Lunedì 20 Novembre 2017 - 22:12

De Magistris: «Ponte sullo Stretto? Applausi delle mafie»

NAPOLI. «Vediamo che ancora oggi esistono città del Mezzogiorno collegate con treni a un binario non elettrificata e che vanno a gasolio, invece abbiamo chi propone queste grandi opere pubbliche che ricevono il plauso dei grandi sistemi corruttivi delle mafie, che sono felicissime». Così il sindaco di Napoli, Luigi de Magistris, commenta la proposta del Presidente del Consiglio, Matteo Renzi, di riproporre il progetto del ponte sullo stretto di Messina, a margine delle celebrazioni per le Quattro Giornate, concluse a piazza Carità. «Vorrei - conclude de Magistris - che un giorno un presidente del Consiglio si cominciasse a occupare dei piccoli e grandi problemi del Mezzogiorno, fino ad ora abbiamo sentito solo chiacchiere. L' unica risposta è il ponte sullo stretto che dà 100 mila posti di lavoro? Noi meridionali siamo persone serie, ci stiamo riscattando con le mani pulite e senza un euro, con tanto orgoglio e vogliamo rispetto e attenzione da chi ha l'onore e l'onere di guidare il Paese». 

Terremoto, lacrime e rabbia per i funerali ad Amatrice

Ad Amatrice i funerali solenni per le vittime del violento sisma che ha colpito il centro Italia. Il vescovo di Rieti Domenico Pompili, durante l'apertura della celebrazione, ha letto tutti i nomi di chi ha perso la vita. Sono passati molti minuti, quasi otto per finire l'elenco. Al termine c'è stato un grande applauso commosso.

Ci sono centinaia di persone, nella tensostruttura allestita nel cortile del complesso don Minozzi, a rendere l'ultimo saluto alle 28 bare. Tra queste due più piccole, di bambini. Tutte disposte di fronte a un altare montato proprio in fondo sotto un grande crocifisso e la statua della Madonna della Neve. A stringersi attorno ai feretri i familiari con il loro dolore.

Ci sono anche tanti palloncini bianchi che la protezione civile ha voluto donare ai bambini. La pioggia è diminuita ma continua fin dalle prime ore del pomeriggio. Ci sono parenti, amici, corone di fiori, gonfaloni.

"La ricostruzione non sia una querelle politica o sciacallaggio, ma faccia rivivere la bellezza di cui siamo custodi", : "Il terremoto non uccide, uccidono le opere dell'uomo", è stato il monito di mons. Pompili nel corso dell'omelia. "A dire il vero - ha osservato - il terremoto ha altrove la sua genesi. I terremoti esistono da quando esiste la terra e l'uomo non era neppure un agglomerato di cellule. Senza terremoti non esisterebbero le montagne, forse neppure l'uomo. Il terremoto non uccide. Uccidono le opere dell'uomo". Da qui l'appello del presule: "La ricostruzione non sia una querelle politica o sciacallaggio, ma faccia rivivere la bellezza di cui siamo custodi". Poi l'invito di Pompili a non abbandonare queste terre perché, "disertare questi luoghi sarebbe ucciderli una seconda volta".

Alle esequie solenni di Amatrice è presente il premier Matteo Renzi, che arrivando si è fermato a salutare tutti i volontari della protezione civile, dei vigili del fuoco, gli uomini dell'esercito, della croce rossa, che lo attendevano all'ingresso della tensostruttura. Il presidente del Consiglio ha stretto le mani a uno a uno, dicendo loro "grazie'' per l'impegno di questi giorni. Visibilmente commosso, il premier a chi gli diceva 'Presidente non ci lasci soli!', dopo averli abbracciati ha assicurato che il governo "c'è e non lascerà soli" gli sfollati. Prima di sedersi Renzi è stato raggiunto da una donna delle unità cinofile che gli ha chiesto aiuto e lui l'ha rassicurata: "Ci proveremo, che cosa meravigliosa hanno fatto i cani", ha aggiunto riferendosi al 'lavoro da soccorritore' dei cani sulle aree disastrate. "Noi ci siamo. La cosa fondamentale sarà" non lasciare sole le popolazioni colpite dal sisma "quando si spegneranno le telecamere...", ha detto ancora Renzi.

Oltre al presidente della Repubblica Sergio Mattarella, c'è anche la presidente della Camera Laura Boldrini: "Sono davvero colpita da tutta questa gente che c'è qui, noi faremo tutto il possibile per aiutarli è doveroso farlo", ha detto. Gli chalet di legno prima dell'inverno sono fattibili per gli sfollati? "Speriamo, ma ci sono dei tempi per fare tutto", ha replicato, aggiungendo: "Non li lasceremo soli".

Tra i primi politici ad arrivare il governatore della Regione Lazio Nicola Zingaretti, i vicepresidenti della Camera Simone Baldelli, Roberto Giachetti e Marina Sereni. C'è pure Arturo Scotto, capogruppo di Sinistra italiana a Montecitorio. Ma ci sono soprattutto loro chi piange i propri cari, stretti nel loro dolore. Qualcuno è seduto accanto alle bare, altri si abbracciano, cercano conforto.

Intanto sono partiti i sequestri degli edifici crollati nell'ambito dell'inchiesta aperta dalla procura di Rietidopo il sisma che ha devastato Amatrice e altri centri. Tra gli stabili a cui saranno posti i sigilli anche la scuola Capranica di Amatrice.

Nuove scosse nella notte - Dalla mezzanotte sono state 16 le scosse registrate dall'Ingv. Le più leggere di magnitudo 2.0, mentre la più forte è stata quella di magnitudo 3.4 delle ore 2.35 con epicentro vicino Norcia. Finora la Rete sismica nazionale dell’Ingv ha localizzato complessivamente 2553 scosse. Lo fa sapere lo stesso Ingv spiegando che 129 sono i terremoti di magnitudo compresa tra 3.0 e 4.0, 12 quelli localizzati di magnitudo compresa tra 4.0 e 5.0 ed uno di magnitudo maggiore di 5.0, quello di magnitudo 5.4 avvenuto il 24 agosto alle ore 4.33 italiane nella zona di Norcia (Perugia).

