Mercoledì 22 Novembre 2017 - 19:02

I Gallo con De Giovanni al Lendi in "Sette vizi napoletani"

Dopo tre giorni di sold out, registrati con l’anteprima nazionale dello spettacolo con Biagio Izzo Rocìo Muñoz Morales “Di’ che ti manda Picone”, la stagione del Teatro Lendi, in via A. Volta 176 (strada provinciale Grumo Nevano-Sant’Arpino), prosegue, mercoledì 22 novembre, alle 21.00 (repliche 23 e 24 novembre) con Gianfranco Massimiliano Gallo in “Sette vizi napoletani”, con la partecipazione dello scrittore Maurizio de Giovanni.

 

“Sono prima di tutto un appassionato dell’arte in generale, del teatro in particolare – racconta Francesco Scarano, direttore del Teatro Lendi -. Per gli spettatori che da quattro anni si accomodano in platea, la stagione finisce ad aprile. Io non aspetto la fine della stagione in corso per lavorare a quella successiva. Lavoro sulla ricerca. Vado negli altri teatri e divento spettatore degli spettacoli che poi mi impegno a portare sul palcoscenico del Lendi”.

 

Dalla “Cazzimma” alla “Bizzuocaria”, dalla “Vittimismeria” alla “Sfrantummazione” e poi la “Maschimeschinità”, la “Scassoneria” e “La Camorra”. “Sette vizi napoletani” è uno spettacolo di teatro-canzone in cui l’autore, Gianfranco Gallo, immagina e racconta a modo suo, i vizi del popolo al quale egli stesso sente in modo viscerale di appartenere.

Gallo battezza sette parole che, nel suo stile caustico ed ironico, accompagneranno gli spettatori in un viaggio che conduce dritto all’indole dei napoletani. Protagonisti i fratelli Gianfranco e Massimiliano Gallo, nomi di prestigio del teatro, del cinema e delle Tv nazionali. Sul palco anche il chitarrista Antonio Maiello e l’attore Marco Palmieri. Nei testi dello spettacolo, forti e significativi, si alternano comicità e risate ma anche momenti di commozione e di gran suggestione, nel segno della tipica scrittura di Gianfranco.

 

“Ho scritto questo spettacolo che parla di quelli che io considero sette vizi dei napoletani perché, ad un napoletano doc come me, danno più fastidio i concittadini che celebrano una città perfetta e inesistente che quelli che da altre parti la denigrano – spiega Gianfranco Gallo -. Credo sia necessario prima ammettere i propri errori, le proprie debolezze, i propri vizi per poter migliorare. Noi napoletani dobbiamo essere critici e costruttivi non ingessati e deliranti nell'adorazione di un Totem quasi alla maniera tribale. Mi sono divertito a creare dei neologismi come Vittimismeria, Sfrantummazione che rendono bene l'idea che voglio esprimere, alla maniera dei futuristi. Con questo spettacolo di teatro- canzone torno alla mia triplice identità, quella di autore, attore e cantante, tra cinema, tv e teatro. Quest’ultimo, però, è in grado di riportarmi alla mia essenza".

 

I due fratelli, che insieme sono una forza della natura, guideranno gli spettatori in un viaggio unico in cui tradizione e modernità si fondono alla perfezione.

 

“Questo spettacolo per noi è un modo per tornare in contatto con il pubblico napoletano – sottolinea Massimiliano Gallo -. Si tratta di un racconto della città attraverso i sette vizi, ovvero sette difetti napoletani. Come poteva mancare in questa narrazione anche Maurizio de Giovanni?”.

 

La partecipazione dello scrittore Maurizio de Giovanni, autore de “I Bastardi di Pizzofalcone”, de “Il Commissario Ricciardi” e di tantissimi altri successi editoriali e televisivi internazionali, rappresenta poi il valore aggiunto dello spettacolo. Lo scrittore, oggi il personaggio partenopeo maggiormente riconosciuto come icona di una Napoli alternativa, migliore, in continuo cambiamento, celebrato ed amato da tutti gli italiani, leggerà tre brani scritti per l’occasione.

 

 

 

LA STAGIONE

 

Apre il mese di dicembre Enzo Gragnaniello con il concerto “Misteriosamente” (6, 7 e 8 dicembre) e chiude l’anno 2017 Serena Autieri con “Diana e Lady D” (26, 27 e 28 dicembre). A gennaio, in calendario “Don Chisciotte” con Peppe Barra e Nando Paone (17, 18 e 19 gennaio) e “Nannì”, il concerto musical di Valentina Stella (31 gennaio, 1 e 2 febbraio). Sarà, poi, la volta di Angela Finocchiaro e Laura Curino in “Calendar Girls” (7, 8 e 9 febbraio). Il 28 febbraio (con repliche 1 e 2 marzo) al Teatro Lendi arriva l’operetta con Umberto Scida in “La vedova allegra”. A marzo, Lucio Pierri, Ernesto lama, Davide Marotta e Yulia Mayarchuk portano in scena “TFR. Trattamento di fine rapporto” (13, 14 e 15 marzo); Raoul Bova e Chiara Francini saranno i protagonisti di “Due” (26, 27 e 28 marzo). Ultimo spettacolo in abbonamento ad aprile: “Mamma ieri mi sposo” con Gino Rivieccio, Sandra Milo, Fanny Cadeo, Marina Suma, Ettore Massa, prodotto da Lu.scar (11, 12 e 3 aprile). 

