Venerdì 21 Luglio 2017 - 9:07

Comunali, è scontro De Luca-de Magistris

NAPOLI. «De Magistris dice che Napoli è capitale. Ha scoperto l'acqua calda, lo dice la Storia. Cerchi anche lui di essere all'altezza dello stile e della concretezza che richiede una grande capitale». A lanciare l'accusa è, via Twitter, il governatore Vincenzo De Luca. Pronta la replica del primo cittadino partenopeo: «Ha preso ordini dal presidente del Consiglio e da buon soldatino, contrariamente all'autonomia con cui cerca di contraddistinguersi, ha eseguito gli ordini».

Municipalità, ricorso respinto: Pd fuori a Barra e Bagnoli

NAPOLI. Il Tar Campania ha rigettato i ricorsi contro l'esclusione alle municipalità del Pd a Barra e Fuorigrotta, di 'Bene Comune con de Magistris' in tre municipalità, di 'Cittadini per Napoli'. Pronto il ricorso al Consiglio di Stato. Escluso anche il candidato a sindaco del Partito comunista dei lavoratori, Paolo Prudente

Renzi: «Da de Magistris volgarità indegne di un uomo pubblico»

NAPOLI. «Il sindaco di Napoli mi insulta e minaccia con volgarità indegne di un uomo pubblico». Così il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, aprendo la sua enews. «A leggere alcune dichiarazioni politiche - ha aggiunto - sembra proprio che a qualcuno sia scappata la frizione. I Cinque Stelle equiparano il PD alla mafia, cercando in tutti i modi di oscurare il proprio atteggiamento incoerente sulla vicenda del sindaco di Livorno. Berlusconi dice che con queste riforme saremo al regime, ignorando che le ha votate anche lui fino al momento dell'elezione di Mattarella. Salvini accusa il Colle e Palazzo Chigi di avere le mani sporche di sangue per gli immigrati». A stretto giro arriva la replica di Luigi de Magistris: «Quando si parla con il cuore e con la testa si possono usare toni forti. In quelle affermazioni ho detto che il sistema ha paura di quello che sta accadendo a Napoli, ha profondamente paura perché si sta dando potere al popolo. Fanno bene ad avere paura e quando una paura è forte da una scarica di adrenalina e capita che si possono avere reazioni naturali. Renzi nelle vesti di premier sta facendo la campagna elettorale contro il sindaco di Napoli non parlando delle tangenti di Expo, dell'arresto del sindaco di Venezia e di mafia capitale».

De Magistris senza freni: «Renzi, ti devi cagare sotto»

NAPOLI. Luigi de Magistris perde tutti i freni inibitori e si produce in un attacco a testa bassa, fuori controllo, al presidente del Consiglio tra il delirio della folla: «Renzi vai a casa, ti devi cagare sotto, cacati sotto», urla al microfono in un Teatrotenda. È quanto riportato in un video diffuso su Facebook e relativo alla manifestazione elettorale di sabato sera. Intanto, la lista “Solo Napoli”, che vede come capolista il vicesindaco Raffaele Del Giudice e candidata anche l'assessore Roberta Gaeta, dimessasi dall'incarico, è stata bocciata dopo il primo vaglio della commissione elettorale. Gli esponenti della lista hanno annunciato ricorso. Anche l'assessore Alessandra Clemente ha comunicato questa mattina le dimissioni al sindaco. In bilico anche “Per Napoli”, per le quali è stata chiesta l'integrazione della documentazione. Problemi anche per Cittadini per Napoli e Pd in alcune Municipalità.

Bagnoli, de Magistris: «Incontro con Renzi e De Luca? Sì, ma non nella cabina di regia»

NAPOLI. "Se le parole del presidente del Consiglio corrispondessero a verità, saremmo di fronte a un risultato molto importante per la città e a un enorme balzo in avanti, risultato della lotta che il Comune di Napoli ha messo in campo". Così il sindaco di Napoli Luigi de Magistris commenta il progetto per Bagnoli presentato dal presidente del Consiglio Matteo Renzi ieri in Prefettura.  "Non siamo isolati - aggiunge de Magistris - ma dialoghiamo con il Governo e con tutte le istituzioni. Oggi Renzi dice che va bene il piano del Comune. Ci rendiamo conto che non può dire di aver sbagliato con il commissariamento, ma vorremmo sapere cosa ha prodotto il cambiamento dal decreto legge Sblocca Italia a quanto detto ieri". 