 

 

"I funerali delle vittime del #terremoto si terranno ad Amatrice come chiedono il sindaco e la comunità locale. E come è giusto!". Così il premier Matteo Renzi in un tweet dopo le proteste dei familiari delle vittime. La cerimonia si svolgerà domani alle 18 nell'area retrostante l'istituto don Minozzi. A celebrare le esequie sarà il vescovo di Rieti, monsignor Domenico Pompili.

Il presidente del Consiglio nella sua enews si è soffermato sulla ricostruzione delle zone del centro Italia colpite dal sisma "Occorrerà - scrive Renzi - lavorare tutti insieme, senza proclami, senza annunci, senza effetti speciali, ma con l'impegno rigoroso di tutti".

"C'è una ricostruzione da coordinare nel modo più saggio e più rapido - scrive il premier - Giusto fare in fretta, ma ancora più giusto fare bene e soprattutto con il coinvolgimento delle popolazioni interessate". "La ricostruzione dovrà avvenire nel modo più trasparente - prosegue Renzi - con l'aiuto di strutture che abbiamo voluto con forza come l'Autorità Anti Corruzione presieduta da Cantone ma anche con la massima trasparenza online. Ogni centesimo di aiuti sarà verificabile a cominciare da quelli inviati via sms dagli italiani al numero della protezione civile (Sms al numero 45500, ancora attivo per chi vuole dare una mano)".

Intanto, proseguono le ricerche di dispersi all'hotel Roma, crollato nel sisma ad Amatrice, e si continua a scavare per recuperare i corpi di due vittime già individuate. Erano tre le persone che, nei giorni scorsi, i vigili del fuoco avevano localizzato sotto le macerie provocate dal terremoto. Le operazioni, complicate e delicate, hanno consentito la notte scorsa di trovare e recuperare il corpo di una donna.

Sono 19 intanto le nuove scosse registrate dall'Ingv nella notte, nelle zone terremotate del Centro Italia. Dalla mezzanotte infatti si sono registrati molti eventi sismici, compresi tra magnitudo 2.0 e 3.5. Ieri la terra aveva tremato ancora, con due forti scosse, nei centri più colpiti tanto da causare ulteriori crolli nella scuola 'Romolo Capranica' di Amatrice. In tutto, dopo il sisma di magnitudo 6.0, sono state registrate complessivamente 2220 scosse.

 

"Il nuovo bilancio delle vittime del terremoto del Centro Italia è di 290". Lo comunica la Protezione civile in una nota nella quale spiega che "la Prefettura di Rieti ha rettificato il numero precedentemente fornito e ha fissato il bilancio ufficiale delle vittime nel reatino a 240, di cui 229 ad Amatrice e 11 ad Accumoli. Resta invece di 50 vittime il bilancio nelle Marche".

"Non abbiamo mai dato numeri" dei dispersi "per la difficoltà a dimensionare il fenomeno", ha poi affermato il capo della Protezione civile, Fabrizio Curcio, aggiungendo: "Prendiamo atto che ci sono persone, tipo il sindaco di Amatrice, che ha contezza di alcuni soggetti che non tornano all'appello e dunque si dà seguito" a queste indicazioni.

"Sono 2.688 le persone assistite a seguito del violento terremoto, ospitate nei 58 campi e strutture allestite allo scopo". Comunica ancora la Protezione civile, spiegando che "16 sono le aree e le strutture allestite nel Lazio e altrettante quelle messe a disposizione nelle Marche, che danno alloggio rispettivamente a 995 e 938 persone; in 755 trovano infine alloggio nelle 26 tra aree e strutture predisposte in Umbria". "La disponibilità complessiva è di oltre 4600 posti già attrezzati, a cui si aggiunge la possibilità di allestire ulteriori moduli secondo necessità; sono già in allestimento 5 campi nella Regione Abruzzo con una capienza complessiva di oltre 350 persone", spiega la nota del Dipartimento.

Amatrice, nuovi crolli in scuola con altra scossa - Nuovi crolli ad Amatrice dopo la scossa di magnitudo 3.7 registrata nel pomeriggio alle 15.07. L'ulteriore crollo ha riguardato la scuola 'Romolo Capranica' che dal 24 agosto ha già subito diversi cedimenti. L'istituto, riconsegnata nel 2012 dopo essere stato sottoposto a un intervento di adeguamento edilizio con misure antisismiche, è parzialmente crollato con il sisma. Dopo il terremoto di magnitudo 6.0 avvenuto alle 3.36 del 24 agosto, la Rete sismica nazionale dell’Ingv "ha localizzato complessivamente 1820 eventi". Lo fa sapere lo stesso Ingv in una nota. Sono stati "115 i terremoti di magnitudo compresa tra 3.0 e 4.0, 11 quelli localizzati di magnitudo compresa tra 4.0 e 5.0 ed uno di magnitudo maggiore di 5.0, ossia quello di magnitudo 5.4 avvenuto il 24 agosto alle ore 4.33 italiane nella zona di Norcia (Perugia)".

L’allarme: in Italia attesi terremoti 30 volte più forti

In Italia i geologi si aspettano terremoti con energia 30 volte più forte di quello di Amatrice. Non si può sapere quando, né dove di preciso, ma di sicuro avverranno. L'allarme arriva dal sismologo Antonio Piersanti dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia. "I terremoti degli ultimi anni hanno portato in sé delle grandi tragedie, con un elevato numero di vittime, ma purtroppo la Terra ci sta dando degli avvertimenti - rimarca Piersanti all'Adnkronos - perché in Italia avverranno dei terremoti più forti di questo. Abbiamo la certezza che arriveranno a magnitudo 7, che equivale a un fattore + 30 di energia liberata rispetto a una magnitudo 6.0 come quello di Amatrice". I sismi che sono attesi "saranno, per intensità simili a quello dell'Irpinia nel 1980, al sisma di Messina e Reggio Calabria nel 1908" spiega ancora Piersanti che, a fronte di queste evenienze, lancia un monito "bisogna essere preparati adeguatamente in termini di qualità dell'edificato".

In Italia, del resto, si perde facilmente la memoria. "Il fatto che dal terremoto dell'Irpinia del 1980 a quello di Colfiorito del 1997, non ci sono stati sismi molto forti - aggiunge - se da una parte è stata una fortuna, dall'altra ha fatto sì che si sia persa la memoria in un momento in cui l'economia italiana cresceva molto e si facevano investimenti. Dal 1997 invece i terremoti di una certa intensità si sono ripetuti con una maggior frequenza, nel 2002 San Giuliano di Puglia, nel 2009 L'Aquila, nel 2012 l'Emilia Romagna e quest'anno il terremoto di Amatrice.

