Lunedì 20 Novembre 2017 - 22:12

Bagnoli, de Magistris: «Incontro con Renzi e De Luca? Sì, ma non nella cabina di regia»

NAPOLI. "Se le parole del presidente del Consiglio corrispondessero a verità, saremmo di fronte a un risultato molto importante per la città e a un enorme balzo in avanti, risultato della lotta che il Comune di Napoli ha messo in campo". Così il sindaco di Napoli Luigi de Magistris commenta il progetto per Bagnoli presentato dal presidente del Consiglio Matteo Renzi ieri in Prefettura.  "Non siamo isolati - aggiunge de Magistris - ma dialoghiamo con il Governo e con tutte le istituzioni. Oggi Renzi dice che va bene il piano del Comune. Ci rendiamo conto che non può dire di aver sbagliato con il commissariamento, ma vorremmo sapere cosa ha prodotto il cambiamento dal decreto legge Sblocca Italia a quanto detto ieri". 

Di quanto affermato da Renzi, de Magistris cita due "contraddizioni": "Aveva detto che a luglio si sarebbe potuto fare il bagno a Bagnoli, poi ieri ha detto che la bonifica termina nel 2019. Bene, basta che cominci. Su nessuna cubatura in più, le slide dicono altro, vediamo strutture in cemento a Nisida, nell'area Italsider e fuori dall'area Sin. Ma se alle parole seguiranno i fatti, sarò il primo a dare atto al presidente del Consiglio che ha cambiato idea". 

"Abbiamo difeso la città, siamo contro la violenza e per la difesa della Costituzione, che si fa anche con la lotta. Respingiamo con fermezza l'accostamento indecente tra la lotta a difesa della città, della Costituzione e della democrazia con l'istigazione alla violenza. Chi lo fa è un bugiardo". Lo ha detto il sindaco di Napoli Luigi de Magistris, commentando quanto accaduto ieri in occasione della visita del premier Matteo Renzi a Napoli per la cabina di regia su Bagnoli. "Queste campagne politiche e mediatiche ci incoraggiano - ha aggiunto de Magistris - prendo le distanze da ogni episodio di violenza e ringrazio la città e i napoletani: se non avessero messo in campo le azioni di questi anni, senza i movimenti, gli studenti, le associazioni, i comitati e i centri sociali non avremmo raggiunto l'obiettivo". Sulla partecipazione di due assessori comunali, Carmine Piscopo e Sandro Fucito, all'appuntamento dei manifestanti in piazza Dante prima dell'inizio del corteo, de Magistris ha spiegato: "Siamo una squadra coesa e non sono andati a titolo personale, né erano lì di passaggio. Hanno ritenuto di dimostrare la vicinanza alle tante persone che in questi anni, pacificamente, hanno aiutato la città a diventare autonoma e fuori dalle oligarchie. Hanno posizioni pacifiche e non violente. Esprimiamo solidarietà a chi è rimasto ferito ma non siamo violenti, abbiamo mani pulite e di pace". "E' grave - ha concluso de Magistris - che subdolamente si sia sottolineata la pericolosità sociale della presenza degli assessori a Dante, prima dell'inizio del corteo".

"Dobbiamo trovare il prima possibile un modo per un incontro tra sindaco di Napoli, presidente della Regione Campania e presidente del Consiglio su Bagnoli". Lo ha detto il sindaco di Napoli Luigi de Magistris, spiegando che nella cabina di regia per l'area ex Italsider "alla prima riunione abbiamo mandato l'assessore Piscopo e ci siamo resi conto che quel che vedevamo non ci piaceva. In cabina di regia non ci sono le condizioni per entrare, in altri luoghi istituzionali ci saremo". Per de Magistris "Renzi ieri è venuto a fare campagna elettorale, è venuto da segretario del Pd, ha incontrato Bassolino in Prefettura, ha mangiato la pizza con Valente. Fosse venuto da presidente del Consiglio probabilmente, anche per curiosità, 5 minuti all'Amministrazione comunale li avrebbe concessi. Invece è venuto a dire una bugia, cioè che interviene perché noi abbiamo dormito. Dice il falso e lo sa, mentre lui deve fare un'unica cosa: la bonifica".

