Martedì 19 Settembre 2017 - 17:31

Siriano fermato a Orio organico all'Isis

MILANO. È accusato di associazione e arruolamento con finalità di terrorismo internazionale il siriano Alali Faowaz, fermato dieci giorni fa all'aeroporto di Orio al Serio mentre tentava di imbarcarsi su un volo per Malta con un documento falso insieme ad un connazionale. Sul suo telefonino, infatti, sarebbe stata trovata una fotografia che lo ritrae con la 'divisa' dei militanti dello Stato Islamico e il sospetto della procura di Bergamo è che l'uomo possa essere organico all'Isis. L'uomo avrebbe giustificato la presenza della fotografia sul suo cellulare affermando che si tratta di un'istantanea che lo ritrae con l'uniforme dei vigili urbani. I due siriani sono stati fermati ad Orio al Serio lo scorso 18 novembre. Ad insospettire gli agenti sarebbe stata la circostanza che, malgrado i documenti fossero intestati a un cittadino austriaco in un caso e a uno norvegese nell'altro, i due parlavano solo in arabo.

Mali, attacco a base Onu: almeno 3 morti

BAMAKO. È di almeno tre morti e oltre 20 feriti il bilancio dell'attacco contro una base dei peacekeeper delle Nazioni Unite a Kidal, nel nord del Mali. Lo ha reso noto Olivier Salgado, portavoce della missione Minusma, citato dall'agenzia di stampa Xinhua. Tra i feriti, alcune persone versano in gravi condizioni. Le tre vittime dell'attacco sono due militari e un civile della missione, ha precisato lo stesso Salgado in dichiarazioni all'agenzia di stampa Dpa. Sinora l'attacco con razzi contro la base non è stato rivendicato.

 
L'attacco arriva dopo quello della scorsa settimana contro l'hotel Radisson di Bamako, costato la vita a 19 persone. Due giorni fa le autorità maliane hanno annunciato l'arresto di due persone in relazione all'attacco di venerdì scorso.

Texas, gruppo anti-Islam pubblica online indirizzi dei musulmani

WASHINGTON. Dopo aver organizzato una protesta armata di fronte alla moschea di Irving, il portavoce di un gruppo anti-Islam del Texas ha pubblicato su Facebook i nomi e gli indirizzi "di ogni musulmano e simpatizzante islamico che è favorevole all'istituzione di tribunali della sharia".

 
Secondo quanto riporta il 'Dallas Morning News', la lista - che ora è stata rimossa dalla pagina Facebook di David Wright III - è stata presa da una petizione presentata alla città di Irving contro una progetto di legge statale contro quella che veniva definita l'influenza dell'Islam in America. La petizione risale allo scorso marzo quando il sindaco di Irving aveva accusato la moschea di aver istituito dei tribunali della sharia con la creazione di quelli che i responsabili del centro culturale definiscono dei servizi di mediazione per le dispute, particolarmente quelle familiari, che vengono offerti anche da altre comunità religiose. Wright è il portavoce del Bureau of American Islamic Relations, gruppo che in realtà intende contrastare queste relazioni ed in particolare l'attività del Council on American-Islamic Relations, principale organizzazione della comunità islamica in America.

Alla protesta organizzata di fronte alla moschea una settimana fa hanno partecipato, oltre a Wright, altre persone armate che issavano bandiere americane e cartelli della campagna elettorale di Ted Cruz, senatore del Texas candidato alla Casa Bianca, ed uno con lo slogan "stop all'islamizzazione dell'America".

Irving, sobborgo dell'aerea urbana di Dallas, è la cittadina dove nei mesi scorsi è stato arrestato il 14enne musulmano dopo che i professori hanno scambiato per una bomba l'orologio che aveva costruito per un progetto scientifico. Ora la famiglia del ragazzo, che intanto si è trasferita in Qatar, ha chiesto alle autorità un risarcimento per 15 milioni di dollari.

