Venerdì 21 Luglio 2017 - 8:55

De Magistris: «Precauzioni per Capodanno ma nessun allarme specifico»

NAPOLI. «Nessun segnale specifico» di allarme legato al pericolo terrorismo a Napoli, ma solo «precauzioni per rendere più tranquillo il Capodanno alla luce delle direttive chiare del Governo e del ministero dell’Interno». Così il sindaco di Napoli Luigi de Magistris definisce le misure decise l’altroieri nel corso della riunione del Comitato per l'ordine pubblico e la sicurezza tenuta in Prefettura. «Nessun allarme», quindi, ma anzi «la città registra un momento di straordinaria accoglienza, convivenza e un segnale forte di pace. Il miglior antidoto al terrorismo - spiega de Magistris - è costruire ponti di dialogo e di pace. Lo ha detto il Papa e lo condividiamo, sono 6 anni che facciamo politiche di questo tipo. In questo scenario complesso, Napoli rappresenta un modello di cooperazione istituzionale, turismo, cultura e accoglienza». 

Gentiloni vara il suo governo: un ministero per il Sud

Il presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni, ha sciolto la riserva con la quale aveva accettato l'incarico conferitogli ieri dal presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, di formare il nuovo governo. Gentiloni ha quindi presentato la lista dei ministri del nuovo esecutivo, nominati dal Capo dello Stato. Alfano va agli Esteri, Minniti all'Interno, De Vincenti al Sud, all'Istruzione Valeria Fedeli, Luca Lotti allo Sport, la Finocchiaro ai Rapporti con il Parlamento. Confermati Lorenzin alla Salute, Costa agli Affari regionali.  Galletti, all'Ambiente; Poletti al Lavoro, Franceschini alla Cultura, Madia alla Pa, Martina all'Agricoltura, Padoan all'Economia, Calenda allo Sviluppo, Orlando alla Giustizia, Pinotti alla Difesa. La Boschi nominata sottosegretario alla Presidenza del Consiglio

Mattarella “congela" le dimissioni di Renzi: prima il Bilancio

Come aveva annunciato ieri sera, con un filo di commozione. Matteo Renzi ha spiegato al capo dello Stato Sergio Mattarella che, dopo la vittoria del no al referendum, l'esperienza del suo governo è arrivata al capolinea. Prima, un Cdm lampo con tanto di brindisi con i ministri: "Grazie a tutti voi per la collaborazione e per lo spirito di squadra mostrato in questi mille giorni".

Fin qui, i titoli di coda sul 'Renzi I' sono filati come da programma. Ma al finale si è arrivati dopo una giornata carica di tensioni e di incertezze che non ha risparmiato il colpo di scena finale. "Il Presidente della Repubblica, considerata la necessità di completare l’iter parlamentare di approvazione della legge di bilancio onde scongiurare i rischi di esercizio provvisorio, ha chiesto al presidente del Consiglio di soprassedere alle dimissioni per presentarle al compimento di tale adempimento", recita la nota del Quirinale che ha spiegato i termini dell'incontro tra Mattarella e Renzi.

Il premier ne aveva accennato anche ai ministri nel Cdm, le dimissioni ci sono. Ma per farle diventare operative si attende il via libera alla manovra. E' stato questo il compromesso cui, faticosamente, si è lavorato per tutto il giorno in una triangolazione Quirinale-palazzo Chigi. La manovra resterà intonsa, a differenza di quello che era stato previsto in origine, per consentire un sì del Senato veloce, anche in settimana. Per Renzi, il massimo sarebbe entro mercoledì pomeriggio, entro la Direzione Pd. Ma si potrebbe arrivare a venerdì. Sul piatto, per le opposizioni, le dimissioni del premier tanto invocate in queste ore.

Il punto è che per tutto il giorno Renzi ha ribadito la sua determinazione a dire addio immediatamente al governo, e sulla scia dell'amarezza, anche al Pd. "Io non sono come tutti gli altri politici, ho sempre detto che in caso di sconfitta avrei mollato", si sono sentiti ripetere tutti i suoi interlocutori.

In questo quadro si è svolto stamattina un primo incontro tra Renzi e Mattarella, con il premier fermo sulla sua intenzione di fare bandiera della sua coerenza. A quel punto si è attivata tutta la diplomazia del Quirinale, formalizzata in una nota in cui Mattarella parlava di "impegni e scadenze da rispettare". Ore di trattative serrate, sciolte solo in serata con la formula del capo dello Stato che chiede al premier di evitare il rischio di "esercizio provvisorio".

 

No 59,1% - Sì 40,9%. Oltre sei milioni di voti (19.419.507 per il No; 13.432.208 al Sì), dividono i vincitori dai vinti. Il risultato del referendum costituzionale è definitivo (63.169 sezioni su 63.169) quanto inequivocabile. Matteo Renzi ne ha preso atto poco dopo mezzanotte, dimettendosi. Ora la parola e le scelte passano per il Quirinale, dove questa mattina il premier si è recato per un colloquio con il presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Sarà infatti il capo dello Stato a sbrogliare la matassa e trovare un filo conduttore per uscire dal labirinto della crisi di governo.

Referendum, affluenza definitiva al 68,48%

Diverse le ipotesi sul tappeto: da un reincarico al presidente uscente, all'esecutivo tecnico-istituzionale. La prima opzione sembra allo stato la meno percorribile, perché va a sbattere con le parole dette questa notte da Renzi: "Il No ha vinto in modo straordinariamente netto. Ora tocca al No fare le proposte, serie e credibili, a partire dalla legge elettorale".

Mattarella: "Democrazia solida, istituzioni rispettino impegni"

Se invece Mattarella decidesse di privilegiare la continuità tra passato e presente, potrebbe essere un ministro del governo uscente a ricevere l'incarico per tentare di formare un nuovo esecutivo. I nomi che circolano nel toto-premier, sono quelli dei ministri dell'Economia Piercarlo Padoan o del collega alle Infrastrutture Graziano Delrio.

Ma con quale maggioranza? Quella incardinata sull'asse Pd-Ap o il tentativo proverà anche a allargare l'asse della base politica che dovrebbe sostenere il governo? Se questa sarà la strada alternativa, il compito potrebbe invece essere affidato a una figura istituzionale, come quella del presidente del Senato Pietro Grasso. Nulla di più che ipotesi, per adesso, in un percorso che intanto prevede una serie di atti formali.

Nel pomeriggio è attesa la convocazione del Cdm per le dimissioni del governo, poi il presidente del consiglio uscente salirà al Quirinale per comunicare al capo dello Stato le proprie decisioni. Da quel momento sarà Mattarella il protagonista delle scelte. Quanto al Pd, il partito aspetta Renzi da segretario e non più da segretario-premier. La direzione del partito è già stata convocata per martedì.

