Domenica 17 Febbraio 2019 - 10:19

Autonomia differenziata, De Luca: «Oggi la richiesta al premier»

NAPOLI. «Oggi formalizziamo con una lettera al Presidente del Consiglio la richiesta di autonomia differenziata anche per la Campania. Sull'autonomia accettiamo qualunque sfida se abbiamo le stesse risorse delle altre regioni e oggi presenteremo una nostra proposta su scuola e formazione che sono basilari ma si scordino che i residui fiscali restino al Nord perché così si spaccherebbe solo il Paese. Sono il primo a lottare contro i cialtroni e l'inefficienza amministrativa che abbiamo al Sud che rappresentano i primi nemici del Sud. E se il Sud è in queste condizioni è per colpa dei cialtroni che abbiamo a Napoli e nel Mezzogiorno». Lo ha detto il presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca a margine della presentazione a Palazzo Santa Lucia del Centro NeMo, centro di alta specializzazione per le malattie neuromuscolari che sarà inaugurato nel gennaio del 2020 nell'ospedale Monaldi di Napoli. 

San Giovanni Bosco: tornano le formiche

NAPOLI. Ancora una volta formiche sono state segnalate all'ospedale San Giovanni Bosco di Napoli, già nel mirino dei Nas per altri episodi simili. Questa volta gli insetti sono stati trovati all'interno della stanza di isolamento del reparto di Rianimazione del nosocomio e sul letto di un paziente ricoverato. I sanitari hanno immediatamente provveduto allo sgombero della sala e al trasferimento del paziente intubato, chiudendo i locali. Tra novembre e dicembre si sono registrati altri episodi, il più clamoroso quello di una anziana paziente il cui video fece il giro del web. La Procura di Napoli ha già un fascicolo aperto e si indaga anche su un possibile sabotaggio. 

Napoli nel 2068 con la scritta “Mafia International", bufera su “Adrian"

“Adrian", la graphic novel di Celentano, la cui prima parte è andata in onda ieri sera su Canale 5, fa infuriare i napoletani. “Napoli nel 2068 con la scritta 'Mafia international', pessima trovata di Celentano!", si legge in un tweet. Gli fa eco un altro utente: “Siamo nel 2019 e Celentano pensa bene di rappresentare Napoli col più classico dei luoghi comuni e degli stereotipi". E sono proprio i social a stroncare senza pietà l'ultima fatica del Molleggiato. L'atteso cartoon per adulti, ambientato in un futuro distopico e con protagonista un orologiaio eroe, non ha infatti convinto la Rete. "Ma seriamente avevamo bisogno di un cartone su Celentano?", chiede qualcuno su Twitter. Mentre un altro scrive: "Con tutto il rispetto per l'artista Celentano, ma 'vorrei sapere' (I want to know) che senso ha questo programma?". "Adrian ha superato le frontiere del trash", si legge in un tweet. Le critiche piovono sui social, c'è chi, citando Fantozzi, definisce la serie evento "una cagata pazzesca" e chi osserva: "È vecchia, stantia. È un minestrone ammuffito". Ci sono anche attacchi diretti al Molleggiato. "Praticamente sto cartone animato ci ricorda solo quanto è megalomane Celentano", ironizza un utente. E ancora: "È stato avvistato l'ego di Celentano superare i confini dell'esosfera". Qualcuno liquida il cartoon come una "penosa autocelebrazione di un ottantenne prigioniero dei suoi fasti e del suo essere stato un 'fusto'". "Il fenomeno 'Celentano' negli anni - si legge in un tweet - si è trasformato in delirio di onnipotenza pure ridicolo". "Il vantaggio di chiamarsi Celentano? Anche se rutti in diretta - scrive un utente - diranno che hai creato stupore e quindi sei un genio". Nel mirino dei social finisce anche il blitz del Molleggiato nello show andato in onda prima del cartoon: "Il pubblico era talmente sconvolto da non credere che l'apparizione di Celentano si limitasse a quei 5 minuti". Qualcuno nota: "La cosa migliore di Adrian è che sia finito un'ora prima del previsto. Ma è stato un imprevisto". C'è poi chi se la prende con Mediaset: "Non si sentono imbarazzati a proporci trash del genere ? Dopo GF e isola sono riusciti ancora a stupirci". E ancora: "Grazie Mediaset per aver speso milioni di euro in un porno maschilista e autoreferenziale". Non ci sono solo critiche però sui social, in molti difendono 'Adrian'. "Per me è figo. Si, lo dirò, è figo. Figo perché è diverso", sottolinea qualcuno. Ai detrattori i fan rispondono: "Adriano ci campa con le vostre critiche!". "Celentanoc'è riuscito ancora una volta! - scrive un utente - Stiamo qui a parlare di lui (anche io che non l'ho visto), criticandolo o osannandolo". E ancora: "Celentano è la prova che si può campare di solo carisma. Il punto è averlo. E lui ce l'ha". C'è chi fa notare l'originalità del cartoon: "Pensate quello che volete su Adrian, ma lui ha 80 anni ed è più innovativo di uno di 30". Secondo qualcuno chi lo critica è perché non lo capisce: "Un Celentano geniale e come previsto non compreso da buona parte della massa!". E ancora ''Coloro che non hanno capito Adrian sono i figli di quelli che in un Lunedì di 34 anni fa non hanno capito Joan Lui". La conclusione per i fan del Molleggiato è solo una: "Voi Celentano non ve lo meritate". 