Sulla sua pagina Facebook, Wright ha scritto che "dobbiamo smettere di aver paura di essere quello che siamo: ci piace avere armi per poter uccidere le persone che costituiscono una minaccia. Posseggo un'arma d'assalto - ha poi aggiunto - e l'unico suo scopo è assalire chiunque tenti di far male o uccidere me o qualcuno dei miei. Perché questo è sbagliato? E' un'arma costruita per attaccare le persone non gli animali".

Avevano passaporti falsi, arrestati tre siriani ad Ancona

ANCONA. Tre siriani, che avevano passaporti falsi, sono stati arrestati dalla Polfer di Ancona. I tre stranieri, nell'ambito dei controlli intensificati per l'allerta terrorismo, sono stati sottoposti a un controllo nella stazione di Ancona. Gli agenti della Polfer, vedendo i passaporti, si sono subito insospettiti e hanno portato i tre negli uffici della polizia per fare ulteriori accertamenti. Verifiche da cui è emerso che, effettivamente, i documenti erano falsi. Sono stati poi, come ricostruisce la Polfer, i tre stranieri, siriani, ad ammettere che i passaporti erano falsi e che li avevano acquistati in Turchia per una somma totale di circa 1000 euro. Dagli accertamenti della Polfer, sembra che i tre si siano introdotti illegalmente in Italia attraversando la frontiera marittima di Bari, nascosti in un container. I tre sono stati arrestati e stamani sono stati, con rito direttissimo, condannati a un anno di reclusione con il patteggiamento. Sono in corso le procedure per l’espulsione dal territorio nazionale. Nelle ultime due settimane la Polfer di Ancona, nel corso dei controlli, ha arrestato complessivamente 4 persone, denunciato il responsabile di un aggressione ad un capo treno, colto in flagranza e denunciato un uomo che poneva ostacoli sui binari, rintracciato un minore e segnalato alcuni utilizzatori di sostanze stupefacenti.

Ankara fa la voce grossa: «Mosca non giochi col fuoco»

ANKARA. Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan invita la Russia a "non giocare con il fuoco" nel mezzo delle tensioni dopo l'abbattimento, martedì scorso sul confine con la Siria, del Su-24 russo da parte delle forze di Ankara. "Putin ha detto che 'chi usa un doppio standard riguardo il terrorismo, gioca con il fuoco'. Sono pienamente d'accordo con lui", ha affermato Erdogan parlando dalla provincia di Bayburt, nel nord della Turchia.

"Sostenere il regime di Bashar al-Assad in Siria, che ha ucciso 380mila persone nella stessa Siria, è giocare con il fuoco - ha proseguito Erdogan citato dal sito web del giornale turco Hurriyet - Colpire gruppi dell'opposizione che godono di legittimità a livello internazionale con il pretesto di combattere contro Daesh (acronimo in arabo dell'Is, ndr) è giocare con il fuoco".

"E sfruttare un incidente - ha aggiunto - come scusa per tormentare i nostri cittadini che sono in Russia per partecipare a una fiera è giocare con il fuoco. Colpire in modo irresponsabile camion nella regione che potrebbero essere lì per attività commerciali o umanitarie è giocare con il fuoco. Invitiamo calorosamente la Russia a non giocare con il fuoco".

Ieri secondo la Cnn Turk una cinquantina di imprenditori turchi sarebbero stati arrestati in Russia con l'accusa di "false dichiarazioni sul loro viaggio nel Paese". Gli imprenditori erano nella città di Krasnodar per partecipare - stando all'emittente - a una fiera dell'agricoltura.

Erdogan, che ha definito "inaccettabili" le reazioni di Mosca, ha quindi chiesto al presidente russo Vladimir Putin di incontrarsi a Parigi il 30 novembre, a margine della conferenza sul clima, per parlare dell'abbattimento del caccia. Inoltre, Erdogan sempre lunedì a Bruxelles inconterà il segretario generale della Nato, Jens Stoltenberg.

Il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov stamani aveva già confermato l'esistenza di una richiesta di Erdogan di incontrare Putin a Parigi il 30 novembre per parlare dell'abbattimento del caccia russo.

