Martedì 21 Novembre 2017 - 14:50

“Nessuna connessione tra sisma e abusivismo": scoppia la polemica

Così risponde su Fb il Comune di Ischia alle accuse di lassismo in materia edilizia. Legambiente: territorio devastato, servono misure urgenti. I geologi: urge mesa in sicurezza

Non c'e' nessuna connessione tra l'abusivismo edilizio e i danni conseguenti al sisma di ieri sera. Ad affermarlo il Comune di Ischia con un post su Facebook, che risponde cosi' alle accuse di queste ore secondo le quali un terremoto del quarto grado non puo' avere queste conseguenze. "L'Amministrazione tutta condanna le notizie false relative a presunti danni in tutta l'isola e le inesistenti connessioni tra l'evento sismico e i fenomeni legati all'abusivismo edilizio", si legge nella nota. "All'indomani dell'evento sismico registratosi nella serata di ieri 21 Agosto, con epicentro a mare al largo di Ischia- continua il comunicato- l'Amministrazione esprime cordoglio e vicinanza alle famiglie delle due vittime del terremoto che ha colpito la zona Nord occidentale dell'isola e in particolare il Comune di Casamicciola Terme. In questa tragica circostanza, anche al fine di rassicurare gli ospiti dell'isola e i loro familiari, in Italia e all'estero, che apprendono le notizie dai media, e' opportuno ribadire che, mentre ancora si scava nella zona alta di Casamicciola Terme, duramente colpita, gran parte dell'isola, dove non si e' registrato alcun crollo ne' danni a persone e a edifici, torna - velata di tristezza per le vittime - alla normalita' dei trasporti pubblici mai interrotti, delle strutture turistico-ricettive e degli esercizi pubblici aperti e a disposizione degli ospiti". L'Amministrazione, inoltre, "invita la popolazione residente e gli ospiti dell'isola a stringersi ai soccorritori non facendo mancare il sostegno della vicinanza e della solidarieta'. Ai Vigili del fuoco, alla Protezione Civile e alle Forze dell'ordine va il nostro grazie per la straordinaria opera di assistenza alla popolazione".

La presidente di Legambiente Rossella Muroni e il presidente di Legambiente Campania Michele Buonomo si uniscono al dolore della popolazione ischitana e ribadiscono come la drammaticità dell’evento ci ricorda, ancora una volta, che l'Italia è un Paese fragile e a rischio sismico dove investire nella riqualificazione degli edifici per renderli sicuri non è più rimandabile.Ischia è da sempre simbolo di abusivismo edilizio, di cementificazione disordinata e di impunità. Davanti a questa ennesima tragedia speriamo che chi in queste settimane sta cavalcando il tema dell'abusivismo di necessità, per ricercare consenso elettorale, si fermi.  In Campania, una legge regionale battezza di fatto l’abusivismo di Stato; in Sicilia il Sindaco di Licata viene defenestrato perché combatte il cemento illegale; in Sardegna la legge in discussione cerca di riaprire la cementificazione lungo le coste; nelle Marche la giunta regionale approva in tutta fretta una legge per snellire le procedure della ricostruzione passando sopra a regole e piani. Non è così che si guida un Paese e si fanno gli interessi dei cittadini. In un paese civile e democratico l’illegalità si combatte e non può essere autorizzata o giustificata dalla politica.La risposta deve essere netta e chiara e passa attraverso l’esigenza di un cambiamento del ciclo edilizio, che partendo da un piano straordinario di abbattimenti convinca governo nazionale e regionale a porre l'attenzione concreta sulla rigenerazione dei tessuti urbani, sulla riqualificazione energetica e anti sismica del patrimonio edilizio esistente.  L’Italia è un paese fragile deturpato da cemento speculativo e illegale, i cui numeri sono eloquenti: nel 2016 gli abusi sono stati circa 17 mila. In dieci anni in Campania sono state realizzate circa 60mila case abusive. E non parliamo di abusi di necessità, un fenomeno terminato alla metà degli anni novanta, ma di soggetti organizzati che hanno tirato su interi quartieri, in aree dove controllano tutto. Così negli anni abbiamo consumato il 66% delle coste calabresi, oltre il 50% di quelle campane e siciliane. E se il cemento illegale avanza velocemente le demolizioni di immobili abusivi procedono con lentezza: in Italia, dal 2001 al 2011, solo il 10,6% degli immobili è effettivamente andato giù. Una percentuale che precipita al 4% nella provincia di Napoli e rasenta lo zero a Reggio Calabria e Palermo.

13:26 22/08

di Redazione


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