Lunedì 27 Marzo 2017 - 2:48

Terremoto: è il giorno del dolore e delle lacrime

Ad Ascoli 35 bare in fila. Il Capo dello Stato e il premier Renzi alla cerimonia funebre. Mattarella ha anche visitato i feriti

Si sono tenuti alla presenza delle massime autorità dello Stato, i funerali solenni per le vittime del versante marchigiano del terremoto. "Questo è il saluto della comunità per le nostre vittime, a cui uniamo nel ricordo i fratelli di Accumoli a Amatrice perché siamo un'unica famiglia", ha detto il vescovo Giovanni D'Ercole, aprendo la cerimonia.

"Cari amici, in questi giorni abbiamo sofferto, sperato e pianto insieme. Ora è arrivato il momento della speranza. Molti mi hanno detto 'che si fa ora?' Quante volte l'ho sentito dire. E' una domanda oggi senza risposta. La risposta forse è il silenzio, e la pace e per me la preghiera", ha aggiunto il vescovo. "Questa notte - ha detto- ho rivolto questa domanda a Dio, gli ho presentato l'angoscia di tante persone, queste persone strappate da loro famiglie, sventrati dal terremoto. Che faranno?".

"Non abbiate paura, non vi lasceremo soli", ha proseguito ricalcando le parole di Papa Wojtila. "Io non vi abbandono - ha detto rivolgendosi ai familiari delle vittime - ma voi non perdete il coraggio, perché solo col coraggio potremo ricostruire le nostre case e le nostre chiese. E ridare la vita alle nostre comunità".

Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella subito la conclusione della funzione religiosa ha raggiunto le bare delle vittime marchigiane del terremoto per un saluto con i familiari. Il Capo dello Stato ha distribuito strette di mano, fermandosi per qualche minuto con tutte le famiglie colpite dalla tragedia della perdita.

"Presidente, non ci abbandonate. Vi prego, non lasciateci soli". Così un giovane si è rivolto a Mattarella. "No, state tranquilli - la risposta del presidente - non vi abbandoneremo". Il capo dello Stato si è poi fermato a confortare per qualche minuto il giovane, visibilmente scosso.

"Grazie per quello che fate", ha detto il Capo dello Stato ribadendo suo ringraziamento ai soccorritori nella sua visita ad Amatrice. Dopo aver attraversato la zona rossa e aver visitato il Coc, Mattarella, accompagnato dal sindaco di Amatrice Sergio Pirozzi, e dal presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti, si è diretto alla tendopoli. Il capo dello Stato si è poi recato ad Accumoli. Come nella tappa precedente, effettuata in forma strettamente riservata, Mattarella ha visitato brevemente il borgo, per incontrare poi il personale che sta assistendo le famiglie alloggiate nella tendopoli, allestita ai margini del centro abitato.

"A Mattarella ho detto: 'lei potrebbe essere ricordato come il presidente della ricostruzione a tempo di record. Non si lasci sfuggire questa chance'", ha detto Pirozzi, raccontando a Rainews24 l'incontro con il presidente della Repubblica. "Lui può diventare il presidente del record - ha ribadito Pirozzi-. Sarebbe il coronamento dei un impegno politico di tanti anni". Prima di decollare nuovamente in direzione di Accumoli, Mattarella ha abbracciato il sindaco, che lo ha accompagnato per tutto il tragitto nella città demolita.

"Noi ci siamo e ci saremo, mi raccomando alla tenuta psicologica delle comunità che è fondamentale". Così il premier Matteo Renzi a un gruppo di sindaci marchigiani al termine dei funerali.

"L'idea dei bambini mi distrugge. Mi dispiace tanto, tantissimo". Così Agnese Renzi, scossa dai singhiozzi, si rivolge a una donna della protezione civile al termine dei funerali solenni nella palestra di Ascoli.

Sono state 35 le scosse di terremoto succedutesi nelle aree del sisma dalla mezzanotte di ieri. La più forte di magnitudo 4.0 è stata registrata dall'Ingv alle 4.50 nella provincia di Ascoli Piceno, a 7 km da Montegallo e 8 km da Arquata del Tronto a una profondità di 8 km.