I cittadini di Norcia contro Renzi: «Vogliamo le tende». No del premier

ROMA.  La terra non smette di tremare tra Marche e Umbria, dopo il tremendo sisma di ieri mattina. La più forte della nottata è stata registrata alle 2.27 con una magnitudo di 4.2. Esattamente dopo due ore, alle 4.27, un'altra scossa delle stessa magnitudo - con epicentro vicino Norcia e Cascia - è stata registrata dall'Ingv. Così come 4.2 è stata la magnitudo della scossa delle 8.05 sempre nel perugino, mentre alle 9.37 nel maceratese ce ne è stata una di 3.5. Infine, una scossa di magnitudo 3.6 è stata registrata dall'Ingv alle ore 10.34 con epicentro vicino ai comuni di Norcia e Castelsantangelo.

Molti residenti di Norcia hanno passato la notte in auto, dove ha dovuto far fronte anche alle temperature molto basse, con punte anche di due gradi. "Scrivetelo che devono darci le tende. I cittadini di Norcia sono abituati al freddo, non ci spaventa. Preferiamo avere una tenda e restare vicino alle nostre case". Il signor Adolfo è in fila, come molti altri, per una colazione calda alla mensa della protezione civile e cerca giornalisti per far sentire la sua voce. "Io - spiega ad AdnKronos - ho perso due case, la mia in cui vivevo prima della scossa del 26 è quella in cui ero andato in affitto ma voglio restare qui. Non possono prendere e portarci via o darci come alternativa solo la macchina. Devono ascoltarci. Anche perché - spiega Adolfo - le tende di adesso non sono 'teli' come quelle di una volta. Sono riscaldate ci staremmo benissimo. Le aree per metterle ci sono, perché imporci gli alberghi? Per cui poi tra l'altro lo Stato spende anche un sacco di soldi?".

RENZI - Il presidente del Consiglio Matteo Renzi frena però questa ipotesi: "Adesso la priorità è restituire un briciolo di tranquillità alle popolazioni. E farlo è un'impresa difficilissima. Del resto chiunque abbia anche solo sentito la scossa di domenica mattina a distanza di centinaia di chilometri dall'epicentro potrà comprendere il dolore di chi vive in quelle zone", scrive il premier nella sua e-news. Per Renzi "chi ha vissuto un grande spavento da lontano, può solo immaginare il terrore che ha attraversato persone che da due mesi con le scosse ci convivono quotidianamente". Comunque, le cose da fare sono difficili ma chiare. "Primo, mettere in sicurezza. Ne parleremo anche oggi, nel consiglio dei ministri straordinario che abbiamo convocato per le 17, dove saranno presenti anche i 4 Presidenti di Regione, il commissario Errani e il capo della Protezione Civile Curcio", sottolinea il presidente del Consiglio che aggiunge: "Non possiamo avere le tende per qualche mese in montagna, sotto la neve. Gli alberghi ci sono, per tutti. Ma molti dei nostri connazionali non vogliono lasciare quelle terre nemmeno per qualche settimana. Dunque dovremo gestire al meglio questa prima fase, l'emergenza".

Sono oltre 15mila le persone assistite dalla Protezione civile in seguito al terremoto di ieri mattina. In particolare, oltre 500 sono accolte in strutture alberghiere nell’area del Trasimeno e oltre quattromila negli alberghi sulla costa adriatica. A queste si aggiungono circa 3mila persone nella Regione Umbria e altre 7mila nella regione Marche ospitate in strutture di prima accoglienza allestite a livello comunale. I dati, riferiti alla tarda serata di ieri, sono da considerarsi in continua evoluzione e aggiornamento, spiega la nota. Rimangono, inoltre, tra gli assistiti a seguito del sisma del 24 agosto, oltre 1.100 cittadini ospitati in alberghi e strutture ricettive – prevalentemente a San Benedetto del Tronto –, presso le abitazioni del progetto C.A.S.E. nel comune dell’Aquila o nei MAP localizzati in altri comuni d'Abruzzo nonché nelle residenze sanitarie assistenziali nelle quattro regioni colpite dal sisma.

Ascoli Piceno, disposta chiusura di tutte le scuole - Ad Ascoli Piceno disposta la chiusura di tutte le scuole a scopo precauzionale e per condurre le verifiche ad opera dei tecnici. "Si ricorda che, a seguito degli eventi sismici avvenuti nella giornata di ieri 30 ottobre, - si legge in un post del profilo Facebook del Comune di Ascoli Piceno - è stata disposta, per ragioni puramente precauzionali, la chiusura di tutte le scuole di ogni ordine e grado, ivi compresi gli asili nido, così da consentire le opportune verifiche da parte dei tecnici sui plessi scolastici".

 

GLI SFOLLATI. "Il numero di 15mila persone fa riferimento alla parte di popolazione che rientra nel circuito dell'assistenza, da chi è sulla costa e negli alberghi a chi trova accoglienza nelle strutture dei Comuni". Lo ha detto Titti Postiglione, direttrice dell'ufficio Emergenze della Protezione Civile, aggiungendo che è "un numero importante" che "non escludo possa crescere" dopo le ultime scosse di terremoto che hanno colpito l'Italia centrale.

La notte trascorsa è stata "complicata per i cittadini e per la macchina dell'assistenza" ha aggiunto Postiglione. Ci sono "cittadini in strutture messe a disposizione, cittadini che hanno trovato sistemazioni proprie, in auto o accoglienza dai parenti", ha detto, spiegando che le situazioni sono "molte differenziate ma sono tutte segnate dal fatto che siamo a poche ore da un terremoto gravissimo, il più grave da quello dell'Irpinia e si porta dietro la complessità di scosse precedenti e devastanti".

E ancora: "Visso, Ussita, Castesantangelo sul Nera sono comuni epicentrali e hanno anche una sequenza importante che caratterizza ogni momento di questa vita che stiamo vivendo e che rende tutto più complicato, ma il danno è estremamente diffuso".

De Magistris: «Ponte sullo Stretto? Applausi delle mafie»

NAPOLI. «Vediamo che ancora oggi esistono città del Mezzogiorno collegate con treni a un binario non elettrificata e che vanno a gasolio, invece abbiamo chi propone queste grandi opere pubbliche che ricevono il plauso dei grandi sistemi corruttivi delle mafie, che sono felicissime». Così il sindaco di Napoli, Luigi de Magistris, commenta la proposta del Presidente del Consiglio, Matteo Renzi, di riproporre il progetto del ponte sullo stretto di Messina, a margine delle celebrazioni per le Quattro Giornate, concluse a piazza Carità. «Vorrei - conclude de Magistris - che un giorno un presidente del Consiglio si cominciasse a occupare dei piccoli e grandi problemi del Mezzogiorno, fino ad ora abbiamo sentito solo chiacchiere. L' unica risposta è il ponte sullo stretto che dà 100 mila posti di lavoro? Noi meridionali siamo persone serie, ci stiamo riscattando con le mani pulite e senza un euro, con tanto orgoglio e vogliamo rispetto e attenzione da chi ha l'onore e l'onere di guidare il Paese». 

