Mercoledì 21 Novembre 2018 - 4:41

Anche il Giro d’Italia ora ignora il nostro Sud

Opinionista: 

Franco Bianco

Gentile Direttore, apprendo che il Giro d’Italia del prossimo anno partirà da Bologna e farà una sola tappa al Sud, a San Giovanni Rotondo, in Puglia, nota per l’opera svolta da San Pio. Questa notizia mi fa fare alcune riflessioni, che vorrei “consegnare” ai Suoi lettori. Siamo stati sempre rappresentati dai signori del Nord come il Sud “piagnone”, abbisognevole di continua assistenza, poco propenso al lavoro, ed in cerca solo del cosiddetto “posto sicuro” (quello statale, ovviamente!). Ultimamente un imprenditore del Nord, Gianluca Brambilla, si è fatto propaganda gratuita, quando ad una trasmissione della Rai (Agorà di Rai- Tre) ha detto che antropologicamente i napoletani sono abituati ad evadere e a vivere nell’illegalità! Non so se il signor Brambilla conosca il significato di “antropologia”, che deriva dal greco: antropos = uomo, e logos = studio. Studio dell’uomo, dunque, delle sue caratteristiche, del suo comportamento, delle diverse comunità etniche o di diversi gruppi sociali. Certo, appartiene a quel Nord dei Brambilla il concetto che la differenza antropologica parte specialmente dal colore della pelle. Ancora rimbombano le espressioni dell’ex ministro leghista Calderoli, che in pubblica piazza, nel 2013, affermò che l’ex ministro Cècile Kyenge, di origini congolesi, ma italiana a tutti gli effetti, “ha le sembianze di un orango”. Noi del Sud, quindi, che abbiamo generalmente la pelle più scura rispetto ai pallidi nordisti, siamo quasi equiparati ed emarginati. Io credo che avrebbe fatto meglio a dire, il “simpatico” sciur Brambilla che nel nostro dna (questo, sì) abbiamo la vocazione al masochismo, tanto da essere entusiastici sostenitori della Lega e dei 5 Stelle, questi ultimi, con il giovanotto Di Maio, tipico prodotto del Sud assistito, ha capito che il “richiamo” più forte per il Meridione sia il solito “assistenzialismo”, con il reddito di cittadinanza, dando, di fatto, ragione ai Brambilla di turno! E così, non dobbiamo meravigliarci se gli organizzatori della “Gazzetta dello sport” (giornale più nordico di tutti) organizzano un “Giro d’Italia”, che si potrebbe chiamare “Giro della Padania”, visto che l’intero Meridione viene escluso (la tappa a San Giovanni Rotondo è solo un’occasione per avere più spettatori, non si sa bene se tifosi, o pellegrini per Padre Pio ). Né dobbiamo meravigliarci se l’ultima partita di calcio internazionale allo stadio San Paolo, sia pure quella giocata con… l’Armenia è datata 6 agosto 2013! Il calcio (sport nazionale per eccellenza) è lo specchio del Paese, diceva un noto giornalista sportivo. Se non fosse per il Napoli, rilevato dopo il fallimento della società, dal produttore “romano” De Laurentiis, alcuna soddisfazione avremmo! Abbiamo dovuto “inventarci” nel 2012 una World Series della famosa Coppa America di vela, spacciandola come qualificazione per i mondiali, spendendo soldi pubblici a palate, per assistere a due “esibizioni” di catamarani. Abbiamo “inventato” finanche un campo da tennis sul lungomare, portando tonnellate di terra rossa, poi rimossa, ovviamente con esborso notevole di soldi pubblici, dove hanno giocato atleti dal 136° posto in giù. Per fortuna, si dirà, abbiamo avuto assegnate le “Universiadi” (le Olimpiadi degli studenti universitari), che si terranno il prossimo anno! Un “bluff” di dimensioni planetarie: Napoli non è stata scelta, ma necessariamente assegnataria, dopo la rinuncia della capitale dell’Azerbaigian, Baku, e di Brasilia, capitale del Brasile. Entrambi questi Paesi hanno ritenuto la manifestazione di poca rilevanza, e la nostra città, che si era anch’essa candidata, è rimasta l’ultima spiaggia. Insomma, rappresentiamo… il residuale di quel che non fa comodo agli altri. Non voglio rivangare le polemiche sull’organizzazione di questo “straordinario” evento: tutta la stampa ha messo in luce la desolante babele che ha contorniato l’organizzazione stessa: gli impianti da utilizzare e il loro ammodernamento; le province interessate; i siti, ecc…. Ma la “querelle” più importante è stata una pantomima degna del teatro dei Pupi più esilarante: dove collocare gli oltre 8mila atleti e il loro seguito? E qui la fantasia si è sfrenata nel più classico degli “sceneggiati” nostrani. Alberghi, caserme dismesse, “casette” nella Mostra d’Oltremare, navi da crociera, infine, cioè la soluzione meno adatta! Io so che i grandi eventi (sportivi, mostre, esposizioni universali, ecc.) vengono organizzati per ottenerne vantaggi, piuttosto che far ridere tutta l’Italia (e non solo!), come è successo con le Universiadi da noi (ed ancora siamo nella fase preliminare!). Gli edifici e le strutture costruite per queste occasioni rimarranno, dopo concluso l’evento, per la fruizione dei cittadini. Altrimenti, perché spendere milioni e milioni di euro? Occupando le navi, cosa rimarrà? Niente, se non che gli armatori delle navi avranno avuto non solo il compenso (ultramilionario) per ospitare nelle cabine gli atleti e altre manifestazioni di gala, ma anche una propaganda indiretta per essere pubblicate sui giornali e nelle tv. Ma qualcuno ha accertato quanto costa questa sciagurata scelta? Oltre al costo della nave, si è pensato a quello del personale (sommozzatori, vigili del fuoco, capitaneria di Porto, Forze dell’Ordine) che dovrà vigilare, notte e giorno, non solo a terra, ma anche sott’acqua per scongiurare qualsiasi attentato o pericolo in genere? “I lavori per il rifacimento del Molo Beverello non sono compatibili con lo svolgimento delle Universiadi a Napoli, quindi aspetteremo la fine dei Giochi studenteschi”, ha detto il presidente dell’Autorità Portuale Pietro Spirito. Altro problema, che si assomma agli altri, per la scelta delle navi. Immagino, poi, il traffico che impazzirà nel centro di Napoli (ne avevamo bisogno!). Mi ribello sempre, Direttore, quando qualcuno discrimina, od offende addirittura il “ mio Sud”; piango nel cuore quando negli stadi di calcio sento “Vesuvio lavali tu”; vorrei dire ai Brambilla del Nord che è vera la nostra differenza “antropologica” da loro: quando noi vestivamo tuniche di seta e le nostre donne si lavavano in piscine termali ed indossavano gioielli di fina fattura d’oro e perle, loro avevano una pelle di montone o di orso per ripararsi dal freddo e l’orecchino l’avevano al naso! Poi mi domando: ma non contribuiamo pure noi nel farci discriminare da questi “signori”? Se, nonostante il loro disprezzo, tifiamo per le loro squadre o votiamo per i loro partiti, perché ribellarsi alla loro altezzosità? Sarò l’“ultimo dei Mohicani”, ma, nonostante il nostro atavico masochismo e la barzelletta della sistemazione logistica degli atleti delle Universiadi a… bordo delle navi da crociera, sono ancora orgoglioso di appartenere “antropologicamente” agli eredi della “Magna Grecia”, dei Romani, dei Sanniti, degli Osci. Insomma a quella “Nea Polis” che, per la sua cultura, aveva rapporti privilegiati con l’Atene di Pericle.   

