Lunedì 20 Novembre 2017 - 22:11

Il portavoce dell'Isis dietro le stragi di Parigi

PARIGI. Ci sarebbe il jihadista Abu Mohammed al-Adnani, portavoce dello Stato islamico, dietro gli attacchi di Parigi dello scorso 13 novembre. Lo sostengono alcune fonti francesi citate da Le Parisien. Il 38enne nato in Siria, il cui vero nome è Taha Subhi Falaha, è noto per aver combattuto in Iraq contro gli americani dopo la guerra del 2003 e, ricorda il quotidiano francese, è anche colui che in un video pubblicato dall'Isis nel settembre 2014 esortava ad uccidere gli occidentali "in particolare i malvagi e sporchi francesi con tutti i mezzi possibili: coltello, pietre, veleno, incidenti automobilistici".

 
Secondo il Sunday Times Al-Adnani controllerebbe, all'interno del Daesh, una rete di cellule terroristiche composte di jihadisti di ritorno dalla Siria pronti a colpire in almeno cinque paesi europei - tra cui Francia, Gran Bretagna e Belgio - rendendolo una sorta di "ministro degli attacchi" nella gerarchia dell'organizzazione jihadista.

Tra i più stretti collaboratori del 'califfo' Abu Bakr al-Baghdadi, che gli avrebbe assegnato anche il ruolo di responsabile delle operazioni esterne, al-Adnani nei giorni successivi agli attentati di Parigi era già stato indicato dal New York Times, che citava fonti concordanti negli Stati Uniti e in Europa, come il regista degli attacchi del sedicente Stato islamico (Is) fuori dalla Siria e dall'Iraq.

Pugno duro
di Putin contro Ankara: stop
a charter
e lavoratori

MOSCA. Cancellati i voli charter fra Russia e Turchia, bando all'impiego di cittadini turchi a partire dal primo gennaio (i turchi che lavorano in Russia sono 87mila secondo i dati ufficiali del governo), bando o restrizioni sulle importazioni a prodotti turchi e bando o restrizione all'attività di compagnie turche (è il governo a definire gli elenchi dei prodotti e dei settori colpiti), rafforzamento dei controlli nei porti sul Mar Nero, sui trasporti su gomma turchi che operano in Russia e sugli aerei turchi diretti in Russia, bando alla vendita, da parte di tour operator russi, di pacchetti turistici per la Turchia. E dal primo gennaio viene sospeso l'accordo bilaterale sui viaggi dei turchi in Russia, il regime di esenzione dai visti.

 

Sono le misure "per la sicurezza nazionale e per la protezione dei cittadini russi da azioni criminali e illegali e l'applicazione di misure economiche straordinarie nei confronti della Turchia", contenute nel decreto che il presidente russo Vladimir Putin ha firmato questa sera, di cui danno notizia le agenzie russe, in risposta all'abbattimento del Sukoi 24 sui confini siriani da parte delle forze turche.

 

Foto di teste mozzate sul cellulare, afghano fermato a Bardonecchia

BARDONECCHIA. Sono in corso approfondimenti degli investigatori torinesi sull’uomo fermato dalla polizia di frontiera di Bardonecchia, tra Francia e Italia, domenica a bordo di un Tgv. Il giovane, un afghano di 22 anni, aveva nello zaino diversi telefoni cellulari e uno satellitare e una ventina di schede sim. Sulle memorie dei telefonini gli inquirenti hanno trovato immagini di guerra, si pensa di Siria e Iraq, tra cui una che ritrae dei miliziani armati con accanto delle teste mozzate.

 
L’uomo ha raccontato di essere fuggito dal suo Paese e aver vissuto per una decina di anni a Londra e di aver poi deciso di raggiungere Roma per chiedere asilo politico. L’uomo, fermato per ricettazione, è stato scarcerato dal gip perché non si è potuto accertare il reato contestato. Al momento è stato trasferito presso il Cie torinese.

Gli investigatori, coordinati dal pm Andrea Padalino, sono al lavoro per verificare la sua storia e soprattutto capire a chi fossero destinate le schede telefoniche e cosa dovesse fare il giovane in Italia.

L’interrogatorio del giovane afghano si è svolto con l’ausilio di un mediatore arrivato da Roma. "Ha spiegato di aver avuto i cellulari e le schede telefoniche da un connazionale e che voleva venderle una volta arrivato in Italia" riferisce il suo legale, l’avvocato Andrea Battisti. Spiegazioni sui cui ora gli inquirenti vogliono vederci chiaro.

