Lunedì 24 Aprile 2017 - 19:16

David, 17 candidature per "Indivisibili" di De Angelis

Il film del regista campano che stregò la critica al 73esimo Festival di Venezia 

Il numero 17 nella smorfia napoletana viene rappresentato dalla sfortuna. Se però questo numero lo associ alle candidature al più prestigioso premio cinematografico italiano, le cose potrebbero cambiare. E già perché il regista campano Edoardo De Angelis con la sua terza pellicola "Indivisibili" ha raccolto ben 17 nomination ai prossimi David di Donatello. Un meritato traguardo per un film che già a Venezia 73 mise d'accordo pubblico e critica che lo segnalarono come piccolo capolavoro. Il giusto traguardo per una una favola amara che arriva dritta allo stomaco che ha fatto man bassa di premi e di proiezioni internazionali, sfiorando persino una candidatura agli Oscar.

LE NOMINATION. A tenergli testa nelle candidature ai 61esimi David di Donatello c'è "La pazza gioia" di Paolo Virzì con 17 nomination, mentre con 16 candidature c'è "Veloce come il vento" di Matteo Rovere. Doppia candidatura per Valerio Mastandrea (Miglior Attore Protagonista per "Fai bei sogni" e Miglior Attore Non Protagonista per "Fiore"). Come Miglior Attrice Protagonista sono in lizza sia Micaela Ramazzotti sia Valeria Bruni Tedeschi, le protagoniste del film di Virzì. Dieci le candidature per "Fai bei sogni" di Marco Bellocchio (tra cui miglior film e miglior regia). La premiazione si terrà agli Studi De Paolis di via Tiburtina a Roma il 27 marzo 2017. 

IL FILM. “Indivisibili” racconta l’Odissea di due gemelle siamesi Viola e Dasy, intepretate con tale credibilità dalle 18enni esordienti Angela e Marianna Fontana (nella foto) da creare un legame empatico con lo spettatore che prova il loro stesso disagio, il loro stesso dolore. Fa da sfondo alla storia il litorale campano, uno scenario apocalittico, crudo, arido dove le due vengono viste come delle sante, degli amuleti portafortuna, da toccare. Hanno un dono: il canto. Il padre Peppe (uno straordinario Massimiliano Rossi) scrive i testi dei loro brani, le “vende” in giro tra matrimoni e feste varie ed ha il vizio del gioco. La madre (Antonia Truppo) si trascina stancamente tra un tiro di marijuana e una scappatella. La tremenda famiglia si compone anche di due zii (Marco Mario de Notaris e Tony Laudario) privi di obiettivi, bigotti. Su di loro aleggia la presenza di Don Salvatore (Gianfranco Gallo), un pessimo prete che sfrutta le fragilità del prossimo ed il viscido Marco Ferreri (Gaetano Bruno), un sedicente impresario musicale dedito al malaffare. Nella vicenda irrompe il chirurgo Alfonso Fasano (Beppe Servillo), il quale afferma fortemente di poterle separare senza danni essendo legate solo al bacino. La famiglia è contraria, perché potrebbe danneggiare i loro affari. Le gemelle sono combattute, difficile il distacco ma tanta la voglia di “volare”. Il dubbio e la speranza le farà crescere, mutare. È nel momento in cui scapperanno di casa, nella fase “road movie” della pellicola, che le due avranno una lezione di vita. E scopriranno cos’è davvero la diversità, chi sono veramente i mostri e che per elevarsi si deve necessariamente soffrire. L’epilogo è toccante, incisivo, vincente. De Angelis (che appare anche in una delle scene finali) ci trasporta in un’altra dimensione, in un non luogo, regalando una meravigliosa metafora della vita. Proprio come una favola.

LE MUSICHE. Protagonista invisibile del film è la splendida colonna sonora di Enzo Avitabile. Sonorità che danno ritmo alla narrazione e allo stesso tempo spessore alla trama. Alle musiche originali si affiancano anche le già note "Mane e mane" e "Tutt’egual song’ ‘e criature", due brani pescati nel repertorio del geniale artista partenopeo ma che sembrano cucite adosso ad "Indivisibili". 

13:41 21/02

di Alessandro Savoia


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