Sorbillo: «Denunciate subito, lo Stato c'è». Afragola, altre 3 bombe nella notte

NAPOLI. «Ecco come la camorra, la mafia e la ndrangheta e la sacra corona unita agisce: ecco la violenza che dobbiamo subire nelle nostre attività. Ecco come si diffonde la paura e si frenano gli esercizi commerciali della brava gente. Questa è la mia storica Pizzeria Sorbillo attiva dal 1935 in Via Tribunali 32 nel centro antico di Napoli, quella però potrebbe essere anche la tua attività commerciale, l'attività commerciale di tutti«. Lo scrive Gino Sorbillo su Facebook commentando il video dell'esplosione della bomba carta. Un appello, il suo: "Denunciate subito". «Chi non riesce a rialzarsi rischia di chiudere. Ci sono addirittura persone che mettono completamente da parte l'idea di aprire un negozio o di continuarne uno giaà avviato di famiglia proprio per la paura di azioni violente come queste. E la paura dilaga - scrive - E regna l'insoddisfazione e la diffidenza per le istituzioni. Credetemi, per la mia personale esperienza, lo Stato c'è, bisogna solo essere fiduciosi nelle indagini. La voglia e la forza di rialzarci non ci deve mai mancare. Un consiglio: denunciate subito. Restiamo uniti forza...». Intanto, gli investigatori della Squadra Mobile di Napoli stanno analizzando i video di altre telecamere della zona.

Intanto ad Afragola, dove domani è atteso l'arrivo del ministro Salvini, la note scorsa sono state fatte esplodere altre tre ordigni, con inseguimento dei bombaroli da parte delle forze dell'ordine. Intanto oggi serrata operazione, Alto impatto nel territorio

Lotteria Italia, nove milioni in Campania

NAPOLI. Tre biglietti di prima categoria su cinque della Lotteria finiscono in Campania che occupa tutto il podio. Il biglietto da cinque milioni di euro va a Sala Consilina: è stato venduto su un’area di servizio. A Napoli, con un biglietto venduto a piazza Principe Umberto, vanno due milioni e mezzo di euro. Un milione e mezzo a Pompei, con talgiando venduto a via Roma. I premi di prima categoria, ricorda Agipronews, mancavano dalla Campania dall’edizione 2015, quando furono vinti 2 milioni a San Nicola La Strada, in provincia di Caserta, mentre al 2011 risale la vincita più ricca, 5 milioni a Napoli. A Napoli va anche un premio da 50mila euro così come a Sala Consilina. Un altro dei biglietti vincenti di prima categoria, quello da 500mila euro, è stato venduto in un’area di servizio di Fabro, in provincia di Terni, dove tre anni fa finì il quinto premio da 250mila euro. A Torino, che si conferma super fortunata, va un milione: l’anno scorso finirono in provincia del capoluogo piemontese il terzo premio da 1,5 milioni a Rosta, e il quarto da 1 milione a Pinerolo. 

Di Maio giornalista, l'Ordine: atti a consiglio di disciplina. Domani tutti in piazza: flashmob al Plebiscito

NAPOLI. "In relazione alle affermazioni del vicepremier e ministro dello Sviluppo, Luigi Di Maio, giornalista pubblicista, iscritto all'Ordine della Campania, rilasciate in seguito all'assoluzione del sindaco Di Roma, Virginia Raggi, l'Ordine della Campania - dice il presidente, Ottavio Lucarelli - seguirà le procedure previste dalla normativa vigente". Pertanto anche "dopo le numerose segnalazioni giunte gli atti saranno trasmessi al Consiglio disciplina regionale, così come previsto dalle norme".