12:07 22/11

di Redazione

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San Giorgio a Cremano, “Caviale e Lenticchie” a Villa Bruno

Torna in scena sabato 25 alle 21,00  e domenica 26 novembre alle 18,00 alle Fonderie Righetti a Villa Bruno a San Giorgio a Cremano “Caviale e Lenticchie” commedia in tre atti e due tempi scritta nel 1956 da Giulio Scarnicci e Renzo Tarabusi e Nino Taranto.  A far rivivere i personaggi di Liborio Lamanna (Marcello Caccavale) e Maddalena (Adelaide Paganelli) ci penseranno i “Teatramanti”.

I due protagonisti convivono e hanno una figlia di nome Fiorella (Martha Maria Ricciolio). Liborio che come mestiere fa "l'invitato", cioè si imbuca alle feste rubando dolci e cibarie per poi mandare il suo amico-nemico Vincenzo (Carlo Carotenuto)  nei ristoranti a venderle. Vincenzo fa la corte a donna Maddalena che però non ricambia. Della famiglia fa anche parte Caterina Lamanna (Assunta Cozzolino) , sorella di Liborio, e Filippo (Francesco Punzo)  altro figlio di Donna Maddalena e Liborio, impegnato in una maratona di danza da 5 giorni.

Un giorno la famiglia si vede arrivare a casa un vecchio bersagliere, che canta se non gli si mette una caramella in bocca e che piange se gli si toglie il cappello da bersagliere. Le donne chiedono spiegazione a Liborio di questo arrivo e lui spiega che lo ha affittato perché un giorno ha fondato un comitato benefico per aiutare le persone meno fortunate e tra le famiglie da aiutare al primo posto ha aggiunto la loro. L'uomo quindi spacciandosi per un ricco capo fondatore fa entrare in casa una baronessina e una ricca donna di nome Donna Agnese (Tecla Carenzo), che si erano prefissate di dare i soldi a quella famiglia di disadattati. Ad un certo punto entra anche Vincenzo  e Liborio, costretto a far credere alle donne che sia il marito di donna Maddalena.

Mentre si stabiliscono le trattative entrano in scena Roberto (Vincenzo Casandrino) , figlio di donna Agnese, e Leopoldo (Giovanni Rivera) , Cugino e tutore del ragazzo. Roberto dice che per sbaglio, dopo aver sparato un colpo di pistola dietro ad una porta, colpì un cameriere di nome Alessio (Vittorio Benincasa); tutti decidono di farlo nascondere proprio in quella casa, in cambio di soldi. Questo comporterà, però, che Liborio non potrà entrare in casa con la sua vera identità. Intanto Leopoldo si è messo d'accordo con Vincenzo di occultare il cadavere di Alessio, che è stato messo dentro un baule, in casa Lamanna.

Roberto si addormenta, ma durante la notte Alessio, il cameriere sedicente ucciso, esce dal baule, ancora vivo e spaventa Roberto, per poi tornare nella sua "cassa" quando sente arrivare Liborio, che si addormenta su di essa; risvegliatosi scopre il cadavere, ne chiede spiegazione a Vincenzo che gli spiega il fatto... Liborio scopre, infine, che la pistola con la quale ha sparato Roberto era caricata a salve, e gli era stato fatto credere da Leopoldo di essere un assassino, perché egli voleva continuare a sperperare i soldi del cugino.

Leopoldo fallito il piano si dilegua, Roberto e Fiorella si fidanzano, mentre Liborio e Maddalena finalmente si sposano.

Fanno parte del cast di attori anche Gaetano Donneo (Nonno Simeone), Annapia Migliaccio (la marchesina), Raffaella Battaglia (la contessina), Gennaro Sorrentino (il barone), Francesca Ferrigno (Assuntina), Angelo Gragnanniello (Piluscio), Assunta Cozzolino (Caterina).

La regia è firmata da Marcello Caccavale, le scene invece sono di Massimo Malavolta. I costumi sono MA.PE, il service è di S. Manna, mentre il trucco è curato da Janeth Maria Ricciolio.

18:48 21/11

di Redazione

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“Tutto il mare o due bicchieri?", successo per Tartaglia e Mazza

