Venerdì 21 Luglio 2017 - 9:06

Il ritorno di Al Qaeda, riconquistate due città nel sud dello Yemen

ADEN. Al Qaeda nella Penisola arabica (Aqap) ha ripreso il controllo delle città di Zinjibar e Jaar nel sud dello Yemen, conquistate quattro anni fa dai comitati di resistenza popolare che combattono i miliziani sciiti houthi. Lo riferiscono fonti locali, spiegando che i miliziani hanno lanciato un attacco a sorpresa, dando il via a violenti scontri con le forze presenti in città.

 
Jaar e Zinjibar, capoluogo della provincia di Abyan, distano circa 50 chilometri dalla principale città portuale di Aden. Nel 2011 erano in mano ad al-Qaeda nella Penisola arabica. Abdullatif al-Sayed, capo dei Comitati di resistenza popolare nella provincia di Abyan, ha spiegato che i suoi uomini hanno tentato di respingere gli attacchi e che ha avvisato i suoi superiori, ma è stato tutto vano.

Bagnoli, a Palazzo Chigi la cabina di regia
De Magistris assente: tutto illegittimo

NAPOLI. A meno di una settimana dalla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del decreto legge 'Territori' che, tra le altre misure, prevede uno stanziamento immediatamente utilizzabile di 50 milioni di euro per il risanamento e la rigenerazione urbana dell'area ex Italsider di Bagnoli, si è insediata a Palazzo Chigi la cabina di regia. Lo rende noto un comunicato della presidenza del Consiglio. Alla prima riunione, presieduta dal sottosegretario Claudio De Vincenti, hanno preso parte il ministro dello Sviluppo Economico Federica Guidi, il ministro delle Infrastrutture Graziano Delrio, il capo di gabinetto del ministero dell'Ambiente Guido Carpani in rappresentanza del ministro Gian Luca Galletti impegnato a Parigi nel vertice mondiale sul clima, il commissario straordinario per Bagnoli Salvo Nastasi, il segretario generale di Palazzo Chigi Paolo Aquilanti, l'amministratore di Invitalia Domenico Arcuri, il presidente della regione Campania Vincenzo De Luca, l'assessore all'Urbanistica del comune di Napoli Carmine Piscopo e il capo del dipartimento per le Politiche di Coesione Vincenzo Donato. Nell'introdurre i lavori, De Vincenti ha sottolineato come la cabina di regia "sia la sede per quella collaborazione istituzionale tra governo, regione e comune che i cittadini di Napoli e della Campania e il Paese tutto si attendono al fine di risolvere finalmente il problema del risanamento ambientale e del rilancio produttivo e occupazionale del territorio". 

Esigenza, questa, esplicitamente condivisa dal presidente De Luca. L'assessore Piscopo, si legge ancora nel comunicato, dopo aver ricordato il ricorso al Tar proposto dal sindaco di Napoli Luigi De Magistris contro la nomina del commissario straordinario, ha comunque partecipato al dibattito di merito che si è svolto nella cabina di regia. Bussola del confronto - ha detto ancora De Vincenti - la necessità di ''non perdere altro tempo, dopo 21 anni di inerzia''. E un elemento, su sollecitazione di De Luca, è già emerso chiaramente: no a una politica dei due tempi per bonifica e rigenerazione urbana, i due obiettivi vanno perseguiti contestualmente. Coerentemente con questa impostazione, la cabina di regia ha condiviso la proposta del commissario Nastasi di chiedere che Invitalia proceda direttamente agli interventi segnalati dal custode giudiziario come indifferibili per la salute pubblica e la salvaguardia dell'ambiente, in quanto il comune di Napoli non ha ancora ritenuto di sottoscrivere la convenzione attuativa dell'accordo di programma nonostante le risorse assegnate negli anni al Comune per questo scopo. Il prossimo appuntamento della cabina di regia, incentrato sulla condivisione delle linee di fondo del programma, è stato fissato per il 21 dicembre. Per gennaio è stato messo in calendario un incontro con i soggetti sociali e quelli imprenditoriali dell'area.

