Mercoledì 18 Ottobre 2017 - 13:21

Missili Usa in Siria, colpita la base del raid chimico

Il bilancio è di 5 morti e 7 feriti nella provincia di Homs. Nel raid hanno perso la vita diversi consiglieri militari iraniani. Condanna di Mosca: un'aggressione. Gentiloni: risposta motivata a un crimine di guerra. De Magistris: lavoriamo per assicurare l'acqua ad Aleppo

WASHINGTON. Gli Stati Uniti hanno lanciato un attacco missilistico in Siria colpendo la base aerea di Shayrat, nella provincia occidentale di Homs, con circa 60 missili cruise. Si tratta del primo attacco degli Stati Uniti nei confronti del governo di Damasco e dall'insediamento del presidente Donald Trump.

La base, situata a circa 30 chilometri a sudest di Homs, ospitava 40 aviorimesse in cemento, numerosi Mig 23, Mig 25 e Sukhoi 25 e da solo rappresentava il 25% della forza aerea siriana.

L'intervento militare è avvenuto in risposta all'attacco con agenti chimici di pochi giorni fa a Idlib. Nella notte tra giovedì e venerdì dai cacciatorpedinieri USS Porter e USS Ross nel Mediterraneo orientale sono stati lanciati 59 missili 'Tomahawk' sulla base aerea siriana da dove, secondo Washington, sarebbero decollati i caccia responsabili dell'attacco chimico su Khan Sheikhoun.

Il bilancio dell'attacco missilistico sarebbe di cinque morti e 7 feriti. A dichiararlo è stato il governatore di Homs, Talal Barazi, citato dalla Dpa. Tra le vittime ci sarebbero tre militari e due civili, ha affermato il governatore. "Le unità di vigili del fuoco e unità di difesa civile hanno lavorato due ore per porre sotto controllo l'incendio ed evacuare i feriti e coloro che sono stati martirizzati all'aeroporto", ha detto Barazi, aggiungendo che "il bombardamento americano indebolisce le capacità dell'esercito siriano nella guerra contro il terrorismo".

Per l'agenzia di stampa ufficiale siriana Sana, l'attacco avrebbe invece provocato la morte di nove civili, tra cui quattro bambini, e il ferimento di altri sette. A renderlo noto è stato il corrispondente a Homs citando fonti della società civile. Secondo il cronista, le vittime dell'attacco, che ha provocato anche ingenti danni ad edifici, provengono dai villaggi di Shayrat, al-Manzoul e al-Hamrat.

Nell'attacco contro la base aerea "sono morti molti militari, la maggioranza dei quali sono elementi di Hezbollah e iraniani". E' quanto rivelano ad Aki-Adnkronos International fonti militari dell'opposizione siriana, precisando che i raid americani "hanno messo la base aerea definitivamente fuori uso".

Prima dell'attacco missilistico, il comando dell'esercito siriano avrebbe messo al sicuro la maggior parte dei suoi caccia di stanza nella base aerea di Shayrat. A riferirlo è l'emittente libanese filo-regime al-Mayadeen con una notizia dell'ultima ora basata su non meglio precisate "informazioni".

Molti consiglieri militari iraniani sarebbero inoltre rimasti uccisi nell'attacco. Lo ha rivelato all'emittente al-Arabiya un media attivista che si trova al confine tra Siria e Turchia, Ibrahim al-Idlibi, secondo il quale la base era stata trasformata di recente in un sito utilizzato dagli iraniani.

Nove caccia dell'esercito siriano sarebbero stati distrutti nel raid. A dirlo è il giornalista russo dell'emittente 'Rossiya 24', Yevgeny Poddubny, che ha constatato di persona i danni inflitti al sito come dimostrano le foto pubblicate sul suo profilo Instagram. Secondo il reporter, sarebbero stati colpiti gli hangar dove si trovavano gli aerei, mentre la pista della base non sarebbe stata danneggiata anche se al momento sarebbe disseminata di frammenti di vario tipo.

TRUMP - Intervenendo dalla sua residenza di Mar-a-Lago in Florida, dove si è svolto il summit con il presidente cinese Xi Jingping, Trump ha definito Bashar al Assad "un dittatore" che ha sferrato un orribile attacco con armi chimiche contro civili innocenti". Trump ha detto di aver agito "negli interessi vitali della sicurezza nazionale dell'America" per "prevenire e scoraggiare la diffusione e l'uso di armi chimiche". "Non c'è dubbio che la Siria abbia usato armi chimiche vietate - ha aggiunto Trump - violando gli obblighi della Convenzione sulle armi chimiche e ignorando gli avvertimenti del Consiglio di sicurezza dell'Onu. I tentativi, fatti per anni, di cambiare il comportamento di Assad hanno fallito, hanno drammaticamente fallito".

"Stasera mi rivolgo a tutte le nazioni civilizzate perché si uniscano a noi - ha quindi chiesto - per porre fine a questo spargimento di sangue e massacro in Siria e anche per porre fine al terrorismo in ogni sua forma".

IL PENTAGONO - Il Pentagono ha reso noto che l'attacco contro la base aerea siriana è stato sferrato alle 3.40 del mattino, ora locale in Siria. Gli obiettivi, ha precisato il Pentagono, erano aerei, hangar, depositi, bunker per munizioni, sistemi di difesa aerea e "ciò che rende operativa la base".