NAPOLI. Un gioco teatrale astuto quello di Eduardo Tartaglia, una partita giocata a viso aperto con il pubblico, grazie alla quale, ad emergere, sono i tratti di un autore ed attore, verosimilmente pronipote di quell'antico “Zanni” della Commedia dell' Arte, in grado di cogliere senza enfasi, guardando lontano nel tempo, i drammi quotidiani della società napoletana. Tant'è che anche con il suo ultimo lavoro visto nel Teatro Sannazaro, “Tutto il mare o due bicchieri?” Tartaglia, mostra la grande forza di chi nel parlare alle moderne generazioni attraverso un percorso artistico ed umano ricco di metafore ed espedienti, affonda sempre più l'attenzione nel mondo napoletano. Il tutto, mediante una lingua che tra sberleffi e riflessioni, gesti istrionici e antichi trucchi da commediante, riesce a superare confini e frontiere. Mettendo a confronto i suoi momenti drammaturgici con la tradizione scenica partenopea e mantenendo sempre viva nella mente quella grande lezione eduardiana, Tartaglia, sintetizzando in scena due secoli di evoluzione teatrale, continua acutamente a trasformare i suoi personaggi in “maschere”. E ciò avviene puntualmente con il suo disincantato vice sagrestano “Angiolino Spertoso” che da protagonista di una commedia sospesa tra il dramma e la più profonda ilarità, si trasforma ben presto in una nuova e singolare maschera in cui convergono prodigiosamente le figure di Pulcinella e di Felice Sciosciammocca insieme quegli atavici stilemi del maggiore dei De Filippo. Con  “Tutto il mare o due bicchieri?” scritto e diretto da Eduardo Tartaglia, in scena con Veronica Mazza, la storia che lo spettacolo propone al pubblico, legata ad un improbabile trafugamento delle miracolose ampolle del sangue di San Gennaro, si fonde tra misticismo, etica e scienza, con la destabilizzante verità di chi  grazie al preziosissimo liquido vorrebbe addirittura clonare il Santo. Una clonazione satura di interrogativi e paradossi per effetto della quale lo stravagante ideatore offre vita a tutta una serie di considerazioni capaci di spaziare dagli umanissimi e commoventi interessi personali, in quanto la moglie è gravemente malata,  alle impellenti necessità  di un'intera umanità in cerca di salvezza. Ed è con queste funamboliche premesse, grazie anche all'emblematico personaggio di “Lucia” interpretato con il solito intrigante e trascinante piglio recitativo ricco di chiaroscuri da Veronica Mazza, che  il lavoro, tra indagini, colpi di scena, fragilità debolezze e difetti umani, porta in palcoscenico tutte le contraddizioni di un'epoca difficile come la nostra. Con  le sortite di un malcapitato vice commissario di Polizia bene impersonato da un validissmo  Stefano Sarcinelli, le implacabili interferenze di un amico di famiglia di nome “Gerardo”, ruolo affidato alla destrezza attoriale di un veterano come Franco Pinelli e con il contributo di Pino L'Abbate nel doppio compito di un poliziotto e di uno scienziato, il lavoro si snoda sul filo dell'incredibile e dell'irrazionale. Dividendosi tra il grottesco ed il surreale e facendo ricorso al suo ben preciso stile di autore moderno e indagatore, Tartaglia, mostra ancora una volta la  vincente  capacità di evidenziare i grandi malanni della nostra società diluendoli, solo apparentemente, con  una irresistibile ed incontenibile comicità. Agendo sui turbamenti del nostro presente, sugli interrogativi di una civiltà allo sbando e su quell'eterno dilemma che divide la fede e la scienza, Tartaglia, da “maschera” per il terzo millennio, nei panni del suo furbo ed al tempo stesso buffonesco raggiratore “Angiolino”, grida le tante verità nascoste di un mondo alla deriva senza confondere mai l' arte con la vuota leggerezza  dell'intrattenimento. Con un teatro genuino e sincero, ben lontano dalle distorsioni e dalle falsità, Tartaglia, senza mai perdere di vista le tracce  di un passato  fatto ancora di artisti, di autori e di registi veri, presenta un lavoro dai grandi contenuti. O meglio, un testo che, giocando sulle vicissitudini scaturite dall'immaginario furto delle ampolle del sangue del Patrono di Napoli, fa del divertimento non un'occasione di futile leggerezza, bensì un motivo di piacevole  e trascinante approfondimento. Adeguando le sue creature ai nuovi gusti  con situazioni vicine alla realtà contemporanea, Eduardo Tartaglia, dimostra  ancora una volta la capacità di intuire il cambiamento del vento. Entrando nel linguaggio comune ricreando uno slang giovane e familiare, fa nuovamente leva sul vivificante contatto diretto con il pubblico lasciando sapientemente emergere, tra sogghigni e situazioni esilaranti, gli aspetti di una collettività infelicemente scissa tra sacro e profano, fede e scetticismo, sempre più smarrita e confusa. 

Giuseppe Giorgio

17:55 21/11

di Redazione

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Fabian Perez, doppio premio dall'Accademia degli Artisti

