Lunedì 29 Maggio 2017 - 8:06

La Real fabbrica di Capodimonte, il sogno di re Carlo

L'istituzione della real fabbrica di Capodimonte rientra nel progetto per Napoli capitale

di Carla Pisani Massamormile

Napoli capitale:  è il sogno di Carlo di Borbone (nel ritratto) quando arriva in città dopo quasi due secoli di viceregno spagnolo. È il 1734 e il re comincia a darsi da fare: il teatro San Carlo, l’Albergo dei Poveri, la reggia di Capodimonte, il Largo Carolino, il Real Passeggio di Chiaia.

Ma qualcosa di altrettanto grande è stato fatto e distrutto dallo stesso re in appena quindici anni. E’ la Real Fabbrica di Capodimonte fondata da Sua Maestà per produrre oggetti di porcellana.

Si era appassionato per questo materiale, così resistente e fragile al tempo stesso, dopo il matrimonio con Maria Amalia di Sassonia, che porta in dote a Napoli una ricca collezione di oggetti di porcellana. Provenivano da Meissen, dove suo nonno, Augusto il Forte, aveva installato la prima fabbrica di porcellana in Europa. Però si guardava bene dal rivelarne il segreto. Diventa, così, una sfida per Carlo: trovare la formula della porcellana sarà il fiore all’occhiello per il suo progetto di Napoli capitale.

È Livio Shepers, arcanista del re, che scopre il segreto: la “pasta tenera” diventa la star della Real Fabbrica di Capodimonte. Il nome della fabbrica ricorda indubbiamente qualcosa, infatti, dopo un breve periodo nei giardini reali, è stata costruita proprio nel Bosco di Capodimonte.

Il sogno di Carlo diventa finalmente realtà, ma anch'egli vuole fare in modo di conservare il segreto al meglio. Affida, così la gestione dei lavori di costruzione a Livio Shepers che, strutturando la fabbrica in zone separate le une dalle altre, non darà modo a nessuno di conoscere il processo completo per la realizzazione di oggetti in porcellana.

È il 1742 e la fabbrica inizia la sua preziosa produzione: Caselli, famoso miniaturista, e Gricci, importante modellatore, sono solo due dei numerosi artisti che hanno varcato le porte della Real Fabbrica e hanno reso le opere tanto famose in tutto il mondo.

Il sogno di Carlo a Napoli, però, sfumerà in pochi anni. Richiamato in Spagna per ricoprire il trono, lascia Napoli nel 1759, rade al suolo la fabbrica e porta tutte le opere con sé, per legare il segreto per sempre al suo nome.

Il museo Duca di Martina, che ospita tante delle porcellane della Real Fabbrica di Capodimonte, è immerso in un'aria intrisa del passato non solo napoletano ma anche europeo.

Oggi è possibile visitare il museo e rifarsi gli occhi con la bellezza delle porcellane partenopee con la guida  dei ragazzi dei licei napoletani, che saranno al museo tutti  sabati e le domeniche fino alla fine di maggio, escluso il fine settimana di Pasqua. In particolare i ragazzi del Mazzini accoglieranno i visitatori il 6 maggio dalle 9 alle 13 e il 20 maggio dalle 14 alle 18

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di Carla Pisani Massamormile


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