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NAPOLI. «I premi ad “Ammore e Malavita” ma in generale tutta la serata dei David di Donatello segnano il ritorno di Napoli come capitale culturale di questo paese, che poi è il ruolo che spetta a questa città. Tanti film in gara ieri hanno saputo raccontarla in modo diverso, e possiamo parlare di un rinascimento cinematografico di Napoli ma anche di una nuova riallocazione della città dopo gli anni bui». Lo ha detto Marco Manetti (nella foto), regista e componente dei Manetti Bros., vincitore di cinque David di Donatello per la pellicola “Ammore e Malavita”, nel corso di un'intervista realizzata a Mattina 9, in onda sull'emittente “Canale 9-7 Gold”. «Napoli è una delle città più belle e colte del mondo: negli anni passati si parlava solo di camorra e di spazzatura, ora invece trionfano la sua personalità, la sua storia e la sua cultura. Se possiamo mettere da parte per un attimo l'umiltà – ha continuato Manetti – sono felice di pensare che la rinascita di un racconto diverso sia iniziata con il nostro Song 'e Napule, poi da lì la cosa è esplosa e ce n'era davvero bisogno». «Se il prossimo film sarà sempre ambientato a Napoli? Non lo posso ancora dire – ha concluso il regista – perché ancora dobbiamo sviluppare il prossimo progetto. Ma quello che posso dire è che il nostro rapporto con Napoli non finisce certo qua».

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