Turchia, ucciso noto avvocato curdo. Scontri a Istanbul

ANKARA. Il presidente dell'Ordine degli Avvocati di Diyarbakir, Tahir Elci, è stato ucciso in un attacco armato in questa città, a maggioranza curda, nel sudest della Turchia. Anche un poliziotto è rimasto ucciso. Il governatorato di Diyarbakir ha confermato il ferimento di altri due agenti mentre l'agenzia di stampa Anadolu ha riferito che anche un suo giornalista è rimasto ferito. Elci era noto per la sua posizione riguardo al Pkk che, diceva, "non è un gruppo terroristico" ma una "organizzazione politica armata con grande seguito". Il governo di Ankara considera invece il Pkk una "organizzazione terroristica".

 

Prima dell'attacco, la cui dinamica resta poco chiara, Elci, insieme ad altri avvocati, aveva tenuto una conferenza stampa sugli scontri registrati nel distretto di Sur, nella provincia di Diyarbakir. Testimoni oculari citati dall'agenzia di stampa Dogan hanno riferito che un uomo ha sparato contro Elci. La Anadolu ha attribuito l'attacco ai ribelli del Pkk. Secondo il ministero dell'Interno Elci e il poliziotto sono rimasti uccisi durante uno scontro tra le forze di sicurezza e ribelli del Pkk. Immagini trasmesse dalle tv locali mostrano Elci parlare di pace poco prima di essere ucciso. "Chiediamo che da questa area restino fuori la guerra, i combattimenti, le armi, le operazioni militari", aveva detto il presidente dell'Ordine degli avvocati di Diyarbakir.

 

A metà ottobre Elci era stato arrestato e rilasciato dopo 24 ore per le sue dichiarazioni sul Pkk. Per lui erano stati chiesti fino a sette anni e sei mesi di carcere con l'accusa di "propaganda a favore di un'organizzazione terroristica".

Elci potrebbe essere stato vittima di un "omicidio" ha ammesso il premier turco Ahmet Davutoglu. "Ci sono due possibilità - ha detto il primo ministro citato dai media locali - E una delle due è l'omicidio". "Se di questo si è trattato verrà accertato", ha aggiunto. L'altra "possibilità" è che Elci sia stato colpito durante uno scontro tra forze di sicurezza e uomini armati. "L'obiettivo non era solo Elci, ma la Turchia", ha aggiunto Davutoglu. In precedenza il vice premier Numan Kurtulmus aveva parlato di "brutale omicidio".

L'attacco di Diyarbakir è stato condannato dal presidente turco Recep Tayyip Erdogan. La Turchia andrà "avanti con la lotta al terrorismo" ha dichiarato Erdogan.

Nel distretto di Sur è stato imposto il coprifuoco mentre si registrano scontri a Istanbul dove la polizia turca ha usato cannoni ad acqua per disperdere la folla di persone riunite per protestare dopo l'uccisione di Tahir Elci. Lo riferisce la Bbc.

Ad annunciare la protesta di piazza per condannare l'"omicidio pianificato" del presidente dell'Ordine degli Avvocati di Diyarbakır era stato il partito filo-curdo Hdp. "Migliaia di altri Tahir Elcis porteranno avanti il lavoro nella battaglia per la legge e la giustizia", si legge in un comunicato del partito guidato da Selahattin Demirtas.

Siriano fermato a Orio organico all'Isis

MILANO. È accusato di associazione e arruolamento con finalità di terrorismo internazionale il siriano Alali Faowaz, fermato dieci giorni fa all'aeroporto di Orio al Serio mentre tentava di imbarcarsi su un volo per Malta con un documento falso insieme ad un connazionale. Sul suo telefonino, infatti, sarebbe stata trovata una fotografia che lo ritrae con la 'divisa' dei militanti dello Stato Islamico e il sospetto della procura di Bergamo è che l'uomo possa essere organico all'Isis. L'uomo avrebbe giustificato la presenza della fotografia sul suo cellulare affermando che si tratta di un'istantanea che lo ritrae con l'uniforme dei vigili urbani. I due siriani sono stati fermati ad Orio al Serio lo scorso 18 novembre. Ad insospettire gli agenti sarebbe stata la circostanza che, malgrado i documenti fossero intestati a un cittadino austriaco in un caso e a uno norvegese nell'altro, i due parlavano solo in arabo.

Mali, attacco a base Onu: almeno 3 morti

BAMAKO. È di almeno tre morti e oltre 20 feriti il bilancio dell'attacco contro una base dei peacekeeper delle Nazioni Unite a Kidal, nel nord del Mali. Lo ha reso noto Olivier Salgado, portavoce della missione Minusma, citato dall'agenzia di stampa Xinhua. Tra i feriti, alcune persone versano in gravi condizioni. Le tre vittime dell'attacco sono due militari e un civile della missione, ha precisato lo stesso Salgado in dichiarazioni all'agenzia di stampa Dpa. Sinora l'attacco con razzi contro la base non è stato rivendicato.

