Martedì 17 Ottobre 2017 - 15:23

I Califone celebrano i quindici anni di "Roomsound"

Domani, il gruppo statunitense si esibirà dal vivo al CellarTheory Live

 

A quindici anni dall’uscita di “Roomsound”, gli statunitensi Califone stanno riproponendo live, con una serie di concerti dedicati, il loro lavoro discografico che il 7 giugno prenderà, così, “nuova vita” - grazie al sempre puntuale operato dei “ragazzi” di Wakeupandream - al CellarTheory Live di Napoli (Vico Acitillo 58). Dalla generazione che ha vissuto la propria giovinezza tra il finire degli anni sessanta e gli inizi degli anni settanta, sovente, viene sollevata l'osservazione che la "buona" musica "rock" sia morta con il tramonto dei “seventies”. Niente di più falso! (ovviamente a parere di chi scrive). Senza addentrarci della disamina degli anni ottanta (non pertinente con il presente articolo), mi sento di affermare con convinzione e serenità d’animo che gli anni novanta sono stati un crocicchio fondamentale, uno spartiacque che ha dato l'abbrivio a una nuova “aurea aetas” per la musica, avente come ipotetico punto zero lo splendido e seminale "Spiderland" degli Slint, e che si è poi riverberata fino ai primi lustri del ventiduesimo secolo. Probabilmente, la principale differenza tra i due “periodi” è caratterizzata dalla circostanza che la “buona” musica degli anni novanta è stata penalizzata da una minor diffusione alle masse, colpa anche di una generazione meno attenta ad alcune dinamiche sociali e culturali e, quindi, meno propensa alla ricerca e allo sdoganamento di alcune forme di arte. Se, infatti, la musica "colta" post sessantotto era a suo modo "commerciale" (avendo anche una visibilità "commerciale"), la musica "colta" dell'ultima decade del ventesimo secolo, così come quella dei primi anni del ventunesimo, si è nascosta al suo "uomo schizzoide", per assumere definiti contorni umbratili e marcatamente underground. Tra le mille voci che si sono contorte nel “lacoontico” proscenio musicale "indie" degli anni novanta, un "canto" di rilievo l’hanno emesso i Califone, "transumanza " dei Red Red Meat e del loro rock-blues deviato (sublimato negli splendidi "Bunny Gets Paid" e "There's A Star Above The Manger Tonighte") e dell'estro compositivo di Tim Rutili. Dopo due EP omonimi di esordio, che vedono i Califone, di fatto, impersonati dal solo Tim Rutili e dalle sue “macchine”, nel 2001 si riunisce il gruppo e viene pubblicato l’ottimo “Roomsound”(con Ben Massarella e Brian Deck), caratterizzato da un viscerale vibrare di corde acustiche, sospeso tra il desertico, l’intimistico e post-moderno, sonorità che ambientano un perfetto blues contemporaneo, come di chitarre suonate attorno al fuoco di un caravanserraglio da pionieri androidi post-atomici.  Marco Sica

09:10 6/06

di Redazione


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