NAPOLI. Al Grand Hotel Terminus domenica si è tenuta una grande festa culturale, organizzata dall’Accademia degli Artisti presieduta da Carmela Russo (nella foto con Fabian Perez) che, in quest’occasione, oltre a premiare decine di autori di tutta Italia per essersi distinti coi loro scritti, ha attribuito al noto artista Fabian Perez, pittore di fama mondiale, due ambiti premi: uno alla carriera, il “Da Vinci International Award”, e il riconoscimento quale “Miglior artista Contemporaneo”.
Un artista molto particolare Perez, poliedrico e carismatico, che crea opere che non passano mai inosservate. All’artista sudamericano piace dipingere con colori acrilici, perché si asciugano velocemente e gli consentono di seguire i suoi impulsi, senza che l’attesa di un colore ancora bagnato lo limiti nel generare un nuovo tratto col pennello. Le sue immagini hanno la forza di trasmettere il carisma e la sensualità del suo autore. Pittore, ma anche scultore, Perez sa mettere in ogni sua creazione un pezzo della sua intensa e contraddittoria esistenza.
In cosa consiste la sua arte? 
«Un’arte che difficilmente si può sintetizzare in una categoria, in quanto le categorie limitano tanto l’artista quanto le sue opere. Amo mettere nelle mie opere traccia ed essenza della mia vita».
Le donne che dipinge sono vere? Le ha realmente conosciute?
«Sì, tutte le donne che dipingo sono reali e, in qualche modo, hanno fatto parte della mia vita»
Si legge un forte trasporto nella sua arte, come fosse per lei quasi un bisogno...
«La mia arte è intrisa di emotività. È risultato del mio modo di vivere, delle mie passioni, degli incontri che faccio, dei luoghi che ho visto e dei paesaggi che ho vissuto».
Cosa prova per tutti i premi che le hanno riconosciuto? 
«Una grande fierezza e felicità. Ricevere un premio in Italia, patria di grandi artisti e profondi conoscitori, mi onora molto. Spero di poter tornare presto e lavorare ancora in questo splendido paese».
La collaborazione con Carmela Russo e l’illustrazione del suo libro cosa rappresenta? 
«Le illustrazioni che affiancano i componimenti di Carmela Russo segnano e disegnano un momento decisivo della vita di ogni uomo e donna. Il momento dell’abbandono e il risultato emotivo che questo concetto può avere. I sentimenti sono alla base di queste rappresentazioni e le raffigurazioni tra i miei lavori più intimi ed interessanti, li riconosco con affetto come mie creature profonde, ma delle immagini mi affascina sempre di più anche la dimensione silenziosa, aperta a più interpretazioni. In questo, credo che la mia esperienza come pittore aiuti: sono sempre le sfumature più sottili a rendere interessante un soggetto».

Teresa Mori

15:18 21/11

di Redazione

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Le 7 Voglie, l’orto in tavola con Francesco Fusco

Prodotti dell’orto e tradizioni natalizie saranno i protagonisti della serata in programma giovedì 23 novembre alle ore 20,30 presso la pizzeria Le 7 Voglie di San Marco Evangelista (Ce). Largo a cicorie, scarole, cime di rapa e a tanti altri ortaggi che sapientemente combinati daranno vita al percorso degustativo de “Le 7 voglie del Moera”, l’evento organizzato in collaborazione con Laura Gambacorta. Ospite per una sera di Antonio Ferraiuolo, pizzaiolo e patron de Le 7 Voglie, sarà lo chef Francesco Fusco, titolare insieme alla moglie Diana Fierro del ristorante-orto Il Moera di Avella a cui recentemente si è affiancata anche l’omonima azienda agricola.

Il menu, che vedrà alternarsi pizze e piatti della tradizione natalizia, si aprirà con lo ‘Mbastuocchio de Le 7 voglie, piatto tipico di San Marco Evangelista realizzato dal resident chef Pietro Coscia, per poi continuare con due nuove pizze di Antonio Ferraiuolo ideate insieme a Fusco. Prima di passare al dessert verrà servita la rinomata minestra maritata firmata dallo chef irpino.

Nei calici i vini vesuviani dell’azienda Fuocomuorto di Ercolano e in chiusura AmaRè, il “liquore della Reggia” dell’Antica Distilleria Petrone.   

 

Menu

‘Mbastuocchio de Le 7 voglie

Pizza Terra Mia

Pizza Moera

Minestra maritata de Il Moera

Dessert 7 Voglie

 

In abbinamento:

Caprettone Igp Fuocomuorto

Lacryma Christi del Vesuvio Dop Fuocomuorto

AmaRè Antica Distilleria Petrone

 

#le7vogliedelmoera

 

Ticket cena: euro 20,00

 

Info e prenotazioni:

Pizzeria Le 7 Voglie

Via Domenico Gentile 104

San Marco Evangelista (Ce)

Tel. 328 2627302

21:27 20/11

di Redazione

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"Abbracciame", Sannino è sold out all'Augusteo

L’autunno 2017 è sotto il segno di ANDREA SANNINOGIOVEDÌ 30 NOVEMBRE 2017 [ORE 21.00] il cantautore e attore sarà protagonista del nuovo spettacolo/concerto teatrale sul palco del Teatro Augusteo di Napoli, uno dei palchi più importanti d’Italia. “Abbracciame” è il titolo di questo spettacolo che è già ‘sold out’ da moltissimi giorni: un ‘tutto esaurito’ che corona un percorso ricco e importante, costellato dal successo straordinario del brano “Abbracciame”, canzone-fenomeno che ha letteralmente conquistato i cuori di milioni ascoltatori.

Lo spettacolo è viaggio attraverso le meraviglie culturali e musicali di Napoli, epicentro di un mondo dove i sogni sono il motore di tutto e tutti.

Il palco dello spettacolo è ispirato ad un mondo visto con gli occhi di un sognatore, un colore bianco che si trasforma ogni volta con tanta immaginazione, come un foglio su cui disegnare. E poi tanta, tantissima musica, napoletana e “metro-napoletana”: “la vita è un viaggio meraviglioso che diverte “solo” chi non smette mai di fare …di sognare … di essere!”.