LETTIERI. "Ieri c'era da fare una scelta precisa, schierarsi con chi viene a portare sviluppo e occupazione e chi, invece, fomenta odio e violenza. De Magistris ha scelto questi ultimi, tanto che due assessori hanno partecipato alle manifestazioni". Lo ha detto il candidato Sindaco Gianni Lettieri intervenendo a Mattina 9, il programma in onda sull'emittente Canale 9 dal lunedì al venerdì a partire dalle 11.30. "Il Sindaco - ha continuato - utilizza questi ragazzi per i suoi scopi e li fomenta. Non puoi dire "Respingeremo Renzi" e poi condannare gli episodi di violenza". Il candidato Sindaco ha poi parlato di Bagnoli: "Il commissario c'è perché de Magistris è riuscito a far fallire Bagnolifutura, dirottando altrove i fondi vincolati, e il Governo non si fida di questa amministrazione. Ci sarà anche stato un ritardo nella nomina, ma non vedo perché aggiungere ritardi ulteriori. Se il piano su Bagnoli non ti piace, vai alla cabina di regia, partecipi e spieghi cosa non ti convince". "Sono l'unico candidato che porta soluzioni - ha continuato Lettieri - De Magistris fomenta odio, il Pd litiga al suo interno, Brambilla tifa Juventus... Io ho avanzato una serie di proposte valide e nel caso diventassi Sindaco raccoglierei le istanze di ogni singola municipalità". In conclusione, la prima delibera in caso di elezione "riguarderà la trasparenza e la legalità nell'amministrazione comunale: per cinque anni - ha concluso - le decisioni sono state prese in una stanza chiusa dal "clan de Magistris". Non rispettano le regole e fanno appalti senza gara".

Caos primarie, bocciato il ricorso di Bassolino

NAPOLI. È stato bocciato il ricorso presentato da Antonio Bassolino sulle primarie dopo il video di Fanpage. «Rispettare la libertà e la dignità delle persone è un requisito irrinunciabile della democrazia. Per questo ho presentato un ricorso sui gravi episodi avvenuti nelle primarie di domenica». E ancora: «Sono disgustato dalle immagini del video di Fanpage.it ed anche dalle ridicole interpretazioni che ne sono state date. Questo mercimonio è una ferita profonda per tutti quelli che hanno creduto nelle primarie come libera partecipazione democratica». La Procura di Napoli ha aperto un fascicolo sulle circostanze emerse dal video di Fanpage.it sul voto per le primarie in alcuni seggi. A quanto si è appreso, si tratta di una indagine conoscitiva in cui non si formulano per ora ipotesi di reato. Il fascicolo è affidato alla seconda sezione, che si occupa di reati contro la pubblica amministrazione, coordinata dal procuratore aggiunto Alfonso D'Avino. È probabile che tra gli atti preliminari vi sia l'acquisizione del video e delle successive notizie di stampa. «Non mi sembra un fatto isolato. Ho visto il video, è girato in parecchi seggi e non mi sembra un fatto da minimizzare: è un fatto grave e squallido. Si tratta di squallore politico, è la fotografia di cinque anni fa: mi ha colpito questo. Noi invece abbiamo dimostrato che c'è anche altro, che non c'è solo il voto di scambio». A dirlo il primo cittadino Luigi de Magistris il video di Fanpage in cui esponenti del centrosinistra sono immortalati mentre cedono denaro all'esterno dei seggi delle primarie. Il governatore Vincenzo  De Luca, dal canto proprio, ironizza: «A Pagani c'è un'espressione bellissima, queste si chiamano '“babbarie”». E sul coinvolgimento del consigliere comunale Antonio Borriello scherza: «È particolarmente ispirato da Papa Francesco e dal Giubileo della Misericordia, a quelle persone ha dato un euro, era meglio se gli dava una zeppola». Intanto, mentre da Roma il vicesegretario del Pd, Lorenzo Guerini, taglia corto («le primarie non vanno annullate»), il segretario regionale del Pd Campania, Assunta Tartaglione, e il segretario provinciale del Pd metropolitano di Napoli, Venanzio Carpentieri, sostengono: «Sullo svolgimento delle primarie del centrosinistra a Napoli è in atto un tentativo di delegittimazione attraverso attacchi strumentali».

