Venerdì 14 Dicembre 2018 - 17:42

A Nisida un corso per operatori nelle carceri

“Il volontariato dentro e fuori dal carcere: strumenti ed esperienze”, questo il tema di un corso di formazione avviato oggi nel Centro europeo di studi di Nisida a cura del Centro di Servizio per il Volontariato (CSV) di Napoli

Al via oggi il corso di formazione “Il volontariato dentro e fuori dal carcere: strumenti ed esperienze” nel Centro europeo di studi di Nisida a cura del Centro di Servizio per il Volontariato (CSV) di Napoli. Un’iniziativa che va a stimolare l’interesse verso il volontariato in area penale. Tra gli argomenti che verranno trattati: le caratteristiche principali dell’ordinamento penitenziario italiano, il ruolo del volontariato e degli strumenti da utilizzare per ottenere una relazione efficace con le persone detenute e le persone soggette a provvedimenti restrittivi della libertà personale.

Il corso è organizzato in incontri frontali e tirocini formativi altamente specializzati per 40 referenti di organizzazioni di volontariato di Napoli e provincia, sono gratuiti e andranno avanti fino a novembre. Si alterneranno discussioni di gruppo, casi di studio, simulazioni, ma anche esperienze sul campo con incontri esperienziali in istituti penitenziari nella provincia di Napoli, con ex detenuti, in comunità residenziali o presso Enti del Terzo Settore con esperienza di inserimento lavorativo, di lavori di pubblica utilità socialmente utili o affidamento in prova al servizio sociale.

Oggi a Nisida ad aprire i lavori c’era il direttore del Carcere minorile di Nisida, Gianluca Guida: «Siamo arrivati alla seconda edizione e riteniamo che sia pienamente soddisfacente in termini di feedback per i risultati che dà nel settore della detenzione e delle devianze. Le esigenze di chi è detenuto cambiano di mese in mese, sempre più velocemente, e gli operatori del settore devono aggiornarsi continuamente. L’interazione è fondamentale». A portare uno spaccato della situazione in Campania, Samuele Ciambriello, Garante per i diritti dei detenuti della Regione Campania, che ha sottolineato quanto sia importante il ruolo degli operatori nelle carceri: «C’è una differenza sostanziale tra educatore e liberatore. Il ruolo di un operatore non è meramente quello di chi ha la sindrome del “crocerossino”, deve metterci il cuore e quello che conta non è ciò che dice ma ciò che comunica senza parole. Un gesto, un sorriso, un pianto, uno sguardo, la postura, una stretta di mano». Ciambriello pone l’accento sull’aumento del carcere preventivo e ricorda che la recidiva in ambito penitenziario rappresenta un rischio altissimo. In Campania ci sono attualmente 7.321 detenuti, altri 7.100 sono nell’area esterna affidata ai servizi sociali, l’80% vive una recidiva. Chi è detenuto quando riacquista la libertà ritorna poi subito in carcere. Occorre invece trasformare il carcere in un luogo alternativo al carcere. Chi non vive una recidiva è perché ha incontrato qualcuno che è stato faro e ha portato luce dove c’era il buio e si è aggrappato a questa persona. Presente inoltre anche Giovanna De Rosa, direttore del Csv di Napoli: «Il ruolo che ha il volontariato si basa sull’attenzione alla responsabilità sociale che ha anche nel sistema penitenziario. L’obiettivo di questo corso è quello di fornire delle competenze specifiche per gli operatori volontari che devono interfacciarsi non solo con i detenuti, ma con tutta la rete interistituzionale dentro e fuori il carcere per garantire diritti e consentire l’inserimento nella comunità».

Roberta De Maddi

19:01 10/04

di Roberta De Maddi


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