Martedì 21 Novembre 2017 - 14:46

Una residente e una turista le due donne vittime della tragedia

Si chiamava Lina Balestrieri in Cutaneo, 59 anni, di Barano d'Ischia  ma residente a Ischia, mamma di 6 figli, e sorella di Pasquale, consigliere comunale a Ischia, la prima vittima del terremoto di ieri a Casamicciola. La donna e' rimasta schiacciata dal cornicione di una chiesa che le e' crollato addosso dopo aver parcheggiato l'auto e mentre stava per entrare in chiesa. La seconda vittima, rimasta sepolta nella casa crollata in localita' Maio, sempre a Casamicciola, si chiamava Marilena Romanini, 65 anni, nata a Brescia, ma residente a Monte San Giusto (Macerata). La Romanini era sull'isola in vacanza.

Gli esperti: possibili nuove scosse

Ad Ischia "non si possono escludere nuove scosse", ma "previsioni non se ne possono fare". Lo afferma all'Adnkronos Paolo Messina, direttore dell'Istituto di Geologia Ambientale e Geoingegneria del Consiglio Nazionale delle Ricerche, che punta il dito contro chi costruisce "in spregio a qualsiasi normativa antisismica"

"Se una scossa di magnitudo 4.0 provoca crolli, allora bisogna andare a vedere come sono state costruite le case - spiega Messina - Se siano stati applicati, o meno, criteri antisismici. Purtroppo ad Ischia, come in altre zone d'Italia, l'abusivismo imperversa". Secondo l'esperto di terremoti del Cnr, "ci sono anche problemi legati alla geologia del sottosuolo con eventuali fenomeni di amplificazione simica locale che possono provocare maggiori danneggiamenti in alcune zone rispetto ad altre".

Ischia è un'isola di origine vulcanica che si estende per circa 46 chilometri quadrati e che raggiunge una altezza di 787 metri dal livello del mare, in corrispondenza del Monte Epomeo, situato nella parte centrale di Ischia. "Si tratta di un vulcano non spento, sotto osservazione come tutti i vulcani d'Italia, ma una sua eventuale eruzione non sarebbe legata al terremoto che si è appena verificato. Sono fenomeni scollegati", spiega l'esperto.

Dello stesso parere è Alessandro Tibaldi, ordinario di geologia strutturale all'università Bicocca di Milano. "Si è trattato di un terremoto non molto energetico ma molto superficiale - afferma - condizioni nelle quali le onde scuotono in maniera davvero consistente il terreno. Ma il problema dei crolli in questo caso è dovuto al modo in cui si sono costruite le case". L'espero sottolinea che "nuovi episodi ad Ischia non si possono escludere anche se non è possibile fare previsioni", così come "va tenuto in considerazione il rischio di nuovi episodi sulla costa Flegrea in un futuro non determinabile".

Ma, assicura l'esperto, "non c'è un collegamento diretto tra possibili episodi sismici sulla penisola e il terremoto che ha colpito Ischia - spiega Tibaldi - Ci sono infatti peculiarità geologiche dell'isola che possono spiegare il terremoto di ieri sera, in particolare il sistema magmatico attivo di Ischia, isola che ha origine vulcanica".