Terremoto, lacrime e rabbia per i funerali ad Amatrice

Ad Amatrice i funerali solenni per le vittime del violento sisma che ha colpito il centro Italia. Il vescovo di Rieti Domenico Pompili, durante l'apertura della celebrazione, ha letto tutti i nomi di chi ha perso la vita. Sono passati molti minuti, quasi otto per finire l'elenco. Al termine c'è stato un grande applauso commosso.

Ci sono centinaia di persone, nella tensostruttura allestita nel cortile del complesso don Minozzi, a rendere l'ultimo saluto alle 28 bare. Tra queste due più piccole, di bambini. Tutte disposte di fronte a un altare montato proprio in fondo sotto un grande crocifisso e la statua della Madonna della Neve. A stringersi attorno ai feretri i familiari con il loro dolore.

Ci sono anche tanti palloncini bianchi che la protezione civile ha voluto donare ai bambini. La pioggia è diminuita ma continua fin dalle prime ore del pomeriggio. Ci sono parenti, amici, corone di fiori, gonfaloni.

"La ricostruzione non sia una querelle politica o sciacallaggio, ma faccia rivivere la bellezza di cui siamo custodi", : "Il terremoto non uccide, uccidono le opere dell'uomo", è stato il monito di mons. Pompili nel corso dell'omelia. "A dire il vero - ha osservato - il terremoto ha altrove la sua genesi. I terremoti esistono da quando esiste la terra e l'uomo non era neppure un agglomerato di cellule. Senza terremoti non esisterebbero le montagne, forse neppure l'uomo. Il terremoto non uccide. Uccidono le opere dell'uomo". Da qui l'appello del presule: "La ricostruzione non sia una querelle politica o sciacallaggio, ma faccia rivivere la bellezza di cui siamo custodi". Poi l'invito di Pompili a non abbandonare queste terre perché, "disertare questi luoghi sarebbe ucciderli una seconda volta".

Alle esequie solenni di Amatrice è presente il premier Matteo Renzi, che arrivando si è fermato a salutare tutti i volontari della protezione civile, dei vigili del fuoco, gli uomini dell'esercito, della croce rossa, che lo attendevano all'ingresso della tensostruttura. Il presidente del Consiglio ha stretto le mani a uno a uno, dicendo loro "grazie'' per l'impegno di questi giorni. Visibilmente commosso, il premier a chi gli diceva 'Presidente non ci lasci soli!', dopo averli abbracciati ha assicurato che il governo "c'è e non lascerà soli" gli sfollati. Prima di sedersi Renzi è stato raggiunto da una donna delle unità cinofile che gli ha chiesto aiuto e lui l'ha rassicurata: "Ci proveremo, che cosa meravigliosa hanno fatto i cani", ha aggiunto riferendosi al 'lavoro da soccorritore' dei cani sulle aree disastrate. "Noi ci siamo. La cosa fondamentale sarà" non lasciare sole le popolazioni colpite dal sisma "quando si spegneranno le telecamere...", ha detto ancora Renzi.

Oltre al presidente della Repubblica Sergio Mattarella, c'è anche la presidente della Camera Laura Boldrini: "Sono davvero colpita da tutta questa gente che c'è qui, noi faremo tutto il possibile per aiutarli è doveroso farlo", ha detto. Gli chalet di legno prima dell'inverno sono fattibili per gli sfollati? "Speriamo, ma ci sono dei tempi per fare tutto", ha replicato, aggiungendo: "Non li lasceremo soli".

Tra i primi politici ad arrivare il governatore della Regione Lazio Nicola Zingaretti, i vicepresidenti della Camera Simone Baldelli, Roberto Giachetti e Marina Sereni. C'è pure Arturo Scotto, capogruppo di Sinistra italiana a Montecitorio. Ma ci sono soprattutto loro chi piange i propri cari, stretti nel loro dolore. Qualcuno è seduto accanto alle bare, altri si abbracciano, cercano conforto.

Intanto sono partiti i sequestri degli edifici crollati nell'ambito dell'inchiesta aperta dalla procura di Rietidopo il sisma che ha devastato Amatrice e altri centri. Tra gli stabili a cui saranno posti i sigilli anche la scuola Capranica di Amatrice.

Nuove scosse nella notte - Dalla mezzanotte sono state 16 le scosse registrate dall'Ingv. Le più leggere di magnitudo 2.0, mentre la più forte è stata quella di magnitudo 3.4 delle ore 2.35 con epicentro vicino Norcia. Finora la Rete sismica nazionale dell’Ingv ha localizzato complessivamente 2553 scosse. Lo fa sapere lo stesso Ingv spiegando che 129 sono i terremoti di magnitudo compresa tra 3.0 e 4.0, 12 quelli localizzati di magnitudo compresa tra 4.0 e 5.0 ed uno di magnitudo maggiore di 5.0, quello di magnitudo 5.4 avvenuto il 24 agosto alle ore 4.33 italiane nella zona di Norcia (Perugia).

 

 

"I funerali delle vittime del #terremoto si terranno ad Amatrice come chiedono il sindaco e la comunità locale. E come è giusto!". Così il premier Matteo Renzi in un tweet dopo le proteste dei familiari delle vittime. La cerimonia si svolgerà domani alle 18 nell'area retrostante l'istituto don Minozzi. A celebrare le esequie sarà il vescovo di Rieti, monsignor Domenico Pompili.

Il presidente del Consiglio nella sua enews si è soffermato sulla ricostruzione delle zone del centro Italia colpite dal sisma "Occorrerà - scrive Renzi - lavorare tutti insieme, senza proclami, senza annunci, senza effetti speciali, ma con l'impegno rigoroso di tutti".

"C'è una ricostruzione da coordinare nel modo più saggio e più rapido - scrive il premier - Giusto fare in fretta, ma ancora più giusto fare bene e soprattutto con il coinvolgimento delle popolazioni interessate". "La ricostruzione dovrà avvenire nel modo più trasparente - prosegue Renzi - con l'aiuto di strutture che abbiamo voluto con forza come l'Autorità Anti Corruzione presieduta da Cantone ma anche con la massima trasparenza online. Ogni centesimo di aiuti sarà verificabile a cominciare da quelli inviati via sms dagli italiani al numero della protezione civile (Sms al numero 45500, ancora attivo per chi vuole dare una mano)".

