Domenica 24 Settembre 2017 - 23:03

Giuseppe Gricci: l’eleganza aristocratica e lo spirito del quotidiano.

L'artista fu il primo a realizzare piccoli gruppi statuari che esponeva su banconi di vendita a Largo di Palazzo

Si chiamano “Gridi” ma non gridano. Sono le voci di Napoli,  piccole sculture che erano vendute su vere e proprie bancarelle nel ’700 a Largo di Palazzo, attuale piazza del Plebiscito. I venditori urlavano a gran voce per rapire l’attenzione dei clienti.

Determinante per la svolta di questa nuova produzione, fu l’apertura di una bottega di vendita e l’organizzazione di una fiera che aveva sede proprio di fronte al Palazzo Reale nei mesi estivi.

Per chi volesse aver chiara visione dell’estro compositivo del modellatore Giuseppe Gricci, il modellato della Dichiarazione e le plastiche dei Gridi o “Voci di Napoli” conservate adesso nel Museo Duca di Martina; ne sono un significativo esempio.

Nella Dichiarazione sono ritratti due popolani colti in intimo colloquio, di cui il giovane, che si sporge da un plinto con specchiature a marmi mischi, sembra interrompere la fanciulla intenta in un lavoro prettamente femminile. Estremamente curati i dettagli degli abiti che rimandano allo status dei protagonisti, per cui il cicisbeo indossa una marsina abbinata ad uno strano cappello frigio mentre la ragazza ha il grembiule a protezione dell’abito da sera.

Sempre per rimanere nell’ambito di modellati, che hanno come soggetto giovani coppie, è possibile ammirare “il Minuetto” con cui il Gricci si discosta dalla più usuale produzione sia per il panneggio a pieghe lunghe nonché per la raffigurazione di visi dai tratti arguti e ben delineati. I due giovani si tengono allacciati per la vita e incedono con passo di danza e mentre la donna solleva il grembiule e inclina il busto all’indietro, il giovane le sorride.

Di più discussa interpretazione è invece il gruppo plastico composto da tre pezzi, base rocciosa, il guerriero in elegante armatura e l’urna bianca con panoplie d’armi scolpite a bassorilievo, ispirato al III canto della Gerusalemme Liberata di Tasso, e in particolare all’episodio di Goffredo di Buglione che rende omaggio alla tomba del compianto Dudone. La statuina affascina il visitatore per la cura dei dettagli e la raffinata cromia di una porcellana dipinta e dorata di cui se ne attribuisce con certezza la produzione al Gricci, per somiglianze espressive tra il nostro guerriero e l’altrettanto famosa Madonna della Pietà.

Per ammirare da vicino questi pezzi unici, tutti i sabati e domeniche di aprile e maggio, al Museo Duca di Martina, gli studenti impegnati nel progetto scuola lavoro faranno da ciceroni ai visitatori, in particolare troverete gli allievidel Liceo Mazzini il 6 maggio dalle ore 9 alle 13 e 20 maggio dalle ore 14 alle 18.

Benedetta Pugliese

IV A Liceo Mazzini

08:44 10/04

di Benedetta Pugliese


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