Lo spettacolo - scritto da Andrea Sannino e da Vincenzo Pirozzi che ne cura anche la regia, con la direzione musicale diMauro Spenillo Pippo Seno, prodotto dalla Malfi Music di Claudio Malfi - porta in scena i brani del primo fortunatissimo album di Sannino intitolato “Uànema!” e ‘svelerà’ anche tre inediti del nuovo album, in uscita all’inizio del 2018: attesissimo è “Carnale”, primo singolo, in rotazione radiofonica dal 15 novembre e già protagonista dello YouTube channel di Andrea Sannino. Quando le differenze si incontrano e diventano poesia, quando la musica racconta l’incontro tra le diversità: “Carnale” è il nuovo singolo di Andrea Sannino. Dopo il grande successo di “Abbracciame”, brano-fenomeno che ha conquistato i cuori di migliaia di ascoltatori, Sannino torna con una canzone colma di forza, di energia, dal sound potente, solenne ed emozionante.

“Carnale” è firmata da Andrea Sannino con il compositore Mauro Spenillo e gode della produzione artistica del chitarrista Pippo Seno e dello stesso Spenillo, che ne hanno curato anche gli arrangiamenti.

18:57 20/11

di Redazione

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Turismo: 50mila euro per i futuri professionisti

​Quasi cinquantamila euro di formazione per i giovani laureati e diplomati della Campania afferenti al mondo del turismo. È quanto destinato dall’Ente bilaterale della Campania al progetto per le settantuno borse di studio messe a disposizione dei più meritevoli tra i figli dei dipendenti di strutture turistiche regionali aderenti all’ente (alberghi, pubblici esercizi, agenzie di viaggio, stabilimenti balneari, campeggi) da almeno due anni o due cicli di lavoro stagionale: diecimila euro e quindici premiati più dell’anno scorso, a riprova dell’interesse dell’associazione per la crescita dei futuri professionisti dell’accoglienza. 
 
Ad ufficializzare i nomi dei destinatari sarà il presidente dell’EBTC Costanzo Iaccarino insieme al vicepresidente Giuseppe Silvestro e tutto il direttivo nel corso della cerimonia di consegna ufficiale dei riconoscimenti che si terrà martedì 21 novembre a partire dalle 9.30 presso le sale dell’hotel Royal Continental di Napoli. 
 
Nel dettaglio, l’EBTC ha messo a bando 48 borse di studio del valore di 500 euro ciascuna per diplomati e diplomate delle scuole superiori che avessero superato l’esame di Stato a conclusione dell’anno scolastico 2016/2017 nonché 23 del valore di mille euro ciascuna per laureati di primo e secondo livello che avessero conseguito il titolo presso una delle Università della Campania dal primo settembre 2015 al 31 luglio 2017. 
In più, rispetto al passato, sono state assegnate una borsa da 1500 euro per il migliore laureato ad indirizzo turistico ed una da 750 per il miglior diplomato sempre ad indirizzo turistico . 

15:09 20/11

di Redazione

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“Father and Son”, oltre un milione di download per il videogame del Mann in nuove 5 lingue

“Father and Son”, il videogame prodotto dal Museo Archeologico Nazionale di Napoli (MANN), da oggi è disponibile gratuitamente per iOS e Android anche in cinese, russo, francese, spagnolo e portoghese, dopo il successo ottenuto al primo rilascio (in italiano e inglese) da aprile 2017 con  oltre un milione e duecentomila download nel mondo. Previsto il rilascio del secondo episodio nella primavera del 2018. I contenuti del videogame sono sviluppati dall’Associazione Tuo Museo e concordati con il direttore del MANN Paolo Giulierini da un’idea del Prof. Ludovico Solima. Game designer è Fabio Viola. In corso di realizzazione anche una versione del gioco in lingua napoletana con il coinvolgimento di alunni delle scuole dei quartieri Sanità e Forcella. È allo studio anche una trasposizione teatrale del primo episodio di Father and Son, con un passaggio dal virtuale al reale della storia proposta dal gioco.

Scelto da Apple come prodotto 'vetrina' principale, il gioco (senza contenuti addizionali a pagamento e senza rimandi pubblicitari) è stato fin ora scaricato principalmente in India con il 17,9% dei download, l’8,8% negli Stati Uniti,  il 7,25% in Italia e il 6,2% in Indonesia, con un rating elevatissimo di 4,6/5 su entrambi gli store, per quasi 1 milione di ore complessive giocate. In 12mila hanno effettuato check-in presso il museo, per lo sblocco di contenuti addizionali. Oltre 13.000 sono le recensioni su Google Play e oltre 320.000 le visualizzazioni dei Trailer ufficiali su YouTube.

Lo strumento videogame – spiega Paolo Giulierini – è chiaramente una nuova espressione della valorizzazione in chiave culturale e turistica delle straordinarie collezioni del Mann e degli aspetti storico artistici di Napoli. Per questo motivo è sostenuto sia dalla Direzione Generale Musei che dalla Direzione Generale Turismo del Mibact e sarà il nuovo contenuto aggiuntivo di tutte le mostre internazionali che il museo organizzerà nel 2018, nell'ambito dell'operazione il Mann nel Mondo”.

In “Father and Son” (game in 2D a scorrimento laterale) il giocatore è Michael, un giovane che si reca a Napoli dopo aver ricevuto una lettera da suo padre, che era stato un archeologo. Le indicazioni contenute nella lettera lo porteranno al Museo Archeologico Nazionale. Durante l’esperienza, il protagonista attraversa diverse epoche storiche: dall'antica Roma, all'Egitto, passando per l'età borbonica fino alla Napoli di oggi.