Primarie, vince la Valente: «Ora pancia a terra per battere de Magistris»

NAPOLI. Valeria Valente ha vinto le primarie aggiudicandosi la vittoria su Antonio Bassolino, l'avversario più temibile alle primarie del centrosinistra a Napoli. «Ora pancia a terra per battere Luigi de Magistris», le prime parole della parlamentare. Oltre 30mila finora i votanti alle primarie del centrosinistra secondo il dato stimato alla chiusura delle urne. Secondo i primi dati, la Valente farebbe il pieno nella zona orientale e a Fuorigrotta, Bassolino al centro. I quattro sfidanti, ovvero Antonio Bassolino, Valeria Valente, Marco Sarracino e Antonio Marfella, sono andati a votare in mattina. Non è mancata qualche tensione ai seggi. A Soccavo al seggio di via Epomeo allestito nello studio di Pina Tommasielli, ex assessore comunale con Luigi de Magistris e sostenitrice di Antonio Bassolino, dopo le proteste della Valente la Tommasielli è stata sostituita come presidente. Non è mancata qualche frizione anche a San Giovanni a Teduccio, nel seggio allestito in una pizzeria di via Atripalda. Il senatore Vincenzo Cuomo ha bloccato le operazioni di voto dopo che molti cittadini avevano chiesto di votare senza la presentazione della tessera elettorale. Decisivo l’intervento della commissione di garanzia che ha chiarito in una circolare che c’era la possibilità di votare anche solo presentando la carta d’identità a condizione che l’elettore attestasse di votare in una sezione compresa in quel seggio. A Rua Francesca, seggio della Valente, al voto anche le suore. 

Corte dei Conti, Cottone: «Ridotti i nominifici»

NAPOLI. «Napoli non avrà avuto i titoli di giornale come Roma, ma anche qui c’è un’“affittopoli”. Abbiamo scoperto tantissimi beni pubblici che sono sottratti all'utilità pubblica con fitti a 5 e 10 euro e con utilizzazioni improprie». A dirlo il procuratore regionale della Corte dei Conti della Campania, Tommaso Cottone, aprendo l’anno giudiziario della Corte dei Conti. 

LA QUESTIONE DEL PATRIMONIO IMMOBILIARE. «Stiamo recuperando beni del patrimonio immobiliare edilizio di enti locali e delle vecchie Usl - ha spiegato Cottone – che spesso sono stati usati per fini non istituzionali o gratuitamente. Il Comune di Napoli aveva affidato la gestione del patrimonio alla società Romeo con la quale abbiamo avuto diversi problemi di cui abbiamo chiesto conto», prosegue Cottone. Il procuratore sottolinea che «nel corso dello scorso anno sono andate a giudizio 601 persone, avviate 1.100 indagini istruttorie e chiesto 175 milioni di euro per azioni risarcitorie. Sono pervenute 5.244 denunce e aperte 3.900 vertenze». 

LA RIDUZIONE DEI NOMINIFICI. Cottone evidenzia pure che «è stato drasticamente diminuito, se non eliminato, il fenomeno della fabbrica delle nomine e della parentopoli. E c’è stata anche una grossa stretta sulle società partecipate che avevano provocato una grande fuoriuscita di denaro pubblico. La Regione le ha ridotte da 43 a 6, cosa che dovrebbe portare ad un risparmio di 30 milioni». Sul fenomeno dei falsi invalidi, Cottone spiega che «anche qui abbiamo operato in sinergia con l’Inps che ha intensificato i controlli permettendo un risparmio di milioni di euro ogni anno». Fari puntati anche su altre vicende. In primis quella della Camera di Commercio per le erogazioni di fondi che «sono stati sprecati», dice Cottone. Altro fenomeno è quello dei doppi incarichi dei professori universitari mentre per quel che riguarda le consulenze «dal 2011 al maggio del 2015 si è passati da 495 a 39. Avere eliminato 37 consigli di amministrazione rappresenta un risparmio di 30 milioni di euro all’anno che ha posto fine al nominificio. La nuova Giunta regionale sta operando in tale senso ed ha intenzione di azzerarli». A giudizio di Cottone, però, esiste ancora una fabbrica degli sprechi che risiede essenzialmente «nella gestione del patrimonio immobiliare e nel settore dei beni culturali». 