Quanto alla zona di Norcia, che pur essendo equidistante dall'epicentro rispetto ad Amatrice e Accumoli, ha subito pochi danni, il sismologo conferma che ciò è dovuto "di sicuro alla qualità del costruito ma è possibile che a Norcia ci siano stati fenomeni più favorevoli (tecnicamente la direttività e gli effetti di sito) e quindi hanno prodotto danni minori". Questi parametri, che in qualche modo vanno a influenzare la distruttività di un terremoto, però possono essere studiati successivamente, alle volte occorrono settimane e quindi, per ora "sono solo ipotesi che andranno confermate". A Norcia, d'altra parte, la qualità del costruito è migliore in virtù dei processi di adeguamento e di ricostruzione successivi ai terremoti della Val Nerina del 1979 e di Colfiorito del 1997.

Un modello a cui guardare è sicuramente il Giappone. "Un obiettivo difficile da raggiungere - dichiara infine Piersanti - ma è importante puntare verso quella meta. Anche se è chiaro che il patrimonio edilizio del Giappone era ed è diverso e magari per loro, è più semplice".

 

«L’Italia abbandoni sassi e mattoni»

L’Italia deve capire che "edifici costruiti con sassi e mattoni non possono resistere in alcun modo alle enormi forze generate da un terremoto": costruzioni del genere si possono proteggere "solo adottando una struttura che isola l'edificio al livello delle fondazioni", ma che è una soluzione molto costosa, improponibile per semplici abitazioni. Così Taro Yokoyama, professore associato alla Shibaura Institute of Technology e responsabile della LowFat Structures, società attiva nel campo della progettazione e della ristrutturazione di edifici anti-sismici, sintetizza, in un colloquio con l'Adnkronos, il dilemma legato alla protezione del patrimonio architettonico, ma soprattutto delle vite umane nelle aree più sismiche del nostro Paese.

Con la sua sequenza quasi ininterrotta di gravi terremoti (ma che negli ultimi anni ha registrato un numero bassissimo di vittime) il Giappone ha maturato una enorme esperienza nelle realizzazione e nell'adeguamento antisismico dei case, palazzi e grattacieli. “Dopo il devastante terremoto che nel 1978 ha colpito la prefettura di Miyagi – ricorda l’ingegner Yokoyama - in Giappone le tecnologie costruttive hanno subìto profondi cambiamenti”.

"Oltre ai progressi nell'analisi strutturale, grazie ai miglioramenti delle tecnologie informatiche oggi possiamo analizzare in dettaglio ogni edificio. La progettazione– aggiunge - ha tratto beneficio dai dati rilevati dai sismografi: al largo delle coste giapponesi ci sono numerosi rilevatori sul letto del mare che ci permettono di rilevare ogni movimento sismico".

Yokoyama sottolinea come la filosofia che guida la progettazione di nuovi edifici sia 'flessibile', ovvero quella di adottare le soluzioni costruttive e di scegliere i materiali in base al tipo di edificio da realizzare: “In Giappone – spiega - abbiamo l'E-Defense, un laboratorio per simulare sui vari livelli di intensità la resistenza di edifici, costruiti in scala reale nei vari materiali, dal legno al cemento armato, e dimensionare la progettazione in base ai risultati ottenuti. Non c'è un materiale più sicuro di altri: l'importante è che la struttura e l’altezza dell'edificio si adattino ai materiali prescelti”.

Non è un caso, d’altronde, spiega l’esperto, che "gli edifici antichi giapponesi che sono sopravvissuti ai giorni nostri sono costruiti in legno, un materiale 'morbido' in grado di resistere alle scosse di un terremoto".

Tuttavia, ammette Yokoyama, "le metodologie giapponesi possono essere adottate solo per le nuove costruzioni. Per quelle più antiche, di valore storico e culturale, non abbiamo uno standard: nei casi più rilevanti ricorriamo alla struttura di isolamento per ridurre l'impatto dei terremoti. Ad esempio, il National Museum of Western Art in Tokyo (disegnato da Le Corbusier), una struttura che di recente è stata riconosciuta come un Heritage Site dall'Unesco, è stato ammodernato utilizzando questo sistema".

L’ingegnere sottolinea l’importanza di un continuo dialogo fra autorità e tecnici per mettere a frutto le nuove tecnologie: in Giappone, spiega, "i principi guida sono contenuti nei New Earthquake-Resistant Construction Standards, la cui idea portante è quella di proteggere le vite umane evitando il crollo degli edifici. In ogni caso quando ci sono modifiche nelle normative vengono immediatamente comunicate e i progettisti devono prevederle nei loro progetti".

Non sempre la pur avanzata tecnologia nipponica riesce a impedire devastazioni: “Nello scorso aprile – ricorda - nella prefettura di Kumamoto si sono verificati una serie di terremoti che hanno raggiunto ripetutamente il livello 7 della scala di misurazione giapponese. In questo caso edifici che sono rimasti in piedi dopo la prima scossa hanno finito con il crollare in occasione delle successive. Ma questo è un tipo di terremoti che è difficile da prevedere".

Per gli interventi sul patrimonio abitativo italiano, l’esperto giapponese ha una indicazione preziosa: “L'importante è rafforzare le divisioni verticali in maniera adeguata in caso di ristrutturazione. In particolare per le abitazioni più basse la resistenza ai terremoti è determinata dal comportamento dei muri”.

 

Terremoto: è il giorno del dolore e delle lacrime

Si sono tenuti alla presenza delle massime autorità dello Stato, i funerali solenni per le vittime del versante marchigiano del terremoto. "Questo è il saluto della comunità per le nostre vittime, a cui uniamo nel ricordo i fratelli di Accumoli a Amatrice perché siamo un'unica famiglia", ha detto il vescovo Giovanni D'Ercole, aprendo la cerimonia.

