Domenica 17 Dicembre 2017 - 5:04

Hamsik, la rabbia dopo l'esclusione dal Mondiale

Il capitano se la prende con il regolamento delle qualificazioni

Rabbia Mondiale. Non si capacita Marek Hamsik, ma ad inizio ottobre è già certo che non parteciperà ai Mondiali. Fuori la sua Slovacchia, senza appello. È la peggiore seconda del girone Europeo, nessuna speranza di entrare nei play off. E pensare che gli spareggi era l’obiettivo che il capitano del Napoli si era posto. Il sogno di partecipare di nuovo al torneo più prestigioso dopo l’esperienza del 2010 in Sudafrica, seguita poi dall’Europeo del 2016 in Francia, dove Marek e i suoi compagni sono arrivato fino agli ottavi.

STAVOLTA IL SOGNO si è spezzato in modo beffardo, con la possibilità di arrivare ai play off che sembrava concreta, ma che invece si è sgretolata proprio allo scadere dell’ultimo minuto delle partite di martedì. Una certezza matematica dal sapore di una mazzata. Niente Mondiali per Hamsik, assoluto protagonista in Italia e in Europa, che a giugno dovrà restare a guardare. Amarezza per il capitano azzurro, che sognava di giocarsi un altro mondiale ora che è nel pieno della maturità, ma che sa di avere davanti ancora molti anni di carriera. Mazzata pesante da digerire, perché per quanto fatto vedere in campo la Slovacchia avrebbe meritato di giocare almeno gli spareggi.

INVECE NIENTE DA FARE: ad Hamsik non resta altro che pensare al suo Napoli. Egoisticamente una notizia “non cattiva” per Sarri e per i tifosi azzurri, che sanno che il capitano non avrà altri pensieri se non fare una grande stagione con il Napoli. Però c’è anche un magone che non vuole andare giù: quando ieri Hamsik si è presentato a Castelvolturno la sua delusione era evidente. Proprio non se l’aspettava. C’è rimasto male e si è capito guardando lo sguardo del capitano. «Era un girone difficile e avevamo centrato con una grande impresa l’obiettivo del secondo posto in classifica, dimostrando con le nostre prestazioni di meritare almeno la qualificazione per i playoff – ha commentato prima di rientrare in Italia - invece tutto è dipeso dai risultati degli altri otto gruppi e alla fine ci siamo ritrovati addirittura fuori, per colpa di un regolamento davvero vergognoso”. Toccherà a Sarri in questi giorni ridargli la carica e sistemare il mirino sugli obiettivi che Hamsik ancora ha, e che sono importanti: con la Slovacchia ormai rassegnata a lavorare in vista dei prossimi Europei, il capitano azzurro proverà a spingere il Napoli più in alto possibile. Risultati per la sua squadra, ma anche per se stesso, visto che Marek sta per entrare nella storia: quella passata è stata la sua stagione migliore dal punto di vista delle realizzazioni, visto che ha firmato 15 gol, di cui 12 in campionato, raggiungendo il suo primato che aveva già stabilito nel 2010.

TANTISSIMI GOL, come ha sempre fatto nonostante sia “solo” un centrocampista e non certo un attaccante. Ma ora gliene mancano solo due per raggiungere Maradona per riscrivere la storia azzurra di cui fa già parte visto che è il calciatore con più presenze in competizioni europee con 66 partite giocate ed è il terzo calciatore con più presenze (456) in tutte le competizioni dopo Giuseppe Bruscolotti (511) e Antonio Juliano (505). Il record di Maradona sempre più vicino: manca soltanto un gol per raggiungere il grande Diego a 115 e ancora un altro per superarlo. E poi il primato di presenze, che lo consegnerà direttamente alla storia. Certo, non sarà quella del Mondiale 2018, ma Hamsik sa che dopo la Slovacchia la sua patria è Napoli. E allora che questo Mondiale possa diventare lo scudetto, chissà.

10:44 11/10

di Giovanni Scotto


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