VERNA: LASCI SUBITO L’ORDINE. «Parole senza precedenti nella storia della Repubblica nei confronti della libera stampa. Siamo convinti che chi si esprime cosi' sia incompatibile col ruolo di ministro. Di Maio non fa retromarcia, noi non ci fermeremo, mentre stiamo ancora aspettando che per un minimo di coerenza lasci spontaneamente un sodalizio dove e' in compagnia di quelli che definisce 'infimi sciacalli». Lo sottolinea il presidente dell'Ordine dei giornalisti, Carlo Verna, annunciando che «l'Ordine nazionale dei giornalisti sara' presente nel flash mob di Roma e invita tutti i presidenti regionali a essere in prima fila nelle manifestazioni territoriali. Maggiori dettagli su un'iniziativa in sede europea saranno forniti nel corso dell'appuntamento capitolino».

MARTEDì FLASHMOB #GIùLEMANIDALL'INFORMAZIONE. "Basta attacchi ai giornalisti. Gli insulti e le minacce di Luigi di Maio e Alessandro di Battista non sono soltanto l'assalto ad una categoria di professionisti, ma rappresentano anche e soprattutto il tentativo di scardinare l'articolo 21 della Costituzione e i valori fondamentali della democrazia italiana. Una prima risposta pubblica agli attacchi del vicepremier di Maio e di quanti pensano di poter ridurre al silenzio l'informazione italiana è fissata per martedì 13 novembre". Così in una nota la Federazione nazionale della stampa italiana annuncia il flashmob #giùlemanidall'informazione, "aperto non soltanto ai giornalisti, ma anche a cittadini e associazioni che considerano l'informazione un bene essenziale per la democrazia". All'iniziativa ha già aderito il Consiglio nazionale dell'Ordine dei giornalisti. Il flashmob si terrà in contemporanea, dalle 12 alle 13, nelle piazze dei capoluoghi di regione. Le piazze saranno rese note nelle prossime ore. Ritrovarsi in piazza contemporaneamente - significa respingere tutti insieme attacchi volgari e inaccettabili contro l'informazione e i giornalisti - spiega Raffaele Lorusso, segretario generale della Fnsi - Ormai non si tratta più di episodi isolati, ma di azioni mirate a screditare una categoria di professionisti con lo scopo di disorientare l'opinione pubblica. Una forza politica, il Movimento 5 Stelle, che teorizza il superamento del Parlamento e della democrazia liberale ha messo nel mirino i giornalisti e gli editori perché per realizzare questo progetto bisogna togliere di mezzo tutti gli organismi intermedi e impedire ai cittadini di conoscere. Soltanto un'informazione debole, docile o assente può consentire alla disinformazione di massa, veicolata attraverso gli algoritmi e le piattaforme digitali, di prendere il sopravvento e di manipolare il consenso e le coscienze dei cittadini. È un disegno al quale bisogna opporsi con forza", conclude. 

A NAPOLI IN PIAZZA PLEBISCITO. A Napoli l'appuntamento è martedì alle ore 12 davanti alla Prefettura. "Infimi pennivendoli, sciacalli puttane. Le parole di Di Maio e Di Battista sono ben distanti dall’articolo 21 della Costituzione. Diciamoglielo tutti insieme con un flash mob. Ci vediamo martedì alle 12 davanti alla Prefettura di Napoli. Portiamo in piazza i nostri tesserini e l’orgoglio di fare una professione fondamentale per la nostra democrazia che i cialtroni temono". Così Claudio Silvestri, segretario del Sugc, il sindacato dei giornalisti della Campania.