Bassolino: «Io contro de Magistris per salvare il Pd dal suicidio»

di Mario Pepe
NAPOLI. «Mi sono candidato per le condizioni della città. È un momento delicato e difficile, più di quanto appaia. Chi andrà a governare Napoli troverà una situazione “t-e-r-r-i-b-i-le”». Antonio Bassolino, in campo alle primarie del centrosinistra, non fa sconti all’amministrazione comunale uscente: «La situazione diventerà ancor più evidente tra poco. Non dimentichiamo che il Comune è in uno stato di pre-dissesto soltanto grazie ad una legge approvata dal Parlamento. E mi auguro, ma non so, che le prescrizioni imposte per rientrare nella normalità siano state adempiute...».
Il suo è un atto di accusa chiaro al sindaco Luigi de Magistris...
«Io guardo avanti. Dico che bisogna andare oltre l’attuale esperienza. Non faccio campagna elettorale “contro” qualcuno ma “per” la città. E sia chiara una cosa: questo è un voto su de Magistris. Non su altro. Quando ho scritto su Facebook quel “mi candido”, l’ho fatto per evitare che il Pd consumasse un altro suicidio dopo quello di cinque anni fa. Se non fossi sceso in campo, probabilmente a questo punto il partito sarebbe ancora alla ricerca di un candidato...».
Beh, ammetterà però che l’attuale sindaco ha ereditato una situazione difficile...
«Ribadisco: sono passati cinque anni, adesso i napoletani sono chiamati a giudicare quello che ha fatto de Magistris. Se avesse fatto bene non sarei qui ora. Io mi rivolgo a tutti i napoletani. Ricordando che sono stato premiato con percentuali sempre crescenti nelle mie esperienze di sindaco e presidente della Regione».
Ma cosa imputa lei, in particolare, a de Magistris?
«In primis il fatto che la città è chiusa in se stessa. Non c’è dialogo con le istituzioni, in particolare con il Governo. Io ho sempre interloquito con tutti a Roma, sia con Esecutivi di centrodestra che di centrosinistra. Qui, invece, non si dialoga ma ci si oppone. E così non si va molto avanti. Ma non è tutto...»
In che senso?
«Ci sono interi quartieri di Napoli completamente dimenticati, dove le istituzioni non si sono mai viste. Sono stato al Rione Traiano, dopo le sette di sera non passano più autobus perché la camorra così ha stabilito. E così il traffico si droga da Scampia si è spostato in quella zona. Per un bus a volte si può aspettare anche un’ora, un’ora e mezza. Ma se io e qualche altro possiamo permetterci di chiamare un taxi, chi prende 400 euro di pensione al mese cosa fa? Sono stato a Ponticelli, ad una certa ora c’è il coprifuoco. E il sindaco si oppone all’arrivo dell’Esercito...».
Lei cosa farebbe?
«Beh, non mi accontenterei di 400 uomini. Ne chiederei 700 per presidiare metropolitane e musei, liberando così polizia e carabinieri per le attività di contrasto alla criminalità organizzata. E solleciterei il ministro dell’Interno a farsi portavoce presso il Governo di una richiesta di risorse per tenere aperte le scuole fino al tardo pomeriggio. Così si combatte la criminalità. Invece, da Napoli c’è solo un atteggiamento di sfida che nasconde quella che è una realtà incontestabile. Un sindaco  è tale perché parte dalle cose più semplici da fare...».
Quali, ad esempio?
«Se io esco per strada, vedo diverse buche e questo accade in molte zone della città. Un sindaco che fa? Opera per trovare soluzioni a queste cose, che sono quelle che i cittadini notano subito. Ma per fare queste cose bisogna che parli la politica. E de Magistris credo stia “appiccicato” con la politica che non è il gioco degli specchi».
Eppure de Magistris sembra godere ancora di un notevole consenso, almeno stando ai sondaggi...
«Io ho altri sondaggi, quelli che faccio andando casa per casa tastando il polso della città. E posso assicurare che il consenso verso il primo cittadino non è così ampio come sembra. Detto ciò, sono convinto che la partita sia aperta. Non si può dire tra de Magistris, centrosinistra, Lettieri e Movimento 5 Stelle chi andrà al ballottaggio. Ma il sindaco non avrà vita facile, dovrà sudare sette camicie per arrivare al ballottaggio, rischia pure di non arrivarci. Se dovessi essere io a sfidarlo, faremo un bel confronto. Nel 1997 fui rieletto sindaco dal 73 per cento dei napoletani. Vedremo che risultato otterrà de Magistris...».
L’argomento usato finora dal sindaco per attaccarla è quello dei rifiuti: la situazione che lui dice di aver trovato e risolto, le ecoballe accumulate. E anche tra i suoi antagonisti alle primarie c’è chi pensa che quello della spazzatura possa essere un fardello pesante da portare in campagna elettorale...
