Domenica 22 Aprile 2018 - 14:31

Sarri: «Non telefonerò a Verdi»

Il tecnico è contento per la vittoria, ma torna sul mercato: "Non lo chiamerei mai, anche perché non posso promettere presenze a nessuno"

La politica dei piccoli passi incontra le idee di Maurizio Sarri, primo con il suo Napoli ma con i piedi piantati a terra. La corsa a due con la Juventus è lunghissima, i bianconeri hanno dalla loro l’esperienza e il potenziale tecnico, indubbiamente superiore. E’ il sunto del pensiero espresso dal tecnico al termine di una partita dominata e vinta con pieno merito, nonostante l’ostica resistenza del Verona, piegato dai gol di Koulibaly e Callejon. Tre punti per tenere a distanza la Juventus e provare a crederci sempre di più.

Napoli a cinquantuno punti dopo venti giornate di campionato: per vincere lo scudetto serviranno quasi cento punti?

Non siamo mai arrivati a quelle quote, loro (la Juventus, ndr) hanno anni di certezze e possono chiudere sopra i novanta punti. Sappiamo che hanno il potenziale per raggiungere quel punteggio, noi non lo sappiamo. Bisogna andare partita per partita senza porsi tante domande”.

In campionato il Napoli sembra quasi trasformarsi: la squadra ha deciso di concentrarsi esclusivamente sul discorso scudetto, rinunciando alle coppe?

“La squadra in questo momento a livello inconscio sente più le partite di campionato più di quelle delle altre manifestazioni, è un errore perché la mentalità si dovrebbe creare ogni volta che si scende in campo. La mia sensazione è questa e non vorrei essere io inconsciamente che attacco questo. Mi arrabbio anche per le partitine in allenamento, se attacco questo lo faccio in maniera inconscia, non rientra nel mio tipo di mentalità”.

Mezza occasione concessa al Verona e porta azzurra inviolata: i progressi nella fase difensiva sono indice di una crescita importante in termini di competitività?

“Non lo so, bisogna vedere su percorso lungo se siamo in gradi continuare Su questi livelli. Stiamo facendo meglio anche se ancora in qualche partita viene fuori qualche calo di applicazione ed attenzione”.

Squadra in vacanza, gli allenamenti riprenderanno solamente sabato: era necessaria una sosta così lunga?

“Io continuerei a lavorare con piacere. I ragazzi hanno giustamente qualche giorno di vacanza, noi siamo partiti i primi di luglio ed abbiamo fatto tanti allenamenti e tante partite. Ritengo un esagerazione che un professionista in attività possa fermarsi una settimana. Qualche giorno è dovuto, ma mi sembra troppo anche sei giorni. Noi facciamo uno sport di squadra e dobbiamo allenarci come squadra, il lavoro a secco per un calciatore che ha fatto 35-36 partite credo possa dare poco”.

Preoccupano le condizioni di Albiol?

“Aveva preso un colpo al ginocchio nel primo tempo e magari poggiando male la gamba è andato in contrattura. Non sembra preoccupante”.

Chiamerà Verdi per convincerlo ad accettare l’offerta del Napoli?

“Prima di tutto non mi permetterei mai di chiamare un giocatore mentre lo sta allenando un altro allenatore, non mi sembrerebbe corretto. Sinceramente non saprei cosa dirgli, un giocatore straordinario che ho avuto con me per due anni. Abbiamo vinto la serie B e poi ha fatto 26 presenze con me in A. Ha un talento straordinario con un pizzico di incapacità di fare la differenza in campo in relazione al talento che ha. Vedo che sta crescendo ed il giudice ultimo è il campo, non è che posso fare promesse a qualcuno”.

Che importanza dà Sarri al mercato?

“Come tutti mi piace allenare le squadre forti, tra allenare e stare a casa alleno chiunque perché mi diverto”.

13:25 7/01

di Redazione


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