“Nessuna connessione tra sisma e abusivismo": scoppia la polemica

Non c'e' nessuna connessione tra l'abusivismo edilizio e i danni conseguenti al sisma di ieri sera. Ad affermarlo il Comune di Ischia con un post su Facebook, che risponde cosi' alle accuse di queste ore secondo le quali un terremoto del quarto grado non puo' avere queste conseguenze. "L'Amministrazione tutta condanna le notizie false relative a presunti danni in tutta l'isola e le inesistenti connessioni tra l'evento sismico e i fenomeni legati all'abusivismo edilizio", si legge nella nota. "All'indomani dell'evento sismico registratosi nella serata di ieri 21 Agosto, con epicentro a mare al largo di Ischia- continua il comunicato- l'Amministrazione esprime cordoglio e vicinanza alle famiglie delle due vittime del terremoto che ha colpito la zona Nord occidentale dell'isola e in particolare il Comune di Casamicciola Terme. In questa tragica circostanza, anche al fine di rassicurare gli ospiti dell'isola e i loro familiari, in Italia e all'estero, che apprendono le notizie dai media, e' opportuno ribadire che, mentre ancora si scava nella zona alta di Casamicciola Terme, duramente colpita, gran parte dell'isola, dove non si e' registrato alcun crollo ne' danni a persone e a edifici, torna - velata di tristezza per le vittime - alla normalita' dei trasporti pubblici mai interrotti, delle strutture turistico-ricettive e degli esercizi pubblici aperti e a disposizione degli ospiti". L'Amministrazione, inoltre, "invita la popolazione residente e gli ospiti dell'isola a stringersi ai soccorritori non facendo mancare il sostegno della vicinanza e della solidarieta'. Ai Vigili del fuoco, alla Protezione Civile e alle Forze dell'ordine va il nostro grazie per la straordinaria opera di assistenza alla popolazione".

La presidente di Legambiente Rossella Muroni e il presidente di Legambiente Campania Michele Buonomo si uniscono al dolore della popolazione ischitana e ribadiscono come la drammaticità dell’evento ci ricorda, ancora una volta, che l'Italia è un Paese fragile e a rischio sismico dove investire nella riqualificazione degli edifici per renderli sicuri non è più rimandabile.Ischia è da sempre simbolo di abusivismo edilizio, di cementificazione disordinata e di impunità. Davanti a questa ennesima tragedia speriamo che chi in queste settimane sta cavalcando il tema dell'abusivismo di necessità, per ricercare consenso elettorale, si fermi.  In Campania, una legge regionale battezza di fatto l’abusivismo di Stato; in Sicilia il Sindaco di Licata viene defenestrato perché combatte il cemento illegale; in Sardegna la legge in discussione cerca di riaprire la cementificazione lungo le coste; nelle Marche la giunta regionale approva in tutta fretta una legge per snellire le procedure della ricostruzione passando sopra a regole e piani. Non è così che si guida un Paese e si fanno gli interessi dei cittadini. In un paese civile e democratico l’illegalità si combatte e non può essere autorizzata o giustificata dalla politica.La risposta deve essere netta e chiara e passa attraverso l’esigenza di un cambiamento del ciclo edilizio, che partendo da un piano straordinario di abbattimenti convinca governo nazionale e regionale a porre l'attenzione concreta sulla rigenerazione dei tessuti urbani, sulla riqualificazione energetica e anti sismica del patrimonio edilizio esistente.  L’Italia è un paese fragile deturpato da cemento speculativo e illegale, i cui numeri sono eloquenti: nel 2016 gli abusi sono stati circa 17 mila. In dieci anni in Campania sono state realizzate circa 60mila case abusive. E non parliamo di abusi di necessità, un fenomeno terminato alla metà degli anni novanta, ma di soggetti organizzati che hanno tirato su interi quartieri, in aree dove controllano tutto. Così negli anni abbiamo consumato il 66% delle coste calabresi, oltre il 50% di quelle campane e siciliane. E se il cemento illegale avanza velocemente le demolizioni di immobili abusivi procedono con lentezza: in Italia, dal 2001 al 2011, solo il 10,6% degli immobili è effettivamente andato giù. Una percentuale che precipita al 4% nella provincia di Napoli e rasenta lo zero a Reggio Calabria e Palermo.

