Mercoledì 18 Luglio 2018 - 3:24

"The Woodstocker - Storie di pace, amore e musica"

Gino Brian Badedas Giglio presenta alla libreria Raffaello il suo libro autobiografico

Un Amarcord. Un’autobiografia che dalla vita prende spunto per parlare della musica, della musica che è vita e al contempo compagna di vita. Un viaggio introspettivo, nell’analisi e nel racconto della maturazione di un bambino che diventa uomo e che si confronta nel tempo con il suo tempo.
È questo il libro autobiografico di Gino Brian Badedas Giglio dal titolo “The Woodstocker - Storie di pace, amore e musica”, edito per l’Apeiron Edizioni (e che ne inaugura la Collana Musica, della Serie Oro Apeiron, ideata e diretta da Anita Curci), che verrà presentato sabato mattina, 14 aprile, presso la Libreria Raffaello di via Kerbaker. Giglio parte dalla sua infanzia, dalla seconda metà degli anni ‘50 “Sempre in quell’anno uscì il secondo singolo di Elvis Presley, è il giorno 10 settembre 1954, alle ore 5:00, nacqui io”, e come Virgilio per Dante, la musica lo conduce e lo guida, scandendo i singoli momenti del suo percorso di crescita. Una musica che per Giglio è ascolto e allo stesso tempo un modo per esprimere se stesso quando, sin da ragazzino, dall’età di 10 anni, inizia a suonare con i suoi amici: “Un pomeriggio Renato ci invitò a casa sua perché voleva mostrarci gli strumenti musicali che il padre aveva acquistato ... io scelsi la batteria”. Successivamente Giglio passerà a suonare le tastiere “Avevo acquistato in via San Sebastiano una tastiera usata che aveva gli ultimi tasti che si bloccavano al primo tocco e tenevano la nota fissa”. È così, con una Napoli un po’ madre e un po’ amante sullo sfondo, le parole, come note, raccontano dei primi amori, delle prime vere amicizie nate sui banchi di scuola, come quella con Peppe Lanzetta (autore della presentazione del libro) e soprattutto quella durata una vita con “Pinotto” Pino Daniele: “Nel 1970 frequentavo per la seconda volta il primo anno di ragioneria all’Armando Diaz ...capitai accanto ad un nuovo compagno di classe ... ciao, io mi chiamo Gino Giglio ... ciao ... io sono Daniele Giuseppe .... sì, ma nun me chiammà Daniele ... chiammame Pinotto”. Anno dopo anno, come selezionati in sequenza da un juke-box, si susseguono fatti della vita quotidiana e avvenimenti di respiro mondiale, persone e incontri con musicisti celebri: “Ritornammo così a Napoli dopo 1250 miglia percorse in auto, in compagnia dei Fleetwood Mac...” e simpatici aneddoti: “Durante la registrazione di Terra Mia .... pronto, Pallottino, come stai? Chiese Pinotto un giorno, chiamandomi a telefono. Ti devo dare due notizie, una bella e una brutta ... hanno sbagliato a scrivere il tuo nome fra i ringraziamenti sulla copertina del disco e hanno scritto Gino Sigli invece che Gino Giglio”, sino alla morte di Pino Daniele “Erano le quattro del mattino quando, il 4 gennaio 2015, sentii squillare il cellulare ... “Ginooooooo... Pino è morto” e all’amara constatazione personale che la musica, come da lui intesa, stava lentamente finendo: “Nel 1983 ... la speranza di un risveglio musicale stava davvero svanendo”.
Ed è tanta la certezza di Giglio che la vita, in tutte le sue espressioni non possa essere disgiunta dalla musica, che ha selezionato per il suo libro anche la giusta colonna sonora. A ogni capitolo è, infatti, associato un QR code che “introdurrà all’ascolto di brani musicali che l’autore propone come corredo alla lettura”. Un suggerimento, quindi, dell’autore di accompagnare la lettura con l’ascolto di brani scelti, il tutto in perfetta “armonia” con il pensare è il sentire di Giglio.

Marco Sica 

 

07:53 13/04

di Redazione


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