 
L'attacco arriva dopo quello della scorsa settimana contro l'hotel Radisson di Bamako, costato la vita a 19 persone. Due giorni fa le autorità maliane hanno annunciato l'arresto di due persone in relazione all'attacco di venerdì scorso.

Texas, gruppo anti-Islam pubblica online indirizzi dei musulmani

WASHINGTON. Dopo aver organizzato una protesta armata di fronte alla moschea di Irving, il portavoce di un gruppo anti-Islam del Texas ha pubblicato su Facebook i nomi e gli indirizzi "di ogni musulmano e simpatizzante islamico che è favorevole all'istituzione di tribunali della sharia".

 
Secondo quanto riporta il 'Dallas Morning News', la lista - che ora è stata rimossa dalla pagina Facebook di David Wright III - è stata presa da una petizione presentata alla città di Irving contro una progetto di legge statale contro quella che veniva definita l'influenza dell'Islam in America. La petizione risale allo scorso marzo quando il sindaco di Irving aveva accusato la moschea di aver istituito dei tribunali della sharia con la creazione di quelli che i responsabili del centro culturale definiscono dei servizi di mediazione per le dispute, particolarmente quelle familiari, che vengono offerti anche da altre comunità religiose. Wright è il portavoce del Bureau of American Islamic Relations, gruppo che in realtà intende contrastare queste relazioni ed in particolare l'attività del Council on American-Islamic Relations, principale organizzazione della comunità islamica in America.

Alla protesta organizzata di fronte alla moschea una settimana fa hanno partecipato, oltre a Wright, altre persone armate che issavano bandiere americane e cartelli della campagna elettorale di Ted Cruz, senatore del Texas candidato alla Casa Bianca, ed uno con lo slogan "stop all'islamizzazione dell'America".

Irving, sobborgo dell'aerea urbana di Dallas, è la cittadina dove nei mesi scorsi è stato arrestato il 14enne musulmano dopo che i professori hanno scambiato per una bomba l'orologio che aveva costruito per un progetto scientifico. Ora la famiglia del ragazzo, che intanto si è trasferita in Qatar, ha chiesto alle autorità un risarcimento per 15 milioni di dollari.

Sulla sua pagina Facebook, Wright ha scritto che "dobbiamo smettere di aver paura di essere quello che siamo: ci piace avere armi per poter uccidere le persone che costituiscono una minaccia. Posseggo un'arma d'assalto - ha poi aggiunto - e l'unico suo scopo è assalire chiunque tenti di far male o uccidere me o qualcuno dei miei. Perché questo è sbagliato? E' un'arma costruita per attaccare le persone non gli animali".

Avevano passaporti falsi, arrestati tre siriani ad Ancona

ANCONA. Tre siriani, che avevano passaporti falsi, sono stati arrestati dalla Polfer di Ancona. I tre stranieri, nell'ambito dei controlli intensificati per l'allerta terrorismo, sono stati sottoposti a un controllo nella stazione di Ancona. Gli agenti della Polfer, vedendo i passaporti, si sono subito insospettiti e hanno portato i tre negli uffici della polizia per fare ulteriori accertamenti. Verifiche da cui è emerso che, effettivamente, i documenti erano falsi. Sono stati poi, come ricostruisce la Polfer, i tre stranieri, siriani, ad ammettere che i passaporti erano falsi e che li avevano acquistati in Turchia per una somma totale di circa 1000 euro. Dagli accertamenti della Polfer, sembra che i tre si siano introdotti illegalmente in Italia attraversando la frontiera marittima di Bari, nascosti in un container. I tre sono stati arrestati e stamani sono stati, con rito direttissimo, condannati a un anno di reclusione con il patteggiamento. Sono in corso le procedure per l’espulsione dal territorio nazionale. Nelle ultime due settimane la Polfer di Ancona, nel corso dei controlli, ha arrestato complessivamente 4 persone, denunciato il responsabile di un aggressione ad un capo treno, colto in flagranza e denunciato un uomo che poneva ostacoli sui binari, rintracciato un minore e segnalato alcuni utilizzatori di sostanze stupefacenti.

Ankara fa la voce grossa: «Mosca non giochi col fuoco»

ANKARA. Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan invita la Russia a "non giocare con il fuoco" nel mezzo delle tensioni dopo l'abbattimento, martedì scorso sul confine con la Siria, del Su-24 russo da parte delle forze di Ankara. "Putin ha detto che 'chi usa un doppio standard riguardo il terrorismo, gioca con il fuoco'. Sono pienamente d'accordo con lui", ha affermato Erdogan parlando dalla provincia di Bayburt, nel nord della Turchia.