"Cari amici, in questi giorni abbiamo sofferto, sperato e pianto insieme. Ora è arrivato il momento della speranza. Molti mi hanno detto 'che si fa ora?' Quante volte l'ho sentito dire. E' una domanda oggi senza risposta. La risposta forse è il silenzio, e la pace e per me la preghiera", ha aggiunto il vescovo. "Questa notte - ha detto- ho rivolto questa domanda a Dio, gli ho presentato l'angoscia di tante persone, queste persone strappate da loro famiglie, sventrati dal terremoto. Che faranno?".

"Non abbiate paura, non vi lasceremo soli", ha proseguito ricalcando le parole di Papa Wojtila. "Io non vi abbandono - ha detto rivolgendosi ai familiari delle vittime - ma voi non perdete il coraggio, perché solo col coraggio potremo ricostruire le nostre case e le nostre chiese. E ridare la vita alle nostre comunità".

Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella subito la conclusione della funzione religiosa ha raggiunto le bare delle vittime marchigiane del terremoto per un saluto con i familiari. Il Capo dello Stato ha distribuito strette di mano, fermandosi per qualche minuto con tutte le famiglie colpite dalla tragedia della perdita.

"Presidente, non ci abbandonate. Vi prego, non lasciateci soli". Così un giovane si è rivolto a Mattarella. "No, state tranquilli - la risposta del presidente - non vi abbandoneremo". Il capo dello Stato si è poi fermato a confortare per qualche minuto il giovane, visibilmente scosso.

"Grazie per quello che fate", ha detto il Capo dello Stato ribadendo suo ringraziamento ai soccorritori nella sua visita ad Amatrice. Dopo aver attraversato la zona rossa e aver visitato il Coc, Mattarella, accompagnato dal sindaco di Amatrice Sergio Pirozzi, e dal presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti, si è diretto alla tendopoli. Il capo dello Stato si è poi recato ad Accumoli. Come nella tappa precedente, effettuata in forma strettamente riservata, Mattarella ha visitato brevemente il borgo, per incontrare poi il personale che sta assistendo le famiglie alloggiate nella tendopoli, allestita ai margini del centro abitato.

"A Mattarella ho detto: 'lei potrebbe essere ricordato come il presidente della ricostruzione a tempo di record. Non si lasci sfuggire questa chance'", ha detto Pirozzi, raccontando a Rainews24 l'incontro con il presidente della Repubblica. "Lui può diventare il presidente del record - ha ribadito Pirozzi-. Sarebbe il coronamento dei un impegno politico di tanti anni". Prima di decollare nuovamente in direzione di Accumoli, Mattarella ha abbracciato il sindaco, che lo ha accompagnato per tutto il tragitto nella città demolita.

"Noi ci siamo e ci saremo, mi raccomando alla tenuta psicologica delle comunità che è fondamentale". Così il premier Matteo Renzi a un gruppo di sindaci marchigiani al termine dei funerali.

"L'idea dei bambini mi distrugge. Mi dispiace tanto, tantissimo". Così Agnese Renzi, scossa dai singhiozzi, si rivolge a una donna della protezione civile al termine dei funerali solenni nella palestra di Ascoli.

Sono state 35 le scosse di terremoto succedutesi nelle aree del sisma dalla mezzanotte di ieri. La più forte di magnitudo 4.0 è stata registrata dall'Ingv alle 4.50 nella provincia di Ascoli Piceno, a 7 km da Montegallo e 8 km da Arquata del Tronto a una profondità di 8 km.

Intanto continua ad aggravarsi il bilancio delle vittime. Secondo gli ultimi dati forniti dalla Protezione civile, sono infatti salite a 290 le vittime, 224 delle quali ad Amatrice, dove nelle ultime ore sono stati recuperati altri tre corpi. Sono 388 i feriti ospedalizzati. Rispondendo a chi gli chiedeva se le tre nuove vittime estratte dalle macerie ad Amatrice fossero state trovate sotto l'hotel Roma, il vice capo del Dipartimento della Protezione civile, Angelo Borrelli, ha spiegato: "Non ho un dato sull'hotel Roma, abbiamo il dato ufficiale della prefettura". Sempre la Protezione civile riferisce che sono circa 2.500 le persone rimaste senza casa.

Il Procuratore - "No, quanto accaduto non può essere considerato solo frutto della fatalità. L'esperienza e la logica ci dicono che, ad Amatrice, le faglie hanno fatto tragicamente il loro lavoro. E questo si chiama destino. Ma se gli edifici fossero stati costruiti come in Giappone, non sarebbero crollati". A parlare, in un colloquio con Repubblica, è il procuratore capo di Rieti, Giuseppe Saieva.

Nuove scosse nella notte tra Umbria, Lazio e Marche. La più forte, registrata dall'Ingv questa mattina alle 6.28 sempre nella zona di Rieti già colpita duramente dal sisma del 24 agosto, ha avuto unamagnitudo 4.8. La forte scossa avvertita ad Amatrice è avvenuta a una profondità di 11 km. Altre scosse di magnitudo inferiore continuano ad essere registrate anche questa mattina . E nuovi crolli sono avvenuti ad Amatrice dopo la forte scossa. Nei crolli, a quanto si apprende, non risultano coinvolte le squadre dei vigili del fuoco che stanno continuando a scavare tra le macerie nel paese duramente colpito dal sisma.

E' di 280 il bilancio aggiornato delle vittime. E' quanto ha detto Titti Postiglione, direttrice dell'ufficio emergenza della Protezione civile, stamane nel corso di una conferenza stampa. Sono oltre 400 i feriti in totale. Delle 267 vittime del sisma, 207 hanno perso la vita ad Amatrice, 11 ad Accumuli e 49 ad Arquata. I feriti portati in ospedale sono 387 ma alcuni di loro sono stati dimessi. "Dall'inizio di questa sequenza - ha aggiunto - l'Ingv ha registrato 928 scosse. Solo dalla mezzanotte di oggi se ne sono avute 57 e tra questo quella 4.8 delle 6.28 di questa mattina".

Sono 2100 i posti letto occupati dagli sfollati nelle tendopoli allestite nel Lazio e nelle Marche subito dopo il sisma. La disponibilità di posti letto attualmente è di 3500 ma potrebbe aumentare in base alle necessità, soprattutto nel corso della notte. Dei 2100 gli sfollati nelle tendopoli allestite dalle unità mobili delle varie regioni e dalle associazioni di volontariato, 653 hanno passato la notte nel Lazio, 920 nelle Marche e 600 in Umbria. Le associazioni di volontariato presenti sul territorio sono la Cisom, l'Anpas e l'associazione Misericordie.