"Dalle prime indicazioni questo attacco ha gravemente danneggiato o distrutto aerei ed infrastrutture di appoggio ed equipaggiamento nella base di Shayrat", riducendo la possibilità per il governo siriano di ricorrere alle armi chimiche, ha specificato il Pentagono. Il Dipartimento della Difesa statunitense ha quindi precisato che i militari russi sono stati informati anticipatamente dell'attacco, anche se il segretario di Stato americano Rex Tillerson ha chiarito che non c'è stato alcun ulteriore coordinamento con Mosca in vista dell'attacco.

Parlando con i giornalisti ieri sera, Tillerson ha affermato che l'attacco non rappresenta "un cambiamento nella nostra politica o posizione in Siria".

LA REAZIONE DI DAMASCO - La tv di Stato di Damasco ha definito l'attacco un'"aggressione". "Aggressione americana contro obiettivi militari siriani con diversi missili", ha titolato l'emittente dopo l'annuncio dell'intervento militare. Per Ahmed Ramadan, portavoce della Coalizione nazionale siriana (Cns), uno dei principali gruppi di opposizione, l'attacco statunitense è una reazione "importante" ed è il primo segnale che il regime di Bashar al-Assad non resta "impunito". "Speriamo che i raid proseguano in modo da impedire al regime di utilizzare i suoi aerei per lanciare nuovi attacchi o per tornare ad usare armi vietate a livello internazionale", ha affermato Ramadan in una nota.

"La base aerea colpita nell'attacco Usa è stata usata per uccidere siriani", ha proseguito il portavoce del Cns, aggiungendo che il suo gruppo ritiene che la base a Homs sia stata in parte utilizzata per lanciare attacchi chimici. Il raid Usa, ha concluso Ramadan, è "un messaggio chiaro al regime e ai suoi alleati".

Un atto "sconsiderato e irresponsabile generato solo da una visione politica e militare ristretta e cieca della realtà". Così la presidenza siriana, in una nota diffusa dall'agenzia di stampa Sana, commenta l'attacco Usa contro la base aerea di Shayrat.

"Non mi aspetto alcuna escalation militare", ha poi dichiarato il ministro siriano dell'Informazione, Mohammad Ramez Tourjman, rispondendo a una domanda sulla possibilità di una risposta russa all'attacco lanciato dagli Usa.

Nel corso di un'intervista telefonica alla tv di Stato siriana, Tourjman si è detto convinto che il raid statunitense sia stato "limitato nel tempo e nello spazio" e ha detto che era "previsto".

L'attacco contro la base aerea siriana di Shayrat rende gli Stati Uniti "alleati" di gruppi terroristici come il sedicente Stato islamico (Is). Questa la posizione delle forze armate di Damasco in un comunicato letto da un portavoce davanti alle telecamere della tv di Stato siriana.

Secondo il portavoce, il tentativo degli Usa di "giustificare questa aggressione", sostenendo che si tratta di una risposta al raid con armi chimiche dell'esercito siriano senza che ancora siano stati accertati i responsabili, "invia messaggi sbagliati alle organizzazioni terroristiche che potrebbe incoraggiarle ulteriormente a usare armi chimiche in futuro ogni volta che subiranno gravi perdite sul campo di battaglia".

L'attacco, ha concluso il portavoce, rappresenta una "violazione di tutte le leggi e le convenzioni internazionali e mira a ridurre le capacità dell'esercito siriano nella sua lotta contro il terrorismo".

LA REAZIONE INTERNAZIONALE - L'attacco statunitense ha suscitato diverse reazioni nel mondo. L'Iran ha condannato "con fermezza tali attacchi unilaterali". Dura la reazione della Russia: il Cremlino ha condannato duramente definendolo "un'aggressione contro una nazione sovrana".

Il presidente russo Vladimir Putin, spiega il Cremlino, considera l'attacco un tentativo di sviare l'attenzione del mondo dalle vittime civili in Iraq dove una serie di raid della coalizione ha provocato la morte di almeno 150 persone a Mosul il mese scorso. Londra invece appoggia pienamente l'azione americana, che considera una risposta appropriata al barbaro attacco con armi chimiche sferrato dal regime siriano e che aveva l'obiettivo di evitare ulteriori attacchi".

GENTILONI.  "L'azione ordinata questa notte dal presidente Usa Donald Trump è una risposta motivata a un crimine di guerra". Lo ha detto il premier Paolo Gentiloni. "L'uso delle armi chimiche è vietato dalle convenzioni internazionali, da numerose risoluzioni delle Nazioni Unite. Non può essere circondato dall'indifferenza e chi fa uso di armi chimiche non può contare su attenuanti e mistificazioni", ha detto ancora.

DE MAGISTRIS. Sulla crisi siriana è intervenuto anche il sindaco di Napoli, Luigi de Magistris: "L'Onu ha dimostrato tutti i suoi limiti. La diplomazia Onu stava lavorando da tempo con una serie di risultati molto scadenti. Nel nostro piccolo, lavoriamo affinché alla popolazione siriana sia garantito un bene fondamentale come l'acqua. Napoli, unica città ad aver pubblicizzato il servizio idrico riconoscendo l'acqua come bene comune, ha deciso di collaborare insieme alle proprie aziende Abc e Anm al fondamentale lavoro del Gvc nel garantire alla popolazione di Aleppo l'approvigionamento di acqua».

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di Redazione


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