Giovedì 19 Ottobre 2017 - 20:35

“Concerti d’autunno”, luci su Puccini, Haydn e Mozart

NAPOLI. Chi ancora afferma che la musica classica non sia cosa da ragazze è destinato a ricredersi: il ciclo dei Concerti d’Autunno della Nuova Orchestra Scarlatti si apre difatti con due giovani musiciste di indiscusso talento. La Nuova Scarlatti sarà infatti diretta per l’occasione da Beatrice Venezi (nella foto). Lucchese, classe ’90, è il direttore d’orchestra donna più giovane d’Italia già in carriera internazionale. Sotto la sua direzione, la Nuova Orchestra Scarlatti spazierà tra Puccini e Mozart, e includerà il Concerto n. 2 in re maggiore per violoncello e orchestra di Franz Joseph Haydn. Ed è proprio al violoncello che ci sarà l’altra giovanissima protagonista della serata, la 18enne Raffaella Cardaropoli. Campana di Bracigliano (Salerno), Raffaella ha studiato in Italia e in Svizzera e vanta già svariati premi in concorsi nazionali e internazionali. Ora debutta da solista con la Nuova Scarlatti dopo essersi esibita a Londra e New York.Il concerto si terrà venerdì 20 ottobre 2017 a partire dalle 20:30 nella suggestiva cornice della Basilica di San Giovanni Maggiore Pignatelli (nel centro storico di Napoli). «Ci apprestiamo ad affrontare questo nuovo ciclo di concerti con grandissimo entusiasmo - afferma il maestro Gaetano Russo, fondatore e direttore artistico della Nuova Orchestra Scarlatti - e siamo fieri di aver organizzato un primo appuntamento di buona musica. Anche la scelta del primo concerto d’autunno non è casuale: serve infatti a ribadire l’attenzione che la Nuova Orchestra Scarlatti pone sul territorio (napoletano, campano e del sud Italia) e sulla diffusione della cultura musicale, intesa come avvicinamento dei giovani al mondo della musica, che sarà parte integrante delle attività programmate 2017-18. E lo facciamo con due giovani talenti che sono ben più di una promessa, ma già una realtà».

20:31 19/10

di Redazione

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Al Bolivar "Walimai. Vento" di Enzo D'Aniello

La nuova stagione del Teatro Bolivar si aprirà domenica 22 ottobre, alle ore 18.30, con lo spettacolo teatrale di e con Enzo D’Aniello, dal titolo “Walimai. Vento”, diretto dall’attore e regista Gianni Parisi. Completano il cast Marco Lanzuise, Felicia del Prete e Nicoletta D’Addio. Ad accompagnare lo spettacolo la voce di Pina Giarmanà, le musiche del Maestro Giuseppe Mazzillo (al piano) e di Ibrahim Drabo (al n’goni arpa africana e percussione) e l’esibizione aerea di Lolly Bosco.

“Walimai” è un viaggio introspettivo che pone il lettore in un amletico dubbio su un tema forte e quanto mai attuale: “Cosa farei se scoprissi che mia figlia ha una relazione con un malato di AIDS?”. Oggi il mondo si ferma a pensare all’HIV, ma l’attenzione su questa malattia, in continua diffusione, sembra calata. Lo spettacolo di Enzo D’Aniello, tratto da un suo racconto omonimo edito da Pulcinella Editore e premiato alla tredicesima edizione del Premio Malafemmena, si muove nell’ottica di continuare a porre l’accento su una tematica apparentemente dimenticata, ma che, al contrario, continua a suscitare interrogativi e timori. Da qui la scelta di puntare su quell’ibridismo che la narrativa fa proprio nel momento in cui entra in contatto con il teatro, la musica e la danza.

I personaggi riferiscono le loro storie attraverso il genere del “racconto teatrale”: «Il compito dell’attore – spiega Gianni Parisi – dovrebbe essere quello di invitare il pubblico a porsi delle domande, senza la presunzione di dare delle risposte. Ed è quello che noi speriamo di fare portando in teatro una rappresentazione narrata, che oscilla tra prosa e dialoghi, testimonianze ed emozioni. In questo modo la scrittura entra in scena per esortare alla riflessione ed anche alla lettura».

