Sabato 16 Dicembre 2017 - 13:51

Ecatombe in Messico: si temono 1.000 morti

Il bilancio ufficiale sale a 216 vittime

CITTÀ DEL MESSICO. Sono almeno 216 le persone rimaste uccise nel potente sisma di magnitudo 7,1 che ieri ha colpito il centro del Messico, provocando il crollo di diversi edifici nella capitale. Questo l'ultimo aggiornamento, purtroppo destinato a salire, diffuso in un tweet dalla Protezione civile messicana. Secondo una stima dell'US Geological Survey, l'istituto geologico Usa, potrebbe arrivare a mille morti il bilancio del terremoto. E provocare perdite economiche tra uno e 10 miliardi di dollari. L'istituto ha infatti classificato come "arancione", cioè significativo, l'impatto del sisma per quanto riguarda le vittime. Mentre parla di "allarme rosso" per l'impatto economico.

In un primo momento la Protezione Civile aveva parlato di 248 morti. La riduzione è dovuta anche al fatto, come ha spiegato il governatore di Città del Messico Miguel Angel Mancera, che il bilancio, provvisorio, delle vittime della capitale è di 87 morti e non di 117 come era stato detto per errore. Mancera ha confermato, in un'intervista televisiva, che sono 45 gli edifici crollati, alcuni completamente. In molti sono stati estratti vivi dalle macerie e si continua a scavare nella speranza di mettere in salvo altri sopravvissuti, ha poi aggiunto.

Il terremoto, avvenuto a meno di due settimane di distanza dal sisma di magnitudo 8.1 che aveva colpito il sud del Paese, ha lasciato circa 3,8 milioni di messicani senza elettricità.

STRAGE DI BAMBINI - Si fa di ora in ora più drammatico il bilancio del crollo di una scuola a Città del Messico. Secondo l'emittente Televisa, che cita le squadre di soccorso, almeno 32 bambini e cinque adulti sono morti nel crollo, mentre 11 persone sono state recuperate in vita.

I soccorritori sperano tuttavia di riuscire a salvare ancora delle persone sotto le macerie: Televisa indica in 14 il numero dei dispersi e cita un responsabile dei soccorsi secondo cui sono in contatto con una maestra che si trova insieme ad un bambino sotto l'edificio crollato.

Nell'istituto privato Enrique Rebsamen studiavano 400 alunni, divisi in due edifici tra l'asilo, la scuola primaria e la secondaria.

PENA NIETO - Il presidente Enrique Pena Nieto ha ordinato l'installazione di generatori per assistere il lavoro delle squadre di soccorso che sono andate avanti tutta notte. "Forse possiamo ancora trovare persone vive sotto le macerie", ha detto il presidente messicano.

"La priorità in questo momento è continuare a cercare chi è rimasto sotto le macerie e curare i feriti", ha continuato il presidente nel messaggio trasmesso dalla televisione in cui si esorta la popolazione alla calma. Nel suo discorso, il presidente ha poi affermato che il 40% di Città del Messico e il 60% dello stato di Morelos sono rimasti senza elettricità dopo il sisma.

"Abbiamo di fronte una nuova emergenza nazionale", ha concluso il, mentre molti civili, compresi studenti, si sono unite alle migliaia di militari e operatori delle squadre di soccorso che stanno scavando sotto le macerie.

FARNESINA - L'Unità di crisi della Farnesina "è al lavoro per le verifiche" sull'eventuale coinvolgimento degli italiani nel terremoto. E' quanto si legge in un tweet, nel quale l'Unità di crisi "invita ad attenersi alle indicazioni delle autorità locali".

12:46 20/09

di Redazione


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