Di quanto affermato da Renzi, de Magistris cita due "contraddizioni": "Aveva detto che a luglio si sarebbe potuto fare il bagno a Bagnoli, poi ieri ha detto che la bonifica termina nel 2019. Bene, basta che cominci. Su nessuna cubatura in più, le slide dicono altro, vediamo strutture in cemento a Nisida, nell'area Italsider e fuori dall'area Sin. Ma se alle parole seguiranno i fatti, sarò il primo a dare atto al presidente del Consiglio che ha cambiato idea". 

"Abbiamo difeso la città, siamo contro la violenza e per la difesa della Costituzione, che si fa anche con la lotta. Respingiamo con fermezza l'accostamento indecente tra la lotta a difesa della città, della Costituzione e della democrazia con l'istigazione alla violenza. Chi lo fa è un bugiardo". Lo ha detto il sindaco di Napoli Luigi de Magistris, commentando quanto accaduto ieri in occasione della visita del premier Matteo Renzi a Napoli per la cabina di regia su Bagnoli. "Queste campagne politiche e mediatiche ci incoraggiano - ha aggiunto de Magistris - prendo le distanze da ogni episodio di violenza e ringrazio la città e i napoletani: se non avessero messo in campo le azioni di questi anni, senza i movimenti, gli studenti, le associazioni, i comitati e i centri sociali non avremmo raggiunto l'obiettivo". Sulla partecipazione di due assessori comunali, Carmine Piscopo e Sandro Fucito, all'appuntamento dei manifestanti in piazza Dante prima dell'inizio del corteo, de Magistris ha spiegato: "Siamo una squadra coesa e non sono andati a titolo personale, né erano lì di passaggio. Hanno ritenuto di dimostrare la vicinanza alle tante persone che in questi anni, pacificamente, hanno aiutato la città a diventare autonoma e fuori dalle oligarchie. Hanno posizioni pacifiche e non violente. Esprimiamo solidarietà a chi è rimasto ferito ma non siamo violenti, abbiamo mani pulite e di pace". "E' grave - ha concluso de Magistris - che subdolamente si sia sottolineata la pericolosità sociale della presenza degli assessori a Dante, prima dell'inizio del corteo".

"Dobbiamo trovare il prima possibile un modo per un incontro tra sindaco di Napoli, presidente della Regione Campania e presidente del Consiglio su Bagnoli". Lo ha detto il sindaco di Napoli Luigi de Magistris, spiegando che nella cabina di regia per l'area ex Italsider "alla prima riunione abbiamo mandato l'assessore Piscopo e ci siamo resi conto che quel che vedevamo non ci piaceva. In cabina di regia non ci sono le condizioni per entrare, in altri luoghi istituzionali ci saremo". Per de Magistris "Renzi ieri è venuto a fare campagna elettorale, è venuto da segretario del Pd, ha incontrato Bassolino in Prefettura, ha mangiato la pizza con Valente. Fosse venuto da presidente del Consiglio probabilmente, anche per curiosità, 5 minuti all'Amministrazione comunale li avrebbe concessi. Invece è venuto a dire una bugia, cioè che interviene perché noi abbiamo dormito. Dice il falso e lo sa, mentre lui deve fare un'unica cosa: la bonifica".

LETTIERI. "Ieri c'era da fare una scelta precisa, schierarsi con chi viene a portare sviluppo e occupazione e chi, invece, fomenta odio e violenza. De Magistris ha scelto questi ultimi, tanto che due assessori hanno partecipato alle manifestazioni". Lo ha detto il candidato Sindaco Gianni Lettieri intervenendo a Mattina 9, il programma in onda sull'emittente Canale 9 dal lunedì al venerdì a partire dalle 11.30. "Il Sindaco - ha continuato - utilizza questi ragazzi per i suoi scopi e li fomenta. Non puoi dire "Respingeremo Renzi" e poi condannare gli episodi di violenza". Il candidato Sindaco ha poi parlato di Bagnoli: "Il commissario c'è perché de Magistris è riuscito a far fallire Bagnolifutura, dirottando altrove i fondi vincolati, e il Governo non si fida di questa amministrazione. Ci sarà anche stato un ritardo nella nomina, ma non vedo perché aggiungere ritardi ulteriori. Se il piano su Bagnoli non ti piace, vai alla cabina di regia, partecipi e spieghi cosa non ti convince". "Sono l'unico candidato che porta soluzioni - ha continuato Lettieri - De Magistris fomenta odio, il Pd litiga al suo interno, Brambilla tifa Juventus... Io ho avanzato una serie di proposte valide e nel caso diventassi Sindaco raccoglierei le istanze di ogni singola municipalità". In conclusione, la prima delibera in caso di elezione "riguarderà la trasparenza e la legalità nell'amministrazione comunale: per cinque anni - ha concluso - le decisioni sono state prese in una stanza chiusa dal "clan de Magistris". Non rispettano le regole e fanno appalti senza gara".