Stop ai raid turchi sulla Siria - L'aeronautica militare della Turchia ha deciso la sospensione dei voli sulla Siria e quindi dei raid aerei che compiva nell'ambito della campagna militare coordinata con gli Stati Uniti contro il sedicente Stato Islamico (Is) dopo che l'abbattimento di un caccia russo da F-16 turchi ha provocato una crisi diplomatica tra Mosca e Ankara. Lo riferiscono fonti diplomatiche turche citate dal sito di Hurriyet a condizione di anonimato. La sospensione della partecipazione di caccia turchi alle operazioni guidate dagli Usa contro l'Is rientra in una decisione presa con la Russia, che ha anche sospeso la sua campagna aerea vicino al confine con la Turchia.

Il giallo dell'embargo - La Turchia non ha ricevuto alcuna notifica ufficiale di embargo da parte della Russia, in seguito all'abbattimento del suo Su-24 sul confine con la Siria. Lo ha affermato il ministro turco dell'Agricoltura, Faruk Celik, citato dai media locali. Nel settore dell'agricoltura, ha spiegato il ministro, la Turchia esporta ogni anno beni verso la Russia per 1,3 miliardi di dollari e ne importa 2,9 miliardi. "Ogni misura di rappresaglia - ha concluso il ministro - colpirà soprattutto gli agricoltori russi, non quelli turchi".

Continuano i raid sulla Siria - Esclusi quelli della Turchia, continuano i raid sulla Siria contro l'Is che però coinvolgono anche i civili. E' di 12 morti, tra cui cinque bambini, il bilancio che arriva da Raqqa, dove è stata colpia la Huttin School. Lo hanno reso noto gli attivisti dell'Osservatorio siriano per i diritti umani, sottolineando che il bilancio delle vittime è destinato ad aumentare in quanto alcuni feriti versano in gravi condizioni. Sulla zona della scuola sono stati sferrati almeno 11 raid aerei, hanno riferito gli attivisti, spiegando che qualche ora prima i miliziani dell'Is avevano amputato la mano di un giovane accusando di aver ''rubato delle moto''.

Allarme terrorismo, controlli serrati nel porto di Napoli

NAPOLI. Più controlli della Polmare sulle navi in entrata e in uscita, ai varchi d'ingresso e all'interno del Porto di Napoli, vero e proprio "microcosmo" nel quale quotidianamente lavorano circa 80mila persone. La rimodulazione dei controlli è stata decisa nel corso di una riunione della conferenza dei servizi sulla sicurezza portuale tenuta una decina di giorni fa presso la Capitaneria di Porto. L'aumento dei controlli è determinato non solo dalla situazione internazionale, ma anche in considerazione dell'alta frequentazione del porto da parte di turisti e crocieristi e a garanzia della loro sicurezza. In alcune occasioni, come avvenuto questa mattina, vengono svolti controlli interforze sulle persone che transito nell'area portuale con la collaborazione di Polizia, Carabinieri e Guardia di Finanza. In aumento anche i controlli in banchina, sulle navi e sotto le navi, in particolare quelle provenienti dalle isole maggiori, Sicilia e Sardegna.

Primarie a Napoli, Guerini: «Ncd non ci sarà»

NAPOLI. «Il problema non esiste perché Ncd non parteciperà alle primarie del centrosinistra». A dirlo è il vicesegretario del Pd Lorenzo Guerini parlando delle elezioni comunali a Napoli e in riferimento alla polemica scatenatasi dopo la partecipazione di Ncd al tavolo del centrosinistra. Intanto, Susanna Camusso, leader della Cgil, a Napoli per un'iniziativa del sindacato, interviene sulla vicenda relativa alla candidatura di Antonio Bassolino alle primarie: «Il ritorno di Bassolino in politica è un tema da proporre agli elettori napoletani. Noi siamo rispettosi delle loro scelte e fortemente autonomi». 