«Primo: sono stato commissario  di governo fino al 2004. Secondo: con me sono stati costruiti sette impianti di Cdr e si è completato l’80 per cento del termovalorizzatore di Acerra poi concluso e inaugurato da Berlusconi. E grazie a questi impianti si è potuta arginare l’emergenza. Terzo: de Magistris ha tolto i rifiuti per strada mandandoli all’estero, con i costi conseguenti. Quanto alle ecoballe, si sono accumulate perché a causa delle proteste non si riusciva a completare un ciclo integrato dei rifiuti in grado di smaltirle. Bene ora l’iniziativa di De Luca e Renzi, d’intesa con l’Anac di Cantone, per avviare le operazioni di smaltimento».
Quando lei arrivò nel 1993 trovò una situazione di dissesto e le macerie di Tangentopoli...
«Sì ma misi in campo la migliore Giunta mai vista a Napoli: Barbieri, Marone, Scipione Bobbio, De Lucia e tante altre personalità di alto livello. Ci rimboccammo le maniche e ci mettemmo al lavoro. Senza parlare del passato. Se vinco, si torna a quella stagione, con nomi anche esterni alla realtà napoletana ma che abbiamo voglia di tornare qui e mettersi in gioco. Il tutto puntando sui giovani, quelli come i volontari che mi stanno aiutando nella mia campagna elettorale».
E ora che situazione c’è?
«Terribile, come dicevo. Per tutte le cose che citavo prima: pre-dissesto, scontro istituzionale».
Ma c’è qualcosa di buono fatto dall’attuale inquilino di Palazzo San Giacomo, che qualcuno accosta a lei per il decisionismo?
«Sicuramente il fatto di avere portato avanti il tema della lotta alla criminalità come fatto già da me e da Rosetta Iervolino. Quanto ad altre cose, non credo che l’attività svolta sia positiva. Vedi per esempio la questione del patrimonio immobiliare, con immobili occupati non dai legittimi assegnatari...».
Andiamo in casa Pd: non la stupisce che una renziana non della “prima ora” come la Valente sia la candidata del partito, a differenza di lei che Renzi lo ha votato come segretario?
«Premessa: Renzi si tiene fuori dalla partita. Sarebbe un fatto gravissimo se ci fosse un nome espressione della segreteria del Pd. Il candidato del partito è quello che uscirà dalle primarie. Detto ciò, ricordo che cercai di convincere Valeria Valente e Andrea Cozzolino a votare per l’attuale premier perché ritenevo che in quel momento fosse l’unico in grado di dare una scossa ad un partito ingessato. Pur avendo grande stima, ricambiata e intatta, per un signore come Gianni Cuperlo».
Se Renzi si tiene fuori, però, i renziani sembrano schierati con la Valente...
«Questo non lo so. Ma una differenza c’è: gli altri si candidano alle primarie. Io mi candido a fare il sindaco di Napoli».
Ma cosa c’è di nuovo nell’attuale Bassolino rispetto a quello del 1993?
«Innanzitutto la campagna casa per casa. Vado in un’abitazione, prendo un caffè o un bicchiere d’acqua e ascolto le persone. Devo dire che mi ha fatto molto bene questo, perché pensavo di conoscere a fondo Napoli ed invece ho scoperto tante cose nuove. Come, ad esempio, intere zone nelle quali gli amministratori cittadini non si sono mai fatti vedere. Zone completamente dimenticate. Per questo ho deciso di ascoltare la città, per dire “io sono qui” e con me, e ci tengo a ribadirlo, si tornerà alla spinta del 1993. Percepisco la fiducia delle persone, che vogliono risposte chiare alle loro aspettative».
In un’intervista al Roma di qualche giorno fa, l’ex presidente della Regione, Stefano Caldoro, ha detto che lei è l’elemento di maggiore qualità in campo alle primarie ma che il modello amministrativo che lei propone è anacronistico rispetto ai tempi attuali...
«Non so a cosa si riferisca Caldoro in particolare. Io credo che il modello da seguire sia quello di sfruttare la grande opportunità offerta dalla città metropolitana. Oggi le periferie sono i luoghi nei quali finisce una città. Napoli, per esempio, finisce a San Giovanni a Teduccio, a Secondigliano, a Ponticelli. Con la nuova organizzazione territoriale, invece, cambia il quadro d’insieme».
In che modo?
«Le periferie non sono più tali, non sono la parte terminale di un territorio spesso dimenticata. Al contrario, diventano delle congiunzioni tra il centro storico del capoluogo e la sua provincia. Un’area di tre milioni di abitanti, più della metà di quelli dell’intera Campania. Cambiano le prospettive, perché il mare non è più quello che va da Bagnoli a San Giovanni a Teduccio, ma diventa una linea continua che va da Varcaturo a Massa Lubrense. La carta vincente può essere quella del potenziamento del trasporto pubblico e privato e delle infrastrutture. Una possibilità per sfruttare le ricchezze che sono offerte dal nostro territorio».