Dall’intrecciarsi dei racconti prende vita una vicenda in cui si alternano solitudine e speranza: «Quando il presente di un uomo – afferma D’Aniello – è imprigionato in un passato senza futuro, ogni cosa bella nasconderà sempre un lato oscuro. Ed è proprio quello che accade al protagonista della storia, un giovane infermiere malato di HIV, che vola nel vento insieme ai gabbiani per sfuggire all’amore». 

19:39 19/10

di Redazione

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Ad Israele il turismo vuol dire sicurezza: Tel Aviv e Napoli più vicine grazie al volo diretto

Il solo nome di Israele evoca immagini di storie lontane che si perdono nella notte dei tempi. Sin da piccoli al catechismo ci hanno parlato degli episodi biblici che si sono impressi nella nostra memoria. Da grandi il desiderio di visitare quei luoghi è stato forte, frenato dalle notizie di combattimenti che hanno interessato quella Terra martoriata. Ora la situazione è diversa, il Paese è impegnato in prima linea per quanto concerne la sicurezza, non si può nemmeno parlare di turismo se non si ha la certezza di sentirsi sicuri fuori da casa propria. La sicurezza è al primo posto e i controlli sono frequenti ma discreti oltre che all'aeroporto di Ben Gurion a Tel Aviv, considerato il più sicuro al mondo, vengono effettuati anche all'ingresso di alberghi, centri commerciali e parchi pubblici.  

Tutti i Popoli che hanno invaso la Terra di Israele hanno lasciato un segno del loro passaggio su questa terra con una storia millenaria contribuendo al suo immenso fascino. Qui la storia può essere toccata con mano e i racconti biblici e dei Vangeli sono concretizzati in luoghi e cose che tutti possono vedere. Molti vengono per ritrovare le origini cristiane, anche se solo il 45% viene oggi per i pellegrinaggi, altri solo per turismo, pertanto i flussi sono in continua crescita, come ci dichiara Tzvi Lotan, Director Overseas Department Marketing Administration del Ministero del Turismo: “Ogni mese superiamo le previsioni del mese, nel semestre precedente abbiamo registrato un 29% in più di arrivi, vuol dire 70.000 turisti in più rispetto al 2016”. Principalmente si tratta di famiglie con figli e giovani che vanno a Gerusalemme per tutto quanto hanno letto sulla città cosmopolita: divertente ed elegante, ricca di arte, storia, cultura e gastronomia. Ovviamente vengono anche per visitare i principali luoghi Santi delle tre religioni monoteiste come: il Monte del Tempio; il Muro del Pianto, il sito più sacro dell'ebraismo; la Basilica del Santo Sepolcro; la via Dolorosa, con le stazioni della Croce; la Cupola della Roccia e la Moschea al-Aqsa. Gerusalemme Vecchia, dichiarata patrimonio dell'umanità dall'UNESCO, può essere visitata con i pacchetti speciali denominati “Gerusalemme Mozzafiato”.

Molti i voli diretti dall'Italia, fra cui il volo diretto da Napoli per Tel Aviv. Nel museo d'Israele di Gerusalemme sono esposti: il modello dell'antica Gerusalemme del secondo Tempio e la nuova mostra della tomba di Re Erode il Grande. Il Mercato Mahane Yehuda offre un enorme assortimento di prodotti, i clienti e i commercianti rappresentano l’intera società israeliana: askenaziti, sefarditi, religiosi, laici, ricchi e poveri. Al mercato tutti sono uguali, tutti stretti uno all’altro mentre cercano di farsi largo tra le caotiche stradine del mercato. Il paese offre tanto: ad un'ora di auto o di autobus dalla capitale vi è il Mar Morto, il punto più basso della terra con i suoi 422 metri sotto il livello del mare, un lago di acqua salmastra che ha una così alta concentrazione di sale che chi si immerge resta a galla. Anche l’aria circostante ha proprietà curative che può aiutare a combattere problemi respiratori e del sistema nervoso. Sulle sue sponde nel tempo sono sorti vari alberghi e ristoranti. Le escursioni nel deserto in Jeep partono da lì, oltre il panorama si andrà alla scoperta dei segreti che il deserto racchiude: la statua della “Moglie di Lot”; il monte di Sodoma; le caverne naturalmente refrigerate e quelle in cui sono stati rinvenuti i Rotoli del Mar Morto, i primi manoscritti biblici conosciuti, esposti nel museo di Gerusalemme. Nei dintorni il luogo di maggiore interesse è la fortezza di Massada, ora patrimonio UNESCO, fatta erigere da Erode il Grande su di un altopiano roccioso con mura alte cinque metri rendendola pressoché inespugnabile. Nel '74 fu assediata dai Romani e i 960 ribelli per non farsi prendere vivi preferirono il suicidio collettivo, cosa unica nella storia. Prima della costruzione della funivia, si poteva accedere solo dal cosiddetto “sentiero del serpente”. Alla confluenza del fiume Giordano con il lago di Tiberiade è possibile assistere al battesimo collettivo per immersione, seguito da canti religiosi di gruppi di fedeli. Intorno al lago di Tiberiade vi sono: i resti della Sinagoga dove Gesù iniziò la Sua missione; la casa della suocera di Pietro a Cafarnao in cui dormì; la roccia dove moltiplicò i pani e i pesci e quella su cui mangiò con sei Apostoli dopo la Resurrezione; il Monte delle Beatitudini, in cui pronunciò il Discorso sul Monte.