Intanto continua ad aggravarsi il bilancio delle vittime. Secondo gli ultimi dati forniti dalla Protezione civile, sono infatti salite a 290 le vittime, 224 delle quali ad Amatrice, dove nelle ultime ore sono stati recuperati altri tre corpi. Sono 388 i feriti ospedalizzati. Rispondendo a chi gli chiedeva se le tre nuove vittime estratte dalle macerie ad Amatrice fossero state trovate sotto l'hotel Roma, il vice capo del Dipartimento della Protezione civile, Angelo Borrelli, ha spiegato: "Non ho un dato sull'hotel Roma, abbiamo il dato ufficiale della prefettura". Sempre la Protezione civile riferisce che sono circa 2.500 le persone rimaste senza casa.

Il Procuratore - "No, quanto accaduto non può essere considerato solo frutto della fatalità. L'esperienza e la logica ci dicono che, ad Amatrice, le faglie hanno fatto tragicamente il loro lavoro. E questo si chiama destino. Ma se gli edifici fossero stati costruiti come in Giappone, non sarebbero crollati". A parlare, in un colloquio con Repubblica, è il procuratore capo di Rieti, Giuseppe Saieva.

Nuove scosse nella notte tra Umbria, Lazio e Marche. La più forte, registrata dall'Ingv questa mattina alle 6.28 sempre nella zona di Rieti già colpita duramente dal sisma del 24 agosto, ha avuto unamagnitudo 4.8. La forte scossa avvertita ad Amatrice è avvenuta a una profondità di 11 km. Altre scosse di magnitudo inferiore continuano ad essere registrate anche questa mattina . E nuovi crolli sono avvenuti ad Amatrice dopo la forte scossa. Nei crolli, a quanto si apprende, non risultano coinvolte le squadre dei vigili del fuoco che stanno continuando a scavare tra le macerie nel paese duramente colpito dal sisma.

E' di 280 il bilancio aggiornato delle vittime. E' quanto ha detto Titti Postiglione, direttrice dell'ufficio emergenza della Protezione civile, stamane nel corso di una conferenza stampa. Sono oltre 400 i feriti in totale. Delle 267 vittime del sisma, 207 hanno perso la vita ad Amatrice, 11 ad Accumuli e 49 ad Arquata. I feriti portati in ospedale sono 387 ma alcuni di loro sono stati dimessi. "Dall'inizio di questa sequenza - ha aggiunto - l'Ingv ha registrato 928 scosse. Solo dalla mezzanotte di oggi se ne sono avute 57 e tra questo quella 4.8 delle 6.28 di questa mattina".

Sono 2100 i posti letto occupati dagli sfollati nelle tendopoli allestite nel Lazio e nelle Marche subito dopo il sisma. La disponibilità di posti letto attualmente è di 3500 ma potrebbe aumentare in base alle necessità, soprattutto nel corso della notte. Dei 2100 gli sfollati nelle tendopoli allestite dalle unità mobili delle varie regioni e dalle associazioni di volontariato, 653 hanno passato la notte nel Lazio, 920 nelle Marche e 600 in Umbria. Le associazioni di volontariato presenti sul territorio sono la Cisom, l'Anpas e l'associazione Misericordie.

Il Ponte 'A tre occhi' sulla strada regionale 260 che porta ad Amatrice - ha informato Postiglione - è stato chiuso perché danneggiato. "Danno che si è acutizzato dopo la scossa di questa mattina", ha spiegato. Al momento si sta cercando una soluzione alternativa perché "è un ponte molto importante per il trasporto, per la movimentazione dei soccorritori. Sul posto ci sono il gestore della strada, i vigili del fuoco, le forze del Genio dell'esercito italiano per valutare la situazione e capire quale soluzione è possibile".

FUNERALI - Si terranno domani alle 11,30 ad Ascoli Piceno i funerali delle vittime marchigiane. Alla cerimonia nella palestra di fronte l'obitorio di Ascoli parteciperà anche il capo dello Stato Sergio Mattarella. A celebrare i funerali sarà il vescovo di Ascoli monsignor Giovanni d'Ercole. In concomitanza col rito, il presidente del Consiglio ha proclamato una giornata di lutto nazionale con l'esposizione di bandiere a mezz'asta sugli edifici pubblici dell’intero territorio italiano. Lo comunica in una nota Palazzo Chigi. A quanto apprende l'Adnkronos, domani il premier Matteo Renzi sarà ad Ascoli Piceno per assistere ai funerali.