"Sostenere il regime di Bashar al-Assad in Siria, che ha ucciso 380mila persone nella stessa Siria, è giocare con il fuoco - ha proseguito Erdogan citato dal sito web del giornale turco Hurriyet - Colpire gruppi dell'opposizione che godono di legittimità a livello internazionale con il pretesto di combattere contro Daesh (acronimo in arabo dell'Is, ndr) è giocare con il fuoco".

"E sfruttare un incidente - ha aggiunto - come scusa per tormentare i nostri cittadini che sono in Russia per partecipare a una fiera è giocare con il fuoco. Colpire in modo irresponsabile camion nella regione che potrebbero essere lì per attività commerciali o umanitarie è giocare con il fuoco. Invitiamo calorosamente la Russia a non giocare con il fuoco".

Ieri secondo la Cnn Turk una cinquantina di imprenditori turchi sarebbero stati arrestati in Russia con l'accusa di "false dichiarazioni sul loro viaggio nel Paese". Gli imprenditori erano nella città di Krasnodar per partecipare - stando all'emittente - a una fiera dell'agricoltura.

Erdogan, che ha definito "inaccettabili" le reazioni di Mosca, ha quindi chiesto al presidente russo Vladimir Putin di incontrarsi a Parigi il 30 novembre, a margine della conferenza sul clima, per parlare dell'abbattimento del caccia. Inoltre, Erdogan sempre lunedì a Bruxelles inconterà il segretario generale della Nato, Jens Stoltenberg.

Il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov stamani aveva già confermato l'esistenza di una richiesta di Erdogan di incontrare Putin a Parigi il 30 novembre per parlare dell'abbattimento del caccia russo.

Stop ai raid turchi sulla Siria - L'aeronautica militare della Turchia ha deciso la sospensione dei voli sulla Siria e quindi dei raid aerei che compiva nell'ambito della campagna militare coordinata con gli Stati Uniti contro il sedicente Stato Islamico (Is) dopo che l'abbattimento di un caccia russo da F-16 turchi ha provocato una crisi diplomatica tra Mosca e Ankara. Lo riferiscono fonti diplomatiche turche citate dal sito di Hurriyet a condizione di anonimato. La sospensione della partecipazione di caccia turchi alle operazioni guidate dagli Usa contro l'Is rientra in una decisione presa con la Russia, che ha anche sospeso la sua campagna aerea vicino al confine con la Turchia.

Il giallo dell'embargo - La Turchia non ha ricevuto alcuna notifica ufficiale di embargo da parte della Russia, in seguito all'abbattimento del suo Su-24 sul confine con la Siria. Lo ha affermato il ministro turco dell'Agricoltura, Faruk Celik, citato dai media locali. Nel settore dell'agricoltura, ha spiegato il ministro, la Turchia esporta ogni anno beni verso la Russia per 1,3 miliardi di dollari e ne importa 2,9 miliardi. "Ogni misura di rappresaglia - ha concluso il ministro - colpirà soprattutto gli agricoltori russi, non quelli turchi".

Continuano i raid sulla Siria - Esclusi quelli della Turchia, continuano i raid sulla Siria contro l'Is che però coinvolgono anche i civili. E' di 12 morti, tra cui cinque bambini, il bilancio che arriva da Raqqa, dove è stata colpia la Huttin School. Lo hanno reso noto gli attivisti dell'Osservatorio siriano per i diritti umani, sottolineando che il bilancio delle vittime è destinato ad aumentare in quanto alcuni feriti versano in gravi condizioni. Sulla zona della scuola sono stati sferrati almeno 11 raid aerei, hanno riferito gli attivisti, spiegando che qualche ora prima i miliziani dell'Is avevano amputato la mano di un giovane accusando di aver ''rubato delle moto''.

Allarme terrorismo, controlli serrati nel porto di Napoli

NAPOLI. Più controlli della Polmare sulle navi in entrata e in uscita, ai varchi d'ingresso e all'interno del Porto di Napoli, vero e proprio "microcosmo" nel quale quotidianamente lavorano circa 80mila persone. La rimodulazione dei controlli è stata decisa nel corso di una riunione della conferenza dei servizi sulla sicurezza portuale tenuta una decina di giorni fa presso la Capitaneria di Porto. L'aumento dei controlli è determinato non solo dalla situazione internazionale, ma anche in considerazione dell'alta frequentazione del porto da parte di turisti e crocieristi e a garanzia della loro sicurezza. In alcune occasioni, come avvenuto questa mattina, vengono svolti controlli interforze sulle persone che transito nell'area portuale con la collaborazione di Polizia, Carabinieri e Guardia di Finanza. In aumento anche i controlli in banchina, sulle navi e sotto le navi, in particolare quelle provenienti dalle isole maggiori, Sicilia e Sardegna.

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