De Magistris: «Bassolino monarca della monnezza». L'ex governatore: «Sa solo insultare, è debole»

NAPOLI. Scambio di accuse a distanza tra Antonio Bassolino e Luigi de Magistris. A dare fuoco alle polveri l'ex governatore, candidato alle primarie del centrosinistra per il Comune di Napoli. «Napoli mi appare senza guida politica e senza una bussola», accusa Bassolino. E il primo cittadino replica duro: «Bassolino è stato il monarca della monnezza, il principale responsabile di quella stagione dei rifiuti». Controreplica dell'ex presidente della Regione: «Alle mie critiche politiche de Magistris risponde con gli insulti. Su questo terreno non lo seguo e lo lascio solo. In realtà il suo linguaggio è un segno di debolezza»

Lettieri: «Con me sette civiche e Carfagna capolista»

NAPOLI. È in vantaggio nei sondaggi «grazie al lavoro svolto in questi anni» dice. Gianni Lettieri, candidato sindaco di impronta civica appoggiato dal centrodestra, però, dice di non sentirsi «tranquillo» e richiama una frase del padre: «Nella vita ogni sconfitta può essere una vittoria rimandata». L’imprenditore napoletano affida pensieri e programmi all’agenzia Omninapoli e dice di essere  «concentrato sui problemi da risolvere in città». Una sorta di tarlo che va avanti da quando, cinque anni fa, fu sconfitto nel ballottaggio con Luigi de Magistris «per colpa del Terzo Polo che non mi appoggiò». Ma poi evita di parlare ulteriormente di quella campagna elettorale e si dice convinto che «questa è un’altra storia». Lettieri lavora alle liste («almeno sette civiche» dice) a cui aggiungere Forza Italia, Nuovo Psi, Italia Unica e forse Noi con Salvini. Solo Fratelli d’Italia manifesta ancora freddezza. Sono e resto un candidato civico - dice  - mi auguro che Fdi mi appoggi ma non seguo molto le tattiche della politica: ho un programma di cui sarò il garante». Intanto, se al possibile dualismo Bassolino-Monti alle primarie del centrosinistra si dice «indifferente», dopo l’endorsement ricevuto dal portavoce nazionale degli azzurri, Lettieri lancia un appello a Mara Carfagna: «Mi auguro che voglia fare la capolista. Sono sicuro che mi darà una mano perché Mara è la figura che gli americani definiscono upside».

Caso Quarto, i whatsapp della Capuozzo: «De Robbio è il mio incubo»

NAPOLI. «Quanto sento De Robbio, mi sale il sangue al cervello, lui parla di movimento perché vuole mettere le mani sull'ufficio tecnico». È il testo di uno dei messaggi inviati da Rosa Capuozzo, il sindaco di Quarto, e intercettati dalla Procura di Napoli, nell'ambito dell'inchiesta sui presunti ricatti ai suoi danni perpetrati proprio dall'ex consigliere comunale De Robbio. È il 12 settembre quando il primo cittadino manda l'sms con Whatsapp in una chat condivisa con altri esponenti del M5s. «Abbiamo gente che ha interessi sul territorio. non vanno via», digita. Il 15 agosto invece al vicesindaco Andrea Perotti scrive: «De Robbio vuole decidere le cariche e non gliene frega nulla della linea politica. Ovviamente deciderò da sola visto che le responsabilità sono mie». Poi, sentita all'Antimafia, la Capuozzo spiega che «il nostro progetto politico dello stadio era per una gestione esclusiva del Comune. In quell’occasione ho ricevuto pressioni da parte di De Robbio per farmi incontrare alcuni imprenditori. Mi sono rifiutata, perché era lontano dalla mia linea politica e istituzionale, ma quelle pressioni furono gravissime e chiesi per la prima volta l’espulsione di De Robbio ma per il Direttorio non c’erano motivazioni per l’espulsione». La seconda richiesta fu a novembre durante una riunione al Comune. De Robbio mi aveva proposto di far dichiarare il falso a un tecnico. Lì ho avuto la percezione di poterlo denunciare. Mi stava proponendo una cosa che per me era denunciabile. La terza volta fu in occasione del primo interrogatorio con Woodcock».

