Lunedì 20 Novembre 2017 - 22:12

L'istituto di Sanità: nella Terra dei fuochi più malati e morti per cancro

ROMA. Nella Terra dei fuochi ci si ammala e si muore di più per diverse patologie collegate in qualche modo allo smaltimento illegale dei rifiuti. "Una serie di eccessi della mortalità, dell'incidenza tumorale e dell'ospedalizzazione per diverse patologie, che ammettono fra i loro fattori di rischio accertati o sospetti l'esposizione a inquinanti emessi o rilasciati da siti di smaltimento illegale di rifiuti pericolosi e di combustione incontrollata di rifiuti sia pericolosi, sia solidi urbani", emerge dall'aggiornamento del rapporto dell'Istituto supreriore di sanità sulla situazione epidemiologica nei 55 Comuni campani, definiti dalla legge numero 6 del 2014 come Terra dei fuochi. Premesso che i dati di incidenza sono disponili solo per alcuni comuni della Terra dei Fuochi che si trovano nella Provincia di Napoli, "si possono formulare alcune considerazioni generali - sottolinea l'Iss - Le analisi condotte sull'insieme dei comuni della Terra dei fuochi mostrano che il profilo di salute dei bambini presenta alcune criticità nel primo anno di vita: eccessi di bambini ricoverati per tutti i tumori in entrambe le province di Napoli e Caserta, ed eccesso di incidenza e di ricoverati per tumori del sistema nervoso centrale rispettivamente per la Provincia di Napoli e di Caserta". In età pediatrica e pediatrico-adolescenziale - prosegue il report - i tumori del sistema nervoso centrale sono in eccesso sia come incidenza che come numero di ricoverati nella Provincia di Napoli; nella Provincia di Caserta il dato sui ricoveri mostra un eccesso per questi tumori nelle due classi di età indagate. Le leucemie risultano in eccesso solo come numero di bambini ricoverati nella Provincia di Caserta. 

"La protezione della salute infantile, in questo quadro - chiarisce l'Iss - deve necessariamente iniziare con la tutela della salute nel periodo prenatale, perseguendo l'obiettivo di garantire alle donne in gravidanza un ambiente sicuro, secondo le più recenti raccomandazioni. Va inoltre rafforzata l'attività di prevenzione rispetto ai rischi ambientali per la salute infantile, evitando esposizioni indebite dei bambini a inquinanti ambientali, con uno sforzo integrato della famiglia, della scuola e dei pediatri di libera scelta". Sulla base del quadro di salute configuratosi per l'area della Terra dei Fuochi "appare opportuno procedere con l'implementazione di percorsi di intervento, anche ispirati da approcci basati sul principio di precauzione, coerentemente con gli indirizzi raccomandati dall'Oms su questi temi - evidenzia l'Iss - A tal riguardo, di concerto con le associazioni dei medici pediatri e degli oncologi ed ematologici pediatri operanti nelle strutture pubbliche ospedaliere e territoriali, appare utile individuare percorsi di rapido accesso ai servizi sanitari e all'implementazione di azioni specifiche volte all'ottimizzazione delle procedure diagnostiche e terapeutiche per l'infanzia". 

Parallelamente alla segnalazione di eccessi di rischio per le patologie infantili nell'area in studio, secondo l'Iss "appare opportuno implementare indagini analitiche di approfondimento epidemiologico, volte ad identificare le cause che hanno contributo a determinare gli eccessi evidenziati. Mentre - ricordano gli esperti - l'associazione tra disturbi respiratori nell'infanzia e l'inquinamento atmosferico è ampiamente documentata, è al momento difficoltoso individuare i fattori ambientali specificamente associati all'insorgenza dei tumori infantili. Ciò è dovuto in parte al fatto che le esposizioni rilevanti possono riguardare il genitore, il bambino nel grembo materno, o il bambino dopo la nascita, e poiché i tumori, in particolare quelli infantili, possono essere il risultato di una combinazione di cause genetiche e ambientali". "Un altro aspetto rilevante per l'area della Terra dei fuochi in relazione alla salute infantile riguarda la deprivazione socioeconomica - conclude il report dell'Iss - I bambini che vivono in zone povere sembrano essere più vulnerabili rispetto a quelli che risiedono in aree meno deprivate, perché possono cumulare diversi fattori quali malattie croniche e diete meno sane, che possono dar luogo a ulteriori effetti sinergici negativi sulla salute. I bambini che vivono in condizioni sociali avverse presentano infatti esposizioni multiple e cumulative, sono più suscettibili ad una ampia varietà di sostanze tossiche ambientali e spesso non hanno accesso a un'assistenza sanitaria di qualità per ridurre gli effetti di fattori di rischio ambientali".

