Domenica 16 Dicembre 2018 - 4:30

Fondi Cipe, Confapi jr: snellire procedure per giovani imprenditori

Il presidente Raffaele Marrone: investire su cultura per creare valore e lavoro. Al ministro Franceschini l'apprezzamento per aver creduto nelle potenzialità di Napoli e della Campania e per aver dimostrato che la cultura è un asset che crea valore e occupazione

«I 740 milioni di euro, stanziati dal Cipe, per rafforzare l'offerta culturale e potenziare sistemi urbani e promozione turistica sono un'ottima notizia. Adesso bisognerà coinvolgere i giovani imprenditori nei cantieri cultura». 
A dirlo è Raffaele Marrone, presidente del gruppo Giovani Confapi di Napoli.
«Al ministro Franceschini l'apprezzamento per aver creduto nelle potenzialità di Napoli e della Campania – ha aggiunto – e per aver dimostrato che la cultura è un asset che crea valore e occupazione».
«Sarebbe importante adesso, però, che si desse spazio al mondo delle imprese creative giovanili non solo per creare network virtuosi a livello di sistema-Paese ma per valorizzare le buone energie sul territorio – ha continuato – sia come potenzialità collettive che singole. Le proposte e le possibilità sono infinite. Penso ad esempio alle chiese chiuse nella nostra città, scrigni di inestimabili tesori, che potrebbero diventare musei e luoghi di grande attrattività culturale».
«I finanziamenti per il centro storico di Napoli e per la buffer zone di Pompei possono essere un campo di applicazione straordinario per testare le capacità dei giovani imprenditori del Sud Italia e della Campania in particolare. Per riuscire nell'obiettivo di creare sviluppo e occupazione, è necessario però che ai fondi siano affiancati adeguati strumenti normativi e fiscali per snellire le procedure – ha concluso Marrone – e per non gravare, fin da subito, le start up con oneri che rischierebbero solo di appesantire e di asfissiare le imprese prima ancora della partenza. Un primo passo importante sarebbe quello di rendere più veloce e accessibile il dialogo con le Soprintendenze che oggi risentono di una struttura burocratica eccessivamente articolata e bizantina. Non al passo, insomma, con il mondo dei social network e della comunicazione globale».

16:04 3/03

di Redazione


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