Caso Quarto: la Capuozzo espulsa dal Movimento 5 stelle, ma non si dimette

NAPOLI. Rosa Capuozzo, sindaco di Quarto, è stata espulsa dal M5S. L'allontanamento del sindaco del comune di Quarto (Napoli) è stato ufficializzato dal blog di Beppe Grillo ed è stato accompagnato da un post che motiva la decisione. "'L'urbanistica e lavori pubblici oltre al Puc (Piano urbanistico comunale, ndr): queste sono le tre cose a cui mira e sta sclerando e sta facendo sclerare, perché scalcia scalcia ma non sta ottenendo niente, ricatta ricatta ma non ottiene niente perché io vado come un muro, non me ne frega più niente ormai". "Io ho lottato per... con minacce per la casa... io ho detto... ma smantellatemi questa cazzo di casa, non faccio un passo indietro, ho subito minacce per qualsiasi cosa''. Queste, puntualizza il blog del leader M5S, sono le parole di Rosa Capuozzo, intercettata, rispettivamente, il 24 novembre e il 16 dicembre 2015, in colloqui telefonici con i consiglieri comunali Concetta Aprile e Alessandro Nicolais.

"La camorra - si legge ancora nel post - a Quarto ha perso, perché non è riuscita a incidere in alcun modo sull'amministrazione e tutte le richieste pervenute sono state rimandate indietro duramente. Ma dalle parole di Rosa Capuozzo è evidente che si è trattato di un caso di ricatto da parte dell'ex consigliere Giovanni De Robbio, al contrario di quanto da lei stessa sostenuto nelle sue dichiarazioni pubbliche e di quanto riferito ai membri del M5S nei diversi incontri avuti, in cui ha parlato di semplici pressioni politiche".

"E' dovere di un sindaco del MoVimento 5 stelle - aggiunge Grillo - denunciare immediatamente e senza tentennamenti alle autorità ogni ricatto o minaccia che riceve. Perché noi siamo geneticamente diversi dai partiti che invece di sbattere la porta in faccia alla criminalità organizzata, come fatto a Quarto, la fa accomodare e sedere al proprio tavolo per spartirsi la torta". "E la nostra differenza sta proprio nel non predicarla solamente, l'onestà, ma nell'applicarla giornalmente. Come diceva Paolo Borsellino in riferimento alla necessaria pulizia da fare all'interno dei partiti, non bisogna soltanto essere onesti, 'ma apparire onesti', al di fuori di ogni dubbio e al di sopra di ogni sospetto". "Per queste ragioni Rosa Capuozzo è stata raggiunta da un provvedimento di espulsione dal Movimento 5 Stelle per grave violazione dei suoi principi. Perché siamo il M5S e non un Pd qualsiasi".

Non si fa attendere la replica del premier Matteo Renzi, intervistato da 'Repubblica Tv': "L'idea che il M5S ha il monopolio morale, che per noi non è mai esistita, ora è chiaramente venuta meno anche per i militanti del Movimento 5 stelle. Noi nel Pd la pulizia l'abbiamo fatta e non guardiamo in faccia a nessuno. Ma quale era il presupposto? Che il M5S fosse immune, un partito di perfetti. Ma sono come tutti gli altri partiti".

"Io - continua il premier - sono per il garantismo più totale. Quella di Quarto è una vicenda per la quale avere grande rispetto, bisogna evitare strumentalizzazioni, che segna un dato oggettivo: questa giovane sindaco ha chiesto aiuto ai suoi dirigenti, non si capisce se l'ha ottenuto e se qualcuno ha preferito tacere. Mi sembra davvero ingiusto buttare la croce addosso a lei. Io dico no alle dimissioni, lei avrebbe dovuto denunciare chi la ricattava ma non dimettersi. In quel posto l'hanno messa i cittadini".

