Lunedì 21 Agosto 2017 - 10:17

Giò Boscaglia, il sogno Sanremo dopo The Voice

Protagonista del talent di Raidue nel team di JAx ora porta avanti un suo progetto artistico puntando al palco dell'Ariston

NAPOLI. Ama il blues, è innamorato di Pino Daniele e quando ha due minuti imbraccia la chitarra e inizia a suonare. «Canto da quando ho 5 anni e quando canto mi inizia a bruciare la pelle. Voglio fare musica, è la mia vita». Ha le idee molto chiare Giò Boscaglia (nella foto), 24enne di Napoli. Tanto da aver convinto una etichetta a credere in lui. «Grazie a Maurizio Musumeci ho conosciuto la Dmg Records di Rino Davoli».

THE VOICE. I due si incontrarono due anni fa sul palco di The Voice, talent in onda su RaiDue. All’epoca Boscaglia stregò con una sua versione di “A me me piace ’o blues” di Pino Daniele. «Lo ascolto da quando ho 8 anni - spiega - ero al suo ultimo concerto a Napoli». Quell’esperienza gli consentì di farsi conoscere al grande pubblico: «Capita ancora oggi di incontrare per strada persone che si ricordano di me, della mia interpretazione in tv». JAx lo volle in apertura di due concerti in Campania e gli fece pubblicamente la promessa di un duetto in un prossimo album.

SANREMO. Archiviato quel capitolo prova la carta Sanremo. «Propongo un brano a Maurizio Fiordiliso (chitarrista di D’Alessio, Giorgia, ndr), decide di produrlo e arrangiarlo». Sul palco dell’Ariston non ci è arrivato in questa edizione anche se non nasconde che è un suo sogno. Un traguardo a cui ci è andato vicino almeno fisicamente quest’anno, perché a Sanremo ci è andato esibendosi per RaiTre sul redcarpet. «Ho interpretato voce e chitarra il mio pezzo “Ragazza fragile” per la rubrica di Blob “Incanta tu”». Una bella esperienza per il giovane artista, molto formativa. «In quei giorni Sanremo diventa importante anche per le molteplici iniziative parallele. Sono stato spesso a Casa Sanremo per alcune interviste, ho conosciuto Red Ronnie ed ho girato uno spot per un importante marchio di caffè».

IL PROGETTO. Dopo aver bussato ad alcune porte sembra aver trovato qualcuno che crede nel suo progetto artistico. «A Napoli non ho trovato nessuno che credeva in fondo a quello che facevo, oggi collaboro con una etichetta di Verona che si è fidata di me ascoltando appena un brano. Qui un sacco di bravi artisti ma purtroppo poco valorizzati». 

19:44 15/02

di Alessandro Savoia


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