Caos primarie, bocciato il ricorso di Bassolino

NAPOLI. È stato bocciato il ricorso presentato da Antonio Bassolino sulle primarie dopo il video di Fanpage. «Rispettare la libertà e la dignità delle persone è un requisito irrinunciabile della democrazia. Per questo ho presentato un ricorso sui gravi episodi avvenuti nelle primarie di domenica». E ancora: «Sono disgustato dalle immagini del video di Fanpage.it ed anche dalle ridicole interpretazioni che ne sono state date. Questo mercimonio è una ferita profonda per tutti quelli che hanno creduto nelle primarie come libera partecipazione democratica». La Procura di Napoli ha aperto un fascicolo sulle circostanze emerse dal video di Fanpage.it sul voto per le primarie in alcuni seggi. A quanto si è appreso, si tratta di una indagine conoscitiva in cui non si formulano per ora ipotesi di reato. Il fascicolo è affidato alla seconda sezione, che si occupa di reati contro la pubblica amministrazione, coordinata dal procuratore aggiunto Alfonso D'Avino. È probabile che tra gli atti preliminari vi sia l'acquisizione del video e delle successive notizie di stampa. «Non mi sembra un fatto isolato. Ho visto il video, è girato in parecchi seggi e non mi sembra un fatto da minimizzare: è un fatto grave e squallido. Si tratta di squallore politico, è la fotografia di cinque anni fa: mi ha colpito questo. Noi invece abbiamo dimostrato che c'è anche altro, che non c'è solo il voto di scambio». A dirlo il primo cittadino Luigi de Magistris il video di Fanpage in cui esponenti del centrosinistra sono immortalati mentre cedono denaro all'esterno dei seggi delle primarie. Il governatore Vincenzo  De Luca, dal canto proprio, ironizza: «A Pagani c'è un'espressione bellissima, queste si chiamano '“babbarie”». E sul coinvolgimento del consigliere comunale Antonio Borriello scherza: «È particolarmente ispirato da Papa Francesco e dal Giubileo della Misericordia, a quelle persone ha dato un euro, era meglio se gli dava una zeppola». Intanto, mentre da Roma il vicesegretario del Pd, Lorenzo Guerini, taglia corto («le primarie non vanno annullate»), il segretario regionale del Pd Campania, Assunta Tartaglione, e il segretario provinciale del Pd metropolitano di Napoli, Venanzio Carpentieri, sostengono: «Sullo svolgimento delle primarie del centrosinistra a Napoli è in atto un tentativo di delegittimazione attraverso attacchi strumentali».

Primarie, vince la Valente: «Ora pancia a terra per battere de Magistris»

NAPOLI. Valeria Valente ha vinto le primarie aggiudicandosi la vittoria su Antonio Bassolino, l'avversario più temibile alle primarie del centrosinistra a Napoli. «Ora pancia a terra per battere Luigi de Magistris», le prime parole della parlamentare. Oltre 30mila finora i votanti alle primarie del centrosinistra secondo il dato stimato alla chiusura delle urne. Secondo i primi dati, la Valente farebbe il pieno nella zona orientale e a Fuorigrotta, Bassolino al centro. I quattro sfidanti, ovvero Antonio Bassolino, Valeria Valente, Marco Sarracino e Antonio Marfella, sono andati a votare in mattina. Non è mancata qualche tensione ai seggi. A Soccavo al seggio di via Epomeo allestito nello studio di Pina Tommasielli, ex assessore comunale con Luigi de Magistris e sostenitrice di Antonio Bassolino, dopo le proteste della Valente la Tommasielli è stata sostituita come presidente. Non è mancata qualche frizione anche a San Giovanni a Teduccio, nel seggio allestito in una pizzeria di via Atripalda. Il senatore Vincenzo Cuomo ha bloccato le operazioni di voto dopo che molti cittadini avevano chiesto di votare senza la presentazione della tessera elettorale. Decisivo l’intervento della commissione di garanzia che ha chiarito in una circolare che c’era la possibilità di votare anche solo presentando la carta d’identità a condizione che l’elettore attestasse di votare in una sezione compresa in quel seggio. A Rua Francesca, seggio della Valente, al voto anche le suore. 