Berlusconi “incorona” Lettieri

SAN VITALIANO. Silvio Berlusconi durante un collegamento telefonico ad una convention a San Vitaliano organizzata dal deputato forzista Paolo Russo ha “incoronato" Gianni Lettieri a candidato a sindaco del centrodestra. L'ex premier ha rivolto il suo «affettuoso in bocca al lupo» a Gianni Lettieri, candidato per la corsa alle comunali di Napoli. «Gianni Lettieri si sta preparando a quella che sarà una grande campagna elettorale per mettere fine alla cattiva amministrazione della città di Napoli». Il presidente di Fi ha, poi, salutato anche il coordinatore regionale Domenico De Siano e Armando Cesaro che «sta facendo benissimo come capo del nostro gruppo regionale»

Renzi: «Il Paese è solido e stabile»

ROMA. "Il 2015 è andato meglio del 2014, delle nostre previsioni nel 2014" e "il pil torna a crescere". Il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, nella conferenza stampa di fine anno alla Camera spiega i risultati conseguiti sul fronte dell'economia e dell'occupazione e sottolinea: "L'Italia si è rimessa in moto, il Paese è solido e stabile".

La conferenza stampa inizia con una secca replica al presidente dell'Ordine dei giornalisti, Enzo Iacopino, che aveva parlato di "schiavitù" a proposito di alcune realtà del giornalismo, chiedendo al governo di non concedere più soldi pubblici agli "editori che non documentano di pagare dignitosamente tutti i giornalisti e non solo i contrattualizzati".

"Non ho condiviso le sue parole. Non c'è alcuna piaggeria, né schiavitù o barbarie in Italia e la mia posizione sull'Ordine dei giornalisti è nota: io sarei per abolirlo - afferma Renzi - Se toccasse a me l'Ordine lo abolirei domani mattina".

Poi entra nel dettaglio degli obiettivi raggiunti. Anche in questa occasione non mancano le slide, strumento al quale Renzi ricorre spesso per illustrare i risultati e le proposte del suo esecutivo. Sullo schermo dell'auletta dei gruppi parlamentari della Camera si susseguono i provvedimenti adottati dal governo nel 2015, contrapposti all'immagine di un 'gufetto' pessimista, puntualmente "smentito dalla realtà dei fatti".

"E' stato un buon anno che ha visto in alcune principali sfide, che sembravano impossibili da vincere, tornare il segno positivo" rimarca il premier. "Qualche anno fa c'era preoccupazione", si diceva che "l'Italia sarebbe stata in stagnazione perenne, che l'Italia non sarebbe più tornata con il segno più" ma "se noi guardiamo i dati quest'anno vediamo che il pil torna a crescere", osserva Renzi, che parla di "vittoria della politica contro il populismo. La politica batte il populismo 4 a 0".

LAVORO - "Quando incontri un ragazzo che ti ringrazia perché ha un contratto a tempo indeterminato ti rendi conto che dopo le polemiche sul Jobs act questo 2015 ha portato chiarezza: oggi in Italia ci sono più tutele, non meno, più posti di lavoro, non meno" rimarca il presidente del Consiglio.