Il Ponte 'A tre occhi' sulla strada regionale 260 che porta ad Amatrice - ha informato Postiglione - è stato chiuso perché danneggiato. "Danno che si è acutizzato dopo la scossa di questa mattina", ha spiegato. Al momento si sta cercando una soluzione alternativa perché "è un ponte molto importante per il trasporto, per la movimentazione dei soccorritori. Sul posto ci sono il gestore della strada, i vigili del fuoco, le forze del Genio dell'esercito italiano per valutare la situazione e capire quale soluzione è possibile".

FUNERALI - Si terranno domani alle 11,30 ad Ascoli Piceno i funerali delle vittime marchigiane. Alla cerimonia nella palestra di fronte l'obitorio di Ascoli parteciperà anche il capo dello Stato Sergio Mattarella. A celebrare i funerali sarà il vescovo di Ascoli monsignor Giovanni d'Ercole. In concomitanza col rito, il presidente del Consiglio ha proclamato una giornata di lutto nazionale con l'esposizione di bandiere a mezz'asta sugli edifici pubblici dell’intero territorio italiano. Lo comunica in una nota Palazzo Chigi. A quanto apprende l'Adnkronos, domani il premier Matteo Renzi sarà ad Ascoli Piceno per assistere ai funerali.

Intanto, il Cdm ha deliberato "lo stato di emergenza e i primi 50 milioni di euro per i primi interventi necessari, il blocco delle tasse che - ha detto il premier Matteo Renzi - il ministro Padoan si accinge a firmare: tutte misure iniziali ma che sono il primo segno di attenzione per i territori terremotati". "Prima di essere dei politici, siamo degli uomini. Per questo ora diamo la priorità al dolore e alle lacrime" ha detto Renzi. Dolore, lacrime, ma anche "grande orgoglio" per la "straordinaria reazione popolare", che c'è stata, "in Italia e anche all'estero". "E' stata una gigantesca calamità naturale'', ma ora "la priorità di questo governo è la ricostruzione".

Per quanto riguarda i tempi della ricostruzione assicura:"Vogliamo procedere il più veloce possibile". "L'Italia non deve avere una concezione solo emergenziale. Nella gestione dell'emergenza siamo i più bravi del mondo, ma non basta. Adesso serve un salto di qualità per affermare la cultura della prevenzione".

 

"No a città nuove, i paesi rinascano dov'erano". Il ministro delle Infrastrutture, Graziano Delrio, boccia il modello delle new town inaugurato a L'Aquila dopo il sisma del 2009 e, in un'intervista al Corriere della Sera, si dice certo che "i sindaci preferiranno ricostruire il proprio paese lì dov'era, non abbandonare quello vecchio per farne uno nuovo da un'altra parte. Sono stato sindaco, come Matteo Renzi. E le nostre città sono la nostra storia, tanto più in quei piccoli borghi che rappresentano il cuore dell'Italia. La gente che vive lì va ascoltata, il governo non forzerà la mano".

 

Si è aggravato il bilancio delle vittime del violento terremoto che ieri ha colpito il Centro Italia: sono 250 i morti, in base ai dati comunicati dalle Prefetture di Rieti e Ascoli Piceno. Lo rende noto il Dipartimento della Protezione civile. In particolare, 190 sono le vittime in provincia di Rieti e 57 quelle accertate ad Arquata del Tronto, il Comune in provincia di Ascoli Piceno completamente devastato, insieme ad Amatrice e Accumoli, dal sisma. E' quanto si apprende da fonti della Protezione civile delle Marche. I soccorritori continuano a scavare alla ricerca di persone che potrebbero ancora essere sotto le macerie. Ci sono inoltre 264 feriti ricoverati in diversi ospedali.

''Le vittime tra Pescara del Tronto e Arquata sono 57. Al momento si stanno cercando due persone sotto le macerie ad Arquata centro e ci hanno segnalato anche una coppia che dovrebbe trovarsi sotto una casa che è completamente crollata a Pescara del Tronto, ma purtroppo i cani molecolari non fiutano la presenza di persone in vita'', riferisce all'Adnkronos il sindaco di Arquata del Tronto, Aleandro Petrucci. Secondo il sindaco di Amatrice, Sergio Pirozzi, solo ad Amatrice "al momento il bilancio è di oltre 190 vittime".

Per tutta la notte si è continuato a scavare. Dalle macerie dell'istituto delle suore, proprio all'inizio del corso di Amatrice, "sono state tirate fuori tre persone, stiamo cercando una quarta", riferisce Marco Piergallini, dei vigili del fuoco di Roma, sul posto insieme agli altri soccorritori e alle unità cinofile. L'obiettivo è "tirare fuori tutti quelli che si presume siano dentro sia dalle testimonianze che da quanto viene tracciato dalle strumentazioni", spiega. L'edificio, sventrato e accartocciato su se stesso, è un cumulo di macerie, mentre la ruspa sposta i detriti, i vigili del fuoco proseguono le ricerche anche con l'aiuto dei cani da salvataggio.

E mentre per molti sfollati, si calcola siano almeno 2.500, è stata una notte trascorsa in tenda, la terra ha continuato a tremare nelle zone colpite ieri dal devastante sisma . Nella notte si sono verificate oltre 60 repliche, con la scossa più forte, di magnitudo 4.5, registrata dall'Istituto di Geofisica e Vulcanologia (Ingv) alle 5,17 di questa mattina a una profondità di 10 chilometri. L'epicentro è tra Accumoli, nel Reatino, e Arquata del Tronto, in provincia di Ascoli Piceno. Altre scosse registrate dall'Ingv sono avvenute nella zona di Rieti alle 4,51, magnitudo 3.9, e due minuti dopo nella provincia di Ascoli Piceno, con una magnitudo di 2.8.

Sono circa 4370 gli uomini e le donne appartenenti alle diverse strutture operative di Protezione civile, ai centri di competenza tecnica scientifica o alle aziende erogatrici di servizi essenziali, dispiegati sul territorio. A questi, fa sapere la Protezione civile, si aggiunge tutto il personale delle amministrazioni territoriali delle aree colpite dal sisma nonché quello delle colonne mobili attivate da fuori regione (Abruzzo, Friuli Venezia Giulia, Molise, Emilia Romagna, Toscana) per portare aiuto.