Intanto, proseguono le ricerche di dispersi all'hotel Roma, crollato nel sisma ad Amatrice, e si continua a scavare per recuperare i corpi di due vittime già individuate. Erano tre le persone che, nei giorni scorsi, i vigili del fuoco avevano localizzato sotto le macerie provocate dal terremoto. Le operazioni, complicate e delicate, hanno consentito la notte scorsa di trovare e recuperare il corpo di una donna.

Sono 19 intanto le nuove scosse registrate dall'Ingv nella notte, nelle zone terremotate del Centro Italia. Dalla mezzanotte infatti si sono registrati molti eventi sismici, compresi tra magnitudo 2.0 e 3.5. Ieri la terra aveva tremato ancora, con due forti scosse, nei centri più colpiti tanto da causare ulteriori crolli nella scuola 'Romolo Capranica' di Amatrice. In tutto, dopo il sisma di magnitudo 6.0, sono state registrate complessivamente 2220 scosse.

 

"Il nuovo bilancio delle vittime del terremoto del Centro Italia è di 290". Lo comunica la Protezione civile in una nota nella quale spiega che "la Prefettura di Rieti ha rettificato il numero precedentemente fornito e ha fissato il bilancio ufficiale delle vittime nel reatino a 240, di cui 229 ad Amatrice e 11 ad Accumoli. Resta invece di 50 vittime il bilancio nelle Marche".

"Non abbiamo mai dato numeri" dei dispersi "per la difficoltà a dimensionare il fenomeno", ha poi affermato il capo della Protezione civile, Fabrizio Curcio, aggiungendo: "Prendiamo atto che ci sono persone, tipo il sindaco di Amatrice, che ha contezza di alcuni soggetti che non tornano all'appello e dunque si dà seguito" a queste indicazioni.

"Sono 2.688 le persone assistite a seguito del violento terremoto, ospitate nei 58 campi e strutture allestite allo scopo". Comunica ancora la Protezione civile, spiegando che "16 sono le aree e le strutture allestite nel Lazio e altrettante quelle messe a disposizione nelle Marche, che danno alloggio rispettivamente a 995 e 938 persone; in 755 trovano infine alloggio nelle 26 tra aree e strutture predisposte in Umbria". "La disponibilità complessiva è di oltre 4600 posti già attrezzati, a cui si aggiunge la possibilità di allestire ulteriori moduli secondo necessità; sono già in allestimento 5 campi nella Regione Abruzzo con una capienza complessiva di oltre 350 persone", spiega la nota del Dipartimento.

Amatrice, nuovi crolli in scuola con altra scossa - Nuovi crolli ad Amatrice dopo la scossa di magnitudo 3.7 registrata nel pomeriggio alle 15.07. L'ulteriore crollo ha riguardato la scuola 'Romolo Capranica' che dal 24 agosto ha già subito diversi cedimenti. L'istituto, riconsegnata nel 2012 dopo essere stato sottoposto a un intervento di adeguamento edilizio con misure antisismiche, è parzialmente crollato con il sisma. Dopo il terremoto di magnitudo 6.0 avvenuto alle 3.36 del 24 agosto, la Rete sismica nazionale dell’Ingv "ha localizzato complessivamente 1820 eventi". Lo fa sapere lo stesso Ingv in una nota. Sono stati "115 i terremoti di magnitudo compresa tra 3.0 e 4.0, 11 quelli localizzati di magnitudo compresa tra 4.0 e 5.0 ed uno di magnitudo maggiore di 5.0, ossia quello di magnitudo 5.4 avvenuto il 24 agosto alle ore 4.33 italiane nella zona di Norcia (Perugia)".

L’allarme: in Italia attesi terremoti 30 volte più forti

In Italia i geologi si aspettano terremoti con energia 30 volte più forte di quello di Amatrice. Non si può sapere quando, né dove di preciso, ma di sicuro avverranno. L'allarme arriva dal sismologo Antonio Piersanti dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia. "I terremoti degli ultimi anni hanno portato in sé delle grandi tragedie, con un elevato numero di vittime, ma purtroppo la Terra ci sta dando degli avvertimenti - rimarca Piersanti all'Adnkronos - perché in Italia avverranno dei terremoti più forti di questo. Abbiamo la certezza che arriveranno a magnitudo 7, che equivale a un fattore + 30 di energia liberata rispetto a una magnitudo 6.0 come quello di Amatrice". I sismi che sono attesi "saranno, per intensità simili a quello dell'Irpinia nel 1980, al sisma di Messina e Reggio Calabria nel 1908" spiega ancora Piersanti che, a fronte di queste evenienze, lancia un monito "bisogna essere preparati adeguatamente in termini di qualità dell'edificato".

In Italia, del resto, si perde facilmente la memoria. "Il fatto che dal terremoto dell'Irpinia del 1980 a quello di Colfiorito del 1997, non ci sono stati sismi molto forti - aggiunge - se da una parte è stata una fortuna, dall'altra ha fatto sì che si sia persa la memoria in un momento in cui l'economia italiana cresceva molto e si facevano investimenti. Dal 1997 invece i terremoti di una certa intensità si sono ripetuti con una maggior frequenza, nel 2002 San Giuliano di Puglia, nel 2009 L'Aquila, nel 2012 l'Emilia Romagna e quest'anno il terremoto di Amatrice.

Quanto alla zona di Norcia, che pur essendo equidistante dall'epicentro rispetto ad Amatrice e Accumoli, ha subito pochi danni, il sismologo conferma che ciò è dovuto "di sicuro alla qualità del costruito ma è possibile che a Norcia ci siano stati fenomeni più favorevoli (tecnicamente la direttività e gli effetti di sito) e quindi hanno prodotto danni minori". Questi parametri, che in qualche modo vanno a influenzare la distruttività di un terremoto, però possono essere studiati successivamente, alle volte occorrono settimane e quindi, per ora "sono solo ipotesi che andranno confermate". A Norcia, d'altra parte, la qualità del costruito è migliore in virtù dei processi di adeguamento e di ricostruzione successivi ai terremoti della Val Nerina del 1979 e di Colfiorito del 1997.

Un modello a cui guardare è sicuramente il Giappone. "Un obiettivo difficile da raggiungere - dichiara infine Piersanti - ma è importante puntare verso quella meta. Anche se è chiaro che il patrimonio edilizio del Giappone era ed è diverso e magari per loro, è più semplice".