Da Twitter arriva il duro attacco del presidente del Pd, Matteo Orfini: "Grillo espelle il sindaco di Quarto perché non ha denunciato le minacce. Ma lei aveva avvertito Di Maio. Attendiamo a breve l'espulsione di Di Maio".

Intanto, dalla pagina Facebook ufficiale, il membro del direttorio cinquestelle Alessandro Di Battista risponde a chi chiede lumi sull'espulsione del sindaco di Quarto Rosa Capuozzo: "Ragazzi siamo sotto attacco, resistiamo e rilanciamo. Che pensavate che sarebbe stata facile buttare giù un sistema così ingiusto? Coraggio!".

Continua Di Battista: "Rivolgo un invito: pubblicate tutto. Pd e Fi, che sono la stessa cosa, per decenni hanno cercato e cercano di ostacolare la magistratura e le inchieste colpendo l'istituto delle intercettazioni. Le intercettazioni servono tantissimo, anche a Quarto ci hanno aiutato a capire che c'era una parte di mondo inquinato".

"Abbiamo deciso di espellere" il sindaco di Quarto Rosa Capuozzo "perché le abbiamo chiesto qualche giorno fa 3 le dimissioni, perché secondo noi un sindaco M5S deve essere al di sopra di ogni sospetto. Lei - aggiunge Di Battista - a nostro avviso si è comportata bene, non ha mai ceduto a pressioni, però è innegabile" che a Quarto sono arrivati "alcuni voti inquinati, che non si possono accettare anche se sono 3".

Capuozzo, dopo l'aut aut dei tre del direttorio, "non si è dimessa. Ha detto poi di non aver mai subito ricatto o pressioni, noi le abbiamo creduto. Poi scopriamo dalle intercettazioni che non aveva quel che avrebbe dovuto. Noi non possiamo permetterci sospetti, non siamo il Pd che giustifica mafia capitale cercando di far credere che sono puliti mentre sono sporchi fino all'essenza", accusa Di Battista.

"Ci tengo a dire - insiste Di Battista - che siamo sotto attacco mediatico. Ci può stare, siamo una forza che ha alle spalle milioni e milioni di cittadini per distruggere privilegi indecenti. Tranquilli, andiamo avanti e rispondiamo colpo su colpo".

Intervento su Facebook anche per Roberto Fico e Luigi Di Maio che, in un video pubblicato sul popolare social network, si difendono a spada tratta dalle accuse di essere al corrente di quanto stava avvenendo a Quarto. Non solo. Avvertono che chiunque scriverà il contrario verrà querelato. "Né io né Luigi - dice Fico - abbiamo mai saputo di nessun ricatto o minaccia da parte di qualcuno per ottenere qualcosa. Eravamo all'oscuro completamente, altrimenti avremmo denunciato".

"Chi sta dicendo che sapevamo - gli fa eco Di Maio - sta dicendo una falsità e verrà querelato, quereleremo tutti quelli che diranno questa bugia". Fico, in particolare, si sofferma sul messaggino che gli è stato contestato. I 5 Stelle - annunciano - pubblicheranno tutti gli 'screenshot' del caso sui social. "Rispetto alla falsità che scrivono - chiarisce Fico - specifico che quel messaggio è stato inviato dopo l'espulsione di De Robbio", dunque si riferiva all'invito a Capuozzo ad andare avanti.

Anche Di Maio richiama uno stralcio di intercettazione che gli viene oggi attribuita, riguardo al fatto di essere a conoscenza di quel che accadeva a Quarto, ma il messaggio "si riferiva al capogruppo Nicolais. Ero stato messo a conoscenza del fatto che Nicolais intendeva cambiare il regolamento del consiglio comunale per aumentare i gettoni di presenza dei consiglieri, ma come ben sapete noi ci tagliamo gli stipendi e siamo fermamente contrari".

A quanto apprende l'Adnkronos, dopo Rosa Capuozzo, ora rischiano l'espulsione dal Movimento tutti i consiglieri M5S (in tutti 15 gli eletti nelle file dei 5 Stelle) che resteranno al suo fianco, semmai il sindaco di Quarto dovesse decidere di proseguire la sua esperienza di governo della città.

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