Stato d'emergenza e commissario, Gentiloni firma decreto

"Il presidente del Consiglio dei Ministri, all'esito del Comitato Operativo nazionale della Protezione civile a cui ha preso parte, ha firmato il decreto che dichiara il rischio di compromissione degli interessi primari in seguito al sisma che ha colpito l'isola di Ischia nella serata di ieri. Questo decreto, nelle more del perfezionamento della dichiarazione dello stato di emergenza da parte del Consiglio dei Ministri, rende pienamente operativo l'intero Servizio nazionale della portezione civile". Lo si legge in una nota della Protezione civile. "Per assicurare un intervento tempestivo, il decreto ha previsto che sia il Capo del Dipartimento della protezione civile a coordinare tutte le forze in campo impegnate nelle operazioni di assistenza e soccorso alla popolazione. Con la successiva dichiarazione di emergenza saranno poi disponibili tutti gli strumenti straordinari che potranno essere utilizzati dal Commissario che il Capo del Dipartimento della Portezione civile nominerà con ordinanza d'intesa con la Regione Campania".

+++MIRACOLO+++SALVO ANCHE CIRO, 11 ANNI: PICCOLO GRANDE EROE

 Una notte ininterrotta piena di paura e speranza. Speranza di recuperare quei tre fratellini rimasti intrappolati sotto le macerie. Nella notte i vigili del fuoco, coadiuvati da tutti i soccorsi giunti sull'isola anche da Lazio e Toscana, hanno riportato alla luce prima Pasquale, batuffolo di 7 mesi, verso le 11 di stamattina in superficie Mathias di sette anni. Alle 13 anche Ciro, 11 anni, piccolo grande eroe, è tornato alla luce: è lui che ha guidato i soccorritori, è lui che ha infuso coraggio e speranza ai fratellini. Il bilancio del sisma, non ancora definitivo, è di 2 morti, due donne, e una quarantina di feriti. Diversi i crolli, oltre 2.500 sfollati. Numerosi anche gli alberghi dell'isola evacuati. Per tutta la notte e stamattina migliaia di turisti e di napoletani hanno preso d'assalto i traghetti per lasciare l'isola

L'isola trema alle 20,57, magnitudo 4,1 Richter. In piazza Maio è crollata la chiesa di Santa Maria del Suffragio e una palazzina abitata: anziana travolta da calcinacci, Lina Cutaneo. Un'altra donna trovata morta ma non ancora estratta perchè il corpo è schiacciato tra due solai. Nella notte estratto illeso dalle macerie un bambino di 7 mesi, Pasquale, mentre i due fratellini, Ciro e Matthias di 4 e 6 anni sono stati salvati a metà mattinata: i soccorritori li avevano già raggiunti in mattinata, dando loro dell'acqua.  Isola nel panico, migliaia in strada e pronti alla fuga. Evacuato l'ospedale Rizzoli, rimasti solo i pazienti non trasportabili, ma poi la struttura ha ripreso a funzionare: è agibile. Partiti i soccorsi da Napoli, riunione urgente della protezione civile, allertate tutte le forze dell'ordine. Attivato il piano di emergenza sanitario. Palazzo Chigi segue gli sviluppi, Gentiloni contatta De Luca. Il sisma avvertito anche nell'area flegrea di Napoli e al VomeroAnche in altre zone dell'isola, come a Barano e Forio, è stata avvertita distintamente la scossa. Il bilnacio con il passare delle ore si sta aggravando. Due i morti, una è un'anziana donna, Lina Cutaneo, colpita da calcinacci durante il crollo della chiesa Santa Maria del Suffragio a Casamicciola. Diversi feriti tra cui due in fin di vita e altri gravi. A Barano sono crollati alcuni muri perimetrali. Il terremoto di magnitudo 4,1 è stato registrato dall'Ingv nella zona di Ischia e costa Flegrea (Napoli). La scossa è stata rilevata alle 20:57 ad una profondità di 10 chilometri.

 Nell'isola il black out ha interessato vari comuni: Barano, Lacco Ameno, Ischia Porto e Forio. Al momento risultando soltanto crepe sui muri e calcinacci caduti. La scossa è stata avvertita in maniera nitida anche nei quartieri alti di Napoli, come il Vomero. 

