintracciare e acquistare un vecchio disco in vinile da un rigattiere, Michel cerca il modo per dedicarsi a questo cimelio, ma una serie di eventi e personaggi lo interrompono: la moglie gli deve parlare di cose importanti del loro rapporto; il vicino di casa, a causa dei lavori che sta effettuando nella propria abitazione, irrompe mentre il protagonista sta cercando di ascoltare il disco; e ancora un improbabile idraulico, che invece di riparare i guasti ne provoca ulteriori. A questi si aggiungono altri amici, amanti e figli che entrano in scena inconsapevoli di rendergli impossibile di godersi solo un’ora di tranquillità. Senza poterli minimamente prevedere, verranno alla luce vecchi amori, tradimenti e bugie.

 

13:04 19/01

di Redazione

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I "Sapori d'inverno" della pizzeria 10 di Diego Vitagliagno

Nuovo menu ricco di novità sul lungomare di Pozzuoli alla pizzeria 10 di Diego Vitagliano. Si procede seguendo la stessa filosofia che fino ad ora ha caratterizzato il percorso gastronomico della pizzeria: la valorizzazione dei prodotti del territorio flegreo nello specifico e campano in genere.

Si comincia dalle verdure e dai frutti di stagione coltivati nell’orto che Diego Vitagliano ha realizzato grazie alla preziosa collaborazione dei fratelli Colandrea, titolari dell’azienda agricola KM0 Flegreo di Monte di Procida.

Da questa unione, nata lo scorso settembre, nascono le nuove pizze legate al territorio: la Torzella che farà scoprire i sapori di una antica verdura campana, la Maritata che rivisita in chiave moderna la minestra delle feste napoletane e la 3 Agrumi che mette insieme la pizza con gli agrumi dei Campi Flegrei.

Un’altra novità riguarda la scelta di legare in esclusiva la pizzeria all’ultimo Monzù Gerardo Modugno proponendo un ricercato fuori menù, “I Fritti del Re”, una selezione di quattro pezzi di frittura legati alla cucina aristocratica del ‘700 napoletano.

Tra le specialità che verranno proposte da 10 pizzeria ci saranno: l’uovo alla monachina e la crostatina di tagliolini alla finanziera, fritture che per la loro unicità vale la pena di assaggiare. Saranno disponibili da febbraio. 

Infine i dolci, che nel nuovo menù vengono affidati alle sapienti mani di Marco Infante che con il brand “Casa Infante” ha saputo rendere giovane e gustoso il mondo dei gelati e della pasticceria  in Campania. 10 pizzeria proporrà ai suoi clienti i rinomati buccaccielli che tanto successo hanno riscosso tra i giovani, grazie alle gustosissime creme al pistacchio, alle nocciole e alle mandorle e le torte Toledo con pan di Spagna al cioccolato farcito con crema di latte e crema alle nocciole e uno dei must della pasticceria, la Crostata di fragoline.

Anche nella sezione bibite ci saranno buone nuove: Prodry, un vino frizzante a fermentazione naturale metodo Charmat, dalle caratteristiche aromatiche tipiche del territorio. Il vino viene fatto rifermentare in autoclave dopo l’aggiunta di lieviti selezionati. Ottenuta la pressione desiderata, il vino viene refrigerato, centrifugato e messo nei fusti. Di colore giallo paglierino, ha un profumo fruttato e delicato, leggermente aromatico. Ha un’acidità gradevole, è brioso e sapido. Ottimo come aperitivo, è indicato come vino da tutto pasto, specialmente con fritture miste di pesce o di verdura.

 

12:57 19/01

di Redazione

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"Mam", party futurista tra moda, arte e motori

