NAPOLI. «L’area archeologica di Carminiello ai Mannesi è un tesoro archeologico che sorge a Forcella, nel cuore di Napoli, a due passi da via Duomo. L’intero complesso è circondato da un muro, eretto dai clan della zona a cavallo del 1990. Una barriera che estrapola l’area dal contesto, negando ai napoletani e ai turisti di godere della bellezza del sito». Lo affermano il consigliere regionale dei Verdi Francesco Emilio Borrelli, il consigliere del Sole che Ride alla II Municipalità Salvatore Iodice e dall’assessore all’ambiente della II Municipalità Roberto Marino. «Martedì mattina ci siamo recati in visita con Mario Granieri, gestore della Pizzeria “Terra Mia", recentemente vittima di un attentato del racket. Abbiamo affisso insieme dei cartelli “Abbattiamo il muro costruito dalla camorra". È stato lo stesso Granieri a proporre l’iniziativa, una battaglia che ci vedrà al suo fianco. Ci ha spiegato che negli anni Novanta l’area era usata dalla camorra come deposito, addirittura ci tenevano un esemplare di leone». «Da quell’epoca sono passati decenni ma il muro eretto dalla camorra – proseguono – è ancora lì. Rappresenta la prepotenza criminale e va abbattuto. Ci siamo attivati presso la Soprintendenza di Napoli per chiedere di restituire il complesso alla città. Attualmente l’Area archeologica di Carminiello ai Mannesi versa in condizioni di degrado, tra erbacce alte e spazzatura, serve un intervento che restituisca dignità al sito, attraverso la sua inclusione del contesto urbano».