La Protezione civile ricorda inoltre che sono attivi i seguenti numeri verdi informativi: contact center della Protezione civile nazionale: 800840840; sala operativa della protezione civile Lazio: 803 555; numero verde della Protezione Civile delle Marche 840001111. Per la raccolta di offerte di beni e servizi in favore delle popolazioni colpite, la Regione Lazio e la Regione Marche hanno attivato due caselle di posta dedicate: per il Lazio le offerte possono essere inviate a sismarieti@regione.lazio.it. Per le Marche il riferimento è prot.civ@regione.marche.it. È infine attivo il numero solidale 45500, tramite cui è possibile donare due euro a sostegno delle popolazioni colpite dal terremoto inviando un sms o chiamando da rete fissa.

 

Continua ad aggravarsi il bilancio del violento terremoto che ha colpito nelle prime ore di questa mattina l'area compresa tra Lazio, Umbria e Marche, distruggendo quasi del tutto o in parte alcuni paesi. Solo ad Amatrice sono al momento 35 le vittime accertate,è quanto confermato all'Adnkronos dal sindaco del paese, Sergio Pirozzi.

Ci sono inoltre centinaia di feriti, decine di dispersi sotto le macerie e migliaia di sfollati. Oltre ad Amatrice, i centri più colpiti sono Accumoli nel reatino (Lazio) e Arquata del Tronto, appena subito dentro il confine delle Marche, in provincia di Ascoli Piceno, dove si contano 10 morti.

La scossa più forte, di magnitudo 6.0, si è verificata alle 3.36 nella provincia di Rieti. Circa un'ora dopo, alle 4.32 e alle 4.33, altre 2 scosse di magnitudo 5.1 e 5.4 si sono verificate a 5 km da Norcia (Perugia). Nel complesso, nell'arco di 3 ore, le scosse sono state in tutto 39. Il sisma è stato avvertito con forza anche a Roma e in tutto il Centro Italia.

Sono attivi i numeri verdi: del contact center della Protezione civile nazionale, 800840840, e della sala operativa della protezione civile Lazio, 803 555. Facebook ha attivato la funzione per comunicare ai propri amici le proprie condizioni: #terremoto.

"In questa fase il calcolo del numero dei dispersi è complicato dal fatto che nella zona sono presenti molti turisti oltre ai residenti", ha spiegato Immacolata Postiglione, responsabile ufficio emergenze della protezione civile. Quanto alla situazione sanitaria, ha poi chiarito che non risulta al momento un'emergenza sangue.

Amatrice -"Sono crollati interi condomini, case al centro, tre quarti del paese è distrutto", ha riferito all'Adnkronos il sindaco di Amatrice, Sergio Pirozzi. Si cerca ancora tra le macerie del convento 'Don Minozzi', nella speranza di ritrovare in vita le 3 suore e i 4 ospiti della struttura che mancano all'appello dopo il sisma. Mentre altre tre religiose sono state messe in salvo dai soccorritori. "L'obiettivo in queste ore è tirare fuori dalle macerie più gente viva possibile - ha aggiunto Pirozzi- Nelle frazioni vicine non ci sono stati grossi problemi, i soccorsi sono al lavoro e gli elicotteri viaggiano ogni secondo" (Guarda le foto). "Qui è un dramma vero, sono nel mezzo di un paese che non c'è più", aveva detto poco dopo le scosse. "Sul corso ha retto solo il campanile, spero sia un segno di buon auspicio", ha sottolineato Pirozzi riferendosi all'antico campanile della Torre Civica, risalente al XIII secolo, simbolo di Amatrice. "Spero che significhi che la città non sia destinata a morire ma che potrà risollevarsi e rinascere", ha concluso.

Accumoli - Sono 20 i morti accertati in questo paese del reatino. Ma un'intera famiglia - padre, madre e due bambini - è ancora sotto le macerie. I quattro non rispondono ai soccorritori, che sono al lavoro sul posto e che avrebbero per il momento individuato ed estratto il corpo senza vita di uno dei bambini. I piccoli hanno 9 mesi e sette anni. "Ci sono almeno 2mila sfollati. La situazione è drammatica. Poche case hanno retto al terremoto siamo in mezzo alle macerie", ha detto in lacrime il sindaco Stefano Petrucci.

Marche - Decine i morti ad Arquata del Tronto e frazioni (Ascoli Piceno). "Nella frazione di Pescara la situazione è complicata anche perché la strada statale di accesso, che è quella che collega Ascoli a Norcia-Spoleto, è lesionata", spiega all'Adnkronos il sindaco di Ascoli Piceno Guido Castelli. Ci sono anche una ventina di feriti tra codici gialli e rossi, ricoverati all'ospedale di Ascoli Piceno, ha riferito Maurizio Ferretti, responsabile del Centro Funzionale della protezione civile regionale delle Marche. "Otto vittime sono ad Arquata del Tronto e altre due in altre frazioni e località - spiega - ci sono ancora dispersi anche perché nella zona ci sono turisti ed è in corso una ricognizione delle case". "A Pescara del Tronto potrebbero esserci una decina di dispersi ma non è facile avere un quadro preciso. In questo periodo oltre ai residenti qui c'è chi torna in paese per trascorrere le vacanze e il centro si ripopola", ha riferito all'Adnkronos Aleandro Petrucci, sindaco di Arquata del Tronto aggiungendo: "La situazione è drammatica, un vero disastro. Il paese non esiste più, quasi tutte le case di Pescara del Tronto sono crollate".

Curcio: "Sisma paragonabile a quello dell'Aquila" - "Si è trattato di un terremoto di magnitudo importante, che ha prodotto uno scuotimento rilevante, di valore paragonabile a quello dell'Aquila'', ha detto il capo del dipartimento della Protezione civile, Fabrizio Curcio. "L'Aquila è un capoluogo di regione, qui la popolazione è più diffusa quindi è possibile un impatto meno gravoso in termini di vite umane", ha precisato.