Intanto, il Cdm ha deliberato "lo stato di emergenza e i primi 50 milioni di euro per i primi interventi necessari, il blocco delle tasse che - ha detto il premier Matteo Renzi - il ministro Padoan si accinge a firmare: tutte misure iniziali ma che sono il primo segno di attenzione per i territori terremotati". "Prima di essere dei politici, siamo degli uomini. Per questo ora diamo la priorità al dolore e alle lacrime" ha detto Renzi. Dolore, lacrime, ma anche "grande orgoglio" per la "straordinaria reazione popolare", che c'è stata, "in Italia e anche all'estero". "E' stata una gigantesca calamità naturale'', ma ora "la priorità di questo governo è la ricostruzione".

Per quanto riguarda i tempi della ricostruzione assicura:"Vogliamo procedere il più veloce possibile". "L'Italia non deve avere una concezione solo emergenziale. Nella gestione dell'emergenza siamo i più bravi del mondo, ma non basta. Adesso serve un salto di qualità per affermare la cultura della prevenzione".

 

"No a città nuove, i paesi rinascano dov'erano". Il ministro delle Infrastrutture, Graziano Delrio, boccia il modello delle new town inaugurato a L'Aquila dopo il sisma del 2009 e, in un'intervista al Corriere della Sera, si dice certo che "i sindaci preferiranno ricostruire il proprio paese lì dov'era, non abbandonare quello vecchio per farne uno nuovo da un'altra parte. Sono stato sindaco, come Matteo Renzi. E le nostre città sono la nostra storia, tanto più in quei piccoli borghi che rappresentano il cuore dell'Italia. La gente che vive lì va ascoltata, il governo non forzerà la mano".

 

Si è aggravato il bilancio delle vittime del violento terremoto che ieri ha colpito il Centro Italia: sono 250 i morti, in base ai dati comunicati dalle Prefetture di Rieti e Ascoli Piceno. Lo rende noto il Dipartimento della Protezione civile. In particolare, 190 sono le vittime in provincia di Rieti e 57 quelle accertate ad Arquata del Tronto, il Comune in provincia di Ascoli Piceno completamente devastato, insieme ad Amatrice e Accumoli, dal sisma. E' quanto si apprende da fonti della Protezione civile delle Marche. I soccorritori continuano a scavare alla ricerca di persone che potrebbero ancora essere sotto le macerie. Ci sono inoltre 264 feriti ricoverati in diversi ospedali.

''Le vittime tra Pescara del Tronto e Arquata sono 57. Al momento si stanno cercando due persone sotto le macerie ad Arquata centro e ci hanno segnalato anche una coppia che dovrebbe trovarsi sotto una casa che è completamente crollata a Pescara del Tronto, ma purtroppo i cani molecolari non fiutano la presenza di persone in vita'', riferisce all'Adnkronos il sindaco di Arquata del Tronto, Aleandro Petrucci. Secondo il sindaco di Amatrice, Sergio Pirozzi, solo ad Amatrice "al momento il bilancio è di oltre 190 vittime".

Per tutta la notte si è continuato a scavare. Dalle macerie dell'istituto delle suore, proprio all'inizio del corso di Amatrice, "sono state tirate fuori tre persone, stiamo cercando una quarta", riferisce Marco Piergallini, dei vigili del fuoco di Roma, sul posto insieme agli altri soccorritori e alle unità cinofile. L'obiettivo è "tirare fuori tutti quelli che si presume siano dentro sia dalle testimonianze che da quanto viene tracciato dalle strumentazioni", spiega. L'edificio, sventrato e accartocciato su se stesso, è un cumulo di macerie, mentre la ruspa sposta i detriti, i vigili del fuoco proseguono le ricerche anche con l'aiuto dei cani da salvataggio.

