Domenica 19 Agosto 2018 - 15:27

Addio vecchia Europa, si va nel terzo mondo

Opinionista: 

Ottorino Gurgo

Se Finalmente la partita si gioca a carte scoperte. Si dissolve la nebbia dei mille inganni e delle mille promesse della campagna elettorale e cominciano ad apparire chiare le reali intenzioni delle forze politiche. Così, se oggi fossimo chiamati alle urne, sapremmo con chiarezza qual è la reale posta in gioco: non il reddito di cittadinanza, non la diminuzione dell'età pensionabile, non la riduzione delle tasse, non la piena trasparenza delle nomine pubbliche e la conseguente fine del sistema delle lottizzazioni, tutti obiettivi irrealizzati e, peraltro, irrealizzabili. L'obiettivo verso il quale tendono i vincitori della competizione elettorale è ben chiaro: abolire l'attuale democrazia rappresentativa. Detta in modo così apparentemente brutale, una simile affermazione può sembrare un iperbolico paradosso. Ma riflette alla lettera il punto di vista di Davide Casaleggio e di Beppe Grillo, i due leader di quel Movimento Cinquestelle (il povero Di Maio non è che l'uomo dello schermo) al quale, in modo massiccio, gli italiani hanno accordato la loro fiducia. Ai due "guru" pentastellati non si può rimproverare di non parlar chiaro. Casaleggio ha definito "inevitabile " il superamento della democrazia rappresentativa e ha aggiunto che, in prospettiva, il Parlamento non sarà più necessario; Grillo è stato ancora più esplicito sostenendo che "la democrazia è superata" e, dopo aver, per inciso, sollecitato il presidente del Consiglio Conte a promuovere un referendum sulla permanenza del nostro paese nella moneta unica europea, ha ribadito la sua proposta secondo la quale i rappresentanti del popolo dovrebbero essere nominati non con un voto, ma con una estrazione casuale. Ad indurre i due esponenti pentastellati ad uscire con tanta evidenza allo scoperto ha indubbiamente contribuito l'accentuarsi della concorrenza con gli alleati leghista e il timore di essere sopravanzati da costoro il cui capo, Matteo Salvini, con i suoi atteggiamenti rodomonteschi dai connotati grotteschi (tra il comico e il tragico) lascia intendere di aspirare ad un regime personalistico che di democratico avrebbe ben poco. Ora, a prescindere dal fatto che, come diceva Winston Churchill, la democrazia sarà pure un sistema pessimo, ma non se ne conoscono di migliori e che la democrazia rappresentativa in specie, costituisce la maggiore conquista politica dell'età moderna, non si può non tener conto di un dato fondamentale e cioè che è all'insegna di questo tipo di sistema che sono governati tutti gli Stati occidentali. E, allora, poiché, come dicono i francesi, "tout se tient", tutto si tiene, si lega e s'intreccia, ecco spiegata la profonda avversione nei confronti dell'Unione europea e della moneta unica. Insomma, senza neppure farne troppo mistero, i nostri nuovi governanti puntano a dar corpo ad un'autentica rivoluzione copernicana destinata a condurci fuori dall'ambito occidentale e verso il terzo mondo per il quale il loro modello istituzionale sembra tagliato su misura. Può darsi che gli italiani che, secondo i sondaggi, continuano a preferire Lega e Cinquestelle, vogliano proprio questo. Ma è bene che tutte le scelte avvengano nella massima trasparenza, nella piena consapevolezza delle conseguenze che queste scelte comporterebbero, cosicché nessuno, a cose fatte, possa dire: "Io non avevo capito...".

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