 

«L’Italia abbandoni sassi e mattoni»

L’Italia deve capire che "edifici costruiti con sassi e mattoni non possono resistere in alcun modo alle enormi forze generate da un terremoto": costruzioni del genere si possono proteggere "solo adottando una struttura che isola l'edificio al livello delle fondazioni", ma che è una soluzione molto costosa, improponibile per semplici abitazioni. Così Taro Yokoyama, professore associato alla Shibaura Institute of Technology e responsabile della LowFat Structures, società attiva nel campo della progettazione e della ristrutturazione di edifici anti-sismici, sintetizza, in un colloquio con l'Adnkronos, il dilemma legato alla protezione del patrimonio architettonico, ma soprattutto delle vite umane nelle aree più sismiche del nostro Paese.

Con la sua sequenza quasi ininterrotta di gravi terremoti (ma che negli ultimi anni ha registrato un numero bassissimo di vittime) il Giappone ha maturato una enorme esperienza nelle realizzazione e nell'adeguamento antisismico dei case, palazzi e grattacieli. “Dopo il devastante terremoto che nel 1978 ha colpito la prefettura di Miyagi – ricorda l’ingegner Yokoyama - in Giappone le tecnologie costruttive hanno subìto profondi cambiamenti”.

"Oltre ai progressi nell'analisi strutturale, grazie ai miglioramenti delle tecnologie informatiche oggi possiamo analizzare in dettaglio ogni edificio. La progettazione– aggiunge - ha tratto beneficio dai dati rilevati dai sismografi: al largo delle coste giapponesi ci sono numerosi rilevatori sul letto del mare che ci permettono di rilevare ogni movimento sismico".

Yokoyama sottolinea come la filosofia che guida la progettazione di nuovi edifici sia 'flessibile', ovvero quella di adottare le soluzioni costruttive e di scegliere i materiali in base al tipo di edificio da realizzare: “In Giappone – spiega - abbiamo l'E-Defense, un laboratorio per simulare sui vari livelli di intensità la resistenza di edifici, costruiti in scala reale nei vari materiali, dal legno al cemento armato, e dimensionare la progettazione in base ai risultati ottenuti. Non c'è un materiale più sicuro di altri: l'importante è che la struttura e l’altezza dell'edificio si adattino ai materiali prescelti”.

Non è un caso, d’altronde, spiega l’esperto, che "gli edifici antichi giapponesi che sono sopravvissuti ai giorni nostri sono costruiti in legno, un materiale 'morbido' in grado di resistere alle scosse di un terremoto".

Tuttavia, ammette Yokoyama, "le metodologie giapponesi possono essere adottate solo per le nuove costruzioni. Per quelle più antiche, di valore storico e culturale, non abbiamo uno standard: nei casi più rilevanti ricorriamo alla struttura di isolamento per ridurre l'impatto dei terremoti. Ad esempio, il National Museum of Western Art in Tokyo (disegnato da Le Corbusier), una struttura che di recente è stata riconosciuta come un Heritage Site dall'Unesco, è stato ammodernato utilizzando questo sistema".

L’ingegnere sottolinea l’importanza di un continuo dialogo fra autorità e tecnici per mettere a frutto le nuove tecnologie: in Giappone, spiega, "i principi guida sono contenuti nei New Earthquake-Resistant Construction Standards, la cui idea portante è quella di proteggere le vite umane evitando il crollo degli edifici. In ogni caso quando ci sono modifiche nelle normative vengono immediatamente comunicate e i progettisti devono prevederle nei loro progetti".

Non sempre la pur avanzata tecnologia nipponica riesce a impedire devastazioni: “Nello scorso aprile – ricorda - nella prefettura di Kumamoto si sono verificati una serie di terremoti che hanno raggiunto ripetutamente il livello 7 della scala di misurazione giapponese. In questo caso edifici che sono rimasti in piedi dopo la prima scossa hanno finito con il crollare in occasione delle successive. Ma questo è un tipo di terremoti che è difficile da prevedere".

Per gli interventi sul patrimonio abitativo italiano, l’esperto giapponese ha una indicazione preziosa: “L'importante è rafforzare le divisioni verticali in maniera adeguata in caso di ristrutturazione. In particolare per le abitazioni più basse la resistenza ai terremoti è determinata dal comportamento dei muri”.

 

Terremoto: è il giorno del dolore e delle lacrime

Si sono tenuti alla presenza delle massime autorità dello Stato, i funerali solenni per le vittime del versante marchigiano del terremoto. "Questo è il saluto della comunità per le nostre vittime, a cui uniamo nel ricordo i fratelli di Accumoli a Amatrice perché siamo un'unica famiglia", ha detto il vescovo Giovanni D'Ercole, aprendo la cerimonia.

"Cari amici, in questi giorni abbiamo sofferto, sperato e pianto insieme. Ora è arrivato il momento della speranza. Molti mi hanno detto 'che si fa ora?' Quante volte l'ho sentito dire. E' una domanda oggi senza risposta. La risposta forse è il silenzio, e la pace e per me la preghiera", ha aggiunto il vescovo. "Questa notte - ha detto- ho rivolto questa domanda a Dio, gli ho presentato l'angoscia di tante persone, queste persone strappate da loro famiglie, sventrati dal terremoto. Che faranno?".

"Non abbiate paura, non vi lasceremo soli", ha proseguito ricalcando le parole di Papa Wojtila. "Io non vi abbandono - ha detto rivolgendosi ai familiari delle vittime - ma voi non perdete il coraggio, perché solo col coraggio potremo ricostruire le nostre case e le nostre chiese. E ridare la vita alle nostre comunità".

Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella subito la conclusione della funzione religiosa ha raggiunto le bare delle vittime marchigiane del terremoto per un saluto con i familiari. Il Capo dello Stato ha distribuito strette di mano, fermandosi per qualche minuto con tutte le famiglie colpite dalla tragedia della perdita.

"Presidente, non ci abbandonate. Vi prego, non lasciateci soli". Così un giovane si è rivolto a Mattarella. "No, state tranquilli - la risposta del presidente - non vi abbandoneremo". Il capo dello Stato si è poi fermato a confortare per qualche minuto il giovane, visibilmente scosso.

"Grazie per quello che fate", ha detto il Capo dello Stato ribadendo suo ringraziamento ai soccorritori nella sua visita ad Amatrice. Dopo aver attraversato la zona rossa e aver visitato il Coc, Mattarella, accompagnato dal sindaco di Amatrice Sergio Pirozzi, e dal presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti, si è diretto alla tendopoli. Il capo dello Stato si è poi recato ad Accumoli. Come nella tappa precedente, effettuata in forma strettamente riservata, Mattarella ha visitato brevemente il borgo, per incontrare poi il personale che sta assistendo le famiglie alloggiate nella tendopoli, allestita ai margini del centro abitato.