Share

Commenta

Plain text

  • Nessun tag HTML consentito.
  • Global tokens will be replaced with their respective token values (e.g. [site:name] or [current-page:title]).
  • Twitter-style #hashtags are linked to search.twitter.com.
  • Twitter message links are opened in new windows and rel="nofollow" is added.
  • Twitter-style @usernames are linked to their Twitter account pages.
  • Replaces [VIDEO::http://www.youtube.com/watch?v=someVideoID::aVideoStyle] tags with embedded videos.
  • Indirizzi web o e-mail vengono trasformati in link automaticamente
  • Linee e paragrafi vanno a capo automaticamente.


cronaca
sport
politica
spettacoli

Rubriche

LA SCIENZA PER TUTTI
di Michele Sanvitale
BIRRA IN CAMPANIA
di Alfonso Del Forno
ODISSEA GASTRONOMICA
di Antonio Medici
RICETTE E CURIOSITÀ ATTENTI A QUEI DUE
di Antonio Sorrentino ed Enzo De Angelis
IL FATTARIELLO
di Edo e Gigi (I Fatebenefratelli)
BIRRA IN CAMPANIA
di Alfonso Del Forno
IL COMMERCIALISTA
di Carmine Damiano
ODISSEA GASTRONOMICA
di Antonio Medici