E mentre per molti sfollati, si calcola siano almeno 2.500, è stata una notte trascorsa in tenda, la terra ha continuato a tremare nelle zone colpite ieri dal devastante sisma . Nella notte si sono verificate oltre 60 repliche, con la scossa più forte, di magnitudo 4.5, registrata dall'Istituto di Geofisica e Vulcanologia (Ingv) alle 5,17 di questa mattina a una profondità di 10 chilometri. L'epicentro è tra Accumoli, nel Reatino, e Arquata del Tronto, in provincia di Ascoli Piceno. Altre scosse registrate dall'Ingv sono avvenute nella zona di Rieti alle 4,51, magnitudo 3.9, e due minuti dopo nella provincia di Ascoli Piceno, con una magnitudo di 2.8.

Sono circa 4370 gli uomini e le donne appartenenti alle diverse strutture operative di Protezione civile, ai centri di competenza tecnica scientifica o alle aziende erogatrici di servizi essenziali, dispiegati sul territorio. A questi, fa sapere la Protezione civile, si aggiunge tutto il personale delle amministrazioni territoriali delle aree colpite dal sisma nonché quello delle colonne mobili attivate da fuori regione (Abruzzo, Friuli Venezia Giulia, Molise, Emilia Romagna, Toscana) per portare aiuto.

La Protezione civile ricorda inoltre che sono attivi i seguenti numeri verdi informativi: contact center della Protezione civile nazionale: 800840840; sala operativa della protezione civile Lazio: 803 555; numero verde della Protezione Civile delle Marche 840001111. Per la raccolta di offerte di beni e servizi in favore delle popolazioni colpite, la Regione Lazio e la Regione Marche hanno attivato due caselle di posta dedicate: per il Lazio le offerte possono essere inviate a sismarieti@regione.lazio.it. Per le Marche il riferimento è prot.civ@regione.marche.it. È infine attivo il numero solidale 45500, tramite cui è possibile donare due euro a sostegno delle popolazioni colpite dal terremoto inviando un sms o chiamando da rete fissa.

 

Continua ad aggravarsi il bilancio del violento terremoto che ha colpito nelle prime ore di questa mattina l'area compresa tra Lazio, Umbria e Marche, distruggendo quasi del tutto o in parte alcuni paesi. Solo ad Amatrice sono al momento 35 le vittime accertate,è quanto confermato all'Adnkronos dal sindaco del paese, Sergio Pirozzi.

Ci sono inoltre centinaia di feriti, decine di dispersi sotto le macerie e migliaia di sfollati. Oltre ad Amatrice, i centri più colpiti sono Accumoli nel reatino (Lazio) e Arquata del Tronto, appena subito dentro il confine delle Marche, in provincia di Ascoli Piceno, dove si contano 10 morti.

La scossa più forte, di magnitudo 6.0, si è verificata alle 3.36 nella provincia di Rieti. Circa un'ora dopo, alle 4.32 e alle 4.33, altre 2 scosse di magnitudo 5.1 e 5.4 si sono verificate a 5 km da Norcia (Perugia). Nel complesso, nell'arco di 3 ore, le scosse sono state in tutto 39. Il sisma è stato avvertito con forza anche a Roma e in tutto il Centro Italia.

Sono attivi i numeri verdi: del contact center della Protezione civile nazionale, 800840840, e della sala operativa della protezione civile Lazio, 803 555. Facebook ha attivato la funzione per comunicare ai propri amici le proprie condizioni: #terremoto.

"In questa fase il calcolo del numero dei dispersi è complicato dal fatto che nella zona sono presenti molti turisti oltre ai residenti", ha spiegato Immacolata Postiglione, responsabile ufficio emergenze della protezione civile. Quanto alla situazione sanitaria, ha poi chiarito che non risulta al momento un'emergenza sangue.

