di Luigi Sannino

NAPOLI. Dopo “stese”, minacce, dimostrazioni di forza e muscoli, a San Giovanni a Teduccio c’è scappato il ferito: Giovanni Salomone, 50enne cognato dei fratelli boss D’Amico di via Nuova Villa (Gennaro, Salvatore “o pirata” e Luigi) e anch’egli esponente di spicco della mala del quartiere. Ma i sicari del clan Rinaldi-Reale, almeno secondo l’ipotesi prevalente tra gli investigatori, avrebbero sparato per uccidere e soltanto per la grande prontezza di riflessi della vittima  non ci sono riusciti. L’uomo è stato centrato a un braccio da un proiettile entrato e uscito: guarirà in 30 giorni secondo i medici del Loreto Mare, che lo hanno ricoverato per precazione. Se l’è cavata bene perché contro di lui sono stati esplosi ben 7 proiettili, ma i killer sono caduti dalla moto e si sarebbero rifugiati in un palazzo della zona. Venti minuti circa dopo l’agguato, compiuto in corso Protopisani, si sono verificate due “stese” con spari a salve tra via Sorrento e via Ravello nel rione Villa. Per gli investigatori non ci sono dubbi che si sia trattato di “risposte” dei D’Amico, storicamente alleati dei Mazzarella con base in corso San Giovanni a Teduccio. 

CONTINUA A LEGGERE SUL ROMA IN EDICOLA O SUL GIORNALE ONLINE