Esplorando le strade della città partenopea e le sale del museo, il giocatore incontra dieci diversi personaggi e si imbatte in storie che attraversano le epoche, ma che presentano costanti riferimenti alla vita attuale. Il gioco si snoda attraverso diversi livelli temporali: ad esempio, si verrà catapultati nel 79 d.C. a Pompei nelle ventiquattro ore che precedettero la devastante eruzione del Vesuvio, per poi ritornare nel 2017 presso le rovine della città romana, nella veste di turista che scatta una foto, proprio sul luogo delle ultime ore di vita di una famiglia incontrata in precedenza. Tra le particolarità del videogioco va anche ricordata la presenza di una colonna sonora originale, che varia in relazione alle epoche nelle quali il giocatore si trova ed agli stati d’animo del protagonista. A questo si aggiunge il fatto che “Father and Son” utilizza grafiche dipinte a mano: tanto gli ambienti del museo che i contesti esterni (tre chilometri di strade di Napoli sono state ricostruire virtualmente) sono firmate dall'artista inglese Sean Wenham. 

 

15:05 20/11

di Redazione

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Vladimiro Bottone al teatro Tasso tra "Vicaria" e "Il giardino degli inglesi"

Lunedì 20 novembre alle ore 18.45, presso la libreria Tasso di Sorrento (Piazza Angelina Lauro, 18/19), Vladimiro Bottone incontra i suoi lettori per presentare la ristampa, in formato paperback, di “Vicaria”, a cura delle edizioni della Biblioteca degli Editori Associati di Tascabili (BEAT). Il romanzo, uscito nel 2015 per i tipi di Rizzoli, costituisce il primo episodio del ciclo ambientato dall'autore nella Napoli della seconda metà dell’Ottocento, con protagonisti il commissario borbonico Fiorilli e l’ambiguo medico De Consoli, e che procede col secondo volume della serie, "Il giardino degli inglesi", uscito per Neri Pozza nell'aprile 2017. Discuteranno dei due romanzi con l’autore la docente Tiziana Esposito e lo scrittore Maurizio Sorrentino. Letture di Gigi Longobardi. La ristampa di “Vicaria” è disponibile nelle librerie e presso tutti i migliori negozi online.


La trama di “Vicaria”

Il piccolo Antimo è un “serragliuolo”, uno degli orfani ospitati per l’appunto dal “Serraglio” o “Reclusorio”, come lo chiamano i napoletani, e vale a dire l’imponente Real Albergo dei Poveri, uno dei due luoghi protagonisti della vicenda, il più vasto edificio settecentesco d’Europa, voluto da Carlo III e progettato da Ferdinando Fuga per accogliere gli indigenti e i disperati che popolavano, a decine di migliaia, le strade del Regno delle Due Sicilie. La vicenda è ambientata nel 1841 e prende le mosse dal momento che il bimbo viene ucciso in seguito a un tentativo di fuga dal brefotrofio. Sulla morte di Antimo, portatore di segreti capaci di mettere in pericolo la posizione di alte cariche istituzionali e forse dello stesso Stato Borbonico, indagherà il giovane commissario Fiorilli, che ha appena preso servizio presso il comando della polizia borbonica nel tribunale della Vicaria, le cui inchieste procedono e si ramificano pure nell’ambito del secondo episodio del ciclo creato da Bottone, dal titolo “Il giardino degli inglesi”. A coadiuvare le ricerche del giovane commissario, l’accorato appoggio di Emma Darshwood, giovane inglese appartenente alla folta comunità anglosassone residente a Napoli, insegnante di canto volontaria per i figli di nessuno del Serraglio; e le intuizioni che Fiorilli ricava dall’accostamento tra il funzionamento della giustizia amministrata alla Vicaria e quello del Gioco del Lotto, le cui estrazioni avevano luogo, al tempo, nello stesso edificio del tribunale. La vicenda, che assorbirà fino all’ossessione l’iniziativa del commissario Fiorilli, procede poi l’anno seguente, il 1842, nella trama de “Il giardino degli inglesi”, con le morti misteriose di due giovani membri della famiglia Darshwood, e la manifesta e contorta rivalità tra l’ufficiale di polizia, protagonista della successione ideata da Vladimiro Bottone, e l'ex medico del Serraglio, Domenico De Consoli, insospettabile aiuto chirurgo all’ospedale degli Incurabili.