Amatrice -"Sono crollati interi condomini, case al centro, tre quarti del paese è distrutto", ha riferito all'Adnkronos il sindaco di Amatrice, Sergio Pirozzi. Si cerca ancora tra le macerie del convento 'Don Minozzi', nella speranza di ritrovare in vita le 3 suore e i 4 ospiti della struttura che mancano all'appello dopo il sisma. Mentre altre tre religiose sono state messe in salvo dai soccorritori. "L'obiettivo in queste ore è tirare fuori dalle macerie più gente viva possibile - ha aggiunto Pirozzi- Nelle frazioni vicine non ci sono stati grossi problemi, i soccorsi sono al lavoro e gli elicotteri viaggiano ogni secondo" (Guarda le foto). "Qui è un dramma vero, sono nel mezzo di un paese che non c'è più", aveva detto poco dopo le scosse. "Sul corso ha retto solo il campanile, spero sia un segno di buon auspicio", ha sottolineato Pirozzi riferendosi all'antico campanile della Torre Civica, risalente al XIII secolo, simbolo di Amatrice. "Spero che significhi che la città non sia destinata a morire ma che potrà risollevarsi e rinascere", ha concluso.

Accumoli - Sono 20 i morti accertati in questo paese del reatino. Ma un'intera famiglia - padre, madre e due bambini - è ancora sotto le macerie. I quattro non rispondono ai soccorritori, che sono al lavoro sul posto e che avrebbero per il momento individuato ed estratto il corpo senza vita di uno dei bambini. I piccoli hanno 9 mesi e sette anni. "Ci sono almeno 2mila sfollati. La situazione è drammatica. Poche case hanno retto al terremoto siamo in mezzo alle macerie", ha detto in lacrime il sindaco Stefano Petrucci.

Marche - Decine i morti ad Arquata del Tronto e frazioni (Ascoli Piceno). "Nella frazione di Pescara la situazione è complicata anche perché la strada statale di accesso, che è quella che collega Ascoli a Norcia-Spoleto, è lesionata", spiega all'Adnkronos il sindaco di Ascoli Piceno Guido Castelli. Ci sono anche una ventina di feriti tra codici gialli e rossi, ricoverati all'ospedale di Ascoli Piceno, ha riferito Maurizio Ferretti, responsabile del Centro Funzionale della protezione civile regionale delle Marche. "Otto vittime sono ad Arquata del Tronto e altre due in altre frazioni e località - spiega - ci sono ancora dispersi anche perché nella zona ci sono turisti ed è in corso una ricognizione delle case". "A Pescara del Tronto potrebbero esserci una decina di dispersi ma non è facile avere un quadro preciso. In questo periodo oltre ai residenti qui c'è chi torna in paese per trascorrere le vacanze e il centro si ripopola", ha riferito all'Adnkronos Aleandro Petrucci, sindaco di Arquata del Tronto aggiungendo: "La situazione è drammatica, un vero disastro. Il paese non esiste più, quasi tutte le case di Pescara del Tronto sono crollate".

Curcio: "Sisma paragonabile a quello dell'Aquila" - "Si è trattato di un terremoto di magnitudo importante, che ha prodotto uno scuotimento rilevante, di valore paragonabile a quello dell'Aquila'', ha detto il capo del dipartimento della Protezione civile, Fabrizio Curcio. "L'Aquila è un capoluogo di regione, qui la popolazione è più diffusa quindi è possibile un impatto meno gravoso in termini di vite umane", ha precisato.

Umbria - Il terremoto di stamane - informano dalla Sala operativa della Protezione civile regionale dell'Umbria - ha colpito maggiormente la zona della fascia appenninica umbro-laziale. In Umbria si segnalano danni principalmente nei Comuni di Norcia e Cascia, mentre non si hanno notizie di morti o di feriti nella regione. Sono stati segnalati danni a numerose abitazioni che sono state evacuate e ad alcuni beni monumentali tra cui la Chiesa di S. Benedetto a Norcia, danni anche alle mura benedettine e crolli in alcune abitazioni a Castelluccio. Per quanto riguarda la viabilità al momento è interrotta la strada tra Borgo Cerreto e Norcia. Risultano inoltre danni alla rete elettrica per il crollo di un traliccio in prossimità della galleria S.Benedetto e la temporanea interruzione dei servizi ferroviari su una tratta della Orte Falconara che però vengono effettuai con servizi sostitutivi su gomma. "Gli edifici ricostruiti con i criteri antisismici dopo i terremoti del 1979 e del 1997 hanno retto alle scosse della notte. Alcune persone si sono salvate sicuramente grazie alle ricostruzioni fatte bene", ha sottolineato il sindaco di Norcia, Nicola Alemanno.

13:35 27/08

di Redazione


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