Martedì 21 Novembre 2017 - 3:29

Renzi a Pietrarsa cambia idea: nessun veto a sinistra

Il segretario del Pd: serve coalizione ampia e plurale

PORTICI. Sulle banche "i populisti ci attaccano, ma l'unico interesse che abbiamo salvato sono stati i conti correnti dei cittadini, delle persone, delle famiglie di questo Paese". Così Matteo Renzi sul palco, chiudendo la Conferenza programmatica del Pd a Pietrarsa.

"Non abbiamo scheletri nell’armadio - continua il segretario -, ma in un tempo di pensiero unico che ignora l'intreccio perverso per 15 anni tra questioni aziendali, dinamiche editoriali e vigilanza bancaria rivendico il diritto di non essere preso in giro da chi dice che difendiamo i bancari - aggiunge il leader dem -. Io difendo la dignità del Pd, dei nostri iscritti e l'esigenza della politica di far sentire la propria voce".
BANKITALIA - Quanto alla questione Bankitalia, parlando dei vertici di Palazzo Koch, l'ex premier commenta: "Le istituzioni hanno deciso, noi ieri abbiamo accolto Gentiloni con un grande abbraccio. Quella vicenda appartiene al passato. Punto e capo".

CRISI - "Rivendicare i risultati è un nostro dovere. Se questo Paese è ripartito non è per caso. Nel 2014 c'era chi voleva portare l'Italia fuori dall'euro e chi ha portato l'Italia fuori dalla crisi. Chi lo ha fatto ha un nome e cognome: Partito democratico. E dirlo non è arroganza ma orgoglio per quanto fatto e progetto di quello che vogliamo fare".

TASSE - "Gli altri parlano di flat tax, ma poi le tasse le riduciamo noi, non loro" aggiunge il segretario del Pd, elencando: "Ires, Irap, canone Rai". "Io penso che dobbiamo avere due parole chiave: abbassare le tasse sul lavoro - rimarca - Metti i soldi in tasca paghi le tasse, metti i soldi in azienda e crei lavoro, allora paghi meno tasse. E poi ridurre le tasse alla famiglie".

VITALIZI - Sui vitalizi, Renzi si dice "certo che il Senato approverà la legge senza modifiche, perché ne va della credibilità del Pd". Sulla battaglia contro i vitalizi, per Renzi "è Grillo che insegue Richetti", che porta avanti una battaglia su questo da quando era ancora consigliere in Emilia Romagna.

ALLEANZE - "Sono più importanti i voti dei veti. Non possiamo permetterci di chiudere l'alleanza senza avere il centro e non possiamo mettere veti a sinistra", afferma poi il segretario Pd.

"Se c'è qualcuno che pensa che fuori dal Pd e più facile difendere l'idea di sinistra lo faccia, ma per me fuori dal Pd non c'è rivoluzione socialista ma Salvini e Di Maio - prosegue Renzi-. Se c'è disponibilità al centro e a sinistra di creare strutture e aprire un ragionamento noi ci siamo".

"Noi siamo un squadra - sottolinea - il problema non è chi di noi governerà ma se governeremo noi o altri. Questa è l'unica cosa che mi interessa: portare il Pd al governo del Paese. Serve unità, non possiamo permetterci liti o baruffe. Abbiamo una responsabilita istituzionale, sapere che il Pd ha un compito enorme, scommettere su un modello che non è polemica tutti i giorni".

COALIZIONE - Per il leader dem, la ricetta per la governabilità del Paese è una coalizione ampia: "La legge elettorale che il Parlamento ha approvato è una legge con cui dobbiamo fare i conti ed e' evidente che impone la coalizione e condivido la parte in cui Gentiloni dice che il Pd deve essere il perno di una coalizione di governo. Serve una coalizione ampia, inclusiva e plurale. Nessun insulto del passato sarà per me una ragione di veto, io non metto veto e il Pd non mette veti. Superiamo gli insulti perchè noi pensiamo che non si vive di rancore".

"Più voti prende il Pd e più le larghe intese sono lontane - aggiunge - Se il Pd prende voti, le larghe intese non servono".

EUROPA - Guardando all'Europa, Renzi osserva che serve "un political compact, un social compact". "L'Europa non avrà futuro se non mette al centro la dimensione politica - chiosa - Per questo vogliamo l'elezione diretta del presidente di Commissione e le liste transazionali. Sì che vogliamo più Europa, ma non solo quella della tecnocrazia".

14:01 29/10

di Redazione


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