Cesarea Pilato soggiornò prima di essere trasferito a Gerusalemme. Su di uno splendido mare azzurro si affacciano: i ruderi del palazzo di Erode che ospitò Pilato; dell'acquedotto; delle terme e dell'anfiteatro, utilizzato oggi per spettacoli, e in cui fu ritrovata una lapide a conferma della sua esistenza storica. Tel Aviv è la capitale finanziaria di Israele ed è anche detta la città che non dorme mai per le sue tante attrazioni, divertimenti ed eventi culturali. Con le sue spiagge dorate sembra infatti fatta appositamente per i giovani, attratti dalle sue contraddizioni: gli edifici stile Bauhaus, i moderni grattacieli di cristallo e il nuovo treno ad alta velocità che collegherà in 30 minuti Tel Aviv con Gerusalemme e che entrerà in funzione nel 2018. Un segno del dinamismo giovanile è il progetto “Irrigate”, che in collaborazione con l’Università di Udine, ha consentito di creare con i partner israeliani una eccellenza mondiale nel settore dell'irrigazione. Dunque da Israele viene un aiuto concreto all'agricoltura italiana.

Nel deserto del Negev, il cui clima non è cambiato per migliaia di anni, il biochimico della pianta Aaron Fait, nato e cresciuto a Bolzano, ricercatore presso l'istituto per l 'agricoltura e la biotecnologia Blaustein per le Ricerche del Deserto di Sde Boker dell’Università di Ben Gurion è riuscito a far crescere la vite nella regione desertica. Le ricerche sono anche indirizzate per migliorare il valore nutrizionale e la qualità del seme e della frutta: “Riportando il gusto all'interno della frutta - dice Fait - invece di pomparla per aumentare la quantità come spesso succede”. Continua il dr. Fait "Per migliaia di anni l'arte della vinificazione è stata sviluppata in Europa. Ma il clima sta cambiando, quindi i modi tradizionali presto non funzioneranno più. Ora Israele è in grado di mostrare come è possibile reinventare la viticoltura per ambienti aridi e condizioni estreme". Vengono utilizzate moderne tecniche come: i teli di nylon per proteggere il suolo dall’evaporazione; reti colorate sui grappoli per far passare solo la quantità di luce necessaria perché il frutto maturi senza bruciare e un’irrigazione intelligente, goccia a goccia, basata sui bisogni della pianta rilevata da appositi sensori che controllano e minimizzano l'acqua.

Quale che siano le motivazioni che spingono il viaggiatore a visitare Israele una cosa è certa, non resterà deluso e, al suo rientro, non vedrà l'ora di ritornarvi.

 

18:22 19/10

di Harry di Prisco

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San Carlo, Juraj Valčuha inaugura la stagione di concerti

Martedì 24 ottobre alle ore 20.30 il Teatro di San Carlo inaugurerà la Stagione di Concerti 2017-18 con un programma dedicato a due capisaldi del Novecento russo, il  Concerto in re minore per pianoforte e orchestra op. 30 di Sergej Rachmaninov e Aleksandr Nevskij cantata per mezzosoprano, coro e orchestra op. 78 di Sergej Prokof’ev, sotto l’egida del direttore musicale Juraj Valčuha sul podio di Orchestra e Coro stabili -quest’ultimo preparato da Marco Faelli-, e con due solisti di pregio: il pianista macedone Simon Trpčeski, tra i virtuosi della tastiera  che maggiormente si sono affermati negli ultimi anni, e Ketevan Kemoklidze, mezzosoprano di origine georgiana che unisce alle doti vocali una notevole presenza scenica, interprete per il cinema nel ruolo di Adriana Ferrarese/Donna Elvira in Io, Don Giovanni di Carlos Saura.

