di Rosa Benigno
CASTELLAMMARE DI STABIA. La città vanta la sua “piccola Cascia”. Nascosta dietro Salita San Giacomo - nel centro antico - percorrendo un vicoletto laterale (via san Basilio), c’è una chiesetta-santuario che è luogo di antica devozione alla Santa dei miracoli impossibili: Santa Rita da Cascia. In molti non sanno che la Chiesa è dedicata a San Matteo. «Come tante altre chiese stabiesi, volute da Roberto d’Angiò, è un luogo di preghiera intitolato a un Apostolo - spiega il parroco, don Mario Cavaliere - Il Re voleva stabilire a Castellammare di Stabia un luogo di devozione ai 12 apostoli e, infatti, c’è qui la chiesa di San Matteo, poi c’è quella di San Giacomo, San Marco, San Giuda Taddeo e così via». A partire da questa mattina, e fino a mercoledì 22, festa di Santa Rita da Cascia, non si conteranno i fedeli che saliranno le scale del piccolo tempio: sarà un fiume di devoti che giungerà, come ogni anno, a piedi dai Comuni confinanti con Castellammare di Stabia. Una processione di mamme con bambini che arriverà con le foto dei propri cari da deporre sull’altare laterale della chiesa. Il popolo dei fedeli di Santa Rita verrà a chiedere grazie o a ringraziare per le grazie ricevute. Come fa, da due anni, la mamma di un bimbo che dalla nascita dipendeva dalle trasfusioni di sangue per poter restare in vita e - racconta la nonna - dopo la processione a Santa Rita, tornò a casa guarito. O come il giovane che era in coma dopo un drammatico incidente stradale e poi, risvegliatosi miracolosamente, raccontò che in tutto quel tempo era stato al suo fianco Santa Rita a tenergli la mano, con un saio marrone e un mantello bianco, che si rivelò l’abito con cui fu vestita sul letto di morte a Cascia. E lo stesso don Mario racconta di come, due anni fa, la processione era appena entrata nella chiesa dedicata a San Francesco, dove ogni anno si chiude il corteo religioso che fa visita agli anziani ricoverati nell’Oasi San Francesco, quando un’auto si è schiantata contro un muro della pendente salita San Giacomo. «Se fosse accaduto pochi istanti prima - riflette il parroco - sarebbe stata una strage. Quell’auto con i freni rotti avrebbe travolto un fiume di gente. Se siamo salvi lo dobbiamo a Santa Rita».
Nella chiesetta, gli “ex voto” testimoniano le grazie che il popolo attribuisce alla Santa dei miracoli impossibili. «C’è un grande amore che porta qui migliaia di fedeli - aggiunge don Mario - Santa Rita è stata madre, sposa, vedova, religosa, malata e, soprattutto, donna di pace. Ognuno sa a di poter essere ascoltato e compreso». “Donna di Pace” è anche il titolo che sarà dato, con un premio speciale che ha istituito Don Mario, alla donna del rione che, durante l’anno, si è distinta per la sua carità e la capacità di portare pace nelle famiglie. Questa sera, alle ore 18, si terrà la processione con la statua di Santa Rita, e poi la gara gastronomia (3 uomini contro 3 donne) con un primo piatto che sarà distribuito a tutti i presenti. Poi la premiazione “Donna di Pace 2019”. Martedì la chiesa sarà aperta tutto il pomeriggio e mercoledì saranno celebrate messe ogni ora: dalle 7 alle 17,30. Ciascuno porterà via un “ricordo” della Santa: immaginette, preghiere, un rosario con il legno di rosa (che richiama il miracolo del roseto che fiorì in inverno), la fede di Santa Rita (due mani intrecciate) e una rosa che un devoto, ogni anno, porta a centinaia, per accontentare tutti. Gioedì, la chiesa resterà aperta dalle 9 alle 12, per consentire ai “ritardatari” di non mancare.