Giovedì 18 Ottobre 2018 - 4:37

Versavano a un sindacato romano i soldi di società napoletane: la truffa scoperta dalla Finanza a Napoli

Sette i consulenti del lavoro indagati che dirottavano il denaro all'insaputa delle imprese. Sequestrato un conto corrente del valore di 320mila euro

NAPOLI. Versavano insonsapevolmente denaro sul conto corrente intestato a un sindacato di lavoratori a Roma. È la truffa ,alquanto insolita, scoperta dai finanzieri del Comando Provinciale di Napoli. Oltre trenta i casi accertati.  L’operazione di polizia, avviata dal I° Gruppo Napoli, ha portato all’esecuzione del sequestro preventivo finalizzato alla confisca per equivalente, emesso dal Tribunale di Napoli, di un rapporto di conto corrente, del valore di circa 320 mila euro, riconducibile ad un Sindacato di lavoratori con sede in Roma, frutto di elargizioni “carpite” fraudolentemente ad imprenditori napoletani da alcuni consulenti del lavoro. Tali professionisti, forti del rapporto di fiducia che li legava ai propri clienti-imprenditori ed attraverso alcuni artifizi, all’insaputa degli stessi, hanno dirottato somme di denaro, sotto forma di quote associative volontarie, ad un Ente nazionale di rappresentanza dei piccoli imprenditori.

L’indagine è partita dalla denuncia di un imprenditore partenopeo, il quale, nell’analizzare i rendiconti annuali della propria azienda, riscontrava alcune anomalie con riferimento al costo del personale dipendente, in relazione a dei versamenti ritenuti anomali e non abituali rispetto alle precedenti annualità. le verifiche dei finanzieri hanno consentito di accertare che il consulente dell’imprenditore, in maniera del tutto arbitraria, aveva incluso tra le spese correnti dell’impresa anche quote di natura volontaria destinate ad un sindacato. Da qui le indagini anche ad imprese in provincia di Napoli che, secondo i dati forniti dall’INPS Area Metropolitana di Napoli, risultavano aver effettuato tale tipo di versamento nel corso dell’ultimo quinquennio. Sette i professionisti napoletani coinvolti nell'inchiesta che a accertato che i rappresentanti legali delle imprese erano totalmente ignari di tali versamenti “volontari” a favore del sindacato, mentre i professionisti indagati avevano tutti ricevuto compensi dalla sigla sindacale per rapporti di consulenze e/o per collaborazione in corsi di formazione.

12:40 24/09

di Redazione


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