 

Direttore musicale del San Carlo dall’estate 2016, quest’anno Valčuha dirigerà entrambi gli appuntamenti inaugurali del Lirico di Napoli e sarà presente in stagione sia in campo operistico che sinfonico. Il 9 dicembre, infatti, aprirà il cartellone di Opera e Balletto 2017-18 con Fanciulla del West di Giacomo Puccini, nel nuovo allestimento con regia, scene e costumi di Hugo de Ana. A seguire, sarà a Napoli per Lady Macbeth nel distretto di Mcensk di Dmitrij Šostakovič, Tosca di Giacomo Puccini, Il Castello del principe Barbablù di Béla Bártok e per due concerti con il soprano Maria Agresta e con il violinista Stefan Jackiw. Slovacco, classe 1976, specializzato nel repertorio del XX secolo, Valčuha ha debuttato di recente con la Chicago Symphony e con la Cleveland Orchestra.

 

Il Concerto in re minore per pianoforte e orchestra op. 30 di Sergej Rachmaninov, eseguito per la prima volta a New York nel 1909, sembra anticipare in alcuni momenti certe peculiarità di Prokof’ev e Šostakovič, generazione successiva a quella del grande pianista e compositore. La sua pagina, tra le più celebri della letteratura per pianoforte e orchestra, è un’opera destinata ai grandi virtuosi, in cui si ritrovano momenti di complessa architettura e altri intensamente delicati, cameristici.

Del 1939 è invece la cantata Aleksandr Nevskij op. 78 che Prokof’ev trasse dalle musiche scritte per l’omonimo film, di propaganda antinazista, del regista Sergej Ėjzenštejn. La composizione è una descrizione in musica, ricca di vivacità, delle gesta e della vicenda del principe russo. Il coro vi ha un ruolo rilevante con canti traboccanti e di natura popolaresca.

 

Il concerto inaugurale si presenta come ideale preludio del cartellone sancarliano 2017-18, che assieme a titoli di repertorio, riserverà quest’anno uno spazio privilegiato ai compositori europei del XX secolo e ai contemporanei, nel segno dei grandi direttori e dei grandi interpreti, e di allestimenti di grande qualità e suggestione.

16:10 19/10

di Redazione

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“La gatta mammona”, corto con Gianfranco Gallo e Alessia Cinquegrana

La vita di una trans e le storie degli uomini che la frequentano visti attraverso gli occhi della sua gatta, che osserva e ascolta. “La gatta mammona” è l’opera prima del regista partenopeo Paolo Cipolletta e racconta la storia di Moncherì, una transessuale che per sbarcare il lunario si prostituisce. Tra i suoi clienti c’è un commissario di Polizia, ma anche uno studente e una donna sposata.

Gianfranco Gallo, nei panni del poliziotto e Alessia Cinquegrana in quelli di Moncherì, sono i protagonisti della vicenda.

Quando ho letto la sceneggiatura de La Gatta Mammona ho deciso che avrei trovato il tempo di girarla. Mi interessavano l'argomento, la psicologia dei personaggi e la possibilità di dare vita e volto ad una contraddizione, una di quelle con le quali siamo costretti a convivere. L'essere umano si destreggia tra quel che è e quel che gli chiedono di essere, l'affermazione è antica i riferimenti pirandelliani obbligatori, ma in quest'occasione mi si dava la chance di interpretarla e modernizzarla, di farla mia attraverso lo script del corto. Noi attori abbiamo il dovere, quando intravediamo del talent, di dare fiducia ai giovani. In questo caso Paolo Cipolletta ha ripagato la fiducia. Spero che non si avvilisca per la difficoltà di portare avanti le sue idee in un mondo difficile come quello del cinema”, spiega l’attore Gianfranco Gallo che è nel cast del film "Palato Assoluto" insieme a Vinicio Marchioni, Valeria Solarino, Alessandro Haber con la regia di Francesco Falaschi (in uscita nel 2018) e  in "Quasi Ricchi " con Sergio Castellitto, Sabrina Ferilli, Valeria Fabrizi con la regia di Francesco Miccichè. Inoltre, dal 17 novembre su SKY va in onda Gomorra 3 dove Gallo sarà ancora una volta Giuseppe Avitabile con un ruolo chiave.

