Mercoledì 22 Febbraio 2017 - 7:52

Asceti culturali per liberarsi del web

Opinionista: 

Giuseppe Scalera

La fotografia delle nostre giornate è sotto gli occhi di tutti. Dovunque, tanto in metropolitana quanto in ufficio, spesso anche per strada, sono tutti connessi, costantemente aggrappati al proprio smartphone o, magari, al proprio computer, pur di non perdere un messaggio, una foto, una notizia. Una vera, autentica, nuova forma di moderna dipendenza, ormai abbondantemente studiata dagli scienziati di tutto il mondo. Neurologi e psicologi hanno compreso questa nuova scala di priorità. La concentrazione non sembra più esclusivamente orientata sul lavoro, sulla famiglia, sul proprio stato di salute ma viene, invece, catturata, spesso monopolizzata dal trillo di una email in arrivo, dal continuo girovagare tra i social network, la posta elettronica, il mondo di Whats App, le ultime frontiere degli sms, le news a portata di dito. Una giostra impazzita che ha cambiato radicalmente le nostre abitudini, esercitandoci, giorno dopo giorno alla superficialità. Tutto scorre nell’alveo impetuoso del nostro cervello, addestrandoci alla fumosità e alla genericità, incapaci di approfondire una qualsiasi notizia, pronta a farla rapidamente nostra, per poi eliminarla dopo pochi minuti. Benvenuto nel regno della post-verità, la parola regina del 2016, pronta a narrare sul web una storia mai esistita, una vicenda assolutamente priva di una qualsiasi verità. Notizie distorte che tendono a mutare gli umori dell’opinione pubblica, una nuova regola dell’ informazione più trash. Ma perché la concentrazione verso le nuove tecnologie è così palpabile, costante, continua? Semplice. Perché gli stimoli che riceviamo provocano il rilascio di dopamina nel nostro cervello, come per il cibo come per il sesso. E la dopamina, come tutto il mondo scientifico conosce, crea un’inevitabile dipendenza. È come se la tecnologia stesse riprogrammando le nostre menti, ha sottolineato recentemente l’autorevole New York Times. C’è un solo modo per difendersi efficacemente: reimpadronirsi del proprio tempo, distaccarsi dalla tecnologia con una nuova disciplina mentale, riprendendo tra le mani lo storico supporto del pensiero profondo: l’antico mondo cartaceo di libri e giornali. Una nuova, moderna forma di ascetismo culturale.  

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