Il mondo dell’auto abbraccia quello dell’arte e della moda. Domenica 22 gennaio alle 19:30 al Motor Village di Napoli: il party futurista “MAM”, moda, arte, motori, dedicato ai brand Alfa Romeo & Jeep, organizzato da Visivo Comunicazione.
Dinamicità, originalità ed eleganza gli elementi dell’happening futurista, un connubio perfetto tra il mondo dell’arte e quello dei motori. Le curve del design automobilistico, i quadri moda e le espressioni artistiche della serata, accompagnano gli ospiti in un’insieme di contaminazioni nuovo e interessante.
“L’automobile è un prodotto da ammirare, – spiega Massimiliano Campogiani, direttore del Motor Village Napoli – ecco perché la raccontiamo come un prodotto artistico, un elemento di design, un oggetto legato all’innovazione e alla creatività.
Il progetto è sviluppato con il marketing manager Vincenzo Pennacchio e con la collaborazione del direttore commerciale Tiziana Liguori. Obiettivo: aprire il salone di Corso Meridionale, da più di 90 anni nel cuore della città, a Napoli, mostrando l’altra faccia dell’auto, quella che si mescola con l’arte e la sostenibilità, che può diventare motore per la relazione e la condivisione.
Un evento esclusivo e non convenzionale, caratterizzato da tableaux vivants di modelle, che indossano gli abiti dello Studio Mangini, firmati dallo stilista libanese Michael Bridz, l’artista Pietro Mingione dipinge live quadri ispirati all’industria dell’auto, il mascheraio Luca Arcamone è protagonista di un’esibizione di body painting. Spazio anche alla danza contemporanea, con i ballerini della Mart Company diretta dal coreografo Marco Auggiero. Dj selection: Frank Carpentieri, già autore di musiche per tv e teatro.

12:52 19/01

di Redazione

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"La formula dell’alchimista", viaggio iniziatico alla scoperta dell’amore

Sabato 21 gennaio 2017 prima presentazione a Napoli de La formula dell’alchimista, che si svolgerà alle ore 18.30 da  Bibi – La Libreria dei Ragazzi, via Raimondo di Sangro di San Severo n. 6.

La fiaba illustrata, pubblicata grazie a una campagna di crowdfunding ed edita da Ad est dell’equatore - collana Cubi, unisce in una sola opera la penna di Micole Imperiali e i delicati acquerelli dell’illustratrice Benedetta Longo.

Distribuito dal 17 novembre 2016 in numerose librerie italiane, La formula dell’alchimista è un delicato viaggio iniziatico alla scoperta dell’amore: il vecchio saggio vuole donare la felicità al genere umano attraverso una formula che racchiuda e sprigioni il più fecondo dei sentimenti. 

La recherche simbolica coinvolge il lettore dalla grotta buia di platoniana memoria attraverso i colori e i suoni della natura rigogliosa fino all’illuminazione finale. L’universo di sfumature racconta l’amore nella sua interezza: un sentimento totalizzante che abbraccia e anima il mondo.

L’alchimia è nel perfetto connubio tra il fluire armonico della parola e la suadente bellezza delle spirali di colore, che s’intrecciano dando vita a un’opera rassicurante: un inno all’amore adatto a grandi e piccini.

<<Esiste un alchimista in ognuno di noi: è la nostra parte saggia, quella che con fiducia crede, che lavora instancabilmente al raggiungimento del proprio scopo, alla realizzazione del sé. Questo è amore, prima di tutto verso se stessi e poi verso chi ci vive>> , spiega la scrittriceMicole Imperiali,  << La formula dell’alchimista non è una favola d’amore in senso stretto. Non ci sono principi né principesse, rospi da baciare né torri da scalare. È una favola per tutte le età che parla dell’importanza di ascoltare se stessi. È proprio attraverso l’esperienza e la ricerca che l’alchimista si avvicina alla formula e,  dopotutto,  la formula che racchiude tutte le possibilità dell’amore è il suo essere libero e incondizionato. Concreto ma al tempo stesso estremamente etereo  >> .

 

12:39 19/01

di Redazione

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Scola si spegneva un anno fa: il teatro Diana gli dedica una serata

Ad un anno esatto dalla scomparsa di Ettore Scola (19 Gennaio 2016) il Teatro Diana di Napoli ha ideato “Una serata particolare tra cinema e teatro” dedicata al grande Maestro del Cinema italiano nato in Campania a Trevico il 10 Maggio del 1931 e molto legato alla città di Napoli. Basti pensare ad alcune icone della narrazione cinematografica di Napoli contenute nel cinema di Scola, come il duetto di “Maccheroni” tra Marcello Mastroianni e Jack Lemmon con tanto di babà all’interno della Galleria Umberto I. La serata, organizzata in occasione della messa in scena della versione teatrale di“Una giornata particolare” il celebre film del 1977 di Ettore Scola (due nomination agli Oscar) con Marcello Mastroianni e Sophia Loren, è stata ideata e promossa dal Teatro Diana in collaborazione con il Master in Cinema e Televisione dell'Università Suor Orsola Benincasa di Napoli diretto dal produttore de “La Grande Bellezza”, Nicola Giuliano, e con il primo Festival italiano della Cinegustologia organizzato dal 5 al 29 Gennaio a Trevico e dedicato proprio ad Ettore Scola. “Una giornata particolare” con la regia diNora Venturini e la brillante interpretazione teatrale di Giulio Scarpati e Valeria Solarino sarà in scena al Teatro Diana fino a domenica 22 Gennaio.

