Martedì 18 Settembre 2018 - 23:29

Fisco locale, Napoli tra le città più tassate d'Italia

La “mappa del fisco locale" in Italia parla di aliquote pesantissime in sette città del nostro Paese

La 'mappa del fisco locale' in Italia parla di aliquote pesantissime in sette città del nostro Paese. Secondo un'indagine del Centro studi di Unimpresa, infatti, Roma, Torino, Napoli, Genova, Bologna, Ancona e Campobasso sono le città "più tassate" d'Italia. Sono, rilevano gli analisti dell'associazione, i capoluoghi di regione con le aliquote fiscali più alte relative a Irap, Irpef, Imu e Tasi.

Queste sette città "hanno, in tre casi su quattro, i livelli più alti di imposte sulle imprese e sulle famiglie, sui capannoni industriali e sulle case" evidenzia l'indagine. Con due "punti", nella classifica dei tributi territoriali, figurano poi Firenze, Palermo, Perugia, Bari, Potenza, Trieste e Catanzaro. Un solo "punto", invece, per Milano, Cagliari, L'Aquila, Aosta, Trento e Bolzano. Fisco light invece a Venezia, unica città che non risulta mai tra quelle con aliquote elevate.

L'analisi dell'associazione - basata su dati dell'Agenzia delle Entrate, della Corte dei conti e del Dipartimento Finanze - prende in considerazione le aliquote Iperf (definite dalle regioni), il totale delle addizionali Irpef (regioni e comuni), l'Imu e la Tasi. Nella classifica, il Centro studi di Unimpresa assegna da uno a quattro punti: più è alto il punteggio, più è pesante la mano del fisco. Sono dunque sette le città col fisco al top, con tre "punti" accumulati. Nel dettaglio, a Roma si paga il 4,82% di Irap, il 4,23% di addizionali Irpef, l'1,06% di Imu; a Torino si paga il 4,13% di addizionali Irpef, l'1,06% di Imu e lo 0,33% di Tasi.

La 'Mappa del fisco locale' stilata dal Centro studi di Unimpresa rileva inoltre che a Napoli si paga il 4,97% di Irap, l'1,06% di Imu e lo 0,33% di Tasi; a Genova e Bologna si paga il 3,13% di addizionali Irpef, l'1,06% di Imu e lo 0,33% di Tasi; ad Ancona si paga il 4,73% di Irap, l'1,06% di Imu e lo 0,33% di Tasi; a Campobasso si paga il 4,97% di Irap, il 3,43% di addizionali Irpef, l'1,06% di Imu.

"Ci sono troppe differenze a livello territoriale per quanto riguarda il prelievo fiscale e si tratta di differenze che non aiutano la ripresa così come gli investimenti delle imprese" commenta il vicepresidente di Unimpresa, Claudio Pucci. La classifica di Unimpresa sul fisco locale assegna poi due punti, ad altre sette città: Firenze (per l'Imu all'1,06% e la Tasi allo 0,33%), Palermo (per l'Irap al 4,82% e l'Imu all'1,06%), Perugia (per l'Imu all'1,06% e la Tasi allo 0,33%), Bari (per l'Irap al 4,82% e l'Imu all'1,06%), Potenza (per l'addizionale Irpef al 3,13% e l'Imu all'1,06%).

La clasifica assegna due punti anche a Trieste (per l'Imu all'1,06% e la Tasi allo 0,33%) e Catanzaro (per l'Irap al 4,82% e l'Imu all'1,06%). Hanno invece un solo "punto" Milano (per l'Imu all'1,06%), Cagliari (per la Tasi allo 0,33%), L'Aquila (per l'Irap al 4,82%), Aosta (per l'Imu all'1,06%), Trento (per la Tasi allo 0,35%) e Bolzano (per la Tasi allo 0,40%). Zero "punti" invece a Venezia che è l'unica città secondo il centro studi di Unimpresa dove il prelievo è sempre sotto le soglie più alte: nel capoluogo della regione Veneto fisco leggero perché si paga il 3,90% di Irap, il 2,03% di addizionali Irpef (1,23% regionale e 0,80% comunale), lo 0,81% di Imu e lo 0,29% di Tasi.

Entrando ancora più nel dettaglio, dalla 'Mappa del fisco locale' emerge che per quanto riguarda l'Irap, l'aliquota più alta, pari al 4,97%, si trova a Napoli (Campania) e Campobasso (Molise), mentre a Roma (Lazio), Palermo (Sicilia), Bari (Puglia), Catanzaro (Calabria) e l'Aquila (Abruzzo) il prelievo dell'imposta regionale sulle attività produttive si attesta al 4,82%.

Per quanto riguarda l'Irpef, la somma delle addizionali comunali e regionali porta il prelievo più alto a Roma: nella Capitale d'Italia l'aliquota totale è del 4,23%, considerando il 3,33% della regione Lazio e lo 0,90% del Comune; seguono, poi, Torino col 4,13% (3,33% del Piemonte e 0,80% del Comune), Campobasso col 3,43% (2,63% del Molise e 0,80% del Comune) e col 3,13% Genova (2,33% della Liguria e 0,80% del Comune), Bologna (2,33% dell'Emilia Romagna e 0,80% del Comune) e Potenza (2,33% della Basilicata e 0,80% del Comune).

Per quanto riguarda l'Imu, l'aliquota massima (1,06%) è applicata in 16 grandi città su 21 esaminate nel rapporto: Roma, Torino, Napoli, Genova, Bologna, Potenza, Campobasso, Firenze, Palermo, Perugia, Bari, Trieste, Ancona, Catanzaro, Milano e Aosta. Si “salvano” solo Cagliari (0,96%), L'Aquila (0,81%), Trento (0,895%), Bolzano (1,00%) e Venezia (0,81%). Infine, per quanto riguarda la Tasi, l'aliquota più alta è a Bolzano (0,40%) mentre a Trento si paga lo 0,35%. Le altre città "più tassate" sul versane del mattone, con un'aliquota pari allo 0,33%, sono: Torino, Napoli, Genova, Bologna, Firenze, Perugia, Trieste, Ancona, Cagliari, Trento e Bolzano.

14:54 14/04

di Redazione


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