Giovedì 21 Febbraio 2019 - 2:11

Canta Napoli a Sanremo, “Un'altra luce" per D'Angelo e Cori

Il cantautore e il rapper parlano dell'insolito duetto che da martedì li vedrà protagonisti al Teatro Ariston

di Giuseppe Trapanese

SANREMO. Sono due mondi diametralmente opposti quelli di Nino D’Angelo (per lui sesto festival) e Livio Cori (al debutto). Il primo è il “papà dei neomelodici”, il secondo un rappresentate del rap.

CORI: SONO STATO IO A CERCARE NINO. La musica e la napoletanità sono il “collante” per i due cantanti. «Sono stato io a cercare Nino - racconta Cori - un’icona per me, una pietra di Napoli. Lo volevo nella canzone “Un’altra luce”, che stavo scrivendo. Ma Sanremo non era proprio nei miei pensieri. A proporlo dopo aver sentito la canzone, è stato lui». L’insolita coppia arriva al festival con un brano per metà in dialetto. «Se fosse dipeso da noi, sarebbe stato tutto in napoletano, che è una lingua vera e propria. Le canzoni bisogna ascoltarle, non capirle - racconta D’Angelo, per niente preoccupato che il dialetto possa risultare ostico per il pubblico del festival e di Raiuno - del resto ci piacciono le canzoni in inglese, a me piace “Imagine”, ma non capisco una parola. È il suono che è fondamentale». 

D'ANGELO: MI SONO MESSO IN GIOCO. Non è stata una passeggiata sicuramente, ma quel che è sicuro l’“amore a prima vista” tra i due, quasi una sfida. «Mi sono messo in gioco, facendo qualcosa di completamente nuovo - racconta il 61enne Nino D’Angelo - ma se non lo fai con i giovani, non lo fai mai. Solo Livio poteva farmi cantare con l’autotune. Noi per non invecchiare dobbiamo apprendere da loro giovani che, di conseguenza, per crescere devono un po’ seguire noi. La mia generazione è in debito: ha fallito, ha tolto la luce e il diritto al futuro ai giovani, abbiamo dato meno di quello che abbiamo ricevuto». «La vecchia generazione - prosegue D’Angelo - ha pensato a se stessa, senza tener conto di chi sarebbe arrivato dopo. «Siamo costretti ancora ad emigrare, non solo all’estero, ma per noi del Sud anche al Nord», precisa Cori, d’accordo su tutto con il veterano compagno di ventura. 

“MONTECALVARIO", IL PRIMO ALBUM DEL RAPPER. Unica “guerra” tra i due è sull’abbigliamento: «io per lui, ci sarò sempre - afferma D’Angelo - anche se lui ogni tanto si dimentica che ho il doppio dei suoi anni e mi invita a ballare in discoteca». Per Cori è in arrivo anche il primo vero album dal titolo “Montecalvario”, dal nome del quartiere dal quale proviene, in uscita venerdì: «tutto in napoletano, perché volevo fosse legato alla mia partenza. E l’unico ospite e padrino di questo disco poteva essere solo lui», riferendosi ovviamente a Nino D’Angelo.

20:27 3/02

di Redazione


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