Alla serata prenderanno parte, insieme al cast dello spettacolo, l’assessore alla Scuola del Comune di Napoli, Annamaria Palmieri, il coordinatore scientifico del Master in Cinema e Televisione dell’Università Suor Orsola Benincasa, Arturo Lando e il direttore scientifico del Festival della Cinegustologia, Roberto Conte.

E proprio il Festival della Cinegustologia rappresenta una delle iniziative più importanti a livello nazionale per celebrare la filmografia di Ettore Scola e la sua propensione per le riflessioni cinematografiche ‘a tavola’. Conferenze, degustazioni, laboratori, proiezioni, spettacoli e visite guidate animano il primo Festival italiano della Cinegustologia nato in Campania, proprio a Trevico, il centro abitato più alto del Mezzogiorno peninsulare con i suoi 1094 metri di altezza, che ha dato i natali (il 10 Maggio del 1931) adEttore Scola, che ha poi celebrato il suo legame con la città nel film “Trevico - Torino - Viaggio nel Fiat-Nam”, divenuto un simbolo negli anni 70’ delle narrazioni cinematografiche dell’emigrazione dei giovani meridionali verso le grandi fabbriche del Nord.

Oggi ad oltre 40 anni da quella pellicola del 1973, una delle grandi testimonianze dell’impegno civile del cinema di Scola, e ad un anno dalla morte del regista irpino la sua città natale lo celebra dedicando interamente alle sue opere il primo Festival italiano della Cinegustologia, un nuovo modo di fruire il cinema attraverso le analisi del gusto ideato da Marco Lombardi, docente di Cinema ed Enogastronomia in alcune delle principali Università italiane, dallo IULM di Milano alla Sapienza di Roma, dall’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo all’Università Suor Orsola Benincasa di Napoli.

Nella prima edizione del Festival c’è un fitto programma di eventi cinegustologici che, dopo oltre un mese di appuntamenti di anteprima, culmineranno nelle tre giornate finali del 21-22 e 29 Gennaio, durante le quali, grazie alla collaborazione con i Comuni di Vallesaccarda e di Zungoli, ci sarà una straordinaria vetrina delle eccellenze enogastronomiche e paesaggistiche dell’intero territorio irpino della Baronia, ma ci sarà anche e soprattutto l’occasione per offrire ai più giovani  e non solo la possibilità di vedere alcuni grandi capolavori della storia del cinema italiano. Una storia che Ettore Scola ha attraversato per oltre quarant’anni (è datato 1964 il suo esordio alla regia), dirigendo alcuni dei più grandi attori del cinema italiano come Vittorio Gassman, Sophia Loren, Nino Manfredi, Marcello Mastroianni, Giovanna Ralli, Alberto Sordi e Massimo Troisi, ma anche grandi attori internazionali come Gerard Depardieu e Jack Lemmon.

 