A Lacco Ameno la scossa si e' sentita forte. Gli abitanti di via Borbonica, una zona alta del comune, appena avvertita la scossa sono scappati dalle case. Racconta Tommaso Monti, un giovane fotografo: "Ho visto crollare qualche tetto, ringhiere, muri di contenimento. Una rudere vicino alla nostra casa si e' sbriciolato all'istante. Alcune stanze di una villa sono crollate. In giro si sentono solo sirene di ambulanze e quelle dei pompieri. Siamo tutti fuori dalle case con grande paura''

Carceri, è allarme caldo

NAPOLI. Emergenza caldo nelle carceri napoletane di Poggioreale e Secondigliano è emergenza perché sono quasi duecento in più i soggetti detenuti e questa la dice lunga sul modo di vivere che le persone che stanno scontando pene o in fase cautelare o per condanne. La situazione del sovraffollamento è un problema atavico che avvolge e travolge l’intero sistema da decenni anche se occorre dire che il problema è ampiamente migliorato nel corso degli ultimi anni. Ma in carcere come quelli napoletani anche poche unità in più creano problemi, figurarsi con il caldo. L’associazione Antigone, ad un anno dalla condanna all’Italia da parte della Corte europea dei diritti dell’uomo, fa il punto sulla situazione degli istituti di pena italiani. Ad oggi, i detenuti sono 59.683, seimila in meno rispetto al 2013. I detenuti presenti al 28 febbraio 2015 sono 53.982. Il 31 dicembre 2014 erano 53.623. I detenuti nelle carceri europee sono 1 milione 737  mila. In calo di circa 100 mila unità rispetto all’anno precedente. Il 31 dicembre 2013, ovvero a sette mesi dalla sentenza pilota della Corte europea dei diritti umani nel caso Torreggiani, i detenuti erano invece 62.536. Dunque a oggi sono 8.554 in meno rispetto a fine 2013. I detenuti erano 66.897 alla fine del 2011, anno nel quale sono stati assunti i primi interventi di carattere deflattivo. Pertanto in tre anni i detenuti sono diminuiti di 12.915 unità. Va ricordato che dieci anni fa ovvero il 31 dicembre 2004 i detenuti erano 56.068, ossia 2.445 in più rispetto a oggi. I posti letto regolamentari secondo il Dap sono 49.943. Il tasso di affollamento sarebbe dunque del 108%, ovvero 108 detenuti ogni 100 posti letto. 

 

Inferno di fuoco, bruciano
ancora Napoli e provincia

Prosegue il lavoro della Protezione civile della Campania per il contrasto agli incendi boschivi ancora presenti nella regione. Dalle prime ore del giorno si è registrata la ripresa di un focolaio a Torre del Greco in zona Montedoro, traversa Garzilli. Le operazioni sono rese più complesse dalla presenza di venti settentrionali forti che, a tratti, hanno impedito agli elicotteri di alzarsi in volo. Sono quindi entrati in azione sul posto tre Canadair nazionali insieme a squadre da terra. Altri fronti si registrano a Sant'Anastasia, Barano d'Ischia, Conca dei Marini e a Napoli in zona Astroni dove, al momento, si sta intervenendo con due aerei. Le condizioni atmosferiche, sia in Costiera che in provincia di Napoli, rendono difficile l'intervento con gli elicotteri: è stata avanzata la richiesta di un nuovo mezzo nazionale. Incendi anche a Giugliano, nei pressi dell'Auchan e ad Afragola, vicino all'Ipercoop. Strade chiuse e disagi. Brucia anche Pozzuoli. Il sindaco Figliolia su Facebook: Pozzuoli è in ginocchio. Sono diversi gli incendi che stanno interessando la città, dall'Aeronautica a Monterusciello, fino a via Campana. Vigili del Fuoco, Forestale e Protezione Civile sono impegnati per domare le fiamme. Si sospetta la mano dei piromani dietro a questo assurdo e malvagio disegno. Ho chiesto alla Prefettura l'aumento dei soccorsi».  Intervento della Protezione civile del Comune di Trecase in via Cifelli, dove accanto ad un ristorante ha preso fuoco un cassonetto con materiale plastico: le fiamme sono state domate dagli operatori e dai dipendenti del locale. Il governatore Vincenzo De Luca ha seguito le operazioni dalla Sala della Protezione civile e si è recato a Torre del Greco: «C'è un disegno eversivo dietro tutto questo»