L'ORDINE NAZIONALE. "Mentre, nel rispetto delle istituzioni, immaginando che il ministro Di Maio non abbia tempo per passare dagli uffici dell'Ordine e ritirare il modulo per le dimissioni, mi metto a disposizione per consegnarglielo io personalmente, da cittadino gli chiedo di capire che chi pronuncia parole come quelle da lui ieri proferite e' incompatibile col ruolo di ministro". E' un passaggio dell'intervento - pubblicato sul sito di Articolo 21 - con cui il presidente dell'Ordine nazionale dei giornalisti, Carlo Verna, torna sugli attacchi del vicepremier ai giornalisti dopo l'assoluzione della sindaca di Roma Virginia Raggi. "Se magari si è pentito - aggiunge Verna - lo aspetto nella sede dell'Ordine per ricevere scuse per i cittadini che hanno il diritto di essere correttamente informati e per i giornalisti. Intanto per non lasciare la reazione solo alle parole, insieme alla Fnsi ci prepariamo a una mobilitazione in varie piazze, che con Lo Russo e Giulietti stiamo mettendo a punto". "Di Di Battista - dice ancora il presidente dell'Ordine, che cita le parole del presidente Mattarella in difesa della libertà di stampa - non ci occupiamo: è solo uno dei tanti che insulta, senza alcun ruolo istituzionale, colpisce però come dopo il post di Grillo da molto lontano abbia fatto a gara con il vicepremier a chi riusciva ad essere più offensivo. Parole così di odio sono pericolose, chi le pronuncia si assume responsabilità pesanti qualora qualche squilibrato dovesse prendere di mira un giornalista, attentando alla sua incolumità". Per Verna, non c'è "nulla di corporativo in quel che scrivo". E cita la recente pronuncia del tribunale di Milano "con la quale è stata confermata la censura al direttore di Libero, Pietro Senaldi con condanna per responsabilità aggravata per la 'pedestre' resistenza in giudizio in base all'art.96 del codice di procedura civile. La comunità dei giornalisti ha fatto il proprio dovere verso chi proprio nei confronti di Virginia Raggi non era stato nelle regole non rispettando i limiti di continenza. Senaldi naturalmente avrà a disposizione altri gradi di giudizio. Ma intanto il primo verdetto della giustizia ordinaria è di promozione dei nostri consigli di disciplina. La censura si riferisce a un titolo che fece molto discutere riferito alla sindaca: "Patata bollente" . Altro che sciacalli, i giornalisti sono quelli delle regole e della luce perché, come scrivono i colleghi del Washington Post nel loro sottotitolo, la democrazia muore nell'oscurità. E noi non lo consentiremo". 

TUTTE LE PIAZZE COINVOLTE: A Roma l'appuntamento è in piazza dei Santi Apostoli. A Milano in via Vivaio, angolo corso Monforte. Ad Ancona in piazza del Plebiscito. (Aosta in via di definizione). A Bari in piazza Libertà. A Bologna in via IV novembre. A Bolzano in piazza del Grano. A Cagliari in piazza Palazzo. A Campobasso in piazza Municipio. A Firenze in via Cavour. A Genova, dalle 17.30 alle 18.30, in largo Lanfranco. A Napoli in piazza del Plebiscito. A Palermo in piazza Verdi, davanti al Teatro Massimo. A Perugia in piazza Italia. A Pescara in piazza Italia.A Potenza in via Mazzini. A Reggio Calabria in piazza Italia. A Torino in piazza Castello, sotto i portici della prefettura. A Trieste in piazza Unità d'Italia. A Venezia davanti la sede del Tribunale, in piazzale Roma. Alla mobilitazione hanno aderito finora: il Consiglio nazionale dell'Ordine dei giornalisti e gli Ordini regionali dei giornalisti; Usigrai; Anpi; Articolo21; Associazione Amici di Roberto Morrione; Associazione Carta di Roma; Associazione Giulia Giornaliste; Libera; Libera Informazione; Associazione NoiAntimafia di Ostia; Progressi; Rete NoBavaglio; Ucsi; Ungp; rappresentanti delle istituzioni locali. 

IL CONSIGLIO DI DISCIPLINA. Si riunirà mercoledì il consiglio di disciplina dell'Ordine dei giornalisti della Campania per valutare la posizione del ministro e vicepremier Luigi Di Maio, iscritto nell'albo dei pubblicisti. Nell'ambito della procedura, avviata dal presidente dell'Ordine campano Ottavio Lucarelli dopo le dichiarazioni su stampa e giornalisti, lo stesso leader pentastellato potrebbe essere convocato per essere ascoltato. È quanto spiega il presidente dell'Ordine campano Ottavio Lucarelli, che ha deferito al Consiglio di disciplina regionale il vicepremier. "Ho chiesto al consiglio di disciplina di riunirsi rapidamente per valutare la sua posizione - spiega Lucarelli - ci sono tutte le condizioni per convocare Di Maio, anche perché va garantito il diritto alla difesa".