"Quello che si sta facendo" su Bagnoli "è tutto illegittimo". Così il sindaco di Napoli Luigi de Magistris, assente alla riunione della cabina di regia per l'area ex Italsider di Bagnoli, alla quale il Comune sarà rappresentato dall'assessore all'Urbanistica Carmine Piscopo. "Solo la magistratura - ha aggiunto de Magistris - può rimettere le cose a posto in difesa della Costituzione. Noi andiamo avanti con il nostro piano e con le nostre idee e non molliamo di un centimetro, questa è la nostra posizione". 

"L'assenza di de Magistris a Roma al tavolo con il Governo, il commissario e la Regione Campania per discutere la delicata questione dell'area ex Italsider, è molto grave. Napoli è ostaggio dell'arroganza di un sindaco egocentrico e che antepone le sue mire carrieristiche al bene comune''. Lo dichiara Gianni Lettieri, capo dell'opposizione in Consiglio comunale di Napoli e presidente dell'associazione Fare città. "La politica dei no a tutto - aggiunge Lettieri - e la mancanza di progetti e di programmazione, ha bloccato Napoli negli ultimi 4 anni e l'ha portata verso un declino inarrestabile. Al contrario, nelle altre città europee la competizione è sulla crescita e sullo sviluppo. Il commissario Nastasi è stato nominato per fare quello che l'attuale amministrazione comunale non è riuscita a realizzare, a partire dalla bonifica dell'area". 

La "Giunta arancione - ricorda Lettieri - non ha voluto ascoltarci quando, più di due anni fa, ho spiegato in Consiglio comunale come evitare il fallimento della società 'Bagnolifutura'. Poi non ha voluto prendere in considerazione, lo studio prodotto da esperti del settore di fama internazionale, e commissionato da Fare città, avente ad oggetto la riqualificazione della zona di Bagnoli". Per Lettieri "l'aspetto più devastante è la mancanza di visione futura, l'incapacità di non sapere mettere a sistema i valori e la grande potenzialità della nostra città. Considero grave e dolosa la gestione della città in questi anni. Sono confortato solo dal fatto che questo scempio durerà ancora per pochi mesi. E' una questione di buon senso", conclude.

Comunali, Scalella: «Non mi candido a sindaco»

NAPOLI. La candidatura a sindaco di Napoli non sarà una questione che riguarderà Dario Scalella. L’imprenditore napoletano, presidente dell’azienda di costruzioni aeronautiche K4A, declina l’offerta che gli era arrivata dal centrosinistra e si tira fuori dal totocandidati per Palazzo San Giacomo. «Ringrazio per gli attestati di stima e le belle parole che molti, cittadini e forze politiche e sociali, hanno voluto esprimermi in questi giorni su voci relative a candidature», dice il presidente del Consorzio aeronautico Campania Helicopters and Airplane Industry Network. E tutto questo, aggiunge, «nonostante avessi già ripetuto in più occasioni, anche a diversi giornalisti, che non sono affatto candidato, né aspirante tale, a sindaco di Napoli». 

Il Papa in moschea: «Cristiani e musulmani fratelli, no all'odio»

BANGUI. "Dobbiamo rimanere uniti, perché cessi ogni azione che, da una parte e dall'altra, sfigura il volto di Dio e che ha in fondo lo scopo di difendere con ogni mezzo interessi particolari, a scapito del bene comune". È l'appello che Papa Francesco rivolge "ai fratelli musulmani", durante la visita alla moschea centrale di Bangui, in Centrafrica. "Insieme, diciamo no all'odio, alla vendetta, alla violenza, in particolare a quella che è perpetrata in nome di una religione o di un Dio: Dio è pace, 'salam'!". Papa Francesco esorta alla pace: "Tra cristiani e musulmani siamo fratelli, dobbiamo dunque considerarci e comportarci come tali".