Il programma del Festival della Cinegustologia

Si parte Sabato 21 Gennaio a Zungoli, il comune irpino premiato con l’inserimento nel circuito dei Borghi più belli d’Italia. Alle 10 del mattino la “Mostra Cinegustologica”, organizzata in collaborazione con Slow Food e Coldiretti, con le migliori aziende produttrici irpine che esporranno i loro prodotti (oli, miele, formaggi, vino e salumi) all’interno delle case antiche e delle grotte presenti sul territorio, con un percorso degustativo itinerante che partirà da Piazza Castello e raggiungerà il Convento di San Francesco, dove la sera dalle 20 la Cinegustologia diventerà anche itinerante con Street Food “Made in Irpinia” dislocato in cinque postazioni degustative dedicate ai cinque decenni del cinema di Ettore Scola.Anni ’60 amari e crudi con straccetti di carne podolica su punte di cicorie crude all’olio di Ravece perché, come spiega Marco Lombardi,“il cinema di Scola degli anni ‘60 fotografa l’Italia in maniera cruda (“La congiuntura”) e amarissima (“Il commissario Pepe”), sottolineandone le storture e le ingiustizie in maniera più documentaristica che politicamente attiva” ; Anni ’70 acidi e duri con pizza di granturco con ortaggi sott’aceto perché se si pensa a “Trevico-Torino”, “C’eravamo tanto amati”, “Brutti sporchi e cattivi”, “Signori e signore buonanotte” o a “I nuovi mostri” lo sguardo di Scola sugli abbruttimenti umani, fra miserie e corruzioni, è diventato duro e l’amarezza ha lasciato posto all’acidità, il cui fastidio fisico è anche il presupposto per una “scossa”, cioè per la voglia di cambiare le cose; Anni ’80 dolceamari e morbidi con cicatielli con broccoli e salsiccia perché in quegli anni Ettore Scola guarda il mondo in maniera più equilibrata, trovando il dolce in mezzo all’amaro e sentendo il morbido degli affetti familiari, anche se contrastati (“Maccheroni”, “La famiglia”, “Che ora è?”) ; anni ’90 e primo decennio del 2000 dolceamari e croccanti con scacchiatiello con cime di rapa, salsiccia e pancetta arrostita perché per Scola la vita e l’Italia sono sempre a tinte dolci e amare, ma l’ironia data dagli anni della piena maturità conferisce ironia allo sguardo, cioè una leggera croccantezza (“Mario Maria e Mario”, “La cena”) anche quando si affrontano i drammi della storia (“Concorrenza sleale”). Cinema, cibo ma anche musica con il sottofondo della musica della tradizione meridionale con i Dadamakà.

 

Domenica 22 Gennaio “La Cena” di Ettore Scola a Vallesaccarda

Domenica 22 Gennaio il Festival della Cinegustologia farà tappa a Vallesaccarda, ormai nota come la Città Ecogastronomica per il felice connubio tra la ristorazione della tradizione enogastronomica irpina e la moderna vocazione all’ecosostenibilità dei prodotti. Anche qui un fitto programma di eventi: visite guidate naturalistiche al mattino, laboratori del gusto nel pomeriggio a cura di Slow Food ed a partire dalle 20 nel Centro Sociale Intercomunale prima uno show cooking con i migliori chef dell’Appennino meridionale poi la proiezione de “La Cena” di Ettore Scola con la “cinegustologia in diretta” associata alle degustazione di alcuni dei migliori prodotti tipici locali (patate e castagne di Trevico, olio Irpinia - Colline dell’Ufita DOP, aglio bianco dell’Ufita e caciocavallo in carrozza della Baronia) e delle fettuccine ai funghi presenti proprio nel film di Scola.

 

Il concerto con le musiche da fil di Ennio Morricone e la Cinegustologia applicata alla pizza per il gran finale del 29 Gennaio

Il gran finale domenica 29 Gennaio a Trevico con due degli appuntamenti più attesi.

Alle 18 nella splendida Cattedrale Santissima Maria Assunta di Trevico il concerto a cura dell’ensemble cameristico “Harmonia Mundi” diretto dal Maestro Vincenzo Di Ianni con le musiche da cinema di Ennio Morricone: da “C’era una volta il West” a “Nuovo Cinema Paradiso”, da “C’era una volta in America” a “La leggenda del pianista sull’oceano”. Alle 19.30 alla Stazione Enogastronomica della Valle dell’Ufita la Cinegustologia racconterà il cinema di Ettore Scola, ed in particolare “La più bella serata della mia vita”, con la pizza d’autore della pizzeria Pizzaart di Battipaglia preparata ‘live’ dal Maestro pizzaiolo Vito De Vita, due spicchi nella Guida delle Pizzerie d’Italia del Gambero Rosso, Ambasciatore del gusto di Slow Food, “Chef dei grani” visto il suo grande lavoro di recupero dei grani antichi e già testimonial della pizza come eccellenza gastronomica italiana in prestigiosi Festival internazionali del cinema da Cannes a Venezia.

12:36 19/01

di Redazione

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