Martedì 24 Gennaio 2017 - 5:16

Muore una ragazza, rivolta nel centro accoglienza di Cona

Gli gli operatori bloccati per ore all'interno del centro. Nappi (Fi): fatti gravi, individuare i responsabili

VENEZIA. Si è conclusa pacificamente e, al momento, con nessuna denuncia o fermo, la protesta di un gruppo di richiedenti asilo nel centro prima accoglienza di Cona, in provincia di Venezia, dove ieri a seguito della morte di una ragazza di 25 anni della Costa d'Avorio era scoppiata una rivolta, con mobili e oggetti dati alle fiamme e gli operatori bloccati per ore all'interno del centro. A scatenare la rabbia dei richiedenti asilo, un presunto ritardo nei soccorsi alla giovane, che, trasportata in ospedale, sarebbe morta per cause naturali.

Sul posto è intervenuta la polizia. Al termine di una mediazione e di costanti contatti telefonici con l'interno del centro, intorno all'una di ieri notte, gli operatori, che non sono mai stati in pericolo di vita, sono stati fatti uscire. La struttura di Cona è una ex base missilistica dove oggi alloggiano circa 1.400 richiedenti asilo, anche se il Centro ne potrebbe ospitare solo 500.

QUESTORE DI VENEZIA - "La non completa informazione ha fatto pensare agli ospiti del centro di accoglienza a qualcosa di negativo sulla morte della donna ivoriana, ma in realtà non c'è alcun elemento che faccia pensare a una morte diversa da quella causata da un malore. Siamo comunque in attesa delle risultanze dell'autopsia che chiariranno tutto in maniera definitiva". Lo ha detto a SkyTg24, Angelo Sanna, questore di Venezia. "I richiedenti asilo hanno protestato per presunti ritardi nei soccorsi - ha spiegato ancora Sanna - ma per quanto ne sappiamo dall'indagine avviata dall'autorità giudiziaria non vi sarebbero stati ritardi. Non sono stati neanche incendiati scaffali o altro - ha precisato - ma hanno solo bruciato della legna per riscaldarsi: qui la notte fa freddo". Al momento, ha precisato il Questore, "la situazione è sotto controllo, gli operatori rimasti bloccati all'interno del centro sono stati fatti uscire nella notte e dentro vi sono quelli del turno odierno, che stanno gestendo la vicenda con grande serenità ed equilibrio".

SINDACO DI CONA - "Spero che la morte di una persona, di una giovane donna, possa far aprire gli occhi alla politica e spingerla a occuparsi seriamente del problema dei migranti e dei richiedenti asilo: problema messo e lasciato sotto il tappeto" ha detto all'Adnkronos Alberto Panfilio, sindaco di Cona. "In questo centro ci sono 1.400 persone, richiedenti asilo - ha sottolineato Panfilio - che dovrebbero rientrare in un progetto che però è fallimentare, che non porterà a nessuna accoglienza o integrazione. Nessuno qui è contro una sana accoglienza e fisiologica integrazione, ma questo è un totale fallimento: questo è un 'magazzino' di vite umane, abbandonato. Oltre mille persone che vegetano in mezzo al nulla, ai campi, certo che ci possono essere delle criticità, delle tensioni, anche perché la frazione di Conetta non può sopportare un peso così grande".

"Serve una politica più coraggiosa, più forte, più capace di risolvere questi problemi - ha aggiunto il primo cittadino di Cona - serve un'attenzione particolare a queste criticità, ma se la politica se ne dimentica ancora altri incidenti potrebbero accadere".

Per Roberto Calderoli, vicepresidente del Senato e responsabile organizzazione e territorio della Lega Nord, "tutti i richiedenti asilo ospitati nella struttura di Cona devono essere espulsi subito".

"È inconcepibile che nessuno di loro sia stato fermato o denunciato dopo i gravissimi fatti di questa notte - scrive in una nota l'esponente del Carroccio - ma che segnale diamo ai 180mila richiedenti asilo che stiamo mantenendo, ospitando e viziando? E che, oltre tutto, dispongono anche delle connessioni e sono informati su tutto quello che accade? Che in Italia si può devastare o incendiare una struttura o prendere in ostaggio degli operatori senza rischiare nulla? Espelliamoli subito tutti, diamo un segnale chiaro a questa gente prima che sia troppo tardi", conclude.

Su Facebook interviene anche il leader della Lega, Matteo Salvini. "Rivolta degli immigrati nel centro di accoglienza di Cona (Venezia), con mobili dati alle fiamme e operatori della cooperativa, medici e infermieri sequestrati tutta la notte, e i loro container assediati a sprangate. La rivolta si è conclusa poco fa. In Bulgaria a novembre, dopo un episodio simile, centinaia di 'richiedenti asilo' violenti sono stati espulsi. In Italia invece a questa gentaglia non succederà nulla" scrive Salvini.

"Quando sarò al governo - prosegue - espulsioni di massa, chiusura dei centri e navi della marina militare che, dopo aver soccorso tutti, li riportano indietro. Basta, il 2017 sarà l'anno della riscossa".

Il presidente della commissione di inchiesta sui migranti, Federico Gelli (Pd), assicura che "quanto prima la nostra Commissione si occuperà del caso cercando di fare piena luce sui drammatici fatti di Cona ma appena possibile ascolteremo anche il Ministro dell’Interno Minniti. Con lui vogliamo capire se predisporre i Cie, centri di identificazione ed espulsione, in ogni regione sia realmente la risposta giusta all’emergenza immigrazione. Ce ne sono 10 in Italia di cui però solo 4 operativi e l’esempio del Cpa di Cona, passato in poco più di un anno da 50 a 1400 ospiti, ribadisce l’inadeguatezza di queste strutture che troppo spesso diventano ghetti difficili da gestire. Meglio - conclude Gelli - sarebbe un’accoglienza diffusa sul territorio con la collaborazione di tutti i Comuni italiani e non solo di una parte come accaduto finora”.

 

NAPPI: FATTI GRAVI.  "Nel cpa di Cona sono avvenuti fatti di una gravita' rara e i responsabili di quanto accaduto devono essere individuati al piu' presto". È quanto afferma il responsabile nazionale per il Sud di Forza Italia Severino Nappi. "Quello che preoccupa - dice - e' che Cona non sia un fatto isolato. In Italia sono presenti diversi centri e tutti sono nella medesima situazione di affollamento e precarieta'. Le popolazioni che vivono nei pressi di queste strutture sono esasperate, mentre gli sbarchi continuano incessanti. Il Governo deve essere in grado di fornire risposte adeguate e immediate prima che la situazione possa degenerare e peggiorare ulteriormente"

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di Redazione


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