BANCHE - Intervenendo sulla vicenda banche, Renzi assicura: "Abbiamo a cuore il destino di quelle persone" che sono state truffate. "Chi ha subito dei danni deve sapere che lo Stato è dalla sua parte, che faremo di tutto perché possa riavere indietro i suoi soldi". Il presidente del Consiglio garantisce che "non c'è un rischio sistemico, il sistema è solido" e aggiunge che l'Italia non chiederà "alcuna deroga all'Europa. Non cambierei il sistema della banche italiane con quello tedesco nemmeno sotto pagamento". "Noi come gruppo dirigente non abbiamo niente da temere - rimarca ancora - Le forze politiche che fingono di essere state su Marte si ricordino che non erano su Marte".

"Il sistema bancario italiano è in grado di reggere - ribadisce - Certo, noi giocheremo tutte le nostre carte nel rispetto delle regole Ue. Ma noi non guardiamo in faccia nessuno e siamo pronti anche a ricorrere alla Corte di giustizia europea nel caso in cui vi siano state violazioni rispetto a quelle regole".

LEGGE DI STABILITA' - Il premier risponde poi alle critiche sulla legge di stabilità. "Il 2015 è stato l'anno delle riforme, il 2016 sarà l'anno dei valori - evidenzia - La legge di stabilità che è stata considerata una legge di mance e mancette mette soldi nella scuola, università, cultura, mette soldi negli ideali, nel terzo settore, nel servizio civile".

Riguardo alla concessione di più margine sulle norme di bilancio da parte dell'Ue, come prevista dalla legge di stabilità, Renzi dice che la flessibilità è "scontata", data "per acquisita", e chiarisce: "Noi abbiamo rispettato tutte le regole Ue e usato la flessibilità prevista dalle regole, l'Italia non chiede sconti, non è il discount".

FISCO - Renzi non entra nel merito dei prossimi tagli delle tasse "anche perché se Padoan sente che sto facendo i tagli alle tasse mi torna a Roma sconvolto" dice rispondendo alla domanda posta dall'Adnkronos nel corso della conferenza stampa. "Abbiamo già individuato un percorso che vede Irpef, Irap, Ires e la questione delle pensioni come assi di intervento, ma non sarebbe serio da parte mia dare adesso i dettagli - spiega - perché non sono ancora definiti: la discussione vera sarà nell'estate del 2016".

PENSIONI - Il premier promette che il governo non farà tagli alle pensioni. "Una cosa sono le pensioni da 2000 euro - precisa - un altro sono le pensioni sopra i 2000 euro". "Non considero la pensione da 2000 euro una pensione d'oro, anche se chi è ci è andato lo ha fatto con il sistema retributivo. Sulle pensioni bisogna essere molto seri: in passato si sono fatte riforme importanti ma poi abbiamo dovuto fare delle modifiche successive per rimediare agli errori".

"Abbiamo calcolato che una parte significativa dei vantaggi ottenuti con la riforma Fornero siano stati poi mangiati da provvedimenti di salvaguardia. Noi non tocchiamo le pensioni degli italiani, se ci saranno da fare degli interventi sulle pensioni d'oro - che non sono 2000 euro - sarà fatto dopo una discussione e un dibattito trasparente", assicura.

RIFORME - Quanto alle riforme, l'11 gennaio riprende l'iter, "immaginiamo il referendum a ottobre 2016 e lì saranno i cittadini a dire se quelle riforme sono state imposte dall'alto o se le approveranno - scandisce Renzi in conferenza stampa - Se perdo il referendum costituzionale considererò fallita la mia esperienza politica".

Quello sull'Italicum, evidenzia, è stato "il passaggio più difficile" ma sulla legge elettorale "è stato fatto un capolavoro parlamentare. Un anno fa si diceva che non c'erano i numeri per approvare la legge elettorale, il dato di fatto oggettivo è che l'Italicum è approvato. Con l'Italicum non abbiamo un effetto spagnolo, abbiamo un Paese stabile", afferma il premier.