La saga della Napoli dickensiana

Si riunisce dunque, a cura di Neri Pozza stavolta nelle vesti di membro animatore della cordata di BEAT, il ciclo composto da “Vicaria” e “Il giardino degli inglesi”, i due romanzi con i quali Vladimiro Bottone incrocia le suggestioni del noir con la struttura del romanzo storico. Il tutto per dare vita a una inedita forma narrativa, capace di vivisezionare il presente con il bisturi costituito dalla ricostruzione delle dinamiche del passato, mentre le intuizioni narrative sono supportate da una scrittura potente e raffinata, che sa essere insieme immaginifica e mimetica, capace cioè di riprodurre, come in un dipinto o in un film, le ombre e le luci dei luoghi della città, descritti con vivida maestria. E ancora, i suoni dell’italiano e quelli del dialetto partenopeo e, come se si potessero toccare, il livido squallore dei bassi, la fumosa ambiguità delle case borghesi e delle sedi del potere, l’aura di insuperabile degrado e malinconia che avviluppa la città e tutti i protagonisti delle vicende dei due romanzi. Le donne e gli uomini che si muovono in “Vicaria” prima e ne “Il giardino degli inglesi” poi, si misurano tutti con una città, Napoli, che come la Londra di Charles Dickens è a sua volta personaggio vivo e pulsante e universo parallelo, costantemente in bilico tra ipotesi di sviluppo e rovina sociale, fasti da capitale e disumane arretratezze. La poetica di Vladimiro Bottone immerge il lettore in una claustrofobica dimensione di angoscia, costellata di ossessioni scavate secondo una inconfondibile rielaborazione della lezione dei maestri del romanzo gotico, Edgar Allan Poe in testa: l’innocenza abusata, la cieca volontà di potenza, il mercimonio del corpo e del sesso, la corruzione connaturata con il potere e il fascino del male, irresistibile e rivelatore, che si contrappone alla lezione della “banalità” harendtiana; e ancora, il chirurgico scempio del corpo ad opera della morte e il “dialogo” con l’aldilà, e su tutto il pagano dominio del caos sulla ragione.
 

L’autore

Vladimiro Bottone è nato nel quartiere Avvocata di Napoli, ma vive da molti anni a Torino, dove si è trasferito per motivi di lavoro. Ha esordito nel 1999 con “L'ospite della vita” (Avagliano), selezionato per l'edizione 2000 del Premio Strega. Ha pubblicati in seguito "Rebis" (Avagliano, 2002), "Mozart in viaggio per Napoli" (Avagliano, 2003), "La principessa di Atlantide" (Avagliano, 2005), "Gli immortali" (Neri Pozza, 2008), "Vicaria" (Rizzoli, 2015; BEAT, 2017), "Il giardino degli inglesi" (Neri Pozza, 2017). Scrive di arte e cultura per il Corriere della Sera e di letterature per L'indice dei libri del mese. Pubblica, da 108 settimane, un racconto domenicale per il Corriere del Mezzogiorno, autentico esempio di narrativa contemporanea in colonna.

 
Le edizioni BEAT

Le edizioni della Biblioteca degli Editori Associati di Tascabili nascono nel settembre del 2010 per raccogliere i tesori delle case editrici letterarie e indipendenti italiane in pubblicazioni economiche inedite. La casa editrice fa il suo esordio in libreria con cinque titoli, “La ragazza con l’orecchino di perla” di Tracy Chevalier, “Cuccette per signora” di Anita Nair, “La passione di Artemisia” di Susan Vreeland, “Cattedrale” di Raymond Carver e “Caramelo” di Sandra Cisneros. I primi cinque titoli vedono consorziate nel marchio BEAT le seguenti sigle editoriali: La Nuova Frontiera, minimum fax e Neri Pozza. La BEAT nasce con queste caratteristiche: autori italiani e internazionali di grande notorietà con i loro romanzi più amati e famosi, gli autorevoli protagonisti della saggistica più attuale, riuniti in un marchio nuovo e presentati in edizioni inedite ed economiche. Con un programma di oltre trenta novità l’anno la BEAT mira a diventare, con l’aiuto dei librai e dei lettori e per la qualità dei titoli che raccoglierà nel corso del tempo, la più importante linea economica dell’editoria indipendente, e certamente uno dei principali editori di tascabili letterari.

19:24 19/11

di Redazione

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"Questa non è una sòla", mostra tra fake e pezzi storici

Simboli indiscussi del Made in Italy nel mondo, scarpe borse e guanti sono tra gli articoli più contraffatti in assoluto. Un danno tanto più grave per la Campania, che vanta un polo produttivo nei settori conciario e calzaturiero che conta più di 400 imprese per circa 14mila addetti. Un patrimonio minacciato dal mercato sempre più pervasivo dei falsi.

Dopo il successo della mostra didattica sui fake nel mondo dei giocattoli realizzata presso il Complesso conventuale di San Domenico Maggiore di Napoli (oltre 10mila visite da dicembre 2016 a marzo 2017), l’Associazione Museo del Vero e del Falso prosegue la sua azione di sensibilizzazione sui valori della legalità e della sicurezza dei consumatori con “Questa non è una sòla. Scarpe, pelletteria e accessori tra fake e rarità”, percorso didattico sulla contraffazione nella pelletteria e nel calzaturiero, in programma dal 17 novembre 2017 al 2 febbraio 2018 presso la “Sala delle Grida” della Camera di Commercio di Napoli.

Impreziosita da una selezione di modelli di calzature femminili che hanno fatto la storia del Novecento messa a disposizione da Assocalzaturifici, da una collezione di guanti d’epoca forniti dalla Fondazione Mondragone di Napoli ed arricchita da laboratori didattici curati da Unic-Linea Pelle e dallaStazione Sperimentale Industria Pelli e giochi interattivi sviluppati ad hoc da Smarted, Spin-off della Federico II, la mostra è stata inaugurata oggi, venerdì 17 novembre, presso la Camera di Commercio di Napoli, in occasione del PMI DAY 2017 promosso da Piccola Industria Confindustria e dedicato quest’anno proprio al fenomeno della contraffazione. Il bello si contrappone al fake frutto dei sequestri messi in campo dalle forze dell’ordine e forniti dalla Guardia di Finanza e dell’Agenzia delle Dogane. 

