Martedì 17 Ottobre 2017 - 15:29

Scoprire il cancro dall'esame del sangue

In occasione dell'ultimo meeting della American Society of Clinical Oncology, tenutosi  a Chicago, sono stati presentati i risultati di un promettente test che è in grado di individuare la presenza del cancro attraverso un semplice esame del sangue. Si tratta della biopsia liquida, un banale esame del sangue, che riesce a individuare tracce del DNA tumorale riversate nel flusso sanguigno prima che si manifestino i sintomi nel paziente. La normale biopsia, come si sa,  prevede il prelievo di un pezzetto di tessuto da analizzare per la successiva diagnosi e spesso è una procedura altamente invasiva e dolorosa. La biopsia liquida attraverso analisi di laboratorio permette di individuare potenziali tracce del DNA tumorale circolante (ctDNA), ovvero i frammenti di DNA riversati dal tumore nel flusso sanguigno. Un eccezionale passo avanti nel campo oncologico, una tecnica in grado di isolare piccolissime concentrazioni di DNA tumorale circolante e di sequenziarlo per ottenere cruciali informazioni cliniche. Per analizzare la risposta alla terapia e controllare se un tumore ha sviluppato qualche subdola forma di farmaco-resistenza , oggi non occorre più andare in sala operatoria e grazie alle moderne tecniche di NGS (next generation sequencing) è possibile sapere se il carcinoma si è geneticamente modificato per eludere i farmaci. A Napoli l’istituto diagnostico Varelli è il primo a dotarsi di tale esame. La biopsia liquida è un test estremamente utile in ogni fase del processo di progressione tumorale, e come ha ben precisato il Dottor Marco Varelli “rende possibile un monitoraggio continuo ed estemporaneo del tumore, una sorta di “fotografia” dello stato mutazionale del tumore e permette quindi terapie mirate e personalizzate”. La biopsia liquida è un promettente strumento di diagnosi precoce e  valutazione della cosiddetta malattia minima residua , dato fondamentale dopo intervento chirurgico.  Come spiega il Professore Vincenzo Iaffaioli “ il fine è utilizzare questa promettente tecnica come un vero e proprio marcatore tumorale per la diagnosi precoce. Attualmente, in buona parte delle patologie più frequenti quali colon-retto, mammella, polmone ma anche prostata, i risultati della biopsia liquida consentono di avere un’ idea non solo diagnostica della neoplasia, ma anche dopo l’escissione del tumore,  fornendo informazioni sulla cosiddetta malattia minima residua, un dato fondamentale per ottenere indicazioni per i trattamenti precuzionali adiuvanti”.