UE - Quanto ai rapporti con l'Unione europea, "io non ho dichiarato guerra alla Ue - mette in chiaro - noi stiamo chiedendo alla Ue di far rispettare tutte le regole a tutti". Renzi sottolinea che "non c'è un solo provvedimento in cui l'Italia ha chiesto deroghe, l'Italia non sta attaccando ma difendendo la Ue". In particolare, il rapporto con la Cancelliera Angela Merkel "è splendido". Ma non manca di mettere i puntini sulle 'i' sul rispetto delle regole comunitarie da parte del governo. "Chi non ha rispettato il 3% è la Germania nel 2005", ricorda Renzi.

IMMIGRAZIONE - Il premier affronta poi la questione immigrazione e ribatte alle critiche. "Si diceva che l'Italia è invasa e che la colpa è del governo. Ma nel 2015 ci sono meno sbarchi e meno immigrati dell'anno scorso", un "record storico - evidenzia - il più basso in assoluto di immigrazione in Italia", e "il problema ora è diventato europeo". Renzi torna quindi a chiedere una "politica di asilo europea".

LIBIA - In tema di politica estera, a proposito di un eventuale intervento in Libia, Renzi afferma: "Non si può dubitare del fatto che gli interventi unilaterali non hanno funzionato. In passato ci sono stati interventi che sono diventati multilaterali, ma erano partiti unilaterali. Oggi non se ne vede la necessità" e "l'intervento unilaterale sarebbe un clamoroso errore".

UNIONI CIVILI - Sollecitato in merito alla legge sulle unioni civili Renzi ammette: "Purtroppo non siamo riusciti a tenere la tabella di marcia che ci eravamo prefissati. Credo che questo sia un argomento che va depurato da temi politici. Anche nel Pd e in Fi vi sono molte divisioni, quindi è un tema divisivo, che comunque sia dobbiamo portare a casa entro 2016". E "io farò di tutto perché il confronto parlamentare sia più serio e franco possibile". Il premier assicura anche che il tema della stepchild adoption non sarà stralciato dal ddl.

PD E SONDAGGI - Riguardo ai sondaggi, "non sono un problema - dice il leader del Pd - Se dovessi fare una scommessa oggi sulle elezioni del 2018 direi che vinciamo al primo turno". Quanto alle amministrative, "a Milano le primarie si terranno il 7 febbraio. A Roma credo che siano il 6 marzo o in ogni caso diciamo a marzo, non vorrei fare una gaffe". E anche "a Napoli si faranno le primarie, credo il 6 marzo".

VOTO A ROMA - Con particolare riferimento alla capitale, Renzi si dice "convinto che il Pd alle elezioni di Roma se la giocherà nonostante il fatto che ci siano responsabilità in ciò che è accaduto e sono convinto che il prossimo sindaco farà meglio di quello che c'è stato prima". "A Roma - rimarca - si va a votare nel 2016. Si voterà intorno al 10 giugno".

"QUELLO DI PREMIER MIO ULTIMO RUOLO PUBBLICO" - Renzi parla anche del suo futuro. "Ho un profondo amore per l'Italia e sono a fare il presidente del Consiglio come mio ultimo ruolo pubblico - dice in conferenza stampa - Quando fai il presidente del Consiglio, dopo lasci e questo per me sarà l'ultimo incarico, l'ultimo servizio pubblico".

De Magistris: «Mi candido per vincere al primo turno»

NAPOLI. "Lo dico con la giusta e dovuta umiltà, noi ci candidiamo per vincere al primo turno". Lo ha detto il sindaco di Napoli Luigi de Magistris. "Questo vale per me - ha aggiunto - come per gli avversari che ancora non conosciamo". Riguardo il rapporto con il Movimento Cinque Stelle, de Magistris ha spiegato che "oggi sono molte le ragioni per non avere toni e contenuti di asperità con loro, perché su temi concreti ci sono state e ci sono battaglie comuni. Auspico che il prossimo programma, che andremo a scrivere con l'inizio dell'anno nuovo, possa essere elaborato su  contenuti che ci vedono assolutamente convergenti e vicini. Poi non sappiamo cosa accadrà nei prossimi mesi, conosco la loro posizione che è un 'no' fermo a qualsiasi alleanza". Posizione che "non è la mia - ha sottolineato de Magistris - perché non ho la pregiudiziale così netta. Non sono esponente di partito o di movimenti, sono una persona autonoma, libera e indipendente che si presenterà soprattutto con liste civiche. Cerco il dialogo e lo consoliderò ancor di più nei prossimi mesi, poi ogni elettore farà la sua libera scelta".