"A Mattarella ho detto: 'lei potrebbe essere ricordato come il presidente della ricostruzione a tempo di record. Non si lasci sfuggire questa chance'", ha detto Pirozzi, raccontando a Rainews24 l'incontro con il presidente della Repubblica. "Lui può diventare il presidente del record - ha ribadito Pirozzi-. Sarebbe il coronamento dei un impegno politico di tanti anni". Prima di decollare nuovamente in direzione di Accumoli, Mattarella ha abbracciato il sindaco, che lo ha accompagnato per tutto il tragitto nella città demolita.

"Noi ci siamo e ci saremo, mi raccomando alla tenuta psicologica delle comunità che è fondamentale". Così il premier Matteo Renzi a un gruppo di sindaci marchigiani al termine dei funerali.

"L'idea dei bambini mi distrugge. Mi dispiace tanto, tantissimo". Così Agnese Renzi, scossa dai singhiozzi, si rivolge a una donna della protezione civile al termine dei funerali solenni nella palestra di Ascoli.

Sono state 35 le scosse di terremoto succedutesi nelle aree del sisma dalla mezzanotte di ieri. La più forte di magnitudo 4.0 è stata registrata dall'Ingv alle 4.50 nella provincia di Ascoli Piceno, a 7 km da Montegallo e 8 km da Arquata del Tronto a una profondità di 8 km.

Intanto continua ad aggravarsi il bilancio delle vittime. Secondo gli ultimi dati forniti dalla Protezione civile, sono infatti salite a 290 le vittime, 224 delle quali ad Amatrice, dove nelle ultime ore sono stati recuperati altri tre corpi. Sono 388 i feriti ospedalizzati. Rispondendo a chi gli chiedeva se le tre nuove vittime estratte dalle macerie ad Amatrice fossero state trovate sotto l'hotel Roma, il vice capo del Dipartimento della Protezione civile, Angelo Borrelli, ha spiegato: "Non ho un dato sull'hotel Roma, abbiamo il dato ufficiale della prefettura". Sempre la Protezione civile riferisce che sono circa 2.500 le persone rimaste senza casa.

Il Procuratore - "No, quanto accaduto non può essere considerato solo frutto della fatalità. L'esperienza e la logica ci dicono che, ad Amatrice, le faglie hanno fatto tragicamente il loro lavoro. E questo si chiama destino. Ma se gli edifici fossero stati costruiti come in Giappone, non sarebbero crollati". A parlare, in un colloquio con Repubblica, è il procuratore capo di Rieti, Giuseppe Saieva.

Nuove scosse nella notte tra Umbria, Lazio e Marche. La più forte, registrata dall'Ingv questa mattina alle 6.28 sempre nella zona di Rieti già colpita duramente dal sisma del 24 agosto, ha avuto unamagnitudo 4.8. La forte scossa avvertita ad Amatrice è avvenuta a una profondità di 11 km. Altre scosse di magnitudo inferiore continuano ad essere registrate anche questa mattina . E nuovi crolli sono avvenuti ad Amatrice dopo la forte scossa. Nei crolli, a quanto si apprende, non risultano coinvolte le squadre dei vigili del fuoco che stanno continuando a scavare tra le macerie nel paese duramente colpito dal sisma.

E' di 280 il bilancio aggiornato delle vittime. E' quanto ha detto Titti Postiglione, direttrice dell'ufficio emergenza della Protezione civile, stamane nel corso di una conferenza stampa. Sono oltre 400 i feriti in totale. Delle 267 vittime del sisma, 207 hanno perso la vita ad Amatrice, 11 ad Accumuli e 49 ad Arquata. I feriti portati in ospedale sono 387 ma alcuni di loro sono stati dimessi. "Dall'inizio di questa sequenza - ha aggiunto - l'Ingv ha registrato 928 scosse. Solo dalla mezzanotte di oggi se ne sono avute 57 e tra questo quella 4.8 delle 6.28 di questa mattina".

Sono 2100 i posti letto occupati dagli sfollati nelle tendopoli allestite nel Lazio e nelle Marche subito dopo il sisma. La disponibilità di posti letto attualmente è di 3500 ma potrebbe aumentare in base alle necessità, soprattutto nel corso della notte. Dei 2100 gli sfollati nelle tendopoli allestite dalle unità mobili delle varie regioni e dalle associazioni di volontariato, 653 hanno passato la notte nel Lazio, 920 nelle Marche e 600 in Umbria. Le associazioni di volontariato presenti sul territorio sono la Cisom, l'Anpas e l'associazione Misericordie.

Il Ponte 'A tre occhi' sulla strada regionale 260 che porta ad Amatrice - ha informato Postiglione - è stato chiuso perché danneggiato. "Danno che si è acutizzato dopo la scossa di questa mattina", ha spiegato. Al momento si sta cercando una soluzione alternativa perché "è un ponte molto importante per il trasporto, per la movimentazione dei soccorritori. Sul posto ci sono il gestore della strada, i vigili del fuoco, le forze del Genio dell'esercito italiano per valutare la situazione e capire quale soluzione è possibile".

FUNERALI - Si terranno domani alle 11,30 ad Ascoli Piceno i funerali delle vittime marchigiane. Alla cerimonia nella palestra di fronte l'obitorio di Ascoli parteciperà anche il capo dello Stato Sergio Mattarella. A celebrare i funerali sarà il vescovo di Ascoli monsignor Giovanni d'Ercole. In concomitanza col rito, il presidente del Consiglio ha proclamato una giornata di lutto nazionale con l'esposizione di bandiere a mezz'asta sugli edifici pubblici dell’intero territorio italiano. Lo comunica in una nota Palazzo Chigi. A quanto apprende l'Adnkronos, domani il premier Matteo Renzi sarà ad Ascoli Piceno per assistere ai funerali.

Intanto, il Cdm ha deliberato "lo stato di emergenza e i primi 50 milioni di euro per i primi interventi necessari, il blocco delle tasse che - ha detto il premier Matteo Renzi - il ministro Padoan si accinge a firmare: tutte misure iniziali ma che sono il primo segno di attenzione per i territori terremotati". "Prima di essere dei politici, siamo degli uomini. Per questo ora diamo la priorità al dolore e alle lacrime" ha detto Renzi. Dolore, lacrime, ma anche "grande orgoglio" per la "straordinaria reazione popolare", che c'è stata, "in Italia e anche all'estero". "E' stata una gigantesca calamità naturale'', ma ora "la priorità di questo governo è la ricostruzione".

Per quanto riguarda i tempi della ricostruzione assicura:"Vogliamo procedere il più veloce possibile". "L'Italia non deve avere una concezione solo emergenziale. Nella gestione dell'emergenza siamo i più bravi del mondo, ma non basta. Adesso serve un salto di qualità per affermare la cultura della prevenzione".