Alessia Cinquegrana, alla sua prima esperienza attoriale, è nota alla stampa nazionale per essere la prima trans ad aver ottenuto il riconoscimento di genere e quindi ad unirsi in matrimonio civile, senza cambiare sesso.

“Paolo Cipolletta con la sua sceneggiatura è riuscito a toccare le corde del mio cuore. Nel personaggio che interpreto ho intravisto gran parte della storia di vita di noi trans e molti aspetti caratteriali che mi appartengono.  Ma la Gatta Mammona non è un docu-film sulla mia vita e questo rappresenta un ulteriore opportunità per me. Per la prima volta mi è stata data la possibilità di misurarmi nel ruolo di attrice e quindi essere giudicata per quello che faccio e non per quello che sono. Ringrazio Gianfranco Gallo che con la sua professionalità ed umanità mi ha dato tanto sul set. Girare questo film è stata una dell’esperienze più emozionanti della mia vita, ricordo ancora il pianto dell’ultimo ciak”, dice Alessia Cinquegrana.

In questo cortometraggio risiede un’idea inquieta: squarciare l’occhio dello spettatore, anche attraverso immagini crude e violente per aprirgli la mente oltre le convenzioni sociali e le regole imposte dal vivere civile. E lo si fa, travalicando il limite del conscio e ponendolo dinanzi a quella oscurità recondita di pulsioni che smuovono l’agire umano, per consentirgli la ricerca della “verità”. Oltre a Moncherì, il filo rosso del film resta l’inconscio nella sua continua relazione col vivere individuale e con la sua critica alle maschere dietro cui si celano i protagonisti. La Gatta Mammona sarà lo specchio in cui nessuno vorrà guardarsi”. Paolo Cipolletta

Un notevole supporto al cast lo ha fornito l’Associazione Transessuale Napoli. Tra gli attori, infatti, vi è un cameo della vicepresidente dell’ATN, Loredana Rossi che ha sottolineato: “L'idea di fondo del film è quella di guardare il mondo da una prospettiva diversa, dal basso, dalla parte di chi non ha paura di tentare di vivere. Finalmente le maschere cadono e noi assistiamo allo spettacolo al di là delle apparenze”.

Il cortometraggio verrà presentato al mercato internazionale del Festival Clermont Ferrand (primo festival al mondo dei corti) e allo short film market del Festival di Torino.

16:03 19/10

di Redazione

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Francesco e Salvatore Salvo: "Come abbinare vini complessi ad alcune delle nostre pizze"

Francesco e Salvatore Salvo sono in continua evoluzione, sempre intenti a scoprire prodotti di nicchia, per la cui trasformazione utilizzano tecniche gastronomiche accurate, e costantemente alla ricerca di nuovi abbinamenti per le loro pizze.  

In uno di questi percorsi gourmand, è nata una giornata di degustazione, coordinata da Pasquale Brillante, nella quale si sono confrontati alcuni tra i migliori sommelier campani, in forza presso rinomate strutture stellate, accanto alla produttrice dei vini Gravner.

Lei, Mateja Gravner, arrivata in mattinata nel locale di San Giorgio a Cremano direttamente da Oslavia, un centro ad appena 5 kilometri da Gorizia, è rimasta estasiata dalla bontà delle pizze proposte dai fratelli Salvo: dieci assaggi, dalle classiche marinara e margherita ad altre già in carta, come la “Pizza al pomodoro” o l’ ”Ortolana”, dal segno vegetariano, esclusivamente con ortaggi di stagione; per passare alla marinara con bottarga e alla pizza con cipolla ramata di Montoro cotta sotto cenere, cipolla rossa di Tropea in agrodolce al vino rosso e tonno fresco. In abbinamento, sono state proposte alcune delle etichette Gravner, in particolare: Bianco Breg del 2008 e del 2009, entrambi affinati in anfora; Ribolla delle stesse annate e un Rujino del 2001, da uve Pignolo.  

