Lunedì 18 Febbraio 2019 - 1:07

Rapporti con i Casalesi, arrestati tre imprenditori anticlan

Sequestrate tutte le società, tuttora attive, a loro riconducibili tra Caserta, Napoli e Milano

CASERTA. La Polizia di Stato di Caserta ha eseguito un'ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari, emessa dal gip di Napoli su richiesta della Dda partenopea, nei confronti degli imprenditori casertani Armando Diana, 77 anni e i nipoti Antonio Dianan, 51 anni, e Nicola Diana, 51 anni, ritenuti responsabili di concorso esterno ad associazione con riferimento al clan dei Casalesi gruppo Zagaria. Quest'ultimi due sono i figli di Mario, ucciso 30 anni fa dalla camorra e ritenuto vittima innocente. Fino ad oggi i Diana erano considerati imprenditori anti-clan, tanto da aver creato una fondazione che organizza eventi anticamorra. Uno dei gemelli Diana, Antonio, è cognato di Michele Barone, collaboratore di giustizia che ha contribuito a far luce sulle vicende riguardanti la fazione Zagaria. L'indagine, condotta dalla Squadra Mobile di Caserta e coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Napoli attraverso le dichiarazioni di numerosi collaboratori di giustizia, ha permesso di ricostruire l'esistenza di un rapporto operativo tra il mondo dell'imprenditoria, e in particolare i soggetti destinatari della misura cautelare, e la fazione Zagaria del clan dei Casalesi. Il patto criminale stretto col clan avrebbe consentito agli imprenditori di godere di una protezione e di una tranquillità operativa tali da permettere agli stessi di raggiungere, nell'area territoriale di competenza del clan, una posizione imprenditoriale privilegiata. In cambio, secondo le risultanze investigative, il clan avrebbe ottenuto dai Diana prestazioni di servizi e utilità, quali il cambio assegni e la consegna sistematica di cospicue somme di denaro, necessarie ad alimentare le casse dell'organizzazione camorristica riconducibile a Michele Zagaria. Contestualmente all'arresto degli imprenditori, inoltre, è stata data esecuzione a un decreto di sequestro preventivo di tutte le società, tuttora attive, a loro riconducibili, tra cui società di produzione e lavorazione materiali plastici, società immobiliari, ditte di imballaggi, esercizi commerciali, società di vendita veicoli industriali, società agricole, dislocate nell'Agro aversano, nel centro cittadino casertano e nelle città di Napoli e Milano. 

13:52 15/01

di Redazione


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