Corte dei Conti, Cottone: «Ridotti i nominifici»

NAPOLI. «Napoli non avrà avuto i titoli di giornale come Roma, ma anche qui c’è un’“affittopoli”. Abbiamo scoperto tantissimi beni pubblici che sono sottratti all'utilità pubblica con fitti a 5 e 10 euro e con utilizzazioni improprie». A dirlo il procuratore regionale della Corte dei Conti della Campania, Tommaso Cottone, aprendo l’anno giudiziario della Corte dei Conti. 

LA QUESTIONE DEL PATRIMONIO IMMOBILIARE. «Stiamo recuperando beni del patrimonio immobiliare edilizio di enti locali e delle vecchie Usl - ha spiegato Cottone – che spesso sono stati usati per fini non istituzionali o gratuitamente. Il Comune di Napoli aveva affidato la gestione del patrimonio alla società Romeo con la quale abbiamo avuto diversi problemi di cui abbiamo chiesto conto», prosegue Cottone. Il procuratore sottolinea che «nel corso dello scorso anno sono andate a giudizio 601 persone, avviate 1.100 indagini istruttorie e chiesto 175 milioni di euro per azioni risarcitorie. Sono pervenute 5.244 denunce e aperte 3.900 vertenze». 

LA RIDUZIONE DEI NOMINIFICI. Cottone evidenzia pure che «è stato drasticamente diminuito, se non eliminato, il fenomeno della fabbrica delle nomine e della parentopoli. E c’è stata anche una grossa stretta sulle società partecipate che avevano provocato una grande fuoriuscita di denaro pubblico. La Regione le ha ridotte da 43 a 6, cosa che dovrebbe portare ad un risparmio di 30 milioni». Sul fenomeno dei falsi invalidi, Cottone spiega che «anche qui abbiamo operato in sinergia con l’Inps che ha intensificato i controlli permettendo un risparmio di milioni di euro ogni anno». Fari puntati anche su altre vicende. In primis quella della Camera di Commercio per le erogazioni di fondi che «sono stati sprecati», dice Cottone. Altro fenomeno è quello dei doppi incarichi dei professori universitari mentre per quel che riguarda le consulenze «dal 2011 al maggio del 2015 si è passati da 495 a 39. Avere eliminato 37 consigli di amministrazione rappresenta un risparmio di 30 milioni di euro all’anno che ha posto fine al nominificio. La nuova Giunta regionale sta operando in tale senso ed ha intenzione di azzerarli». A giudizio di Cottone, però, esiste ancora una fabbrica degli sprechi che risiede essenzialmente «nella gestione del patrimonio immobiliare e nel settore dei beni culturali». 

Bassolino: «Io contro de Magistris per salvare il Pd dal suicidio»