“I nostri sono vini complessi, ma non complicati” ha dichiarato subito la Gravner. “Nessuno aveva mai pensato di abbinarli alle pizze. Questa è la prima volta che li proviamo su un prodotto che si immagina semplice ma, se realizzato da maestri come Francesco e Salvatore Salvo, lo è solo in apparenza” .

Nella preparazione delle pizze proposte dai Salvo, la farcitura è il risultato di tecniche di alta cucina, grazie alle quali gli ingredienti trovano la loro dimensione ottimale. Come le cipolle, trattate con passaggi utili ad alleggerirne l’impatto o i pomodori della omonima pizza: sei varietà differenti, tutte di alta qualità e ognuna trattata con una differente tecnica di cucina.

Per chi volesse intraprendere una degustazione comprensiva di abbinamento ad hoc, sarà sufficiente prenotarsi scrivendo a: info@salvopizzaioli.it

Vastissima la scelta e, non a caso, la cantina della “Pizzeria Salvo da Tre Generazioni” è stata recentemente premiata, a livello nazionale, come “Miglior cantina”, selezionata tra oltre 500 concorrenti.

15:59 19/10

di Redazione

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"Encefalo" allo ZTN

È in scena allo ZTN, sabato 21 e domenica 22 ottobre, Encefalo, uno spettacolo che nasce da un'idea del duo costituito da Silivia Romano e Federica Palo. 

Encefalo racconta a più livelli e a più linguaggi una mondanità virtuale, i suoi tranelli, le sue aberrazioni . L’euforia del singolo, l’esaltazione della massa senza ideali, la costante e strisciante necessità di essere al centro della scena anche prima di morire.  Il vuoto e gli stimoli esterni a cui l'individuo reagisce come può, seguendo le logiche  meccaniche, creative, alle volte imprevedibili di un enorme encefalo,  sempre costretto ad adattarsi ai nuovi contesti. Il tutto a partire dall'intreccio di musica e teatro, sempre tesi alla ricerca di una descrizione amara, sarcastica, grottesca, a tratti rassegnata dei singoli temi dell'esistenza (vanità, amore, morte..).

Il teatro canzone del duo Encefalo è rappresentato dalla rivisitazione di testi di autori classici e contemporanei, da Stefano Benni a Karl Valentine, passando per Nazim Hikmet, e musicato da brani editi e inediti. 

Silvia Romano è voce e piano e Federica Polo, attrice in scena

L'appuntamento con Encefalo è fissato alle 21.00 di sabato 21 ottobre e alle 18.30 per la replica di domenica 22 ottobre. Lo spettacolo è "A Cappello", dunque sarà il pubblico a stabilire alla fine il valore dello spettacolo a cui ha assistito.

15:56 19/10

di Redazione

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"Penisola Sorrentina", riconoscimenti a Magalli, Bennato, Audio2, De Rossi e Guanciale

Presentata nel salone dell’Ordine dei Giornalisti della Campania la XXII edizione del Premio “Penisola Sorrentina Arturo Esposito”®, in programma sabato 28 ottobre al Teatro delle Rose di Piano di Sorrento (ingresso libero dalle ore 19 fino ad esaurimento posti). Ad illustrare il programma della serata clou sono stati, dopo un breve saluto del presidente OdG Ottavio Lucarelli, Gino Rivieccio coordinatore della sezione “Dino Verde”, ed Eugenio Bennato tra i premiati per il progetto “Da che Sud è Sud”, oltre al patron della manifestazione Mario Esposito. Presente il sindaco di Piano di Sorrento, Vincenzo Iaccarino e quello di San Fele, Donato Sperduto.

“Il Premio - ha ricordato Mario Esposito - ha raggiunto ormai una levatura nazionale, affiancato dall’Amministrazione comunale di Piano di Sorrento ed inserito nei Grandi Eventi della Regione Campania”.

La manifestazione ha infatti sezioni itineranti in diversi luoghi d’Italia: a San Fele Basilicata (verso l’appuntamento con Matera2019 Capitale Europea della Cultura) ed in Liguria, con cui è stato istituito, per l’edizione 2017, un gemellaggio culturale (dopo una mostra a Genova dell’artista campano Giuseppe Leone dedicata al cammeo, a Piano di Sorrento verrà riservato un premio speciale alla campagna di comunicazione istituzionale della Presidenza della Regione Liguria “La Liguria dei red carpet”). I luoghi toccati dalla rassegna, che porta in giro per l’Italia l’eccellenza della Campania, sono stati raccontati in uno spot nazionale, prodotto dalla Exibarte di Alberto Nigro.