Bassolino: «Il Pd è indietro, ma io vado avanti per la mia strada»

NAPOLI. Antonio Bassolino ha inaugurato il proprio comitato elettorale in vista delle primarie del Pd fissate il 7 marzo. "A chi mi invita a dire basta al Pd rispondo che non accetto provocazioni. Dobbiamo mantenere i nervi saldi ed arrivare fino alle primarie e fino al voto". La sede del comitato elettorale di Bassolino è quella della Fondazione Chiaromonte, in via Toledo, pieno centro cittadino, e l' ex presidente della Regione Campania ha letto una lettera di sostegno della figlia del dirigente del Pci, Franca Chiaromonte. "Ci muoviamo in anticipo rispetto alle primarie - ha detto Bassolino - ma tutti siamo in ritardo rispetto alle elezioni. Chi pensa che partiamo dal 40% delle Europee è fuori dalla realtà. Siamo molto più giù, anche se si può risalire". Per il 6 e 7 febbraio, data delle primarie a Milano, che lui avrebbe voluto far coincidere con quelle di Napoli, Bassolino ha annunciato l' organizzazione di "primarie programmatiche e delle idee".

Paolucci: «Slittamento primarie scelta incomprensibile»

NAPOLI. "Apprendo dell'intenzione di rinviare le primarie al 6 marzo. Mi cadono le braccia. Qual è il motivo di questo rinvio? Francamente è incomprensibile". Così Massimo Paolucci, europarlamentare del Pd, in merito al possibile slittamento della data delle primarie del centrosinistra a Napoli. "Mentre tutti gli altri candidati e schieramenti sono? da mesi in campagna elettorale - spiega Paolucci - noi scegliamo di perdere ancora altr?o? tempo alimentando l'ennesimo insopportabile balletto. Perché tanto? autolesionismo? Perché non seguiamo la strada di Milano che ha? confermato la data del 7 febbraio? Di tutto abbiamo bisogno tranne che? di nuove lacerazioni che sarebbero inevitabili se a prevalere fosse la? scelta di far saltare le primarie o di renderle ininfluenti. Rinviare? senza motivi plausibili, sarebbe il chiaro segnale che le primarie non? si vogliono fare". Rivolgendosi al segretario provinciale del Pd di Napoli, Venanzio Carpentieri, Paolucci chiede di "non giustificare il nuovo? rinvio dicendo che in fondo si tratta di 'sole' 4 settimane.? Ogni giornata, ogni ora persa nell'incertezza e dietro inutili? discussioni diminuisce le nostre possibilità di vittoria. Per vincere? a Napoli è necessario mettere in campo un lavoro straordinario, non? possiamo perdere altro tempo".

Per Paolucci inoltre è "sconcertante che alla? federazione di Napoli del Pd, la più grande federazione del Sud, il? gruppo dirigente nazionale del Pd 'comunichi' per lettera, con ordini? di servizio"; il riferimento è alla lettera del vicesegretario del Pd Lorenzo Guerini e dal responsabile degli enti locali in segreteria nazionale Valentina Paris, letta da Carpentieri nel corso della riunione della direzione di ieri, e nella quale era indicata la data del 6 marzo quale possibile "primarie-day" nazionale. "Provengo da un partito dove sono cresciuto? con il 'centralismo democratico' - sottolinea Paolucci - quindi ho nel mio dna concetti come? rispetto e dialogo con Roma, ma il segretario provinciale di Napoli non può ridursi a fare il? ?postino, il passacarte". Per questo, conclude l'europarlamentare, l'invito a Carpentieri è "a far prevalere il buon senso. La? posta in palio non è la vittoria o la sconfitta di Antonio Bassolino? ma la possibilità per il Pd di provare a far rialzare la nostra città? con il candidato sindaco che i napoletani scioglieranno. La posta in? ?palio è il futuro della nostra terra. Napoli non merita tanta? irresponsabilità".