Dopo aver visitato la moschea il Papa ha celebrato messa allo stadio di Bangui, ultimo incontro della sua visita apostolica in Centrafrica.

"La vita eterna non è un'illusione, non è una fuga dal mondo: essa è una potente realtà che ci chiama e che ci impegna alla perseveranza nella fede e nell'amore". E' quanto spiega Papa Francesco nell'omelia. "Soprattutto quando i tempi sono difficili, quando le prove e le sofferenze non mancano, quando l'avvenire è incerto e ci si sente stanchi, temendo di non potercela fare, è bene riunirsi attorno al Signore, come facciamo oggi - afferma il Pontefice - per gioire della sua presenza, della vita nuova e della salvezza che ci propone, come un'altra riva verso la quale dobbiamo tendere". E, osserva il Papa, "quest'altra riva è certamente la vita eterna: questo sguardo rivolto verso il mondo futuro ha sempre sostenuto il coraggio dei cristiani, dei più poveri, dei più piccoli, nel loro pellegrinaggio terreno. Ma l'altra riva più immediata, che noi cerchiamo di raggiungere, questa salvezza procurata dalla fede, è una realtà che trasforma già la nostra vita presente e il mondo in cui viviamo".

"Ogni battezzato deve continuamente rompere con quello che c’è ancora in lui dell’uomo vecchio, dell’uomo peccatore, sempre pronto a risvegliarsi al richiamo del demonio, che agisce nel nostro mondo e in questi tempi di conflitti, di odio e di guerra per condurlo all’egoismo, a ripiegarsi su se stesso e alla diffidenza, alla violenza e all’istinto di distruzione, alla vendetta, all’abbandono e allo sfruttamento dei più deboli". "Certamente, abbiamo tutti da chiedere perdono al Signore per le troppe resistenze e per le lentezze nel rendere testimonianza al Vangelo". E' quanto afferma Papa Francesco, nell'omelia della messa celebrata allo stadio di Bangui, ultimo incontro della sua visita apostolica in Centrafrica.

"Noi sappiamo anche quanta strada le nostre comunità cristiane, chiamate alla santità, abbiano ancora da percorrere. Che il Giubileo straordinario della Misericordia, appena iniziato nel vostro Paese, ne sia l’occasione", è l'esortazione finale del Papa.

Il portavoce dell'Isis dietro le stragi di Parigi

PARIGI. Ci sarebbe il jihadista Abu Mohammed al-Adnani, portavoce dello Stato islamico, dietro gli attacchi di Parigi dello scorso 13 novembre. Lo sostengono alcune fonti francesi citate da Le Parisien. Il 38enne nato in Siria, il cui vero nome è Taha Subhi Falaha, è noto per aver combattuto in Iraq contro gli americani dopo la guerra del 2003 e, ricorda il quotidiano francese, è anche colui che in un video pubblicato dall'Isis nel settembre 2014 esortava ad uccidere gli occidentali "in particolare i malvagi e sporchi francesi con tutti i mezzi possibili: coltello, pietre, veleno, incidenti automobilistici".

 
Secondo il Sunday Times Al-Adnani controllerebbe, all'interno del Daesh, una rete di cellule terroristiche composte di jihadisti di ritorno dalla Siria pronti a colpire in almeno cinque paesi europei - tra cui Francia, Gran Bretagna e Belgio - rendendolo una sorta di "ministro degli attacchi" nella gerarchia dell'organizzazione jihadista.

Tra i più stretti collaboratori del 'califfo' Abu Bakr al-Baghdadi, che gli avrebbe assegnato anche il ruolo di responsabile delle operazioni esterne, al-Adnani nei giorni successivi agli attentati di Parigi era già stato indicato dal New York Times, che citava fonti concordanti negli Stati Uniti e in Europa, come il regista degli attacchi del sedicente Stato islamico (Is) fuori dalla Siria e dall'Iraq.

