Martedì 21 Novembre 2017 - 3:33

“Con la riforma della legge fallimentare rivalutato il ruolo del commercialista”

Lo ha detto al forum di Napoli il segretario nazionale di categoria Achille Coppola

NAPOLI - “Con la riforma della legge fallimentare è stato rivalutato il ruolo del Collegio sindacale e del commercialista. Nelle misure di allerta il Collegio sindacale svolge un ruolo di primario attore e le premialità previste dalla norma incidono sensibilmente sulla limitazione della responsabilità degli organi di controllo”.

Lo ha detto Achille Coppola, segretario nazionale dei Commercialisti italiani, aprendo la seconda tavola rotonda del convegno nazionale “La crisi delle procedure concorsuali”, organizzato dall’Ordine dei dottori commercialisti ed esperti contabili di Napoli, presieduto da Vincenzo Moretta.

“La numerosità dei nuovi incarichi di Collegio sindacale, secondo il Sole 24 Ore circa 180 mila, pone adesso un tema decisamente rilevante, quello dell’adeguatezza dei compensi – ha spiegato Coppola -. L’equo compenso e l’abuso della dipendenza economica del professionista (nuovo e rilevante istituto introdotto dall’articolo 3 Legge 81/2017) rappresentano strumenti irrinunciabili di tutela della professione”.

Stanislao De Matteis, giudice sezione Fallimentare del Tribunale di Napoli, ha affermato: “Nella legge delega è interessante il principio relativo all’introduzione dello stato di crisi come probabilità di futura insolvenza. Bisognerà verificare se il concordato preventivo sarà ammissibile sempre, perché la relazione alla Legge delega sembra limitarlo all’insolvenza reversibile”.

Per Maurizio Corciulo, docente di Crisi e risanamento d’impresa presso l’Università telematica Pegaso, è opportuna un’armonizzazione della riforma: “Ad oggi alcune norme risultano incompatibili con l’istituto della transazione fiscale sotto l’aspetto della semplificazione, della snellezza e della velocità della procedura.

Gli stessi enti che avrebbero dovuto trovare beneficio dall’applicazione della transazione fiscale, garantendo la continuità aziendale e il mantenimento dei posti di lavoro, non sono riusciti ad utilizzarla in modo sistematico. Crediamo che le uniche direttive debbano partire dai ministeri”.

“La riforma Rordorf - ha spiegato Ciro Esposito, presidente della commissione di studio sul diritto fallimentare -, focalizza l’attenzione sulla centralità dell’organo di controllo nella gestione della crisi di impresa con tre punti focali: l’amplificazione delle ipotesi  di obbligatorietà dell’organo di controllo, nella società a responsabilità limitata,  ossia nel modello societario maggiormente diffuso nel nostro sistema economico; l’amplificazione della funzione dinamico comminatoria, attribuendo,  all’organo di controllo, specifici poteri/doveri (e con essi la responsabilità) nella emersione e gestione della crisi; la previsione di un modello di esonero della responsabilità,  in presenza dell’assunzione di ‘comportamenti virtuosi’,  finalizzati alla tempestiva emersione della crisi”.

All'incontro hanno partecipato anche Maurizio Leo, professore ordinario della Scuola Nazionale dell’Amministrazione; Fiorenzo Sirianni, direttore generale della Giustizia Tributaria presso il Ministero dell’Economia e Finanza; Francesco Fimmanò, ordinario di diritto commerciale all'Università degli Studi del Molise; Myriam Clemente, capo ufficio legale e riscossione Direzione regionale della Campania e Fabrizio Russo, presidente Odcec Benevento.

21:50 27/10

di Redazione


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