«Sono sbandati e dunque cercano di prendere e perdere tempo» questo il laconico commento di Antonio Bassolino affidato al suo profilo Facebook dopo aver appreso della scelta della direzione provinciale del Pd Napoli sullo slittamento delle primarie dalla data fissata del 7 febbraio prossimo a quella non ancora ratificata del 6 marzo 2016.

Sulla questione amministrative interviene anche Mara Carfagna. ''Io candidata a sindaco di Napoli? No, a Napoli c'è già un candidato, forte e credibile: Gianni Lettieri. In cinque anni lui ha saputo garantire presenza sul territorio e creare una forte azione di opposizione, che gli va riconosciuta'' ha detto la deputata di Fi al programma di Rai Radio 'Un Giorno da Pecora', condotto da Geppi Cucciari e Giorgio Lauro.

In Siria per visitare i nonni, bimba di 5 anni muore sotto le bombe dei raid

DAMASCO. Uccisa in uno dei raid compiuti dai caccia sulla Siria. È morta così una bimba di 5 anni, tornata con la madre nel Paese siriano per andare a trovare alcuni parenti. Secondo quanto ha raccontato la donna al 'Guardian', sua figlia Raghat è rimasta uccisa assieme al nonno e al cugino probabilmente in bombardamento russo, lo scorso ottobre, mentre si trovava nel giardino di una casa di Habeet, vicino a Idlib.

La famiglia della bimba era fuggita dal conflitto per andare a vivere in Turchia nel 2011 ma, due mesi fa, la madre - insegnante di matematica di 28 anni - aveva deciso di tornare in Siria per una breve visita ai nonni di Raghat, rassicurata dal fatto che la zona non sarebbe stata presa di mira dai bombardamenti.

"Ho portato i miei figli in Siria solo per sei giorni - ha detto la donna - dovevamo tornare a casa il giorno dopo. E invece mio marito non ha mai più visto sua figlia".

Usa e Russia: bloccare le finanze dell'Isis

WASHINGTON. Gli Stati Uniti e la Russia stanno negoziando una nuova risoluzione del Consiglio di Sicurezza dell'Onu che punta a rafforzare le misure a livello internazionale per colpire le finanze dello Stato Islamico. Lo riferisce il New York Times, anticipando che gli Usa, attualmente presidenti di turno del Consiglio, spingono affinché la risoluzione venga adottata in una riunione del Consiglio convocata per il 17 dicembre, alla quale dovrebbero partecipare anche alcuni dei ministri delle Finanze dei 15 Paesi membri dell'organismo Onu.

 
La nuova risoluzione contro l'Is si baserebbe su un analogo provvedimento adottato nel 1999 contro Al Qaeda e l'allora leader dell'organizzazione terroristica islamica, Osama Bin Laden. Già a febbraio, ricorda il Nyt, l'Onu ha adottato misure simili contro l'Is, ritenute però poco efficaci dalla Russia. Mosca sostiene che l'attuale risoluzione venga regolarmente aggirata. È per questo che l'ambasciatore di Mosca presso le Nazioni Unite, Vitaly Churkin, ha affermato ieri che la Russia vuole che la risoluzione contenga una norma che imponga al segretario generale dell'Onu di denunciare le violazioni del blocco finanziario contro lo Stato Islamico.