Pugno duro
di Putin contro Ankara: stop
a charter
e lavoratori

MOSCA. Cancellati i voli charter fra Russia e Turchia, bando all'impiego di cittadini turchi a partire dal primo gennaio (i turchi che lavorano in Russia sono 87mila secondo i dati ufficiali del governo), bando o restrizioni sulle importazioni a prodotti turchi e bando o restrizione all'attività di compagnie turche (è il governo a definire gli elenchi dei prodotti e dei settori colpiti), rafforzamento dei controlli nei porti sul Mar Nero, sui trasporti su gomma turchi che operano in Russia e sugli aerei turchi diretti in Russia, bando alla vendita, da parte di tour operator russi, di pacchetti turistici per la Turchia. E dal primo gennaio viene sospeso l'accordo bilaterale sui viaggi dei turchi in Russia, il regime di esenzione dai visti.

 

Sono le misure "per la sicurezza nazionale e per la protezione dei cittadini russi da azioni criminali e illegali e l'applicazione di misure economiche straordinarie nei confronti della Turchia", contenute nel decreto che il presidente russo Vladimir Putin ha firmato questa sera, di cui danno notizia le agenzie russe, in risposta all'abbattimento del Sukoi 24 sui confini siriani da parte delle forze turche.

 

Foto di teste mozzate sul cellulare, afghano fermato a Bardonecchia

BARDONECCHIA. Sono in corso approfondimenti degli investigatori torinesi sull’uomo fermato dalla polizia di frontiera di Bardonecchia, tra Francia e Italia, domenica a bordo di un Tgv. Il giovane, un afghano di 22 anni, aveva nello zaino diversi telefoni cellulari e uno satellitare e una ventina di schede sim. Sulle memorie dei telefonini gli inquirenti hanno trovato immagini di guerra, si pensa di Siria e Iraq, tra cui una che ritrae dei miliziani armati con accanto delle teste mozzate.

 
L’uomo ha raccontato di essere fuggito dal suo Paese e aver vissuto per una decina di anni a Londra e di aver poi deciso di raggiungere Roma per chiedere asilo politico. L’uomo, fermato per ricettazione, è stato scarcerato dal gip perché non si è potuto accertare il reato contestato. Al momento è stato trasferito presso il Cie torinese.

Gli investigatori, coordinati dal pm Andrea Padalino, sono al lavoro per verificare la sua storia e soprattutto capire a chi fossero destinate le schede telefoniche e cosa dovesse fare il giovane in Italia.

L’interrogatorio del giovane afghano si è svolto con l’ausilio di un mediatore arrivato da Roma. "Ha spiegato di aver avuto i cellulari e le schede telefoniche da un connazionale e che voleva venderle una volta arrivato in Italia" riferisce il suo legale, l’avvocato Andrea Battisti. Spiegazioni sui cui ora gli inquirenti vogliono vederci chiaro.

Turchia, ucciso noto avvocato curdo. Scontri a Istanbul

ANKARA. Il presidente dell'Ordine degli Avvocati di Diyarbakir, Tahir Elci, è stato ucciso in un attacco armato in questa città, a maggioranza curda, nel sudest della Turchia. Anche un poliziotto è rimasto ucciso. Il governatorato di Diyarbakir ha confermato il ferimento di altri due agenti mentre l'agenzia di stampa Anadolu ha riferito che anche un suo giornalista è rimasto ferito. Elci era noto per la sua posizione riguardo al Pkk che, diceva, "non è un gruppo terroristico" ma una "organizzazione politica armata con grande seguito". Il governo di Ankara considera invece il Pkk una "organizzazione terroristica".

 

Prima dell'attacco, la cui dinamica resta poco chiara, Elci, insieme ad altri avvocati, aveva tenuto una conferenza stampa sugli scontri registrati nel distretto di Sur, nella provincia di Diyarbakir. Testimoni oculari citati dall'agenzia di stampa Dogan hanno riferito che un uomo ha sparato contro Elci. La Anadolu ha attribuito l'attacco ai ribelli del Pkk. Secondo il ministero dell'Interno Elci e il poliziotto sono rimasti uccisi durante uno scontro tra le forze di sicurezza e ribelli del Pkk. Immagini trasmesse dalle tv locali mostrano Elci parlare di pace poco prima di essere ucciso. "Chiediamo che da questa area restino fuori la guerra, i combattimenti, le armi, le operazioni militari", aveva detto il presidente dell'Ordine degli avvocati di Diyarbakir.

