Sabato 15 Dicembre 2018 - 10:22

Legge Mancino, Conte stoppa Fontana

Bufera sulle parole del ministro e intervento del premier e di Di Maio

Bufera sulle parole del ministro Fontana e intervento del premier Conte e di Di Maio, che lo stoppano. "Abroghiamo la legge Mancino, che in questi anni strani si è trasformata in una sponda normativa usata dai globalisti per ammantare di antifascismo il loro razzismo anti-italiano": questa la proposta contenuta in un lungo post pubblicato su Facebook del ministro della Famiglia e della Disabilità Lorenzo Fontana

Proposta che ha scatenato l'ira delle opposizioni, con Pd e Leu che chiedono la convocazione urgente di Matteo Salvini in Parlamento. Intanto, però, proprio Salvini, interpellato dall'AdnKronos, dice di essere favorevole alla proposta di Fontana. Mentre frenano il premier Conte e Di Maio, che sottolineano: "Non è nel contratto".

"I burattinai della retorica del pensiero unico se ne facciano una ragione: il loro grande inganno - afferma Fontana sul social - è stato svelato". Il riferimento del ministro è ai fatti degli ultimi giorni che, secondo lui, "rendono sempre più chiaro come il razzismo sia diventato l'arma ideologica dei globalisti e dei suoi schiavi (alcuni giornalisti e commentatori mainstream, certi partiti) per puntare il dito contro il popolo italiano, accusarlo falsamente di ogni nefandezza, far sentire la maggioranza dei cittadini in colpa per il voto espresso e per l'intollerabile lontananza dalla retorica del pensiero unico". 

IL POST - "Una sottile e pericolosa arma ideologica studiata per orientare le opinioni", insiste Fontana. "Tutte le prime pagine dei giornali, montando il caso ad arte, hanno puntato il dito - prosegue - contro la preoccupante ondata di razzismo, per scoprire, in una tragica parodia, che non ce n'era neanche l'ombra. Se c'è quindi un razzismo, oggi, è in primis quello utilizzato dal circuito mainstream contro gli italiani. La ragione? Un popolo che non la pensa tutto alla stessa maniera e che è consapevole e cosciente della propria identità e della propria storia fa paura ai globalisti, perché non è strumentalizzabile". Da qui, la proposta di Fontana di abrogare la legge Mancino, a suo avviso "sponda normativa usata dai globalisti per ammantare di antifascismo il loro razzismo anti-italiano".

CONTE - Ma l'abrogazione di questa legge "non è prevista nel contratto di governo e non è mai stata oggetto di alcuna discussione o confronto tra i membri del Governo" precisa via Facebook il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, commentando le parole del ministro Fontana.

IRA PD - Intanto i gruppi del Pd e di Leu alla Camera hanno chiesto la convocazione urgente del ministro dell'Interno Matteo Salvini in Parlamento. "E' necessario - ha dichiarato Emanuele Fiano a nome del Pd - che sia Matteo Salvini a riferire", giacché "la legge Mancino afferisce ai compiti propri del ministro dell'Interno. Vorremmo sapere in sostanza se è un proponimento personale del ministro della Famiglia o se il governo abbia effettivamente intenzione abrogare un testo così significativo e necessario. Consideriamo gravissima la presa di posizione del ministro della Famiglia, dato che in Europa, tutti i Paesi, hanno una legge analoga per combattere razzismo, fascismo e discriminazione".

LEU - Nell'associarsi alla richiesta e nel definire di "gravità assoluta" le affermazioni del ministro Fontana, il capogruppo di Leu Federico Fornaro ha ricordato che il proposito di abolire la legge Mancino "è l'ultima cosa da fare in questo momento. Auspichiamo che quella di Fontana sia una posizione personale e non un atto che il governo si appresta a fare".

MANTERO (M5S) - "Mi sembra che il ministro Fontana si stia occupando un po' di tutto tranne che di disabilità. Sarebbe opportuno che si ricordasse delle sue competenze e dei suoi doveri, anche perché i disabili hanno problemi seri. Fontana si occupi di loro invece di sparare cazzate in giro" dice all'AdnKronos il senatore del M5S Matteo Mantero.

MELONI - Mentre "Fratelli d'Italia condivide la proposta del ministro Fontana" dichiara la presidente Giorgia Meloni. "Siamo sempre stati contrari ai reati di opinione perché riteniamo la libertà di espressione sacra e inviolabile. Abbiamo già proposto l'abrogazione di questa norma nella scorsa legislatura quando il Pd e la sinistra hanno tentato di approvare in Parlamento la folle proposta di legge Fiano: siamo pronti a rifarlo oggi".

UCEI: "PAROLE CHE OFFENDONO" - Il presidente dell'Ucei, l'unione delle comunità ebraiche italiane, Noemi Di Segni, chiede "al presidente del Consiglio Conte se la proposta di abrogazione della legge Mancino lanciata dal ministro Fontana, ministro per la Famiglia e le disabilità, corrisponde a un progetto del governo italiano che dirige". Perché "sono parole che offendono profondamente quanto si è inteso difendere a seguito di gravissimi episodi neonazisti e neofascisti e di grave recrudescenza negli anni Ottanta e peraltro ribaditi dalla decisione comunitaria che focalizza i medesimi atti di odio, approvata anche dal nostro Paese".

ANPI - Infine, la presidente nazionale dell'Anpi, Carla Nespolo, chiede "con forza le immediate dimissioni del ministro Fontana: le sue dichiarazioni violano gravemente la Costituzione della Repubblica".

16:52 3/08

di Redazione


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