 

"No a città nuove, i paesi rinascano dov'erano". Il ministro delle Infrastrutture, Graziano Delrio, boccia il modello delle new town inaugurato a L'Aquila dopo il sisma del 2009 e, in un'intervista al Corriere della Sera, si dice certo che "i sindaci preferiranno ricostruire il proprio paese lì dov'era, non abbandonare quello vecchio per farne uno nuovo da un'altra parte. Sono stato sindaco, come Matteo Renzi. E le nostre città sono la nostra storia, tanto più in quei piccoli borghi che rappresentano il cuore dell'Italia. La gente che vive lì va ascoltata, il governo non forzerà la mano".

 

Si è aggravato il bilancio delle vittime del violento terremoto che ieri ha colpito il Centro Italia: sono 250 i morti, in base ai dati comunicati dalle Prefetture di Rieti e Ascoli Piceno. Lo rende noto il Dipartimento della Protezione civile. In particolare, 190 sono le vittime in provincia di Rieti e 57 quelle accertate ad Arquata del Tronto, il Comune in provincia di Ascoli Piceno completamente devastato, insieme ad Amatrice e Accumoli, dal sisma. E' quanto si apprende da fonti della Protezione civile delle Marche. I soccorritori continuano a scavare alla ricerca di persone che potrebbero ancora essere sotto le macerie. Ci sono inoltre 264 feriti ricoverati in diversi ospedali.

''Le vittime tra Pescara del Tronto e Arquata sono 57. Al momento si stanno cercando due persone sotto le macerie ad Arquata centro e ci hanno segnalato anche una coppia che dovrebbe trovarsi sotto una casa che è completamente crollata a Pescara del Tronto, ma purtroppo i cani molecolari non fiutano la presenza di persone in vita'', riferisce all'Adnkronos il sindaco di Arquata del Tronto, Aleandro Petrucci. Secondo il sindaco di Amatrice, Sergio Pirozzi, solo ad Amatrice "al momento il bilancio è di oltre 190 vittime".

Per tutta la notte si è continuato a scavare. Dalle macerie dell'istituto delle suore, proprio all'inizio del corso di Amatrice, "sono state tirate fuori tre persone, stiamo cercando una quarta", riferisce Marco Piergallini, dei vigili del fuoco di Roma, sul posto insieme agli altri soccorritori e alle unità cinofile. L'obiettivo è "tirare fuori tutti quelli che si presume siano dentro sia dalle testimonianze che da quanto viene tracciato dalle strumentazioni", spiega. L'edificio, sventrato e accartocciato su se stesso, è un cumulo di macerie, mentre la ruspa sposta i detriti, i vigili del fuoco proseguono le ricerche anche con l'aiuto dei cani da salvataggio.

E mentre per molti sfollati, si calcola siano almeno 2.500, è stata una notte trascorsa in tenda, la terra ha continuato a tremare nelle zone colpite ieri dal devastante sisma . Nella notte si sono verificate oltre 60 repliche, con la scossa più forte, di magnitudo 4.5, registrata dall'Istituto di Geofisica e Vulcanologia (Ingv) alle 5,17 di questa mattina a una profondità di 10 chilometri. L'epicentro è tra Accumoli, nel Reatino, e Arquata del Tronto, in provincia di Ascoli Piceno. Altre scosse registrate dall'Ingv sono avvenute nella zona di Rieti alle 4,51, magnitudo 3.9, e due minuti dopo nella provincia di Ascoli Piceno, con una magnitudo di 2.8.

Sono circa 4370 gli uomini e le donne appartenenti alle diverse strutture operative di Protezione civile, ai centri di competenza tecnica scientifica o alle aziende erogatrici di servizi essenziali, dispiegati sul territorio. A questi, fa sapere la Protezione civile, si aggiunge tutto il personale delle amministrazioni territoriali delle aree colpite dal sisma nonché quello delle colonne mobili attivate da fuori regione (Abruzzo, Friuli Venezia Giulia, Molise, Emilia Romagna, Toscana) per portare aiuto.

La Protezione civile ricorda inoltre che sono attivi i seguenti numeri verdi informativi: contact center della Protezione civile nazionale: 800840840; sala operativa della protezione civile Lazio: 803 555; numero verde della Protezione Civile delle Marche 840001111. Per la raccolta di offerte di beni e servizi in favore delle popolazioni colpite, la Regione Lazio e la Regione Marche hanno attivato due caselle di posta dedicate: per il Lazio le offerte possono essere inviate a sismarieti@regione.lazio.it. Per le Marche il riferimento è prot.civ@regione.marche.it. È infine attivo il numero solidale 45500, tramite cui è possibile donare due euro a sostegno delle popolazioni colpite dal terremoto inviando un sms o chiamando da rete fissa.

 

Continua ad aggravarsi il bilancio del violento terremoto che ha colpito nelle prime ore di questa mattina l'area compresa tra Lazio, Umbria e Marche, distruggendo quasi del tutto o in parte alcuni paesi. Solo ad Amatrice sono al momento 35 le vittime accertate,è quanto confermato all'Adnkronos dal sindaco del paese, Sergio Pirozzi.

Ci sono inoltre centinaia di feriti, decine di dispersi sotto le macerie e migliaia di sfollati. Oltre ad Amatrice, i centri più colpiti sono Accumoli nel reatino (Lazio) e Arquata del Tronto, appena subito dentro il confine delle Marche, in provincia di Ascoli Piceno, dove si contano 10 morti.

La scossa più forte, di magnitudo 6.0, si è verificata alle 3.36 nella provincia di Rieti. Circa un'ora dopo, alle 4.32 e alle 4.33, altre 2 scosse di magnitudo 5.1 e 5.4 si sono verificate a 5 km da Norcia (Perugia). Nel complesso, nell'arco di 3 ore, le scosse sono state in tutto 39. Il sisma è stato avvertito con forza anche a Roma e in tutto il Centro Italia.

Sono attivi i numeri verdi: del contact center della Protezione civile nazionale, 800840840, e della sala operativa della protezione civile Lazio, 803 555. Facebook ha attivato la funzione per comunicare ai propri amici le proprie condizioni: #terremoto.

"In questa fase il calcolo del numero dei dispersi è complicato dal fatto che nella zona sono presenti molti turisti oltre ai residenti", ha spiegato Immacolata Postiglione, responsabile ufficio emergenze della protezione civile. Quanto alla situazione sanitaria, ha poi chiarito che non risulta al momento un'emergenza sangue.