 “Abbiamo deciso di declinare il format ormai consolidato della mostra didattica – afferma Luigi Giamundo, presidente dell’Associazione del Vero e del Falso – su un settore particolarmente caro al Made in Italy e al territorio a cui apparteniamo.  Il polo della concia di Solofra e quello calzaturiero di Grumo Nevano-Aversa rappresentano un’eccellenza internazionale. Ma non è solo un’attività semplicemente illustrativa quella che andiamo a creare di volta in volta ma un messaggio forte e chiaro alla società ed alle istituzioni competenti che le nostre produzioni vanno difese con forza. Per questo il Museo si pone come soggetto di dialogo e di strumento di espressione delle imprese italiane contro i meccanismi nocivi e dannosi della concorrenza sleale che attori irregolari svolgono sui mercati ogni giorno a danno delle nostre imprese e della cittadinanza”.

  

LABORATORI DIDATTICI  

Come leggere un’etichetta? In che modo distinguere materiali scadenti e pericolosi?  Per capire le differenze tra prodotti di qualità e prodotti irregolari, il percorso espositivo è animato da quattro postazioni curate dalla Stazione Sperimentale dell’Industria delle Pelli (SSIP), dall’Unione Nazionale dell’Industria Conciaria (UNIC), da Smarted, azienda specializzata in tecnologie per la didattica e, insieme, dalla Guardia di Finanza e dall’Agenzia delle Dogane. Le attività laboratoriali saranno attivate durante le visite di scolaresche e inizieranno il prossimo 5 dicembre

 

UN PERCORSO TRA FAKE E PEZZI STORICI

Il primo prototipo del tacco a spillo, uno speciale stivaletto da danza indossato da Carla Fracci, vere e proprie icone del fashion tout court come i modelli storici delle borse Gucci, Yves Saint Laurent e Luis Vitton e, ancora, guanti e articoli che esprimono il meglio della manifattura campana si “scontrano” con i falsi sequestrati dalle Forze dell’Ordine, pendenti minacciosi da tronchi d’albero posizionati frontalmente alle vetrine espositive della Sala delle Grida della Camera di Commercio. Promossa e curata dall’Associazione Museo del Vero e del Falso, la mostra didattica “Questa non è una sòla.  

In contrapposizione con il significato profondo dell’immagine stessa dell’albero, simbolo universale della vita, raffigurante in tutte le culture significati legati alla nascita e all’energia vitale, i falsi rappresentano qui l’esito di un “deviato” ciclo vitale che ha come risultato un “frutto marcio” perché alimentato unicamente dalla illegalità della contraffazione. Il percorso “Questà non è una sòla” è arricchito da immagini, proiezioni, nozioni e laboratori ed è rivolto principalmente alle scuole per diffondere, informare, sensibilizzare le nuove generazioni sui danni e le conseguenze negative che comportano l’acquisto e l’utilizzo dei prodotti illegali. Il progetto allestitivo è stato curato dall'architetto Rosa Vastarelli mentre creatività e grafica sono state curate dall'architetto Francesco Sorrentino

La mostra è sarà aperta fino al 2 febbraio del 2018. Ingresso gratuito.

Alla realizzazione della mostra hanno collaborato: Assocalzaturifici, in collaborazione con l'Associazione Culturale Colosseum, per l’esposizione delle calzature storiche, Calpierre srl per le calzature Calpierre,Della Pia srl per le calzature Dei Mille e per Ernesto Esposito, Mario Valentino spa per le calzature Mario Valentino, Roger srlMelluso Calzature di Beniamino Melluso &C. per le calzature Melluso, Russo di Casandrino spa per le pelli esposte, UNIC (Unione Nazionale Industria Conciaria) per le borse Louis Vuitton, Gucci, Yves Saint Laurent originali esposte e per il laboratorio didattico, My Choice srl per le borse My Choise, Fondazione Mondragone di Napoli per la collezione storica dei guanti prodotte da aziende napoletane.

 

FAKE, L’ITALIA PAGA IL PREZZO PIU’ ALTO

 L’Italia è il Paese europeo che paga il prezzo più alto al mercato del falso con quasi 7 miliardi di euro all’anno di mancate vendite e 100mila posti di lavoro bruciati. E’ il valore di una vera e propria “manovra finanziaria” se si considera che questi numeri si riferiscono al solo circuito abbigliamento-calzature, cosmetici, articoli sportivi, borse, giocattoli e gioielleria.

 

L’ASSOCIAZIONE MUSEO DEL VERO E DEL FALSO

Allo scopo di rendere cittadini, consumatori e soprattutto le nuove generazioni attori in prima linea nella lotta alla contraffazione, nasce nel 2015 l’“Associazione Museo del Vero e del Falso”. Il progetto è il frutto dell’impegno profuso già dal 2008 da alcuni rappresentati del mondo confindustriale campano nella costruzione di una rete tra istituzioni impegnate, sia a livello locale che nazionale. 

19:12 19/11

di Redazione

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