Mercoledì 22 Novembre 2017 - 19:17

Famiglia inghiottita dalla Solfatara, lutto cittadino a Pozzuoli. Il bimbo superstite è con i nonni

Oggi il riconoscimento delle salme al secondo Policlinico di Napoli per l'esame autoptico. Parte l'inchiesta

POZZUOLI. Bandiere a mezz'asta per l'intera giornata nelle sedi istituzionali, nelle scuole e nelle associazioni ed un minuto di silenzio osservato alle ore 12,00 negli uffici pubblici e nelle scuole con le serrande dei negozi abbassate in tutta la citta'. Cosi' Pozzuoli, aderendo al lutto cittadino proclamato dal sindaco, ha espresso la propria partecipazione al lutto dei familiari e della comunita' di Meolo, dove vivevano i tre componenti della famiglia Carrer morti ieri nella Solfatara. Un gruppo di familiari - tra cui i nonni del piccolo Alessio, sopravvissuto alla tragedia - giunto nella tarda serata di ieri a Napoli in aereo ha cominciato l'iter per riportare le salme nel paese d'origine. Sono assistiti da personale del servizio sociale del Comune di Pozzuoli. In giornata e' previsto il riconoscimento delle salme. Domani e' programmata l'autopsia al secondo Policlinico. Resta intanto chiusa al pubblico l'area vulcanica della Solfatara, posta sotto sequestro in attesa dell'ultimazione del lavoro dei periti: "Non ci hanno ancora comunicato quando potremo riaprire", risponde l'addetta al centralino della struttura.Sono arrivati ieri a Pozzuoli, dopo la mezzanotte, la nonna materna, i nonni paterni e gli zii materni del piccolo Alessio, 7 anni, l'unico sopravvissuto della famiglia Carrer. Il padre, la madre e il fratello di 11 anni sono stati inghiottiti da un cratere profondo circa 2 metri e mezzo durante una gita alla Solfatara di Pozzuoli, l'ultimo scampolo di vacanze prima di rimettersi in viaggio per Meolo dove oggi avrebbero dovuto riprendere lavoro e scuola. Alessio ha visto morire la sua famiglia, ed e' subito stato preso in carico dal sindaco di Pozzuoli, Vincenzo Figliolia, da un'assistenze sociale e da una psicologa, cui ha incessantemente domandato quando avrebbe potuto vedere i genitori, se erano in ospedale e se li stavano curando. Le valige della famiglia Carrer erano gia' chiuse, e un albergatore sollecito ha fatto in modo che arrivassero nella struttura che questa notte ha ospitato il bambino. Per Alessio si e' gia' attivata la Regione Campania, impegnandosi a seguirlo, ma anche il sindaco di Pozzuoli promette che "sara' fatto il massimo per lui e per i suoi familiari".

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Il piccolo Alessio, 7 anni, unico superstite della famigliola - padre, madre e fratello - che ieri mattina ha perso la vita nei pressi di una 'fangaia' del vulcano Solfatara di POZZUOLI (Napoli), e' stato ieri sera affidato ai nonni paterni. Il piccolo, soccorso subito dopo la tragedia da alcuni turisti presenti, dalle guide del cratere e rifocillato dal gestore del bar Solfatara, ha atteso l'arrivo dei nonni con i responsabili dei servizi sociali del comune di POZZUOLI ed e' stato assistito da due psicologi. I nonni del piccolo sono atterrati all'aeroporto di Capodichino in tarda serata: ad attenderli il sindaco di POZZUOLI, Vincenzo Figliolia, che li ha accompagnati in un albergo cittadino dove hanno potuto riabbracciare il nipotino. I Carrer si tratterranno a POZZUOLI il tempo necessario per espletare le pratiche burocratiche ed il riconoscimento delle salme trasferite da ieri pomeriggio al secondo Policlinico di Napoli per l'esame autoptico disposto dal magistrato che conduce le indagini. La famiglia era residente in provincia di Venezia. 

 

 

«Serve un monitoraggio per situazioni che riguardano realtà private, aperte al pubblico, magari non sottoposte a un controllo particolare che possono determinare problemi per la pubblica incolumità. È stata una tragedia che ha colpito tutti noi - ha ricordato -, atroce per le modalità con cui si è consumata. Ora dovremo attivare una commissione d'indagine, anche andando al di là nostre competenze, ma cercando di mettere sotto riflettori realtà private, come quella, ma aperte al pubblico. Faremo un lavoro sulle segnalazioni che arriveranno dai Comuni». È quanto ha detto Vincenzo De Luca, presidente della Regione Campania, a margine di una conferenza stampa. 

Intanto, da questa notte il piccolo Alessio, 7 anni, unico superstite della famigliola - padre, madre e fratello - che ieri mattina ha perso la vita in una 'fangaia' del vulcano Solfatara di Pozzuoli, è con i nonni paterni. Il piccolo, soccorso subito dopo la tragedia da alcuni turisti presenti, dalle guide del cratere e rifocillato dal gestore del bar Solfatara, ha atteso l'arrivo dei nonni con i responsabili dei servizi sociali di Pozzuoli ed eèstato assistito da due psicologi. Ad attendere i nonni all'aeroporto di Capodichino vi era il sindaco Vincenzo Figliolia. L'abbraccio con il nipotino in un albergo cittadino dove rimarrano il tempo necessario per le pratiche burocratiche (dolorose ma necessarie) ed il riconoscimento delle salme di Lorenzo (11 anni), di mamma Tiziana (nella foto) e papà Massimiliano da ieri pomeriggio al secondo Policlinico di Napoli in attesa che venga eseguita l'autopsia disposta dal magistrato che conduce le indagini. La zona in cui si è aperto il crepaccio alla Solfatara è caratterizzata da forti esalazioni di zolfo e gas. Lorenzo, 11 anni, avrebbe scavalcato la recinzione, seguito dal padre e poi dalla madre nel tentativo di fermarlo. Tutti e tre sono precipitati.  D'accordo con la giunta comunale, il sindaco Figliolia ha proclamato per oggi una giornata di lutto cittadino in segno di cordoglio per le vittime della tragedia della Solfatara e di vicinanza ai familiari e alla comunità di Meolo in provincia di Venezia dove viveva la famiglia Carrer.

14:33 13/09

di Redazione


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