Nel giorno di Napoli-Arsenal, il quotidiano Tuttosport propone un'intervista in esclusiva all'allenatore azzurro Carlo Ancelotti. Diversi temi trattati, si parte dalla sfida di questa sera: "Il San Paolo ci spingerà, ma noi dovremo avere coraggio, intelligenza e cuore per ribaltare il risultato di Londra, dove abbiamo commesso diversi errori che non ripeteremo. Sono convinto: possiamo farcela. Anche se ci vorrà la partita perfetta".

Si parla anche, nel complesso, della sua prima stagione al Napoli: "Sono soddisfatto. Il secondo posto non è un demerito nostro ma un merito della Juve che ha 84 punti. Tornando in Italia, non potevo fare scelta migliore del Napoli".

Come fare per battere la Juve? Ecco la ricetta di Ancelotti: "Serve uno sforzo collettivo: anche le rivali devono rinforzarsi per diventare sempre più competitive. La società è ben organizzata e di Napoli mi sono subito innamorato. Mi piace la filosofia di vita dei napoletani, la passione e positività. Questa città è da amare". 

Inevitabile non affrontare anche il tema mercato: "Koulibaly vale 150 milioni ed è incedibile. Per me è il centrale più forte al mondo e dispone di ulteriori margini di miglioramento. De Laurentiis - continua Ancelotti - è un signore serio e generoso. Nessun presidente mi aveva mai dato tanta carta bianca quanto me ne ha concessa lui". 

Ancelotti conferma di essere stato vicino alla panchina dell'Italia: "L'interessamento della Federcalcio mi ha lusingato. Ci sono stati due incontri, durante i quali ho ringraziato i miei interlocutori spiegando loro che avrei preferito continuare ad allenare un club. Mancini sta facendo un ottimo lavoro".

Inevitabile non affrontare anche il tema razzismo ricordando i cori a Koulibaly di San Siro dello scorso 26 dicembre: "Abbiamo chiesto tre volte la sospensione della partita alla Procura Federale, Koulibaly si è innervosito, è normale. Solitamente è educato e professionale. Hanno fatto tre annunci a San Siro, ma non si è fatto niente di più. La soluzione? Interrompere la partita, vorremmo solo sapere quando. La prossima volta lasceremo il campo noi e al limite ci daranno partita persa. Non è una scusa - conclude Ancelotti - non riguarda il Napoli, ma tutto il calcio italiano".