Mercoledì 21 Novembre 2018 - 4:35

Napoli, manca il numero legale: salta la seduta del Consiglio

Le opposizioni vanno all'attacco dopo la sospensione dell'assemblea monotematica sul patrimonio: la maggioranza non esiste più

NAPOLI. Salta nuovamente la seduta del Consiglio comunale di Napoli per mancanza del numero legale. Il Consiglio comunale, convocato per una seduta monotematica sul patrimonio, alla presenza di 21 consiglieri ha approvato all'unanimità l'attribuzione del seggio resosi vacante a seguito delle dimissioni del consigliere Pietro Rinaldi a Rosaria Galiero, prima dei non eletti nella lista "Napoli in Comune a Sinistra" alle amministrative di giugno 2016. Dopo il voto il consigliere del Movimento 5 Stelle Matteo Brambilla, intervenuto sull'ordine dei lavori, ha rilevato l'assenza della maggioranza in aula sottolineando "il senso di responsabilità dell'opposizione che, con la sua presenza, ha garantito l'apertura della seduta e reso possibile l'attribuzione del seggio alla neo consigliera". Al termine dell'intervento Brambilla ha chiesto la verifica del numero legale: constatata la presenza di soli 12 consiglieri, la seduta è stata sciolta. Anche la seduta del 22 ottobre scorso, monotematica sul tema dei trasporti, era stata sciolta per mancanza del numero legale.

LE OPPOSIZIONI. La maggioranza in Consiglio comunale di Napoli "non esiste più". Vanno all'attacco le opposizioni dopo la sospensione della seduta monotematica sul patrimonio per mancanza del numero legale. Stessa sorte era toccata, lo scorso 25 ottobre, alla seduta monotematica sui trasporti. I due consiglieri del Movimento 5 Stelle, Matteo Brambilla e Marta Matano, fanno notare che "oggi per la terza volta consecutiva si è potuto iniziare il Consiglio comunale grazie alle opposizioni che hanno garantito il numero legale". Solo la presenza in aula dei consiglieri di opposizione, spiegano i pentastellati, "ha fatto sì che si potesse procedere all'attribuzione del seggio a Rosaria Galiero, a seguito delle dimissioni del consigliere Rinaldi. Una maggioranza che non è in grado di garantire la surroga di un consigliere appartenente a gruppi che sostengono la stessa, non si può considerare tale". Brambilla e Matano sottolineano di essere rimasti in aula "con spirito istituzionale per consentire la surroga del consigliere dimissionario ma, successivamente, abbiamo richiesto la verifica del numero legale, constatando che questa è una maggioranza che fu. Ci auguriamo che il sindaco e la sua maggioranza ne traggano le dovute conclusioni". Alza il tiro David Lebro, capogruppo de "La Città", a maggio 2017 uscito dalla maggioranza e passato all'opposizione: "De Magistris si dimetta", dichiara Lebro secondo cui "stamani abbiamo assistito all'ennesimo flop di de Magistris. La maggioranza non esiste più e ormai il copione in Consiglio si ripete con la caduta puntuale del numero legale prima di iniziare la discussione in Aula. Nemmeno il rimpasto in Giunta e il valzer di poltrone di questi giorni che ha coinvolto gran parte dei dirigenti del movimento Dema, dal Comune alla Città Metropolitana, è servito per trovare un equilibrio a una situazione politica e istituzionale completamente allo sfascio". Secondo Lebro "il sindaco de Magistris farebbe bene a prendersi le sue responsabilità e mettere fine a quest'agonia perché, piuttosto che rinvigorire l'azione amministrativa come annunciato come sempre in pompa magna, è stato solo capace di peggiorare ulteriormente una situazione già terribilmente disastrata. E' oggettivo che ormai non ci sono più le condizioni per andare avanti. Ormai solo le dimissioni potrebbero mettere fine a questa sofferenza", conclude Lebro. La pensa allo stesso modo Andrea Santoro, consigliere di Fratelli d'Italia: "Con soli 12 consiglieri in aula su 41 - dichiara - è ormai evidente che il sindaco de Magistris non ha più i numeri per governare Napoli. Le opposizioni, per senso di responsabilità istituzionale, hanno permesso l'apertura del Consiglio e la surroga del consigliere dimissionario. Ma subito dopo abbiamo chiesto la verifica del numero legale per fotografare la realtà: anche con l'ingresso della nuova consigliera, de Magistris dopo il rimpasto pasticciato che ha fatto non ha più una maggioranza". Secondo Santoro "la cosa scandalosa è apprendere da indiscrezioni di stampa del mercimonio che si sta consumando con incarichi in enti pubblici di rilievo, dalla Città Metropolitana al Centro Agroalimentare e finanche alla Mostra d'Oltremare, per recuperare questo o quel consigliere. Altro che il manuale Cencelli e le spartizioni della Prima Repubblica".

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di Redazione


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