Di Maio giornalista, la sua ex direttrice: le sue parole mi hanno molto ferita

NAPOLI. Prima ancora che Di Maio diventasse capo politico e parlamentare del Movimento 5 Stelle, c'è stato un Di Maio giornalista. Le frasi offensive rivolte da Di Maio alla categoria dei giornalisti non sono piaciute a Gabriella Bellini, direttrice responsabile della testata web campana laprovinciaonline.info, con la quale il leader pentastellato ha collaborato fino all'elezione in Parlamento nel 2013. «Il Luigi che conosco io - dice Bellini all'Adnkronos - non avrebbe mai pronunciato quelle parole. Lui conosce i sacrifici che fanno i giornalisti delle testate locali, per questo le sue frasi mi hanno stupita. Sono parole che mi feriscono, ci sono rimasta male. Oggi che è ministro del Lavoro dovrebbe sapere che cosa significa la libertà di stampa in un territorio difficile come il nostro».

Il presidente Mattarella: «Libertà di stampa grande valore»

ROMA. La libertà di stampa «ha un grande valore». È quanto afferma il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ricevendo al Quirinale alcune scolaresche delle scuole secondarie di primo grado e rispondendo alle loro domande. La libertà di stampa «ha un grande valore, perché - anche leggendo cose che non si condividono, anche se si ritengono sbagliate - consente e aiuta a riflettere» spiega il capo dello Stato. «Al mattino - dice Mattarella ai ragazzi - come prima cosa leggo i giornali: le notizie e i commenti, quelli che condivido e quelli che non condivido, e forse questi secondi per me sono ancora più importanti. Perché è importante conoscere il parere degli altri, le loro valutazioni. Quelli che condivido sono interessanti, naturalmente, e mi stanno a cuore; ma quelli che non condivido sono per me uno strumento su cui riflettere».

Fico: libertà di stampa sarà tutelata

NAPOLI. «C'è la Costituzione: la libertà di stampa è tutelata e sarà tutelata fino alla fine, ma negli ultimi trenta anni è mancata una cultura generale dell'indipendenza ed è un tema che va affrontato perché la stampa influenza la politica e i politici influenzano i giornalisti». Così il presidente della Camera Roberto Fico a Napoli, commentando le parole del vicepremier Luigi Di Maio e di Alessandro Di Battista che, sul caso Raggi, hanno definito i giornalisti “infimi sciacalli” e “puttane”.  Fico auspica che si instauri "un altro tipo di dialogo. E' vero che ci sono delle problematiche, che c'e' un'influenza dei giornalisti sulla politica e dei politici sul giornalismo. E' un'era che si deve chiudere parlando di temi e di politica". Un appello che il presidente della Camera rivolge a tutti, "anche alla stampa, anche al governo e al Parlamento". Per Fico, infatti, nel dibattito pubblico "si parla sempre meno di temi e piu' di vertici, piramidi, scontri. Si cerca sempre piu' di attaccare una struttura - aggiunge - di smontarla, di comprendere come funziona, piuttosto che discutere sui temi".

A Fico replica il deputato Pd Stefano Pedica: «Il presidente della Camera Fico assicura che la libertà di stampa è tutelata e lo sarà fino alla fine. Ne parli anche con Di Maio e Di Battista che, a quanto pare, hanno un'altra idea». Mentre il presidente dell'Europarlamento, Antonio Tajani, ha chiosato: «Sono fiero di essere giornalista. Senza libera stampa non esiste democrazia. Ci sono preoccupanti segnali in Europa contro la libertà d'informazione. Il Parlamento europeo respinge ogni minaccia ai giornalisti».

Omicidio colposo, l'inchiesta per la morte di Davide

NAPOLI. Omicidio e disastro colposi. Questi i reati che la Procura di Napoli ipotizza nell'ambito dell'inchiesta aperta per la morte di Davide Natale, lo studente di ingegneria 21enne rimasto schiacciato dalla caduta di un pino in via Claudio, a pochi passi dall'universita'. Gli inquirenti hanno delegato i carabinieri che hanno gia' avviato accertamenti per approfondire gli aspetti relativi alla manutenzione della zona alberata dell'Istituto Motori del Cnr della quale faceva parte l'albero sradicato dal vento e finito sulla strada. Le indagini sono della sesta sezione, coordinata dal procuratore aggiunto Giuseppe Lucantonio, e il fascicolo e' affidato al sostituto Mario Canale. Oltre all'autopsia sulla salma, con estrema probabilita' saranno nominati dei periti che cercheranno di comprendere il motivo per il quale il pino sia crollato spinto dal forte vento di scirocco che ieri ha flagellato la citta'.

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