Mercoledì 16 Gennaio 2019 - 17:08

Sea Watch, tensione nel Governo. Salvini: io non cambio idea

Di Maio ha dato disponibilità all'accoglienza di donne e bambini

Tensione nel governo sulla vicenda delle navi Sea Watch 3 e Sea Eye che si trovano a poche centinaia di metri dalla costa maltese. Da fonti di Palazzo Chigi si apprende che c'è stata una telefonata tra il vicepremier Luigi Di Maio e il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, per contattare Malta e far sbarcare mamme e bambini a bordo delle due navi, segnalando la disponibilità dell'Italia ad accoglierli. Una posizione diversa è stata espressa invece su Facebook dal ministro dell'Interno Matteo Salvini. "Possiamo inviare a bordo medicine, cibo e vestiti, ma basta ricatti. Meno partenze, meno morti. Io non cambio idea", ha scritto il vicepremier leghista.

"Una nave tedesca e una nave olandese, in acque maltesi. Ma ad accogliere - ha sottolineato Salvini - dovrebbe essere ancora una volta l'Italia. La nostra Italia che ha già accolto quasi un milione di persone negli ultimi anni, la nostra Italia dove più di un milione di bambini vive in condizioni di povertà assoluta". "Il traffico di esseri umani - ha aggiunto - va fermato: chi scappa dalla guerra arriva in Italia in aereo, come già fanno in tanti, non con i barconi".

Di Maio invece, sempre su Facebook, ha scritto riassumendo la situazione: "Due navi ai confini dell'Europa. Ancora una volta solo l'Italia viene chiamata in causa. Malta non fa attraccare le imbarcazioni nonostante siano nelle loro acque territoriali a un miglio dalla costa. Tutta l'Europa se ne frega. Non possiamo continuare a cedere a questo ricatto - ha osservato - Ma per me nessun bambino con la sua mamma può continuare a stare in mare ostaggio dell'egoismo di tutti gli Stati europei". "Malta faccia sbarcare subito donne e bambini da quelle imbarcazioni e li mandi in Italia - si legge nel post - Li accoglieremo. Siamo pronti ancora una volta a dare, come sempre, una lezione di umanità all’Europa intera". "Poi ci mettiamo al telefono con ognuno dei capi di stato europei e li costringiamo a rispettare le quote previste per ogni Paese. Questa Europa così non va, la cambieremo con le prossime elezioni europee. Ma i bambini non possono pagare il prezzo di un'Europa che si gira dall'altra parte per non vedere", ha concluso il vicepremier.

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di Redazione


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