Venerdì 19 Ottobre 2018 - 19:26

I De Filippo in mostra a Castel dell'Ovo

Una mostra monumentale, in anteprima mondiale a Napoli, dal 28 ottobre al 24 marzo

di Flavia Cuozzo

NAPOLI. “I De Filippo, il mestiere in scena”: la mostra monumentale, in anteprima mondiale a Napoli, riempirà dal 28 ottobre al 24 marzo del prossimo anno le storiche sale dell’intero Castel dell’Ovo. La mostra si propone come un dialogo continuo tra i De Filippo ed il pubblico, lo stesso al quale questa grande famiglia ha sempre donato la sua arte, infatti come scriveva Eduardo: “Puoi fare teatro se tu sei teatro perchè il teatro nasce dal teatro... l’albero è uno, e i frutti sono pochi.”
Voluta dalla famiglia De Filippo e promossa dal Comune di Napoli, con al fianco le principali istituzioni di riferimento, l’esposizione è a cura della moglie e del figlio di Luca De Filippo, Carolina Rosi e Tommaso De Filippo con Alessandro Nicosia, presidente Cor a cui si deve anche la produzione.
«Èun sogno fortemente voluto, che in qualche modo è diventato realtà. - afferma Carolina Rosi - È una mostra desiderata per raccontare una famiglia che attraverso due secoli di storia ha calcato i palcoscenici, ha lasciato scritti, pensieri, e commedie che attraverso i loro contenuti raccontano anche il nostro paese. La quantità di materiale che è stato protetto e catalogato, ha dato la possibilità di immaginare una mostra che voleva essere molto diversa dalle classiche iconografiche, non statica, ma interattiva: una mostra emotiva. Un percorso che racconta le vite e le opere dei suoi protagonisti, ma strutturata in modo tale che sia un luogo a raccontarcela. Perchè emotiva? De Filippo, così come Totò, è di tutti, quindi si è pensato alla mostra in modo tale che questi tutti possano davvero conoscere da vicino tutto il mondo legato a questa grande famiglia. È un regalo che dedichiamo a questa città. Nella grande cornice di Castel dell'Ovo, partiamo dalle carceri fino ad arrivare alle terrazze: il castello tutto nella sua unicità è a disposizione di questo racconto magnifico».
«Raccontare la storia di tanti personaggi che hanno lasciato  il segno non era facile - sottolinea Alessandro Nicosia - Aver incontrato una famiglia straordinaria ci ha permesso di lavorare bene, perchè l’amore e la dedizione con cui si sono confrontati in questo percorso è stata straordinaria e ha reso il lavoro appassionante. La mostra ha diverse fasi e chiavi di lettura, ma l’aspetto fondamentale è stato sin da subito l'idea che il pubblico possa dialogare con il tutto. Vi anticipo che oltre agli aspetti classici, abbiamo cercato aspetti anche più nascosti, come i rapporti della famiglia De Filippo con i personaggi della cultura, dello spettacolo, i rapporti di Eduardo con le platee internazionali. Proporremo anche diversi filmati, tra cui uno straordinario di Eduardo che arriva a Mosca, e trova un palcoscenico con platea impazzita. Il manifesto che abbiamo scelto con Eduardo, Peppino e Titina, del 1932 in una loro rappresentazione, è identificativo del valore di questa mostra: raccontare De Filippo nella sua interezza».
«Un lavoro di squadra. Vincente - racconta Tommaso De Filippo   - è stato un percorso emozionante per due motivi. Il primo, è stato bello scoprire lati della famiglia che ancora non conoscevo personalmente. È stato bello ricostruire e mettersi in contatto con componenti della famiglia dei quali negli anni si erano un po’ perse le tracce. Qualche giorno fa ci trovavamo a ricostruire l’albero genealogico dagli Scarpetta: più che un albero sembra un cespuglio. Il secondo motivo è che siamo andati a riscoprire vecchio materiale che fino ad ora era stato, in fondi, in giro per l’Italia nascosto al pubblico. È un dovere regalare nuovamente tutto questo al pubblico. Castel dell’Ovo con i suoi ambienti, ci ha dato la possibilità di dividere il tutto in varie tematiche: materiale inedito, lettere, foto, video, oggetti e centinaia di costumi, locandine, manifesti, copioni manoscritti e dattiloscritti, film, poesie, canzoni...».
«Napoli è cultura. - afferma il Sindaco De Magistris - Questa grande mostra è un riconoscimento ad un grande come De Filippo ed anche alla nostra città. Quando si ha l’opportunità di incontrare la cultura a questi livelli diventa più difficile prendere la via del male, soprattutto per i più giovani. Tocca a noi farla conoscere. La cultura è l’arma di riscatto della nostra città».

 

15:02 6/10

di Redazione


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