Venerdì 21 Settembre 2018 - 11:43

Le autostrade tra la terra ed il mare: coast to coast nel Mediterraneo

Intervista al presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Tirreno Centrale, Pietro Spirito

 

NAPOLI. Le autostrade del mare con le loro rotte invisibili, contribuiscono alla riduzione dell’inquinamento prodotto dall’eccessivo utilizzo del trasporto su gomma, e quindi del traffico su strada che rallenta l’arrivo della merce e delle persone alle loro mete. Tuttavia, c’è un però: si continua a prediligere il trasporto su gomma nonostante sia espressione di esternalità negative (NxCO2). “Perché?”. La motivazione è nel porta a porta della distribuzione delle merci e nell’assenza di rotture di carico che tale modalità offre. Ma cosa si sta facendo per un’efficiente ed efficace sistema di logistica e nel rispetto delle direttive europee che hanno istituito una rete Transeuropea?  Molti armatori ed enti sono oggi, impegnati nel settore, e con le “motorways of the sea” che costituiscono un veicolo di innovazione per i traffici commerciali, prestano particolare attenzione alla compatibilità ecologica ed alla modernizzazione dei collegamenti marittimi.

Su quali azioni sono state messe in campo, ne parla il presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Tirreno Centrale, Pietro Spirito…

«In Campania assisteremo al consolidamento di sistemi portuali impegnati nella costruzione di un’offerta di servizi logistici, ed in questo quadro le autostrade del mare saranno un tassello determinante».

Tale prospettiva trae la sua motivazione anche nei dati statistici, per il sistema portuale campano, infatti, confrontando i dati dei primi 9 mesi del 2016 con quelli del 2017, si nota un incremento del 4,45 per cento per il movimento dei passeggeri ed un aumento del 25,74% del traffico ro-ro, con una punta particolarmente accentuata per il porto di Salerno, che registra una crescita del 28,67%.

Il residente Spiirto sottolinea: «L’aumento è legato in modo decisivo all’apertura di una nuova rotta, ad opera dell’armatore Grimaldi, che collega il porto di Genova ed il porto di Salerno, con notevole riduzione del traffico su strada». Poi aggiunge: «Lo sviluppo delle autostrade del mare è destinato ad aumentare, nei prossimi anni, con una crescita sostenibile ed intermodale. Infatti, dal porto di Napoli si sono consolidate rotte ro-pax, in particolare verso le isole, inoltre, rilevanti sono i collegamenti tra Campania e Sicilia che partendo la sera da Napoli approdano la mattina del giorno dopo a Palermo ed a Catania, grazie ad armatori quali, Tirrenia e TTLines».

L’Autorità di sistema portuale campana avrà il compito di stimolare gli operatori portuali e marittimi, nonchè le città ed i territori interessati, ad accogliere le nuove sfide che lo sviluppo delle autostrade del mare produrranno. In tal senso e di particolare rilevanza strategica è il percorso che collegherà, la Campania con i principali Paesi del Nord Africa (Tunisia, Egitto, Marocco), sia per il traffico passeggeri che per quello merci. «Quest’ultimo sta notevolmente crescendo - precisa il presidente Spirito - in virtù del vigoroso sviluppo economico del Nord Africa, con il quale nasceranno reti di collegamento logistico nel Mediterraneo».

Nel “Mare Nostrum” sono state già costituite zone economiche speciali, in particolare a Tanger Med ed a Port Said, che hanno dato un forte impulso allo sviluppo industriale e logistico del Nord Africa.  

«Un’area economica speciale sarà istituita nei prossimi mesi anche in Campania, a valle della recente approvazione della legge nazionale e dei decreti che il governo emanerà sui criteri e sulle modalità per la istituzione delle zone economiche speciali nel Mezzogiorno, che vedranno i porti principali quale perno e cerniera di questo nuovo modello di sviluppo economico per l’attrazione degli investimenti. L’Autorità di Sistema Portuale del Tirreno Centrale si colloca già oggi in una “catchment area”, che serve Campania, Basilicata, Molise, Alta Calabria, Alta Puglia, Basso Lazio, con un mercato di 14 milioni di consumatori a cui vanno assicurati servizi adeguati di connessioni marittime e di logistica. Si incentiveranno nuovi investimenti industriali e logistici, che potranno consolidare il ruolo del territorio regionale, generando un rapporto di simbiosi e sinergia con il sistema portuale della regione».

Il Gruppo Grimaldi investirà ancora?

«Sì,sul consolidamento e sullo sviluppo delle autostrade del mare, come ad esempio, per Salerno che rappresenta un ottimo scalo logistico per accogliere un maggior flusso futuro grazie al progetto di realizzare una struttura multipiano per liberare spazi che sono risorsa preziosa per rendere compatibili lo sviluppo di nuove rotte marittime con la movimentazione a terra. Il futuro deve puntare alla maggiore efficienza economica del trasporto, cioè rendere minimo il costo generalizzato della mobilità, considerato come la somma del costo di produzione del trasporto privato e pubblico, ed il valore delle altre risorse che gli utenti del sistema debbono consumare per muoversi. A tal proposito, importanza assume il rinnovo della flotta del trasporto pubblico per rendere conveniente agli armatori, passeggeri, etc, l’utilizzo del mare e dei relativi porti ed aree retro-portuali, con la creazione di un sistema Paese integrato, al servizio delle città. Pertanto cooperazione e non competizione tra i diversi porti e svecchiamento del parco veicoli sono obiettivi convergenti; si è stabilito in 30 anni il tempo di vita utile delle navi, che in seguito saranno rottamate, con opportuni incentivi che non devono diventare aiuti di Stato ma sostenere l’obiettivo di riduzione dell’inquinamento, favorendo l’innovazione tecnologica».

E’ bello immaginare il coast to coast del trasporto e della logistica, su rotte se pur invisibili, per le consegne dell’ultimo miglio: “City Logistics”.

Aurora Alfano

13:38 28/02

di Redazione


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