Salah in fuga verso la Siria

BRUXELLES. Salah Abdeslam, l'ottavo uomo del commando dei terroristi di Parigi, sarebbe ormai in fuga verso la Siria. Lo scrive il quotidiano fiammingo Het Laatse Nieuws. Secondo la Derniere Heure, Salah si era inizialmente nascosto a Schaerbeek, un quartiere multietnico della capitale belga.

 

Tracce del Dna di Adelhamid Abaaoud, indicato come la mente degli attentati di Parigi, sono intanto state trovate in due appartamenti di Atene. Lo scrive il sito greco Ekathimerini. I campioni di Dna erano stati raccolti in gennaio, quando la polizia greca individuò i due appartamenti nell'ambito di un'inchiesta lanciata su richiesta delle autorità belghe per capire se Abaaoud stava pianificando ad Atene un attacco contro la polizia belga.

 

I due raid, in appartamenti nei quartieri di Pangrati e Sepolia, portarono soltanto all'arresto di un algerino di 33 anni, poi estradato in Belgio, e al rinvenimento di false patenti di guida francesi. Dopo l'uccisione di Abbaaoud in un raid della polizia a Saint Denise il 18 novembre, le autorità francesi hanno inviato ai greci il profilo del Dna di questo cittadino belga di origine marocchina. E il profilo combacia con le tracce di Dna rinvenuto in gennaio nei due appartamenti.

Armi per attentati Parigi forse acquistate in Germania - Due kalashnikov fabbricati in Cina e due Zastava M70 fabbricati nella ex Jugoslavia potrebbero essere state acquistate su internet da un "uomo di origini arabe" a un trafficante in Germania. A scriverlo è il quotidiano tedesco Bild sulla sua edizione online.

La madre di Mohammed Abrini esorta il figlio ad arrendersi - Intervistata dal quotidiano belga 'La Derniere Heure', Moumina Abrini, ha detto di aver visto il figlio - il secondo presunto terrorista per il quale è stato emesso un mandato internazionale d'arresto in relazione agli attentati di Parigi - l'ultima volta la sera degli attentati, quando lasciò Mohammed davanti a uno snack bar a Bruxelles alle 20.30. Secondo la madre il figlio non si è radicalizzato e non ha negato che il figlio conoscesse Salah.

Ad Auvelais perquisito possibile deposito esplosivi per Parigi - Nella perquisizione effettuata ieri nella cittadina belga di Auvelais, la polizia cercava il deposito destinato a fabbricare e custodire gli esplosivi usati negli attentati di Parigi. Lo scrive la Derniere Heure. A quanto riferiscono diverse fonti, l'abitazione perquisita è stata affittata a metà ottobre da amici del super ricercato Salah Abdeslam, che si erano informati se le cantine erano ben asciutte dato che dovevano sistemarci del materiale informatico. A parte due materassi e alcune scatolette di cibi conservati, niente indica che l'appartamento sia stato veramente abitato. La cantina, scrive il giornale belga, sarebbe servita a realizzare le cinture esplosive. Intanto si apprende che almeno una persona è stata arrestata ieri in altre perquisizioni effettuate a Verviers.

L'omaggio di Parigi alle vittime

PARIGI. "Un'orda di assassini ha ucciso 130 dei nostri in nome di una causa folle e di un Dio tradito". A dichiararlo è stato Francois Hollande durante la cerimonia in omaggio alle vittime degli attentati di Parigi . "Venerdì 13 novembre, un giorno che non dimenticheremo mai. La Francia è stata colpita vilmente in un atto di guerra organizzato da lontano". "La nazione intera piange le vittime", ha aggiunto, sottolineando: "E' perché erano la vita che sono stati uccisi, perché erano la Francia che sono stati abbattuti".