Umbria - Il terremoto di stamane - informano dalla Sala operativa della Protezione civile regionale dell'Umbria - ha colpito maggiormente la zona della fascia appenninica umbro-laziale. In Umbria si segnalano danni principalmente nei Comuni di Norcia e Cascia, mentre non si hanno notizie di morti o di feriti nella regione. Sono stati segnalati danni a numerose abitazioni che sono state evacuate e ad alcuni beni monumentali tra cui la Chiesa di S. Benedetto a Norcia, danni anche alle mura benedettine e crolli in alcune abitazioni a Castelluccio. Per quanto riguarda la viabilità al momento è interrotta la strada tra Borgo Cerreto e Norcia. Risultano inoltre danni alla rete elettrica per il crollo di un traliccio in prossimità della galleria S.Benedetto e la temporanea interruzione dei servizi ferroviari su una tratta della Orte Falconara che però vengono effettuai con servizi sostitutivi su gomma. "Gli edifici ricostruiti con i criteri antisismici dopo i terremoti del 1979 e del 1997 hanno retto alle scosse della notte. Alcune persone si sono salvate sicuramente grazie alle ricostruzioni fatte bene", ha sottolineato il sindaco di Norcia, Nicola Alemanno.

Arrestato sciacallo napoletano: il Comune sarà parte civile

Il sindaco di Napoli Luigi de Magistris ha dato disposizioni all'avvocatura municipale di costituire l'amministrazione comunale come parte civile nell'eventuale processo nei confronti del napoletano arrestato mentre tentava di introdursi in una casa disabitata di Amatrice e che è ora recluso nel carcere di Rieti.

I carabinieri del comando provinciale di Rieti hanno tratto in arresto un pluripregiudicato napoletano, Massimiliano Musella di 45 anni. Una delle pattuglie poste in campo e composta dal comandante della stazione di Leonessa e da un militare dipendente dello stesso reparto, coadiuvati da militari del 7° rgt laives, nel pomeriggio, nella frazione "Retrosi" del comune di Amatrice, hanno colto all'improvviso l'uomo che tentava di forzare con un cacciavite, la serratura di un'abitazione colpita dal sisma e disabitata. I militari lo hanno sorpreso alle spalle e l'uomo, vistosi braccato, ha tentato di divincolarsi ingaggiando con i militari, una violenta colluttazione, ferendo con il cacciavite, uno dei militari. I carabinieri al termine della breve colluttazione sono riusciti a immobilizzarlo e ad ammanettarlo. Dopo averlo disarmato, lo hanno accuratamente perquisito rinvenendo nella tasca dei pantaloni, un biglietto ferroviario datato 24 agosto 2016 tratta Napoli-Roma, confermando la tesi che il pregiudicato, era giunto sul luogo del sisma, con l'intento di far razzie all'interno delle abitazioni colpite dall'evento tellurico. L'uomo, gravato da numerosi precedenti penali per detenzione a fini di spaccio di sostanze stupefacenti, ricettazione e porto abusivo di armi e' stato tratto in arresto con l'accusa di rapina impropria e lesioni personali e tradotto presso la casa circondariale di Rieti a disposizione dell'autorita' giudiziaria locale. I militari, ricorsi alle cure mediche da parte dei sanitari presenti nel campo allestito per le vittime del sisma, sono stati giudicati guaribili in 6 giorni.

"Buttate la chiave". Il primo arresto per sciacallaggio dopo il terremoto che ha sconvolto il Centro Italia non passa inosservato: diventa argomento di discussione sui social e scatena un'ondata di commenti e tweet durissimi. "Dispiace che non sia stato legato e lasciato in pasto alla popolazione", si legge su Twitter. Con sfumature diverse, in generale, l'orientamento degli utenti è chiaro: "Adesso buttate la chiave".

Allarme dei geologi: adesso c’è un alto rischio di frane

Si stanno muovendo rapidamente i geologi del Consiglio Nazionale dei Geologi (Cng) che si sono messi a disposizione delle istituzioni per verificare lo stato del territorio nelle aree del Centro Italia colpite dal terremoto. "Dopo un terremoto ci sono rischi residui e rischi indotti dal sisma e, fra questi, quelli che ci preoccupano di più sono l'elevato rischio frane ed il rischio di sprofondamenti" anticipa all'Adnkronos il geologo Raffaele Nardone, raggiunto telefonicamente mentre si sta recando ad Amatrice proprio per osservare lo stato del territorio. "La Protezione Civile attiverà direttamente questi controlli, noi andiamo a sostegno delle verifiche dello stato dei territori colpiti" spiega Nardone.

"Dopo un terremoto c'è il rischio di sprofondamenti del territorio perchè nel suolo esistono cavità che vengono danneggiate a causa delle scosse. Questi danni provocano fratture nella roccia ed il rischio conseguente di vedere la terra sprofondare. Una situazione che rimanda al rischio di ulteriori crolli, ulteriori danni e possibili ulteriori vittime" spiega ancora il geologo Nardone che, come tutti i geologi del Cng, ha inviato la lettera di "messa a disposizione" presso la Protezione Civile per interventi di supporto relativi al controllo del suolo e del territorio.

A preoccupare i geologi del Cng, inoltre, è anche l'alto rischio frane dopo un sisma. "Andiamo a verificare possibili frane indotte dalle scosse. Dopo un sisma, infatti, frane in equilibrio, e rimaste tali dopo la scossa principale, possono essere riattivate sotto la sollecitazione delle ripetute repliche" spiega ancora Nardone. Le scosse di assestamento, che al momento stando ai dati dell'Ingv sono già arrivate a 470 nell'area colpita dal sisma del centro Italia, "provocano ulteriori sollecitazioni al terreno con incremento del rischio di crolli anche gravi" incalza il geologo.

Per questo, anticipa ancora Nardone, "ora andiamo ad Amatrice anche per aiutare nella verifica dello stato di stabilità di viadotti, ponti ed edifici, proprio controllando lo stato del terreno su cui poggiano queste strutture". Frane e sprofondamenti, aggiunge il geologo, potrebbero "intralciare i soccorsi e la gestione degli interventi" e la "Protezione Civile avvierà l'attività di verifica del territorio con ingegneri, architetti ed esperti e noi siamo pronti ad affiancarli".

 

Sono diversi i messaggi di solidarietà e di cordoglio che cominciano ad affluire a palazzo Chigi da altri governi esteri per le vittime del terremoto di questa notte. E non mancano neanche i messaggi di disponibilità ad intervenire nei soccorsi, se necessario.