Il sindaco di Piano Vincenzo Iaccarino ha sottolineato come “Quest’anno il Premio si presenta con una veste ulteriormente rinnovata grazie alla sinergia tra Comune ed organizzazione. Abbiamo acceso i riflettori sulla città, sulle sue tradizioni e i suoi valori che attraverso il Premio e gli eventi collegati per4 mesi ci rendono protagonisti di una kermesse artistico culturale che ci aiuta a valorizzare e a promuovere anche turisticamente il nostro patrimonio ambientale”.

IL PREMIO DINO VERDE                                                                                                                                                        

Come ha ricordato Gino Rivieccio, “Quest’anno l’attesa del pubblico è per Giancarlo Magalli, l’autore e conduttore dei Fatti Vostri di Rai2, che ritirerà il premio speciale per la tv dedicato a Dino Verde. Magalli, nella veste di autore televisivo, succede nell’albo d’oro del premio a Lino Banfi, Pippo Baudo e Leo Gullotta che hanno lasciato un’impronta indelebile ed un ricordo molto positivi tra il pubblico e nella comunità locale”.

TEATRO, CINEMA E FICTION                                                                                                                                              

Ma accanto alla tv ci saranno anche teatro e cinema. Anzitutto verranno ricordati i quarant’anni dalla morte di Charlie Chaplin con un omaggio dell’attore Vincenzo Bocciarelli. E poi Barbara De Rossi e Francesco Branchetti onoreranno la drammaturgia olandese con un premio all’interpretazione de “Il Bacio”, di Ger Thijs, che andrà in scena a gennaio prossimo al Teatro San Babila di Milano. Attesissimo anche l’attore Lino Guanciale, protagonista della serie televisiva “La Porta rossa” in onda su Rai 2. Premio speciale “genius loci award” al regista e scrittore Francesco Pinto, direttore del Centro Produzioni Rai di Napoli.

PREMI ALLA MUSICA CON GLI AUDIO2 ED EUGENIO BENNATO                                                                                                              Due i premi per la musica. Il premio Lino Trezza viene assegnato agli AUDIO 2 per i venticinque anni di carriera. Gli straordinari autori di “Acqua e Sale” si esibiranno al Delle Rose ripercorrendo successi ed emozioni “alla Battisti”. Il premio alla carriera viene invece assegnato ad Eugenio Bennato per il progetto musicale e teatrale “Da che Sud è Sud”, prodotto dalla Fox Band e dalla Music Show. Da che Sud è Sud” è una tournée teatrale da novembre in giro per l’Italia oltre che un disco composto da 12 brani inediti, una sorta di pagine di un diario di viaggio in giro per il mondo, dall’America del Sud e del Nord all’Africa dei tamburi e delle carovane della disperazione e della speranza, al Mediterraneo degli scambi e delle barriere, all’Estremo Oriente del mistero e delle leggende. Ogni brano ha una sua storia e una sua identità, ma tutti sono accomunati dalla presenza, accanto ad Eugenio Bennato, di una voce che fa risuonare la musicalità di una lingua diversa, dal francese all’inglese, dallo spagnolo al brasiliano, ma anche all’arabo, con una forte valenza ritmica ed evocativa dei movimenti del presente.

15:54 19/10

di Redazione

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Le stelle della moda a Palazzo Caracciolo

Torna, domenica 29 ottobre, l’appuntamento con l’alta moda per “Le stelle della moda a Palazzo Caracciolo”, riuscitissimo happening ideato da Ludovico Lieto di Visivo Comunicazione. All’interno del prestigioso chiostro cinquecentesco di Palazzo Caracciolo MGallery by Sofitel, situato nel cuore di Napoli, in via Carbonara, a partire dalle ore 19.30, sfileranno importanti nomi della moda internazionale, in programma anche musica dal vivo e degustazioni.