Amatrice -"Sono crollati interi condomini, case al centro, tre quarti del paese è distrutto", ha riferito all'Adnkronos il sindaco di Amatrice, Sergio Pirozzi. Si cerca ancora tra le macerie del convento 'Don Minozzi', nella speranza di ritrovare in vita le 3 suore e i 4 ospiti della struttura che mancano all'appello dopo il sisma. Mentre altre tre religiose sono state messe in salvo dai soccorritori. "L'obiettivo in queste ore è tirare fuori dalle macerie più gente viva possibile - ha aggiunto Pirozzi- Nelle frazioni vicine non ci sono stati grossi problemi, i soccorsi sono al lavoro e gli elicotteri viaggiano ogni secondo" (Guarda le foto). "Qui è un dramma vero, sono nel mezzo di un paese che non c'è più", aveva detto poco dopo le scosse. "Sul corso ha retto solo il campanile, spero sia un segno di buon auspicio", ha sottolineato Pirozzi riferendosi all'antico campanile della Torre Civica, risalente al XIII secolo, simbolo di Amatrice. "Spero che significhi che la città non sia destinata a morire ma che potrà risollevarsi e rinascere", ha concluso.

Accumoli - Sono 20 i morti accertati in questo paese del reatino. Ma un'intera famiglia - padre, madre e due bambini - è ancora sotto le macerie. I quattro non rispondono ai soccorritori, che sono al lavoro sul posto e che avrebbero per il momento individuato ed estratto il corpo senza vita di uno dei bambini. I piccoli hanno 9 mesi e sette anni. "Ci sono almeno 2mila sfollati. La situazione è drammatica. Poche case hanno retto al terremoto siamo in mezzo alle macerie", ha detto in lacrime il sindaco Stefano Petrucci.

Marche - Decine i morti ad Arquata del Tronto e frazioni (Ascoli Piceno). "Nella frazione di Pescara la situazione è complicata anche perché la strada statale di accesso, che è quella che collega Ascoli a Norcia-Spoleto, è lesionata", spiega all'Adnkronos il sindaco di Ascoli Piceno Guido Castelli. Ci sono anche una ventina di feriti tra codici gialli e rossi, ricoverati all'ospedale di Ascoli Piceno, ha riferito Maurizio Ferretti, responsabile del Centro Funzionale della protezione civile regionale delle Marche. "Otto vittime sono ad Arquata del Tronto e altre due in altre frazioni e località - spiega - ci sono ancora dispersi anche perché nella zona ci sono turisti ed è in corso una ricognizione delle case". "A Pescara del Tronto potrebbero esserci una decina di dispersi ma non è facile avere un quadro preciso. In questo periodo oltre ai residenti qui c'è chi torna in paese per trascorrere le vacanze e il centro si ripopola", ha riferito all'Adnkronos Aleandro Petrucci, sindaco di Arquata del Tronto aggiungendo: "La situazione è drammatica, un vero disastro. Il paese non esiste più, quasi tutte le case di Pescara del Tronto sono crollate".

Curcio: "Sisma paragonabile a quello dell'Aquila" - "Si è trattato di un terremoto di magnitudo importante, che ha prodotto uno scuotimento rilevante, di valore paragonabile a quello dell'Aquila'', ha detto il capo del dipartimento della Protezione civile, Fabrizio Curcio. "L'Aquila è un capoluogo di regione, qui la popolazione è più diffusa quindi è possibile un impatto meno gravoso in termini di vite umane", ha precisato.

Umbria - Il terremoto di stamane - informano dalla Sala operativa della Protezione civile regionale dell'Umbria - ha colpito maggiormente la zona della fascia appenninica umbro-laziale. In Umbria si segnalano danni principalmente nei Comuni di Norcia e Cascia, mentre non si hanno notizie di morti o di feriti nella regione. Sono stati segnalati danni a numerose abitazioni che sono state evacuate e ad alcuni beni monumentali tra cui la Chiesa di S. Benedetto a Norcia, danni anche alle mura benedettine e crolli in alcune abitazioni a Castelluccio. Per quanto riguarda la viabilità al momento è interrotta la strada tra Borgo Cerreto e Norcia. Risultano inoltre danni alla rete elettrica per il crollo di un traliccio in prossimità della galleria S.Benedetto e la temporanea interruzione dei servizi ferroviari su una tratta della Orte Falconara che però vengono effettuai con servizi sostitutivi su gomma. "Gli edifici ricostruiti con i criteri antisismici dopo i terremoti del 1979 e del 1997 hanno retto alle scosse della notte. Alcune persone si sono salvate sicuramente grazie alle ricostruzioni fatte bene", ha sottolineato il sindaco di Norcia, Nicola Alemanno.

Arrestato sciacallo napoletano: il Comune sarà parte civile

Il sindaco di Napoli Luigi de Magistris ha dato disposizioni all'avvocatura municipale di costituire l'amministrazione comunale come parte civile nell'eventuale processo nei confronti del napoletano arrestato mentre tentava di introdursi in una casa disabitata di Amatrice e che è ora recluso nel carcere di Rieti.

I carabinieri del comando provinciale di Rieti hanno tratto in arresto un pluripregiudicato napoletano, Massimiliano Musella di 45 anni. Una delle pattuglie poste in campo e composta dal comandante della stazione di Leonessa e da un militare dipendente dello stesso reparto, coadiuvati da militari del 7° rgt laives, nel pomeriggio, nella frazione "Retrosi" del comune di Amatrice, hanno colto all'improvviso l'uomo che tentava di forzare con un cacciavite, la serratura di un'abitazione colpita dal sisma e disabitata. I militari lo hanno sorpreso alle spalle e l'uomo, vistosi braccato, ha tentato di divincolarsi ingaggiando con i militari, una violenta colluttazione, ferendo con il cacciavite, uno dei militari. I carabinieri al termine della breve colluttazione sono riusciti a immobilizzarlo e ad ammanettarlo. Dopo averlo disarmato, lo hanno accuratamente perquisito rinvenendo nella tasca dei pantaloni, un biglietto ferroviario datato 24 agosto 2016 tratta Napoli-Roma, confermando la tesi che il pregiudicato, era giunto sul luogo del sisma, con l'intento di far razzie all'interno delle abitazioni colpite dall'evento tellurico. L'uomo, gravato da numerosi precedenti penali per detenzione a fini di spaccio di sostanze stupefacenti, ricettazione e porto abusivo di armi e' stato tratto in arresto con l'accusa di rapina impropria e lesioni personali e tradotto presso la casa circondariale di Rieti a disposizione dell'autorita' giudiziaria locale. I militari, ricorsi alle cure mediche da parte dei sanitari presenti nel campo allestito per le vittime del sisma, sono stati giudicati guaribili in 6 giorni.

"Buttate la chiave". Il primo arresto per sciacallaggio dopo il terremoto che ha sconvolto il Centro Italia non passa inosservato: diventa argomento di discussione sui social e scatena un'ondata di commenti e tweet durissimi. "Dispiace che non sia stato legato e lasciato in pasto alla popolazione", si legge su Twitter. Con sfumature diverse, in generale, l'orientamento degli utenti è chiaro: "Adesso buttate la chiave".

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