Lunedì 21 Maggio 2018 - 14:28

Camorra, la pace in cambio di un morto

Nuove rivelazioni del pentito Riccio svelano i retroscena sulla guerra interna al clan Lo Russo

NAPOLI. I Lo Russo chiesero la testa di Francesco Sabatino, ma il ras Salvatore Scognamiglio si rifiutò di consegnare il suo affiliato al nucleo storico del clan di Miano. Un gesto coraggioso del reggente dell’organizzazione che però non servì a nessuno dei due: prima fu ammazzato lui,  il 5 agosto 2011, poi il figlio del pentito Ettore detto “Ettoruccio”. Una lupara bianca non riuscita:  il corpo del 35enne fu infatti trovato in un canalone di Chiaiano il 12 ottobre 2013, cinque giorni dopo la scomparsa. 

il pentito. Il retroscena dei due omicidi collegabili ai contrasti interni ai Lo Russo, successivi al pentimento dl boss salvatore “’o capitone”, è stato ricostruito ai pm antimafia da uno degli ultimi pentiti di camorra della zona di Secondigliano e Scampia: Pasquale Riccio “’o palluso”. Ecco cosa ha messo verbale il collaboratore di giustizia nell’interrogatorio del 17 novembre 2014, con la consueta premessa che le persone citate devono essere ritenute estranee ai fatti narrati fino a prova contraria.

il racconto. «Tornando ai rapporti con i Lo Russo e a Totore Scognamiglio dico che all’interno del clan Lo Russo si erano venuti a formare due gruppi , anzi tre gruppi come casse separate. Un gruppo che definisco “ quelli di vascio” facente capo a Tonino Lo Russo figlio di Salvatore Capitone ed il suo pupillo Salvatore Silvestri, un gruppo “ e copp” facente capo a Lelle’ figlio di Carlo Lo Russo ed un gruppo di Salvatore Scognamiglio. In altri termini Salvatore Scognamiglio che come ho detto aveva ricevuto l’imbasciata dal carcere da uno dei fratelli Lo Russo, era stato messo al comando del clan insieme a Gennaro Palumbo. Ma poi nacquero dei dissidi con gli altri ed in particolare con Lelle’ e Salvatore Silvestri che era il pupillo di Tonino Lo Russo. 

le frattire nei clan. Noi fummo coinvolti in queste liti, Guarino Rosario mi avvisò che Totore Scognamiglio stava litigato con quelli di Miano e stava appoggiato in una casa nel Perrone . Andammo quindi a parlare con lui per capire cosa fosse successo con i Capitoni e lui ci spiegò che c’erano stati dei problemi e che non gli stava bene di sostenere lui le spese dei carcerati , oltre al fatto che Francuccio Sabatino aveva avuto un agguato. Andai quindi a Miano insieme a Rosario Guarino , Arcangelo Abbinate , Pippetto cioè Montanera Giuseppe. Andammo nel Rione San Gaetano in un appartamento in uno stabile che saprei indicare e parlammo con Cenzore, Lelle’ il figlio di Carlo, il fratellastro di Lelle’, Enzuccio o’ Signore, Totore Silvestri, Valerio Nappello, Pompeo ,Patanella e  Angelo Marino. Cercammo di mediare ma loro ed in particolare Lelle’ dissero che dovevamo dire a Scognamiglio che per fare la pace doveva “dargli la testa di Francesco Sabatino”, il figlio del collaboratore di giustizia. Riferimmo quindi questa ambasciata a Totore Scognamiglio e Totore non accettò l’offerta. Anzi, disse di riferire a Miano che non avrebbe mai venduto un suo compagno e che, da quel momento “potevano pure stare appiccicati”.

19:10 18/01

di Redazione


Inserisci un commento


cronaca
sport
politica
spettacoli

Rubriche

IL FATTARIELLO
di Edo e Gigi (I Fatebenefratelli)
REPORTACI
di Automobile Club Napoli
I PERSONAGGI
di Mimmo Sica
SCATTI DI BIRRA
di Alfonso Del Forno
IL COMMERCIALISTA
di Carmine Damiano
ODISSEA GASTRONOMICA
di Antonio Medici
RICETTE E CURIOSITÀ ATTENTI A QUEI DUE
di Antonio Sorrentino ed Enzo De Angelis
IL FATTARIELLO
di Edo e Gigi (I Fatebenefratelli)
REPORTACI
di Automobile Club Napoli
I PERSONAGGI
di Mimmo Sica