I VERDI. «Gli incendi in corso sulle colline dell’area Flegrea tra Pozzuoli, Agnano e Pianura, quelli che interessano il comune di Barano d’Ischia e il quartiere di Ponticelli a Napoli e la chiusura di alcune strade nel salernitano sempre a causa dei roghi, che fanno seguito ai disastri ambientali del Vesuvio e agli altri episodi registrati sul Taburno, nel Parco degli Astroni e in altre località costiere, ricordano molto la strategia utilizzata dalla criminalità organizzata per creare l’emergenza rifiuti nella nostra regione. Occorre indagare in tal senso per verificare se si tratti di semplici analogie o se un nuovo disegno criminale è in essere sul nostro territorio con l’obiettivo di creare l’emergenza per aprire la strada a speculazioni dei clan». Lo hanno dichiarato Francesco Borrelli consigliere regionale dei Verdi, Vincenzo Peretti, portavoce regionale dei Verdi e Palo Tozzi, consigliere Metropolitano del Sole che Ride assicurando che i rappresentanti istituzionali dei Verdi stanno seguendo da vicino le operazioni di spegnimento degli incendi.

 

Incendi, domenica infernale sul Vesuvio e a Napoli

NAPOLI. Torna a bruciare la Campania. Nuovi focolai ieri mattina sul Vesuvio, nella zona alta di Torre del Greco, dove alcune case sono state evacuate in via precauzionale. Situazione preoccupante anche a Napoli, dove tornano le fiamme nell'area degli Astroni e nel parco della Marinella si sviluppa un incendio. Situazione preoccupante anche nell'area flegrea. Spaventoso rogo e clienti in fuga dall’Auchan di Giugliano. Nella zona circostante, ai confini con il comune di Qualiano, si è sviluppato un’incendio in una zona dove esistevano delle discariche selvagge.

Cardarelli, si attenua l'emergenza barelle

NAPOLI. A 24 ore dall'insediamento l'Unità di crisi dell'ospedale Cardarelli di Napoli ha permesso di ripristinare «le normali 'straordinarie' condizioni che caratterizzano l'azienda ospedaliera». Lo rende noto il direttore generale dell'ospedale Cardarelli, Ciro Verdoliva, spiegando che «la gestione dell'emergenza barelle sta consolidando i risultati già raggiunti nel pomeriggio di ieri. L'impegno e la professionalità di tutti i 'cardarelliani' - sottolinea - non solo ha permesso di superare le criticità evidenziate ieri mattina ma conferma l'impegno che ogni giorno viene profuso a servizio dei pazienti per dare il miglior servizio, le migliori prestazioni, la migliore sanità». 

Napoli, boom di turisti a Pasquetta

NAPOLI. Pasquetta col pienone di turisti. In migliaia da stamattina si sono riversati sul lungomare, per le strade del centro storico oppure a Villa Capriccio a Capodimonte dove c'era l'iniziativa Aperipark. Mete preferite le mostre d'arte a partire da 'Totò genio' a Palazzo Reale. File ai ristoranti e nei negozi tipici, sotto la sorveglianza delle forze dell'ordine che hanno seguito il piano sicurezza per Pasqua. «I turisti stranieri hanno invaso tutte le nostre città d'arte, i numeri dei musei (quelli statali tutti aperti anche il giorno di Pasquetta) e le prenotazioni alberghiere segnano un crescita fortissima, ma soprattutto indicano che l'aumento più forte non è nelle tradizionali grandi capitali del turismo internazionale ma nei luoghi minori, nelle città d'arte e nel Mezzogiorno, ad iniziare da Napoli e Palermo che registrano veri e propri boom di presenze». Così il ministro dei Beni culturali Dario Franceschini.

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