In passerella per l’alta moda la nuova collezione dell’azienda spagnola Luis Civit, proposta da Eduardo Mangini, patron dell’agenzia di rappresentanza Studio Mangini, creazioni di classe, esclusive e sinonimo di eleganza. Brilleranno in passerella anche le creazioni di Mello Gioielli, la passione per le pietre preziose e la perfetta fusione tra tecnologia e artigianato, danno forma ai loro gioielli esclusivi ed unici. Per l’occasione Mello Gioielli presenterà la nuovissima linea di gioielli intercambiabili, facilmente trasformabili con un semplice gesto. Ricercatezza anche nel look delle modelle grazie alla creatività di Team Leo che curerà le acconciature. Alla combinazione moda e gourmet non poteva mancare il design, negli spazi del cortile di Palazzo Caracciolo saranno infatti presentate delle installazioni di arredo/design, a cura della interior designer canadese Rosalia Sestito con le collezioni firmate “MAM la bottega”. La sfilata che sarà condotta da Lucilla Nele e Ciro Limatola, brillanti conduttori di radio Kiss Kiss, sarà preceduta da un cocktail party con la degustazione di piatti gourmet a cura dello chef resident di Palazzo Caracciolo e del Ra Ristosvago, assaggi di prodotti di eccellenza con l’azienda agricola Schinosa e le dolcezze della Pasticceria Capriccio, il tutto accompagnato dalle bollicine dei pregiati vini vesuviani Sorrentino.

Partner dell’iniziativa: Studio Mangini, Mello Gioielli, Fineco Bank, Rosalia Sestito Interior Designer, MAM la bottega, Big Mountain, Team Leo, Ra Ristosvago, Pasticceria Capriccio, Oli Schinosa, CSF Formazione, Vini Sorrentino.

 

15:28 19/10

di Redazione

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Nasce Progetto Zeta, il primo incubatore di imprese artistiche

Da oggi tutti gli artisti campani avranno una chance in più per partecipare e ottenere finanziamenti dagli enti pubblici e privati. Parliamo di tutti quei soggetti e strutture che si occupano di arti sceniche e cultura (spazi off, artisti e compagnie indipendenti) e che per mancanza di requisiti strutturali, economici e formali non riescono ad accedere ai finanziamenti pubblici e privati destinati al settore degli spettacoli e della cultura. Per la prima volta un aiuto concreto a queste realtà, che potranno trovare nel Progetto Zeta, a cura della cooperativa Mestieri del Palco, un supporto burocratico e di consulenza.

Mestieri del Palco è una realtà giovane, ma composta da elementi con lunga esperienza nel settore della gestione ed organizzazione della progettualità del mondo dello spettacolo.

La cooperativa e il Progetto Zeta nascono grazie a Giorgio Rosa, attore, regista, fondatore e Presidente della cooperativa, Beatrice Baino, attrice, regista e organizzatrice teatrale, e Lucia Civale, consulente del lavoro per il mondo dello spettacolo.

«Mestieri del Palco opera un monitoraggio costante di tutte le opportunità di fondi locali, nazionali ed internazionali. Diamo un valore alle idee nel campo delle arti sceniche e della cultura - spiegano Giorgio, Beatrice e Lucia - e traduciamo questo valore in sostegno economico; coordiniamo e sviluppiamo progetti in condivisione, consentendo a chi produce arte e cultura, sopratutto se piccole realtà imprenditoriali, di concentrarsi esclusivamente sul proprio artigianato svincolandosi dai problemi “requisiti” e “burocrazia”. Per permettere così di godersi Solo il bello dello spettacolo».

Al Progetto Zeta possono aderire associazioni riconosciute e non, spazi teatrali, artisti solisti oppure organizzati in gruppi o compagnie, formatori, operatori culturali. L’adesione ha una durata minima triennale poiché una buona progettualità, sviluppata nell'arco di 36 mesi, ha più probabilità di produrre esiti significativi per la ciclicità dei bandi.

 

Come si aderisce?

L’ adesione alla coopertiva è semplice: basta prendere un appuntamento nell’ufficio di Via de Gasperi 45 a Napoli,  (beatrice@mestieridelpalco.it).

Attraverso una scheda di adesione e successivamente un contratto verranno indicati in maniera chiara, semplice ed inequivocabile i termini della convenzione.

Giorgio Rosa spiega ancora: «Mestieri del Palco si prende cura della performance e della  prestazione lavorativa, dall’ingaggio alla chiusura del progetto, avvalendosi di professionisti esperti nel settore della consulenza tributaria e del lavoro nel campo artistico, sollevagli artisti da queste incombenze permettendo loro di dedicare energie, creatività ed ingegno esclusivamente all’essenza del loro lavoro».

13:33 19/10

di Redazione

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