Secondo le stime, l'Is dispone annualmente di risorse pari a 1 miliardo di dollari. Si tratta di soldi derivanti dai proventi dei traffici petroliferi, dalle tasse imposte nei territori controllati e dal contrabbando di reperti archeologici. Altri proventi deriverebbero dai movimenti di denaro da e verso l'Iraq e la Siria. Queste imponenti risorse, che fanno dell'Is l'organizzazione terroristica più ricca della storia, servono al Califfato di al Baghdadi per finanziare le proprie milizie jihadiste e fornire alcuni servizi di base nei territori controllati.

L'Isis: «I killer di San Bernardino sono nostri sostenitori»

WASHINGTON. L'Isis ha riconosciuto oggi gli attentatori della strage di San Bernardino in California come suoi sostenitori. Nel bollettino di guerra trasmesso dal notiziario odierno diffuso dalla radio di al-Bayan, che trasmette dalla roccaforte dell'Isis a Mosul in Iraq, la prima notizia riguarda appunto l'attentato a San Bernardino in cui sono rimaste uccise 14 persone, mentre 21 sono state ferite. Il titolo della notizia diffusa via Internet dalla radio dell'Is recita: 'Trenta americani tra morti e feriti in un attacco di due dei sostenitori dello Stato islamico diversi giorni fa nella California americana'.

 
Riferendosi i dettagli dell'attacco, il notiziario dell'Is afferma che ''due sostenitori nello Stato islamico hanno attaccato diversi giorni fa un centro nella città di San Bernardino nello stato della California americana. Hanno sparato colpi d'arma da fuoco all'interno del centro causando la morte di 14 persone e il ferimento di più di 20. Dopo c'è stato uno scambio di colpi d'armi da fuoco con la polizia americana, che li ha inseguiti per diverse ore e poi uccisi''. Il comunicato si conclude con la richiesta ''a Dio che li accolga tra i martiri''. L'Isis non fornisce i nomi dei due attentatori, né spiega che erano marito e moglie. Inoltre non usa il termine ''soldato del Califfato'' solitamente adoperato nelle rivendicazioni per identificare i propri uomini che compiono attentati.

Nuovo allarme: «Gran Bretagna prossimo obiettivo Isis»

LONDRA. Informazioni raccolte indicano che il prossimo obiettivo di attacchi da parte dello Stato Islamico in Europa potrebbe essere in Gran Bretagna. È quanto hanno rivelato fonti dell'antiterrorismo europeo alla Cnn, ammettendo che ormai si ritengono perse le tracce di Salah Abdeslam, unico componente del commando che ha colpito a Parigi il 13 novembre sopravvissuto agli attacchi.

Secondo le informazioni, combattenti dell'Is britannici avrebbero ricevuto l'ordine dai vertici del cosiddetto califfato di tornare in patria per preparare attentati. Non è comunque chiaro quanto la minaccia sia imminente e non si hanno obiettivi specifici. Ma il livello d'allerta è salito dopo che da ieri la Raf ha iniziato a bombardare obiettivi dell'Isis in Siria, a seguito del via libera da parte della Camera dei Comuni di mercoledì.

Le fonti citate dalla Cnn non specificano se a provocare l'allerta sia stato l'arresto di Aine Lesley Davis, operativo dell'Isis britannico collegato a 'Jihadi John', arrestato a Istanbul lo stesso giorno degli attacchi di Parigi mentre stava tentando di tornare in Europa con l'ordine di portare a termine attentati.

Per quanto riguarda la caccia a Salah, gli inquirenti ritengono che sia credibile che l'uomo all'ultimo momento abbia avuto un ripensamento e abbia deciso di non farsi esplodere. "È entrato nel panico, era spaventato quando ha chiamato i suoi amici per farsi andare a prendere a Parigi", hanno detto le fonti che quindi ritengono che forse l'Isis non è disposto ad accoglierlo se veramente Salah è riuscito a raggiungere la Siria.

La verità, concludono le fonti, è che l'ultima traccia di lui risale al 14 novembre quando, all'indomani degli attacchi, un amico lo ha lasciato nel quartiere di Bruxelles di Schaerbeek.

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