di Mario Pepe
NAPOLI. «Mi sono candidato per le condizioni della città. È un momento delicato e difficile, più di quanto appaia. Chi andrà a governare Napoli troverà una situazione “t-e-r-r-i-b-i-le”». Antonio Bassolino, in campo alle primarie del centrosinistra, non fa sconti all’amministrazione comunale uscente: «La situazione diventerà ancor più evidente tra poco. Non dimentichiamo che il Comune è in uno stato di pre-dissesto soltanto grazie ad una legge approvata dal Parlamento. E mi auguro, ma non so, che le prescrizioni imposte per rientrare nella normalità siano state adempiute...».
Il suo è un atto di accusa chiaro al sindaco Luigi de Magistris...
«Io guardo avanti. Dico che bisogna andare oltre l’attuale esperienza. Non faccio campagna elettorale “contro” qualcuno ma “per” la città. E sia chiara una cosa: questo è un voto su de Magistris. Non su altro. Quando ho scritto su Facebook quel “mi candido”, l’ho fatto per evitare che il Pd consumasse un altro suicidio dopo quello di cinque anni fa. Se non fossi sceso in campo, probabilmente a questo punto il partito sarebbe ancora alla ricerca di un candidato...».
Beh, ammetterà però che l’attuale sindaco ha ereditato una situazione difficile...
«Ribadisco: sono passati cinque anni, adesso i napoletani sono chiamati a giudicare quello che ha fatto de Magistris. Se avesse fatto bene non sarei qui ora. Io mi rivolgo a tutti i napoletani. Ricordando che sono stato premiato con percentuali sempre crescenti nelle mie esperienze di sindaco e presidente della Regione».
Ma cosa imputa lei, in particolare, a de Magistris?
«In primis il fatto che la città è chiusa in se stessa. Non c’è dialogo con le istituzioni, in particolare con il Governo. Io ho sempre interloquito con tutti a Roma, sia con Esecutivi di centrodestra che di centrosinistra. Qui, invece, non si dialoga ma ci si oppone. E così non si va molto avanti. Ma non è tutto...»
In che senso?
«Ci sono interi quartieri di Napoli completamente dimenticati, dove le istituzioni non si sono mai viste. Sono stato al Rione Traiano, dopo le sette di sera non passano più autobus perché la camorra così ha stabilito. E così il traffico si droga da Scampia si è spostato in quella zona. Per un bus a volte si può aspettare anche un’ora, un’ora e mezza. Ma se io e qualche altro possiamo permetterci di chiamare un taxi, chi prende 400 euro di pensione al mese cosa fa? Sono stato a Ponticelli, ad una certa ora c’è il coprifuoco. E il sindaco si oppone all’arrivo dell’Esercito...».
Lei cosa farebbe?
«Beh, non mi accontenterei di 400 uomini. Ne chiederei 700 per presidiare metropolitane e musei, liberando così polizia e carabinieri per le attività di contrasto alla criminalità organizzata. E solleciterei il ministro dell’Interno a farsi portavoce presso il Governo di una richiesta di risorse per tenere aperte le scuole fino al tardo pomeriggio. Così si combatte la criminalità. Invece, da Napoli c’è solo un atteggiamento di sfida che nasconde quella che è una realtà incontestabile. Un sindaco  è tale perché parte dalle cose più semplici da fare...».
Quali, ad esempio?
«Se io esco per strada, vedo diverse buche e questo accade in molte zone della città. Un sindaco che fa? Opera per trovare soluzioni a queste cose, che sono quelle che i cittadini notano subito. Ma per fare queste cose bisogna che parli la politica. E de Magistris credo stia “appiccicato” con la politica che non è il gioco degli specchi».
Eppure de Magistris sembra godere ancora di un notevole consenso, almeno stando ai sondaggi...
«Io ho altri sondaggi, quelli che faccio andando casa per casa tastando il polso della città. E posso assicurare che il consenso verso il primo cittadino non è così ampio come sembra. Detto ciò, sono convinto che la partita sia aperta. Non si può dire tra de Magistris, centrosinistra, Lettieri e Movimento 5 Stelle chi andrà al ballottaggio. Ma il sindaco non avrà vita facile, dovrà sudare sette camicie per arrivare al ballottaggio, rischia pure di non arrivarci. Se dovessi essere io a sfidarlo, faremo un bel confronto. Nel 1997 fui rieletto sindaco dal 73 per cento dei napoletani. Vedremo che risultato otterrà de Magistris...».
L’argomento usato finora dal sindaco per attaccarla è quello dei rifiuti: la situazione che lui dice di aver trovato e risolto, le ecoballe accumulate. E anche tra i suoi antagonisti alle primarie c’è chi pensa che quello della spazzatura possa essere un fardello pesante da portare in campagna elettorale...