 

A metà ottobre Elci era stato arrestato e rilasciato dopo 24 ore per le sue dichiarazioni sul Pkk. Per lui erano stati chiesti fino a sette anni e sei mesi di carcere con l'accusa di "propaganda a favore di un'organizzazione terroristica".

Elci potrebbe essere stato vittima di un "omicidio" ha ammesso il premier turco Ahmet Davutoglu. "Ci sono due possibilità - ha detto il primo ministro citato dai media locali - E una delle due è l'omicidio". "Se di questo si è trattato verrà accertato", ha aggiunto. L'altra "possibilità" è che Elci sia stato colpito durante uno scontro tra forze di sicurezza e uomini armati. "L'obiettivo non era solo Elci, ma la Turchia", ha aggiunto Davutoglu. In precedenza il vice premier Numan Kurtulmus aveva parlato di "brutale omicidio".

L'attacco di Diyarbakir è stato condannato dal presidente turco Recep Tayyip Erdogan. La Turchia andrà "avanti con la lotta al terrorismo" ha dichiarato Erdogan.

Nel distretto di Sur è stato imposto il coprifuoco mentre si registrano scontri a Istanbul dove la polizia turca ha usato cannoni ad acqua per disperdere la folla di persone riunite per protestare dopo l'uccisione di Tahir Elci. Lo riferisce la Bbc.

Ad annunciare la protesta di piazza per condannare l'"omicidio pianificato" del presidente dell'Ordine degli Avvocati di Diyarbakır era stato il partito filo-curdo Hdp. "Migliaia di altri Tahir Elcis porteranno avanti il lavoro nella battaglia per la legge e la giustizia", si legge in un comunicato del partito guidato da Selahattin Demirtas.

Siriano fermato a Orio organico all'Isis

MILANO. È accusato di associazione e arruolamento con finalità di terrorismo internazionale il siriano Alali Faowaz, fermato dieci giorni fa all'aeroporto di Orio al Serio mentre tentava di imbarcarsi su un volo per Malta con un documento falso insieme ad un connazionale. Sul suo telefonino, infatti, sarebbe stata trovata una fotografia che lo ritrae con la 'divisa' dei militanti dello Stato Islamico e il sospetto della procura di Bergamo è che l'uomo possa essere organico all'Isis. L'uomo avrebbe giustificato la presenza della fotografia sul suo cellulare affermando che si tratta di un'istantanea che lo ritrae con l'uniforme dei vigili urbani. I due siriani sono stati fermati ad Orio al Serio lo scorso 18 novembre. Ad insospettire gli agenti sarebbe stata la circostanza che, malgrado i documenti fossero intestati a un cittadino austriaco in un caso e a uno norvegese nell'altro, i due parlavano solo in arabo.

Mali, attacco a base Onu: almeno 3 morti

BAMAKO. È di almeno tre morti e oltre 20 feriti il bilancio dell'attacco contro una base dei peacekeeper delle Nazioni Unite a Kidal, nel nord del Mali. Lo ha reso noto Olivier Salgado, portavoce della missione Minusma, citato dall'agenzia di stampa Xinhua. Tra i feriti, alcune persone versano in gravi condizioni. Le tre vittime dell'attacco sono due militari e un civile della missione, ha precisato lo stesso Salgado in dichiarazioni all'agenzia di stampa Dpa. Sinora l'attacco con razzi contro la base non è stato rivendicato.

 
L'attacco arriva dopo quello della scorsa settimana contro l'hotel Radisson di Bamako, costato la vita a 19 persone. Due giorni fa le autorità maliane hanno annunciato l'arresto di due persone in relazione all'attacco di venerdì scorso.

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