Tra i molti che hanno fatto pervenire la loro vicinanza all'Italia, la cancelliera tedesca Angela Merkel, il presidente francese Francois Hollande, il primo ministro olandese Mark Rutte e quello maltese, Joseph Muscat, il presidente russo Vladimir Putin, il primo ministro d'Israele, Benjamin Netanyahu e il leader socialista spagnolo, Pedro Sanchez.

La Germania offre inoltre aiuto all'Italia colpita dal terremoto. "Ho ricevuto con orrore le notizie dall'Italia sul terremoto di stanotte - si legge in un comunicato diffuso dal ministro degli Esteri tedesco, Frank Walter Steinmeier - in questo momento di lutto e solidarietà siamo a fianco dei nostri amici italiani. Siamo pronti a offrire aiuto se necessario".

Solidarietà arriva poi dal portavoce della cancelliera Angela Merkel: "I nostri pensieri sono rivolti ai nostri amici italiani e a tutti coloro che sono stati colpiti dal terremoto" scrive Steffen Seibert su Twitter.

Il presidente russo Putin ha inviato al premier Matteo Renzi un telegramma di condoglianze per "la perdita di vite umane a seguito del devastante terremoto nelle regioni centrali d'Italia". Nel telegramma, rende noto il sito del Cremlino, Putin "condivide il dolore del popolo amico italiano" ed esprime la "disponibilità a rendere l'assistenza necessaria a seguito del disastro".

La piccola Giulia estratta viva dalle macerie

Applausi e commozione per il ritrovamento della piccola Giulia, estratta viva dalle macerie di Amatrice diverse ore dopo il terribile terremoto che ha colpito il Centro Italia causando un bilancio ancora parziale di 247 vittime. A salvarla, l'eccezionale lavoro di volontari e Vigili del Fuoco, da 24 ore impegnati senza sosta nella ricerca di superstiti. Il salvataggio della bimba è stato ripreso e diffuso da Sky Tg24, presente nei luoghi colpiti dal terremoto.​

 

"Questo è il tempo della commozione ma anche dell'azione. Voglio dire una cosa con il cuore in mano agli italiani: nei momenti di difficoltà l'Italia sa cosa deve fare, nei momenti in cui le cose non vanno, l'Italia tutta intera sa mostrare il suo lato più bello. Prendiamo l'impegno, qui, oggi, che nessuno resterà solo, nessuna famiglia, nessun comune, nessuna frazione. Mettiamoci al lavoro, perché nelle prossime ore si possano continuare a strappare vite dalle macerie e restituire una speranza ai territori così duramente provati". Così il presidente del Consiglio Matteo Renzi in una dichiarazione a palazzo Chigi, a poche ore dal violento terremoto che ha colpito il Centro Italia.

"Dalle 3.37 di questa notte tutta la macchina operativa istituzionale e del volontariato si è messa in moto con determinazione e decisione. A chi ha scavato a mani nude, a chi ha lavorato per assicurare le comunicazioni, coordinato le prime fasi dell'emergenza, che sono sempre le più drammatiche, vorrei che a tutti e a ciascuno di loro arrivasse il grazie del governo e di tutti gli italiani. Salvando una vita, hanno dimostrato quanto grande possa essere il peso, l'importanza e la forza della Protezione civile", ha detto ancora Renzi aggiungendo: "Nei territori interessati e soprattutto nelle province di Rieti e Ascoli Piceno, nei comuni di Amatrice, Accumoli e Arquata del Tronto, in queste ore il lavoro continua. Dobbiamo attrezzarci per l'emergenza dei prossimi giorni e delle prossime settimane, ma innanzitutto la priorità è continuare a scavare tra le macerie".

"Nel tardo pomeriggio - ha concluso il presidente del Consiglio - visiterò personalmente la zona e parteciperò alle riunioni operative con le strutture interessate, che questa mattina hanno accolto già i presidenti delle regioni, il capo del dipartimento della Protezione civile e il ministro delle Infrastrutture".

Ex Resit, via alla messa in sicurezza

GIUGLIANO . «È un momento di grande importanza perché interveniamo su uno dei simboli degli intrecci tra malaffare e interessi economici e della subalternità della Campania e del Mezzogiorno». A dirlo, nel corso dell'avvio dei lavori di messa in sicurezza della discarica ex Resit di Giugliano, è il presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca. «Questa opera si unisce alla bonifica di 48 siti che al 70 per cento è già completata e che sarà conclusa entro la fine dell'anno. Il tutto si inserisce nell'ambito di un piano complessivo per rendere la Campania autonoma nel ciclo di gestione dei rifiuti - dice De Luca -. Il piano prevede, oltre alla bonifica dei siti e allo smaltimento delle ecoballe, l'incremento della raccolta differenziata fino al 65 per cento su base regionale e la costruzione di dieci impianti di compostaggio per evitare di continuare a mandare, come accade ora, l'umido fuori regione a costi tra i 160 e i 190 euro a tonnellata. La messa in sicurezza di un'area come,questa che contiene un milione di tonnellate di rifiuti, di cui un terzo pericolosi, è un'autentica impresa, pari a quella della rimozione delle ecoballe. Una volta risanata quest'area, sorgerà un parco pubblico sul quale ragioneremo per affidarlo al Comune o ai Comuni della zona». 

Caldo a Napoli, ecco il piano del Comune

NAPOLI. Si rinnova il piano di tutela della salute contro il caldo estivo dell’Assessorato al Welfare del Comune di Napoli, che ha predisposto una serie di azioni volte a per anziani e senza fissa dimora. Diversi gli interventi realizzati grazie al lavoro della rete interistituzionale promossa e coordinata dall'Assessore al Welfare Roberta Gaeta: Centrale Operativa Sociale al numero 081/5627027 a disposizione del cittadino 24 ore su 24, per raccogliere segnalazioni e richieste di aiuto per l’attivazione dei servizi necessari; Informazione metereologica continua trasmessa dalla Protezione Civile, mediante i bollettini sulle ondate di calore; Unità Mobili di Strada, caratterizzate dalla presenza di equipe di operatori itineranti, offrono risposte personalizzate ai bisogni più semplici e immediati, proponendo informazione, supporto, orientamento ed accompagnamento al sistema dei servizi; servizio di accoglienza diurna per offrire un luogo di riparo, ristoro ed uno spazio di accoglienza e socializzazione durante le ore più calde della giornata.

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