«Primo: sono stato commissario  di governo fino al 2004. Secondo: con me sono stati costruiti sette impianti di Cdr e si è completato l’80 per cento del termovalorizzatore di Acerra poi concluso e inaugurato da Berlusconi. E grazie a questi impianti si è potuta arginare l’emergenza. Terzo: de Magistris ha tolto i rifiuti per strada mandandoli all’estero, con i costi conseguenti. Quanto alle ecoballe, si sono accumulate perché a causa delle proteste non si riusciva a completare un ciclo integrato dei rifiuti in grado di smaltirle. Bene ora l’iniziativa di De Luca e Renzi, d’intesa con l’Anac di Cantone, per avviare le operazioni di smaltimento».
Quando lei arrivò nel 1993 trovò una situazione di dissesto e le macerie di Tangentopoli...
«Sì ma misi in campo la migliore Giunta mai vista a Napoli: Barbieri, Marone, Scipione Bobbio, De Lucia e tante altre personalità di alto livello. Ci rimboccammo le maniche e ci mettemmo al lavoro. Senza parlare del passato. Se vinco, si torna a quella stagione, con nomi anche esterni alla realtà napoletana ma che abbiamo voglia di tornare qui e mettersi in gioco. Il tutto puntando sui giovani, quelli come i volontari che mi stanno aiutando nella mia campagna elettorale».
E ora che situazione c’è?
«Terribile, come dicevo. Per tutte le cose che citavo prima: pre-dissesto, scontro istituzionale».
Ma c’è qualcosa di buono fatto dall’attuale inquilino di Palazzo San Giacomo, che qualcuno accosta a lei per il decisionismo?
«Sicuramente il fatto di avere portato avanti il tema della lotta alla criminalità come fatto già da me e da Rosetta Iervolino. Quanto ad altre cose, non credo che l’attività svolta sia positiva. Vedi per esempio la questione del patrimonio immobiliare, con immobili occupati non dai legittimi assegnatari...».
Andiamo in casa Pd: non la stupisce che una renziana non della “prima ora” come la Valente sia la candidata del partito, a differenza di lei che Renzi lo ha votato come segretario?
«Premessa: Renzi si tiene fuori dalla partita. Sarebbe un fatto gravissimo se ci fosse un nome espressione della segreteria del Pd. Il candidato del partito è quello che uscirà dalle primarie. Detto ciò, ricordo che cercai di convincere Valeria Valente e Andrea Cozzolino a votare per l’attuale premier perché ritenevo che in quel momento fosse l’unico in grado di dare una scossa ad un partito ingessato. Pur avendo grande stima, ricambiata e intatta, per un signore come Gianni Cuperlo».
Se Renzi si tiene fuori, però, i renziani sembrano schierati con la Valente...
«Questo non lo so. Ma una differenza c’è: gli altri si candidano alle primarie. Io mi candido a fare il sindaco di Napoli».
Ma cosa c’è di nuovo nell’attuale Bassolino rispetto a quello del 1993?
«Innanzitutto la campagna casa per casa. Vado in un’abitazione, prendo un caffè o un bicchiere d’acqua e ascolto le persone. Devo dire che mi ha fatto molto bene questo, perché pensavo di conoscere a fondo Napoli ed invece ho scoperto tante cose nuove. Come, ad esempio, intere zone nelle quali gli amministratori cittadini non si sono mai fatti vedere. Zone completamente dimenticate. Per questo ho deciso di ascoltare la città, per dire “io sono qui” e con me, e ci tengo a ribadirlo, si tornerà alla spinta del 1993. Percepisco la fiducia delle persone, che vogliono risposte chiare alle loro aspettative».
In un’intervista al Roma di qualche giorno fa, l’ex presidente della Regione, Stefano Caldoro, ha detto che lei è l’elemento di maggiore qualità in campo alle primarie ma che il modello amministrativo che lei propone è anacronistico rispetto ai tempi attuali...
«Non so a cosa si riferisca Caldoro in particolare. Io credo che il modello da seguire sia quello di sfruttare la grande opportunità offerta dalla città metropolitana. Oggi le periferie sono i luoghi nei quali finisce una città. Napoli, per esempio, finisce a San Giovanni a Teduccio, a Secondigliano, a Ponticelli. Con la nuova organizzazione territoriale, invece, cambia il quadro d’insieme».
In che modo?
«Le periferie non sono più tali, non sono la parte terminale di un territorio spesso dimenticata. Al contrario, diventano delle congiunzioni tra il centro storico del capoluogo e la sua provincia. Un’area di tre milioni di abitanti, più della metà di quelli dell’intera Campania. Cambiano le prospettive, perché il mare non è più quello che va da Bagnoli a San Giovanni a Teduccio, ma diventa una linea continua che va da Varcaturo a Massa Lubrense. La carta vincente può essere quella del potenziamento del trasporto pubblico e privato e delle infrastrutture. Una possibilità per sfruttare le ricchezze che sono offerte dal nostro territorio».

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