"Cosa vogliono i terroristi? Dividerci? Falliranno perché hanno il culto della morte, ma noi abbiamo l'amore per la vita", ha proseguito Hollande. "Conosciamo il nemico. E' l'odio. Quello che ha ucciso a Bamako, Tunisi, Parigi - ha detto - E' il fanatismo, l'oscurantismo, quello di un Islam traviato che rinnega il messaggio del suo libro sacro". "Il patriottismo che vediamo manifestarsi oggi, con le bandiere, quelle Marsigliesi...tutto ciò non ha nulla a che vedere con l'istinto di rappresaglia o di rifiuto dell'altro, è il simbolo della nostra unione e della nostra resistenza", ha poi sottolineato il presidente aggiungendo: "La Francia mantiene intatti i suoi principi di speranza e di tolleranza".

"Vi dirò della mia fiducia nella generazione che viene. Altre generazioni hanno conosciuto nel fiore dell'età eventi tragici che hanno forgiato la loro identità". Questi eventi sono stati "un'iniziazione terribile alla durezza del mondo, ma anche l'impegno ad affrontarla". "Questa generazione avrà il coraggio di prendere pienamente in mano l'evvenire della nostra nazione. La libertà non chiede di essere vendicata ma servita. Questa generazione saprà dare prova di grandezza, vivrà pienamente in nome dei morti che oggi piangiamo. Questa generazione è diventata il volto della Francia", ha detto ancora Hollande.

"Era la musica a essere insopportabile per i terroristi. E' quella gioia che volevano seppellire nel fracasso delle loro bombe. Per meglio rispondere, moltiplicheremo canzoni, concerti, continueremo ad andare allo stadio", ha dichiarato ancora il presidente francese.

Dopo la Marsigliese, Nolwenn Leroy, Camelia Jordana e Yael Naim hanno intonato 'Quand on a que l'amour' di Jacques Brel. Su uno schermo sfilavano le immagini dei volti delle vittime. Successivamente 'Perlimpinpin' di Barbara è stato interpretato da Nathalie Dessay. Infine tutti si sono alzati quando è iniziata la lettura dei nomi delle vittime con la loro età in ordine alfabetico.

Alla cerimonia sono presenti numerosi esponenti politici francesi, tra loro il premier Manuel Valls. Cerimonia sobria e solenne. Presenti oltre 2mila persone: le famiglie delle vittime, i feriti che hanno scelto di partecipare ed erano in condizioni di farlo, il governo, molti parlamentari, i responsabili dei partiti.

Sono due le famiglie di vittime degli attentati che hanno fatto sapere di non voler partecipare alla cerimonia. Ad annunciare che non ci sarà, ieri, è stato Jean Marie Peretti, padre di Aurelie, 33 anni, uccisa al Bataclan. Giornalista e membro del Consiglio di amministrazione di Reporters sans Frontieres, Peretti accusa il governo francese di non aver fatto nulla di "concreto" dopo l'attacco a Charlie Hebdo di gennaio. Stessa motivazione è stata espressa ieri su Facebook da Emanuelle Prevost, il cui fratello 29enne Francois Xavier è stato anche lui ucciso al Bataclan. La Prevost ha esortato altre famiglie di imitarla, ma Peretti ha detto che la sua è una decisione personale e non un appello al boicottaggio della cerimonia.

La Germania manda i Tornado contro l'Isis

BERLINO. Berlino si unisce alla coalizione contro l'Isis in Siria. Il governo tedesco ha deciso di inviare i Tornado per missioni di ricognizione, diventando "un contributore della missione più attivo di quello che era finora", ha detto il parlamentare della Cdu, Henning Otte, dopo una riunione della cancelliera Angela Merkel, con i ministri competenti. "Non rafforzeremo solo la nostra missione di formazione dei militari nel nord dell'Iraq - ha sottolineato Otte - ma amplieremo anche il nostro impegno nell'ambito della lotta all'Isis inviando caccia Tornado di ricognizione".

 
L'annuncio arriva all'indomani della visita a Parigi della Merkel, in solidarietà con la Francia per gli attacchi del 13 novembre, e dell'incontro con il presidente Francois Hollande, al quale aveva anticipato l'invio di 650 soldati tedeschi in Mali per sostituire le truppe francese. Nel pomeriggio è prevista una riunione dei gruppi parlamentari del Bundestag per discutere della missione dei caccia in Siria.

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